Dott.ssa Silvia Gatti - Pedagogista

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15/06/2026
Oggi, nell’attesa di una consulenza, pensavo a tutti i volti che ho avuto il privilegio di incontrare: genitori, adolesc...
10/06/2026

Oggi, nell’attesa di una consulenza, pensavo a tutti i volti che ho avuto il privilegio di incontrare: genitori, adolescenti, educatori e giovani adulti.

Mi sono sentita felice ☺️

Accompagnare le persone a far emergere le proprie risorse, lavorare sulle convinzioni limitanti e sui conflitti tra le diverse parti di sé, sostenere genitori e figli nell’attraversamento delle emozioni difficili e della frustrazione, scoprire i pensieri che bloccano le azioni, inaugurare nuove strategie comunicative e linguistiche, supervisionare educatori: tutto questo è qualcosa di straordinario.

Portare a casa, da ogni persona che incontro, un nuovo “mondo possibile” è un privilegio.

Mi sento grata e volevo condividerlo.

💖

06/06/2026

A CHI STAI CREDENDO?

Nelle mie consulenze utilizzo spesso una frase che inizialmente sorprende molte persone:

“La mente mente.”

Non significa che la mente sia cattiva o che non serva. Al contrario, la mente è uno strumento straordinario. Ci permette di apprendere, ricordare, pianificare, risolvere problemi e dare significato alle esperienze.

❗️Eppure, non tutto ciò che la mente ci racconta corrisponde alla realtà.

❗️Spesso confondiamo i pensieri con i fatti. Se pensiamo qualcosa, tendiamo a credere che sia vero. Se sentiamo una paura, pensiamo che esista necessariamente un pericolo. Se ci sentiamo inadeguati, arriviamo a credere di esserlo davvero.

🌸 Ma i pensieri non sono fatti.

✅ Sono interpretazioni.

✅ Sono ipotesi.

✅ Sono racconti che la nostra mente costruisce per cercare di dare senso a ciò che accade.

Ed è qui che entra in gioco un aspetto fondamentale del funzionamento umano.

Senti cosa ti racconto:

🌸 Per migliaia di anni la sopravvivenza della specie è dipesa dalla capacità di individuare rapidamente pericoli, errori, minacce e possibili fallimenti. Per questo il cervello tende spontaneamente a dare maggiore attenzione a ciò che potrebbe andare storto.

😮Il nostro cervello ancestrale non è stato progettato per renderci sereni.

❗️È stato progettato per mantenerci vivi.

😮Ecco perché la mente produce continuamente scenari, preoccupazioni, confronti, dubbi e previsioni catastrofiche.

“Se sbaglio, sarà un disastro.”

“Non sono abbastanza.”

“Mi giudicheranno.”

“Non ce la farò.”

“Andrà male.”

Queste frasi non sono necessariamente vere.

🌸Spesso sono semplicemente strategie di protezione.

🌸Tentativi automatici del cervello di anticipare il dolore, evitare il rifiuto, prevenire la sofferenza o tenerci lontani da ciò che viene percepito come rischioso.

😮La mente, quindi, non mente perché vuole ingannarci.

😮Mente perché cerca di proteggerci.

❗️Il problema nasce quando smettiamo di osservare questi pensieri e iniziamo a identificarci completamente con essi.

❗️Quando crediamo a tutto ciò che la mente racconta, rischiamo di vivere in uno stato di continua allerta.

Rimaniamo nella sopravvivenza.

E sopravvivere non è la stessa cosa che vivere.

🌸”La mente racconta storie.
Non tutte meritano di essere ascoltate.”

‼️Alcune meritano attenzione.

‼️ Altre meritano semplicemente di essere osservate e lasciate andare.

➡️Imparare a distinguere tra queste due categorie è una delle competenze più importanti che possiamo sviluppare.

Lo stesso vale per le emozioni.

🌸 “Le emozioni accolte insegnano, le emozioni negate urlano.”

Un’emozione accolta ci porta informazioni preziose su ciò che stiamo vivendo.

Un’emozione negata non scompare.

Cerca altre strade per manifestarsi.

A volte attraverso la rabbia.

A volte attraverso l’ansia.

A volte attraverso il corpo.

A volte attraverso comportamenti che non comprendiamo fino in fondo.

😮La crescita personale non consiste nell’eliminare emozioni e pensieri difficili.

‼️Consiste nell’imparare a stare in relazione con essi.

Ad ascoltarli senza esserne governati.

Ad accoglierli senza identificarci completamente con loro.

➡️Nella nostra vita interiore convivono infatti due voci.

✅Una è la voce della sopravvivenza.

Quella che vede pericoli ovunque, che cerca il controllo, che teme il giudizio e che ci invita continuamente a proteggerci.

È una voce antica, utile, ma spesso eccessivamente prudente.

