30/04/2026
Paolo, 36 anni. Operaio specializzato da sempre. Un mutuo, una casa conquistata.
Ed è una gran testa: podcast, libri, vuole capire come funziona il mondo. E parlarne, con la gente giusta.
Sente da sempre che ha dentro molto di più.
Da quando ha cambiato azienda, poi, si annoia. Da morire.
Se prova a migliorare un processo, gli dicono: “Anche meno”.
Poco a poco si avvicina al burnout.
Mollare tutto? Magari. Ma perderebbe tutto.
Eppure il corpo chiede di cambiare lavoro. Lo spirito, di poter essere più autonomo.
Vendere? Esporsi? “Non sono abbastanza”.
E il mutuo, poi?
Allora fa un’altra cosa. Invece di saltare nel vuoto, fa un atto di coraggio calcolato: investe su di sé.
Per capire: qual è il mio talento vero? Dove altro posso stare senza spegnermi? A che scopo sono fatto così?
Oggi si forma come promoter per un’altra azienda.
Senza mollare la fabbrica. Lo farà quando fattura bene.
Tre mesi fa, una presentazione a 10 persone? Avrebbe mollato.
Cosa è cambiato?
Che Paolo ha ri-scoperto di saper coinvolgere, entrare in empatia, leggere la stanza.
Dov’era, era “troppo”. Dove sta andando, se la gioca.
Come l’ha reso semplice?
Un coach. Uno specchio giusto in cui guardarsi. Un piano che lo fa sentire al sicuro.
Cosa l’ha reso più fluido e veloce?
Un lavoro parallelo sulla sua energia. Quella cosa dei chakra.
La carica per ti**re avanti dov’è, finché servirà.
Non ci credi? Ci sta.
Ma intanto succede. Ai curiosi come Paolo.
Anche tu hai lavoro che non senti più tuo, paura del cambiamento, voglia di dare un senso a ciò che fai tutti i giorni — e sei curioso/a? Sul mio profilo trovi altre storie vere.