Loretta Claudia Guglielmi - Personal Change Coach & Pranoterapeuta

Loretta Claudia Guglielmi - Personal Change Coach & Pranoterapeuta ☯ Metodo 'OLTRE' per Ritrovare uno Scopo Vero
🎯 40-50enni bloccati in un Lavoro senza più Stimoli
💝 E se ti stessi solo autosabotando?

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📜 Professionista DBN accreditata R.E.O.O. Sono un Personal Coach che accompagna allAutorealizzazione chi vuole rivoluzionare vita o lavoro. Un percorso completo e intensivo per trasformare passo dopo passo il "vorrei, ma..." e il non ci riesco in "io posso", per conquistare la Vita che meriti. I tuoi Demoni interiori, la Vocina dentro che ti dice

"Non si può fare, è troppo rischioso, rimani dove sei", possono diventare i tuoi alleati più potenti e i tuoi più grandi Fan. Non solo Mindset: quella Voce si nutre dei tuoi condizionamenti, del tuo stress, delle tue emozioni, della storia che ti ha insegnato che i sogni sono per bambini. Se non rilassi il corpo, non puoi avere emozioni e pensieri equilibrati. Se la paura è forte, non puoi pensare lucidamente. E se la mente crede che tu debba stare ferm@, il Vero Sé che vuole emergere e dare un senso alla tua Vita non può parlare. Ma noi ci rivolgeremo a tutte le sfere del tuo Essere anche con il riequilibrio somato-emozionale, per sintonizzarle su un'unica frequenza, e allora il Cambiamento sarà possibile. Professionista ai sensi della L. 4/2013 accreditato R.E.O.O.

05/06/2026
L'assurdità è che spesso il talento non si vede da come “performi”.Si vede quando:✨ organizzi tutti senza accorgertene✨ ...
28/05/2026

L'assurdità è che spesso il talento non si vede da come “performi”.

Si vede quando:
✨ organizzi tutti senza accorgertene
✨ trovi soluzioni al volo
✨ fai domande che gli altri evitano

…e finisci pure per sentirti “too much”.

Molti professionisti in burnout non sono stufi.Sono fuori ruolo da anni.

Perché a te che sei “troppo”
ti vorrei vedere là dove puoi farla tu, la differenza.

Ho letto il post del 1 maggio di Gabriele Agostinelli e Camilla Guidotti sul burnout e il mondo del lavoro oggi. Ho vist...
22/05/2026

Ho letto il post del 1 maggio di Gabriele Agostinelli e Camilla Guidotti sul burnout e il mondo del lavoro oggi. Ho visto i like, i commenti, i salvataggi.

Sia la parte di me “ex collaboratore aziendale modello”, sia la coach olistica che sono oggi sentono nella pancia questa in-sofferenza di massa.

Ma spesso il problema non si riduce allo stress, al troppo lavoro o agli ambienti tossici.

È vivere per anni in modalità sopravvivenza.

Adattarsi così bene da non ricordare più chi siamo e che persone volevamo diventare.

Il corpo prova a dircelo. La mente lo zittisce, ti dice che è un lusso pensare a queste cose. Finché sopraggiunge il burnout…

Eppure la formula per cambiare strada, senza far saltare il resto della vita, esiste e funziona.

Sta a ognuno adottarla. Se desideri sapere qual è e se fa per te, fammelo sapere in DM.

21/05/2026

😶‍🌫️ La notte, l’errore nella mail ti sveglia.

Alle 7:05, col caffé in mano,
ti sembra di aver già fatto
una giornata in miniera. 

E non ne puoi più di sentir parlare di cortisolo.

💊 Perché lo so che hai già tentato:

Magnesio.
Melatonina.
Meditazione.
Il pilates “per scaricare lo stress”.

E magari ti auto-accusi di non essere costante.

Perché sembra che tutti, là fuori, reggano meglio di te.

💘 Poi però ti ritrovi con l’amicə al bar, a dirvi a vicenda che questa non è vita.

