Dott.ssa Paola Materzanini - Medico Psicoterapeuta

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Medico Psicoterapeuta ad indirizzo sistemico-relazionale, mi occupo di:
> percorsi individuali per momenti di particolare difficoltà psicoemotiva o relazionale
> percorsi di autoconoscenza
> terapie familiari e di coppia
Psicoterapeuta Dipendiamo®
EMDR

Arriva un momento in cui sta a noi fare "click", passando dalla passività alla responsabilità 😊
25/03/2026

Arriva un momento in cui sta a noi fare "click", passando dalla passività alla responsabilità 😊

21/03/2026

Cos’è la psicoterapia per noi

IL "TRASDUTTORE" INTERNOIl trasduttore - dal latino transducere, composto da trans ("oltre") e dūcere ("condurre", "port...
11/03/2026

IL "TRASDUTTORE" INTERNO

Il trasduttore - dal latino transducere, composto da trans ("oltre") e dūcere ("condurre", "portare"), col significato letterale di "condurre oltre" - è un dispositivo in grado di convertire una forma di energia in una diversa.

In questi periodo mi trovo a riflettere con alcuni pazienti sul verificarsi di reazioni immediate, spesso di rabbia, di fronte a quelli che appaiono come veri e propri "attacchi" da parte dell'altro, spesso di una persona a noi vicina. È come se venisse premuto un interruttore di tipo on/off, che subito innesca una risposta.
A volte questa reazione può anche essere salvifica e autoprotettiva, ma se tende a ripetersi non ci fa stare bene.

Ecco che in terapia si può lavorare alla costruzione di una sorta di "trasduttore interno": un "dispositivo" che ci consenta innanzi tutto di decodificare il segnale, di interpretarne il significato, attribuendo le eventuali responsabilità in modo corretto, e di rispondere poi in modo consapevole.

È importante ascoltare veramente qual è l'effetto che si produce in noi e chiedersene il perché: spesso aggancia una nostra insicurezza o fragilità o paura, o riattiva magari antichi vissuti.

Fatti i conti con questo, possiamo poi cercare di capire quanto di quella situazione sia responsabilità dell'altro e quanto nostra, e infine decidere come rispondere, recuperando il timone del nostro comportamento in quella relazione.

In fondo, si tratta di recuperare il famoso "contare fino a 10" di antica saggezza, ma anziché limitarsi ad attendere i 10 fatidici secondi, utilizzarli per attivare il trasduttore! 🧘🪷🔳💡

26/02/2026

Scopri come nutrire il vuoto emotivo migliorando autostima, relazioni e sessualità in un Open Day speciale!

Ho partecipato a questa interessante giornata di studio su "Musica e Psicoterapia" organizzata da Istituto di Formazione...
10/11/2025

Ho partecipato a questa interessante giornata di studio su "Musica e Psicoterapia" organizzata da Istituto di Formazione Psicosomatica "Massimo Rosselli" Firenze.

Cosa può portare la Musica nel lavoro di psicoterapia? Certo, in primis l'Ascolto.
Un ascolto che inizia prima delle parole: in effetti, il primo suono che ascoltiamo non è una parola ma un intero "paesaggio sonoro" del mondo intrauterino, fatto di battiti più o meno rapidi, respiri più o meno regolari, vari altri rumori, e silenzio. 🌫️🌱🌸🏞️
Quanti "Paesaggi sonori" attraversiamo durante la vita! Anche da qui si può partire per un'esperienza di integrazione e di ricostruzione di una storia.🎼🎼

La Musica comunica, e così come suoni lunghi e legati e magari discendenti (ad es. l'adagio Op. 11 di S. Barber) possono trasmettere emozioni malinconiche e struggenti, succede che suoni staccati e saltellanti possano imitare l'effetto di una risata (es. Ouverture del Barbiere di Siviglia).

Ecco che se poniamo attenzione alle modalità che il paziente utilizza per esprimersi, utilizzando i criteri musicali, possiamo raccogliere molti indizi preziosi e approfondire il lavoro.

La musica diventa anche improvvisazione, come nel jazz. In realtà non si tratta di improvvisare da zero, ma di abbandonare le certezze di uno spartito scritto, magari da qualcun altro. È l'arte del disimparare, è l'accettare per un attimo anche il caos, è mettersi veramente in ascolto di quel che accade, e da lì proseguire il pezzo. Nella musica così come in psicoterapia😊🎧🎵🎶

17/10/2025

Come riconoscere subito una relazione potenzialmente pericolosa in 10 mosse
(E, soprattutto, smettere di credere di poter “salvare” chi ti sta distruggendo)

1. Ti fa sentire “speciale” troppo presto.

Ti idealizza, ti dice che sei “la donna che aspettava da sempre”, che “non ha mai provato nulla di simile”.
Non è amore, è strategia di aggancio.
Serve a legarti velocemente, a farti abbassare le difese.
Il vero amore non brucia i tempi, li costruisce, li scandisce con cura e rispetto.

2. Vuole sapere sempre dove sei e con chi.

Lo chiama “interesse”, ma è controllo.
Non è “gelosia”, è sorveglianza emotiva.
Quando ogni tuo spostamento diventa oggetto di interrogatorio, non sei amata, sei assediata/infestata.

3. Ti isola. Lentamente, ma sistematicamente.

Ti convince che “le tue amiche non ti capiscono”, che “la tua famiglia è invadente”.
Ti vuole sola perché più sei sola, più diventi gestibile.
Ricorda: un uomo che ha bisogno di eliminare il tuo mondo per farsi spazio…
vuole renderti prigioniera, non condividere la tua vita.

