Teresa Capparelli Psicologa

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Teresa Capparelli Psicologa Gran parte delle persone non cerca soluzioni, ma ascolto, comprensione profonda e assenza di giudizio. L'empatia è la risposta a molti disagi.

Per intere generazioni abbiamo legato l’età adulta ad una tappa precisa, talvolta coincidente con la nascita di un figli...
15/10/2026

Per intere generazioni abbiamo legato l’età adulta ad una tappa precisa, talvolta coincidente con la nascita di un figlio. Nel mio lavoro provo a restituire a questa parola un respiro più ampio: diventare adulti significa darsi il permesso di generare, e la generatività sa prendere forme molto diverse, dalla cura di un progetto al desiderio di mettere al mondo una nuova vita.

Ci si sente grandi quando si smette di attendere un’autorizzazione esterna e si sceglie, con consapevolezza, ciò che si desidera far nascere.

Quale forma di generatività abita oggi la tua vita?
Ti leggo con piacere nei commenti.

Illustrator: Alessia | Okrae • Illustratrice di emozioni 🦥

“Diventare grandi” è il mio secondo libro, edito da Giunti Psicologia.

05/10/2026

Credo che diventare adulti significhi portare con sé il proprio tempo bambino, senza per questo trascurare l’adulto.

Sicché, condivido con voi un pezzetto del mio stupore. Da questo video ho tagliato via le parti più personali, quelle che preferisco custodire per me e di cui conserverò sempre l’emozione.

Ho scelto però di lasciare alcune delle reazioni delle persone a cui voglio bene quando hanno visto il libro per la prima volta.

Dopo averlo immaginato, scritto ed aspettato così a lungo per due anni, vederlo tra le loro mani è stato un po’ come guardarlo diventare reale una seconda volta.

Se vi va, raccontatemi qual è la cosa che ancora oggi vi crea stupore, da adulti.

02/10/2026

Crescere significa anche scoprire che possiamo amare qualcuno senza vivere secondo le sue aspettative.

Che possiamo ascoltare un consiglio senza essere obbligati a seguirlo, che il disaccordo può farci male senza dover necessariamente cambiare direzione.

Ne parlo in:

📖 Diventare grandi, edito da Giunti Psicologia

“Diventare grandi” da domani sarà finalmente online e in tutte le librerie. 💛Un libro a cui ho lavorato a lungo, in un m...
29/09/2026

“Diventare grandi” da domani sarà finalmente online e in tutte le librerie. 💛

Un libro a cui ho lavorato a lungo, in un momento complesso della mia vita, che parla di crescita, di passaggi, di ciò che diventiamo e di ciò che, crescendo, continuiamo a portarci dentro.

Ho scritto molte di queste pagine mentre aspettavo mio figlio, mentre vedevo crescere una creatura fuori di me, sentivo che qualcosa stava crescendo e cambiando, anche dentro. Questo libro mi ha accompagnata durante l’attesa. Letteralmente. Alcune delle sue pagine erano con me persino poche ore prima di partorire.

Per questo sono molto emozionata nel vederlo finalmente qui tra le mie mani, e ancora di più all’idea che da domani possa arrivare nelle vostre.

“Diventare grandi. Crescere conservando la meraviglia del bambino interiore”, edito da Giunti Psychometrics.

Da domani, 30 settembre, in libreria e online.

Quanti pezzi della vita che abbiamo costruito ci appartengono davvero, e quanti sono stati scelti da qualcun altro al po...
25/09/2026

Quanti pezzi della vita che abbiamo costruito ci appartengono davvero, e quanti sono stati scelti da qualcun altro al posto nostro?

La storia di Maria è quella di tante persone che, senza accorgersene, hanno smesso di scegliere molto tempo fa, per un accumulo lento di aspettative, consigli, responsabilità che a un certo punto sembravano diventare l’unica strada percorribile.

Il nostro è un invito a fermarsi un momento e a chiedersi cosa desideravamo prima di imparare a considerarlo poco realistico. Come dico spesso, non occorre stravolgere tutto: basta iniziare a dedicare un pezzo di tempo a ciò che avevamo amato.

Quale desiderio avete lasciato indietro, lungo la vostra strada?

Il senso di colpa si nutre dell’idea di ore sottratte, minuti mancati, di quell’assenza fisica che pesa come una condann...
21/09/2026

Il senso di colpa si nutre dell’idea di ore sottratte, minuti mancati, di quell’assenza fisica che pesa come una condanna. Eppure la ricerca ci racconta una storia diversa. Uno studio pubblicato sul Journal of Marriage and Family, condotto su famiglie seguite per oltre un decennio, ha mostrato che il numero di ore trascorse dalle madri con i figli ha un’influenza minima sul loro benessere emotivo, sul rendimento scolastico, sui risultati di vita futuri. Un lavoro più recente, pubblicato su Frontiers in Psychology, ha confermato che è la qualità della comunicazione tra genitori e figli adolescenti a incidere sulla loro riuscita, più della quantità di tempo condiviso.

Il corpo può essere presente e il cuore altrove, distratto, teso, colpevolizzato proprio da quell’assenza che si vorrebbe colmare. Un bambino percepisce lo sguardo che lo cerca, la voce che gli risponde davvero, l’attenzione che non è divisa con un pensiero rimasto al lavoro.

Prendersi cura di un figlio richiede la capacità, spesso faticosa, di trasformare anche mezz’ora in un tempo abitato per intero.