E lì inizi a sentire che forse non è solo stress.

Tornando, ripensi a chi vuoi essere davvero. 

A quando ti hanno detto che crescere è adattarsi.

E quasi non osi chiederti se in realtà tu non sia solo stancə del lavoro…

ma di funzionare in un ruolo che, da troppo tempo, ti chiede di diventare un personaggio. Che non fa per te.

💥 Molte persone non sono esaurite (solo) perché lavorano troppo.

Sono esaurite perché da anni si sono abituate a non sentirsi. 

A pensare che sia normale non riconoscersi più.

A ignorare ciò che sentono davvero quando la mente le spinge avanti lo stesso.

❣ Non è vero che questa “normalità” è una condanna. 

Anzi, il momento per ritrovarsi è adesso.

In quest’era in cui tutti ti chiedono il “reskilling”, tu puoi costruire qualcosa di molto più intelligente:

puoi trovare la direzione che ti assomiglia davvero.

Perché ci sono stanchezze croniche che non chiedono riposo.

Chiedono che tu smetta di sopravvivere in automatico. 

👉 Seguimi se senti che non ti serve l’ennesimo consiglio per “gestire lo stress”.

Capiamo come puoi tornare a sentirti vivə dentro la vita che stai costruendo.

19/05/2026

💼 “Per ca**tà, lo stipendio è ok.
Ma io non mi riconosco più.”

Ci sono giornate da cui non esci stanc@:
esci svuotat@.

Perché a un certo punto ti accorgi che non stai più usando il tuo talento per qualcosa di vero.
Stai usando la tua testa per far funzionare cose in cui non credi più.

🌀 Allora inizi a pensare che forse dovresti cambiare qualcosa.
Rifare il CV. Sistemare LinkedIn. Cercare un ruolo “più allineato”.

Ma dopo un po’ arriva una realizzazione scomoda:

Così non usciresti davvero dalla gabbia.
Potresti solo finire in una gabbia più elegante.

🛑 E qui molte persone si bloccano.
Perché continuano a chiedersi “cosa potrei fare”, a macinare webinar sulle skill del futuro…senza accorgersi che il vero problema è più profondo.

Hai passato così tanti anni a essere utile, efficiente, affidabile…
che forse non sai più chi sei senza il ruolo che ricopri.

📉 E allora succede una cosa paradossale:
più senti di avere un potenziale inespresso, più rimani ferm@.

Perché finché resti dove sei, il problema è solo l’azienda, il mercato, il periodo storico.
Ma se provassi davvero a cambiare traiettoria… dovresti contare su di te, su chi sei oltre quell’alibi.

⏳ Eppure c’è una cosa che molti iniziano a capire.

Il momento di iniziare a costruire un’alternativa fondata sul talento non è quando arrivi al limite.
È adesso.
Finché hai ancora energia, lucidità e margine per scegliere.

Non vuoi arrivare al giorno in cui cambiare sarà necessario… senza aver mai scoperto chi sei fuori da lì.

Perché quando a decidere saranno il tuo corpo, il mercato o un burnout che non puoi più ignorare… non sembrerà più un desiderio.
Sembrerà un’emergenza.

✨ Quindi no, non stai facendo i capricci.
È la parte sana di te che sta cercando di arrivare viva al futuro.

👉 Seguimi se hai capito che il problema non è trovare “il lavoro giusto”… è arrivare al prossimo bivio della tua vita sapendo davvero in che direzione andare, anche fuori dal personaggio che hai costruito finora.

Tutti ti seguono per settimane, a volte mesi, prima di scriverti. Come è giusto che sia.E quasi sempre, a un certo punto...
15/05/2026

Tutti ti seguono per settimane, a volte mesi, prima di scriverti. Come è giusto che sia.

E quasi sempre, a un certo punto, arriva questa domanda:

“Ok… ma poi concretamente cosa succede in un percorso con te?”

E lì, purtroppo, a volte divento un po’ tecnica. 😅 

Oggi sono riuscita a lasciar parlare più il cuore e l’esperienza concreta, non la parte di me che vuole sempre spiegare tutto perfettamente.

