22/02/2026
Sabato pomeriggio c’è stata la festa di Carnevale delle classi seconde dei due plessi della nostra scuola.
I compagni di Maddalena li conosco bene: sono bambini splendidi, affettuosi, che la includono nei giochi e nelle attività con una naturalezza che ancora mi commuove. Ma i bambini dell’altro plesso non la conoscevano.
A un certo punto, durante la merenda, una bimba dell’altra classe si avvicina e mi chiede se può portare qualcosa da mangiare a Maddi. Le spiego che aveva già fatto merenda, perché non può mangiare glutine e lattosio, e che comunque lei è abituata alla sua frutta.
Chiacchieriamo un po' del perché e poi, quasi in un soffio, mi confida che la prima volta che ha visto Maddi (durante dei giochi sportivi a scuola) si era rattristata e aveva pianto.
“Perché?” le chiedo.
“Perché mi dispiaceva che non poteva correre e giocare con gli altri bambini.”
Sette, otto anni. Un cuore già così grande.
Poco dopo, mia nipote e un'altra compagna di Maddi decidono di portarla in mezzo agli altri bambini e la bimba si unisce a loro.
Nel frattempo gli altri decidono di giocare al gioco della sedia. Tutte e tre iniziano a fare spazio per mettere anche Maddi e la sua carrozzina tra le sedie, perché avevano deciso che pure lei avrebbe giocato (e avrebbe pure vinto visto che stava già sulla sua sedia🤣)
Purtroppo non è stato possibile, perché tra musica e confusione lei iniziava ad agitarsi troppo.
Ma quel gesto, quella richiesta semplice e luminosa, mi è rimasta addosso.
In mezzo a stelle filanti, risate e caos, una bambina ha visto Maddi. L’ha vista davvero. E ha voluto farle spazio.
E io, lo ammetto, mi sono sciolta un po’.
In tutto ciò, Miranda ha corso come una matta tutto il tempo, e siamo riusciti a trascinarla via senza fare drammi solo dietro la promessa di un pezzo di cioccolato appena arrivati a casa🤣