Fonti:

• Milkie, M. A., Nomaguchi, K. M., & Denny, K. E. (2015). Does the Amount of Time Mothers Spend with Children or Adolescents Matter? Journal of Marriage and Family, 77(2), 355–372. https://doi.org/10.1111/jomf.12170
• Frontiers in Psychology (2020). Quality Matters More Than Quantity: Parent–Child Communication and Adolescents’ Academic Performance. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2020.01203

Il corpo è un contenitore di memorie.Ci penso spesso in questi giorni, in cui alcune vicende mi restituivano il segnale ...
11/09/2026

Il corpo è un contenitore di memorie.

Ci penso spesso in questi giorni, in cui alcune vicende mi restituivano il segnale chiaro che qualcosa dentro di me non stesse bene, ancora prima che la mente riuscisse a metterlo a fuoco.

Lo dico spesso ai miei pazienti: quello che a livello cosciente non ricordiamo, lo custodisce la memoria del corpo. Il corpo sa sempre cosa sta accadendo, anche quando noi facciamo finta di niente.

Va ascoltato, quel mal di stomaco. Quel mal di testa che arriva sempre nello stesso momento. Quella tensione che si posiziona sempre nello stesso punto del corpo, come se avesse trovato casa.

Finanche quando quel malessere ci porta fuori strada, segnalandoci un pericolo che nella realtà non esiste più, alimentando le nostre proiezioni, ci sta raccontando qualcosa. Un pezzo di storia che aspetta solo di essere ascoltato, per esempio.

Quando il corpo urla proviamo fastidio. Eppure lo fa per soccorrerci.

Luca non esiste. Ma i pensieri che lo attraversano, si, ed appartengono a più persone di quante crediamo, spesso proprio...
10/09/2026

Luca non esiste. Ma i pensieri che lo attraversano, si, ed appartengono a più persone di quante crediamo, spesso proprio a chi ci sta accanto ogni giorno.

Una crisi suicidaria restringe lo sguardo sul futuro fino a farlo scomparire. Chi la attraversa fatica a immaginare un domani diverso, e insieme fatica a chiedere aiuto: teme di pesare, di essere frainteso, di non trovare le parole giuste per raccontare quel dolore.

Per questo, il 10 settembre, Giornata Mondiale per la Prevenzione del Suicidio, vale la pena ricordarci che possiamo fare la domanda scomoda.

Se in questo momento riconosci in queste parole qualcosa di tuo, puoi chiamare il Telefono Amico Italia (02 2327 2327) o la linea di Telefono Azzurro e Prevenzione Suicidio (19696), attivi ogni giorno.

E se pensi che qualcuno vicino a te possa somigliare a Luca, fagli quella domanda. Restagli accanto mentre risponde.

09/09/2026

Nido sì o nido no?

Inutile dirvi che non risponderò nettamente a questa domanda! Perché, come spesso accade quando si parla di crescita e di famiglia, la verità sta nelle sfumature, che nelle tifoserie social rischiamo di perderci.

Per un determinato contesto familiare, il nido può rappresentare la scelta più congrua, quella che risponde meglio ai bisogni di quel bambino e di quella famiglia in quel preciso momento.

Eppure quello che si osserva spesso assomiglia più a una contesa tra fazioni, in cui ci si schiera con convinzione dall’una o dall’altra parte, come se esistesse una sola risposta valida per tutti. Peraltro vengono tirate in ballo ricerche, autori, in maniera acritica e strumentale. Ma la scienza va calata nei contesti, non prescinde da essi. Ed inoltre la letteratura è complessa: esistono tante tesi quante ricerche.

Il rapporto uno a uno con un caregiver resta prezioso per lo sviluppo del bambino, e nessuno lo mette in discussione. Ma esistono formule educative che possono integrarsi proprio dentro quel rapporto uno a uno, ampliandolo, senza sostituirlo.

Ogni famiglia porta con sé delle risorse e dei vincoli che nessun sondaggio sui social potrà mai fotografare davvero. La domanda giusta non riguarda quale scelta sia in assoluto migliore, ma quale scelta sia più autentica per voi.

Senza sensi di colpa.

Ogni volta che tocco il tema della genitorialità, in qualsiasi modo lo faccia, tocco con mano quanto odio possa provocar...
06/09/2026

Ogni volta che tocco il tema della genitorialità, in qualsiasi modo lo faccia, tocco con mano quanto odio possa provocare. Ed è dissonante, se pensiamo al fatto che ciascuno può diventare genitore di qualcosa, perché generativo.

Questa cosa accade in entrambe le direzioni. Chi ha scelto di avere figli si sente giudicato per averlo fatto in questo mondo così difficile. Chi ha scelto di non averne si sente ancora accusato di egoismo, di incompletezza, di aver mancato qualcosa, di non essere adulto abbastanza. Confesso che a volte questa rabbia mi spaventa, per l’intensità con cui arriva.
Provo a guardarla da dentro lo studio invece che da fuori, percependo quanto quella rabbia, quasi sempre, abbia una storia dietro. Per generazioni le donne si sono sentite dire che una vita senza figli era una vita a metà, che il proprio valore passava dal grembo prima ancora che dalla persona. Chi oggi rivendica il diritto di non diventare genitore sta anche rispondendo a quella voce, sebbene, alle volte, dietro la rivendicazione di quel diritto sacrosanto vi sia anche la paura.

D’altra parte, la scelta di mettere al mondo un figlio oggi si scontra con un contesto che non aiuta, e chi esercita viene talvolta guardato con lo stesso sospetto con cui un tempo si guardava chi non la faceva, come se vi fosse sempre una versione sbagliata della vita da rimproverare a qualcuno.

Io continuo a pensare una cosa soltanto, e cioè che ognuno dovrebbe poter scegliere la propria strada senza doverla difendere da un tribunale invisibile.

Indirizzo

Casalnuovo Di Napoli
80013

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