✅L’altra è la voce del Sé autentico.

Una parte più profonda e saggia, capace di osservare senza giudicare, di riconoscere la paura senza farsi guidare da essa e di orientarsi verso ciò che conta davvero.

❓La voce della sopravvivenza ci chiede continuamente: “Come faccio a non soffrire?”

❓Il Sé autentico ci chiede: “Come posso vivere pienamente, anche in presenza della sofferenza?”

La differenza è enorme.

Quando impariamo a riconoscere chi sta parlando dentro di noi, smettiamo di credere automaticamente a ogni pensiero che attraversa la mente.

E iniziamo finalmente a scegliere.

Perché la libertà non nasce dall’avere una mente silenziosa.

➡️Nasce dal sapere che la mente può raccontare molte storie, ma che non tutte meritano di guidare la nostra vita.

06/06/2026

Dietro a molti comportamenti problematici non c’è un bambino che vuole sfidarti, ma un bambino che non sa ancora come gestire ciò che sente.

06/06/2026

Non credere a tutto ciò che pensi. La mente produce pensieri, non sempre verità.

30/05/2026

🩷🌸

Buon viaggio Edgard 💫
30/05/2026

Buon viaggio Edgard 💫

A chi l’estate non é mare, uscite, divertimento.A chi si guarda e non si piace.A chi la canottiera quest’anno non posso....
27/05/2026

A chi l’estate non é mare, uscite, divertimento.
A chi si guarda e non si piace.
A chi la canottiera quest’anno non posso.
A chi il caldo ammala di più.
A chi non vuole scoprirsi.
A chi fa fatica a stare in mezzo alle persone ma deve.
A chi vorrei solo stare al buio.
A chi la gonna non la posso mettere.
A chi respira a farica per andare al lavoro.
A chi sorride mentre il corpo trema.
A chi mente perché non ce la fa a mostrarsi.
A chi si sente solo in mezzo al
Dolore.
Un pensiero, una carezza, uno sguardo che non invade.
Se tutti avessimo pensieri, sguardi che accarezzano sarebbe più semplice.
Il giudizio - fuori e dentro - è sempre distruzione.
Imparare la gentilezza - dentro e fuori - la via.


🌺🌻🌷

Buongiorno ☀️
13/05/2026

Buongiorno ☀️

12/05/2026

💜GIORNATA MONDIALE DELLA FIBROMIALGIA - 12 MAGGIO💜 .

Vorrei dire tante, tante cose.
Non basteranno poche righe tanta è la complessità. Facciamo che INIZIO.

💫Vorrei sensibilizzare soprattutto le famiglie delle persone malate di fibromialgia — spesso associata ad altre patologie croniche — una malattia che logora il corpo fino alla sedia a rotelle, uccide di dolore fisico, ruba il lavoro, la vita, i soldi, la libertà di scelta, la spontaneità, la progettualità.
ALIENA.

💫Perché le famiglie?
Perché troppo spesso sono proprio le famiglie a relegare il malato nell’invisibilità più totale.
Nella pretesa continua che “faccia”, “resista”, “partecipi”, anche quando il corpo non regge più.

Con la maschera apparentemente amorevole del:
“Lo dico per te.”

Ma che, molto spesso, nasconde altro:
l’incapacità di so-stare nel dolore, nella lentezza, nella perdita, nell’impotenza.

E allora il bisogno reale del malato sparisce, mentre diventa centrale il bisogno dell’altro di non vedere modificato il proprio equilibrio, il proprio programma, il proprio quadro di vita.

Dal punto di vista psicologico, questo si traduce in una forma continua di invalidazione: il limite del malato viene minimizzato, spostato, colpevolizzato o, peggio, conosciuto ma ignorato.

E accade qualcosa di ancora più crudele:
quando il malato, per sopravvivere, impara a convivere con il dolore senza mostrarlo continuamente — perché non può vivere ogni giorno come se stesse esibendo un banale mal di testa — allora quel dolore viene normalizzato.

Se sorride, allora “non sta così male”.
Se si presenta, allora “può farcela”.
Se non si lamenta continuamente, allora “forse il problema non è poi così grave”. Se, se e se.

E così le richieste aumentano.
L’ignorare, il non chiedere.
Il non essere mai RETE, aumenta.

Il suo dolore è diventato invisibile agli occhi degli altri ma devasta ogni secondo di vita.

E così chi soffre non deve solo sopravvivere al dolore fisico.
Deve anche difendersi dal peso emotivo “intorno”.

Eppure chi volesse potrebbe imparare. Facendo percorsi.

Oppure potrebbe farsi da parte. Da parte sul serio.
Senza creare danni a chi danni ne a già da vendere.

Indirizzo

Via Galileo Galilei 1
Busto Arsizio
21052

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