Se leggendolo senti che una parte di te, di rimando, si è emozionata più del previsto, scrivimi “OLTRE” in DM.

E vediamo qual è la TUA formula per costruire una seconda vita lavorativa (e non solo) senza distruggere tutto il resto.

Non si tratterà più di cambiare lavoro, fra un po’.Si tratterà di ritrovare un’identità professionalein linea con l’iden...
08/05/2026

Non si tratterà più di cambiare lavoro, fra un po’.
Si tratterà di ritrovare un’identità professionale
in linea con l’identità e le qualità personali,
che rispecchi chi siamo davvero.

Unici, necessari per chi siamo e come siamo.

Si tratterà di definire un vero ruolo, non più una mansione,
che possa traghettarci nel lavoro del futuro.

E allo stesso tempo restituirci passione,
ridare un senso a ciò che facciamo.

Si tratta oggi di trovare quel nostro talento umano
che la tecnologia la guidi
- e non parlo (solo) di soft skills.

Potenzialmente, potrebbe trattarsi di una rivoluzione.
E potrebbe portare
i supermanager tossici
che campano dei meriti altrui
a non avere più niente da dare,
e le vere capacità ad emergere,
al loro posto.

Non accadrà domani. Ma neanche fra tanto.

E per riconnettersi con se stessi
dopo anni di adattamento,
per trovare il ruolo perfetto
e la direzione più giusta per noi,
non ci vuole un giorno.

Ma nemmeno un percorso eterno.

Bastano pochi mesi col metodo giusto.
Purché tu ti metta in gioco
e scommetta su di te, davvero.

Tu non trovi che il momento perfetto
per fare questo primo passo sia proprio ora?

06/05/2026

😱 “Ok… ma quindi quando succederà davvero?”

Oh, già ora.
Solo che non fa rumore.

Succede quando entri in riunione e senti, anche solo per un secondo, che domani potresti non essere più indispensabile.
Non perché non vali.
Ma perché quello che porti oggi… inizia a essere replicabile.

E questa cosa spaventa più di quanto si dica.

Non per il lavoro in sé.
Ma per ciò che quel lavoro rappresenta.

Chi sei.
Il tuo posto nel mondo.
Il fatto di non essere “messo da parte”.

🤖 E allora scatta la reazione intelligente: aggiornarsi.
Nuovi tool, nuovi corsi, nuove competenze.

“Ridefinire i ruoli”, lo chiamano.

Giusto.
Talmente giusto che rischia di tenerti in superficie.

Perché mentre migliori quello che fai…
continui a evitare una domanda molto più strategica:

se domani il tuo ruolo cambiasse radicalmente, tu sapresti ancora dove andare?

🧩 Qui non stiamo più parlando di IA.

Stiamo parlando di identità.
Di direzione.
Di quella sensazione sottile di essere finito su un binario che non hai scelto fino in fondo… e che adesso potrebbe anche finire.

E no, non ne trovi un altro (solo) con il “reskilling”.
Non è questione di competenze.

🌱 Le persone che stanno già preparandosi al futuro fanno qualcosa di diverso.

Scendono più in profondità.

Vanno a vedere dove il loro modo di decidere, leggere le persone, dare direzione… non è replicabile.
E da lì ricostruiscono un’identità pro che non dipende più solo da cosa sanno fare. Ma da come.

Una posizione in cui la tecnologia lavora per loro, non al posto loro

Ma questo cambio non avviene “capendo di più”.
Perché certe paure non stanno nella testa come pensiamo.

🔍 Se questa cosa ti ha toccato più di quanto ti piacerebbe… fermati un attimo lì.

Segui il profilo.
Qui non si parla di sopravvivere al cambiamento.

Si parla di trovare il tuo posto in un mondo che cambia — senza più sparire dentro.