4. Alterna attenzioni estreme e freddezza totale.

Ti confonde, ti destabilizza, ti fa sentire colpevole di “aver fatto qualcosa di sbagliato”.
È rinforzo intermittente: la tecnica manipolativa più potente che esista.
Ti abitua a elemosinare affetto, a sopportare tutto pur di ritrovare “quel lato dolce di prima” che non tornerà mai perché era solo un inganno.

5. Ti colpevolizza per ogni suo malessere.

“Mi fai arrabbiare.”
“Mi hai deluso.”
“Mi hai costretto a reagire così.”
Ti fa credere di essere la causa dei suoi scatti, dei suoi silenzi, dei suoi disastri.
In realtà stai solo assumendoti la responsabilità della sua patologia.

6. Usa l’amore come arma di ricatto.

Ti punisce con il silenzio, con la distanza, con la minaccia di andarsene.
L’amore sano non si usa per terrorizzare chi ti sta accanto.
Questo non è amore. È violenza psicologica.

7. Umilia, ironizza, ridicolizza.

Spesso lo fa “scherzando”, ma il messaggio è sempre lo stesso:
tu vali meno, tu sbagli, tu non sei abbastanza.
Le parole lasciano ferite invisibili, ma profonde.
E una donna che comincia a dubitare del proprio valore è una donna già in trappola.

8. Ti fa sentire in debito per ogni gesto.

“Con tutto quello che faccio per te.”
Questa frase è il manifesto della manipolazione affettiva.
Ti dà per potersi riprendere tutto con gli interessi.
E quando smetterai di “essere riconoscente”,
scoprirai quanto può essere violento il suo “amore”.

9. Minimizza, nega, giustifica.

Quando lo affronti, non chiede scusa.
Ti dice che “hai capito male”, che “sei esagerata”, che “sei troppo sensibile”.
Ti induce a dubitare della tua percezione, del tuo giudizio, della tua lucidità.
Questo si chiama gaslighting.
Ed è il preludio alla tua disintegrazione emotiva.

10. Ti convince che senza di lui non sei niente.

Ti prosciuga l’identità, ti fa credere che da sola non ce la farai mai.
E quando inizi a crederci, ha già vinto.
Ma ricordati questo: nessuno ti completa, se prima ti distrugge.

Questo tipo di uomo non cambia.
Non lo puoi curare.
Non lo puoi guarire.
E soprattutto non lo puoi salvare.

Non sei un laboratorio di riparazione per maschi fallati.
Non è il tuo amore che lo trasformerà.
È la tua assenza che lo disinnescherà. Proteggiti. Chiedi aiuto. Allontanati.

Smetti di credere che stare con qualcuno significhi essere qualcuno.
Perché quando costruisci la tua identità sulle macerie emotive di chi ti consuma,
non stai vivendo un amore, stai partecipando alla tua cancellazione.

Sono felice di annunciare la partenza del percorso di gruppo "Io che non vivo senza Te" - metodo Dipendiamo - con la col...
25/10/2024

Sono felice di annunciare la partenza del percorso di gruppo "Io che non vivo senza Te" - metodo Dipendiamo - con la collega Nicoletta Stucchi, nel nostro studio di Brescia

🌀 Cosa significa soffrire di "dipendenza affettiva"?
🌀 Quanto questa sofferenza si collega ad esperienze vissute nel lontano passato, magari alle prime relazioni che abbiamo intessuto o che abbiamo osservato intorno a noi?
🌀 Quali "strategie" abbiamo imparato allora per riuscire a conservare queste relazioni, a tenerci strette le persone più care?

Il gruppo è:
🍃 Uno spazio di condivisione in cui potersi aprire, senza timore di giudizio; in cui potersi ascoltare, rispecchiare, confrontare, incoraggiare
🍃 Un’occasione per riflettere insieme, uscire dal senso di solitudine e acquisire consapevolezza

Per info e iscrizioni
https://app.centrodipendiamo.it/
WhatsApp 392 1181094

Vi aspettiamo!

Sono felice di annunciare la partenza del percorso di gruppo "Io che non vivo senza Te" - metodo Dipendiamo - con la col...
25/10/2024

Sono felice di annunciare la partenza del percorso di gruppo "Io che non vivo senza Te" - metodo Dipendiamo - con la collega Nicoletta Stucchi, nel nostro studio di Brescia.

🌀 Cosa significa soffrire di "dipendenza affettiva"?
🌀 Quanto questa sofferenza si collega ad esperienze vissute nel lontano passato, magari alle prime relazioni che abbiamo intessuto o che abbiamo osservato intorno a noi?
🌀 Quali "strategie" abbiamo imparato allora per riuscire a conservare queste relazioni, a tenerci strette le persone più care?

Il gruppo può essere:

🍃 Uno spazio di condivisione in cui potersi aprire, senza timore di giudizio; in cui potersi ascoltare, rispecchiare, confrontare, incoraggiare

🍃 Un’occasione per riflettere insieme, uscire dal senso di solitudine e acquisire consapevolezza

Vi aspettiamo!

Per info e iscrizioni:
https://app.centrodipendiamo.it/
WhatsApp 392 118 1094

12/10/2024

Dialogo con Raffaele Morelli, psichiatra e psicoterapeuta, e il compositore Giovanni Allevi. - Sky TG24

Un'esperienza intensa e speciale, con la super collega Manuela Morra😊🌷
27/06/2024

Un'esperienza intensa e speciale, con la super collega Manuela Morra😊🌷

Indirizzo

Brescia

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 12:00

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