04/07/2026
Lo scorso 30 giugno, abbiamo avuto il piacere di presentare, con Eva-Lena Kost Fehlmann il nostro libro La forza della sensibilità e il programma MHSP – Mindfulness High Sensitivity Program durante il webinar organizzato da Edizioni FrancoAngeli e Formazione Continua in Psicologia, al quale si sono iscritte oltre 550 persone.
Durante l’incontro abbiamo chiesto ai partecipanti:
“Quali sono le prime tre parole che vi vengono in mente quando pensate all’alta sensibilità?”
La parola più citata è stata empatia. Ma subito dopo sono emerse anche emotività, fragilità, fatica, debolezza, lacrime e sovraccarico.
Questo ci racconta qualcosa di importante.
L’alta sensibilità viene ancora spesso interpretata soprattutto attraverso la lente della vulnerabilità. Eppure la ricerca scientifica ci mostra un quadro molto più ricco: oltre alle sfide, questo tratto è associato anche a una maggiore profondità di elaborazione, consapevolezza, creatività e capacità di trarre beneficio dagli ambienti favorevoli.
È proprio qui che la mindfulness può fare la differenza. Può diventare un ponte tra vivere la sensibilità prevalentemente come una sfida e imparare, progressivamente, a riconoscerla e a valorizzarla come una risorsa.
L’alta sensibilità non ha bisogno di essere cambiata. Ha bisogno di essere compresa, accolta, integrata e accompagnata, affinché il suo potenziale possa esprimersi.
Un sentito grazie a FrancoAngeli e a Formazione Continua in Psicologia per averci offerto l’opportunità di condividere queste conoscenze con un pubblico così numeroso di professionisti.
💬 E voi? Quali tre parole assocereste oggi all’alta sensibilità?