Il Diavolo Veste Prada 1 non è un film sul lavoro.È un film su come ci si perde dentro un lavoro.E la cosa interessante ...
04/05/2026

Il Diavolo Veste Prada 1 non è un film sul lavoro.
È un film su come ci si perde dentro un lavoro.

E la cosa interessante è che non è cambiato molto da allora.
È cambiato solo il linguaggio: oggi parliamo di work-life balance, talento, purpose, burnout, job satisfaction.

Ma sotto, la scena è spesso la stessa:
persone intelligenti che iniziano a funzionare benissimo…
e a sentirsi sempre meno loro. Finché non funziona più nulla.

Il punto non è scegliere tra “restare” o “scappare”.
Quella è una semplificazione che ci viene quando siamo sfiniti.

Il punto vero è un altro:
quanto di quello che fai ogni giorno è allineato a ciò che sei davvero?

E ne è valsa la pena, in un’era in cui anche il posto di lavoro più sicuro potrebbe essere rimpiazzato da un’IA?

Perché il rischio non è la scelta sbagliata.
È la scelta poco lungimirante. Oggi, scegliere il proprio talento non è più un capriccio o una favola Hollywoodiana: è strategia a lungo termine.

Si parla ancora molto di competenze.
Ma le competenze si aggiornano. Sono rimpiazzabili
L’identità no. Il come sai fare quelle cose che pochi sanno fare altrettanto bene: questa sarà la nuova identità professionale.

Se questa cosa ti risuona anche solo un po’,
non serve fare rivoluzioni.

Serve iniziare a rimettere a fuoco una domanda più semplice (e più saggia):

👉 “In cosa, io, funziono in modo naturale?”

Da lì puoi creare un piano smart per il tuo futuro, senza salti nel vuoto.

Se vuoi, posso condividere con te un mini test di 5 minuti che uso spesso per aiutare le persone a chiarirlo.
Non è un quiz motivazionale: è più un piccolo specchio.

💬 Scrivimi in privato oppure nei commenti,
e te lo mando senza complicazioni, né dati da lasciare in ostaggio.

30/04/2026

Paolo, 36 anni. Operaio specializzato da sempre. Un mutuo, una casa conquistata.
Ed è una gran testa: podcast, libri, vuole capire come funziona il mondo. E parlarne, con la gente giusta.

Sente da sempre che ha dentro molto di più.
Da quando ha cambiato azienda, poi, si annoia. Da morire.
Se prova a migliorare un processo, gli dicono: “Anche meno”.

Poco a poco si avvicina al burnout.
Mollare tutto? Magari. Ma perderebbe tutto.
Eppure il corpo chiede di cambiare lavoro. Lo spirito, di poter essere più autonomo.

Vendere? Esporsi? “Non sono abbastanza”.
E il mutuo, poi?

Allora fa un’altra cosa. Invece di saltare nel vuoto, fa un atto di coraggio calcolato: investe su di sé.
Per capire: qual è il mio talento vero? Dove altro posso stare senza spegnermi? A che scopo sono fatto così?

Oggi si forma come promoter per un’altra azienda.
Senza mollare la fabbrica. Lo farà quando fattura bene.

Tre mesi fa, una presentazione a 10 persone? Avrebbe mollato.
Cosa è cambiato?

Che Paolo ha ri-scoperto di saper coinvolgere, entrare in empatia, leggere la stanza.
Dov’era, era “troppo”. Dove sta andando, se la gioca.

Come l’ha reso semplice?
Un coach. Uno specchio giusto in cui guardarsi. Un piano che lo fa sentire al sicuro.

Cosa l’ha reso più fluido e veloce?

Un lavoro parallelo sulla sua energia. Quella cosa dei chakra.
La carica per ti**re avanti dov’è, finché servirà.

Non ci credi? Ci sta.
Ma intanto succede. Ai curiosi come Paolo.

Anche tu hai lavoro che non senti più tuo, paura del cambiamento, voglia di dare un senso a ciò che fai tutti i giorni — e sei curioso/a? Sul mio profilo trovi altre storie vere.

Indirizzo

Arzignano

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