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IL RISCHIO DIPENDE ANCHE DAL TEMPO DI ESPOSIZIONEUna fotografia del colesterolo non racconta tutta la storia.Perché le n...
31/08/2026

IL RISCHIO DIPENDE ANCHE DAL TEMPO DI ESPOSIZIONE

Una fotografia del colesterolo non racconta tutta la storia.

Perché le nostre arterie hanno memoria.

Immagina due persone di 50 anni.

Oggi hanno entrambe LDL 150 mg/dL.

Ma una ha avuto LDL intorno a questi valori per trent’anni.

L’altra soltanto da pochi mesi.

Il numero oggi è lo stesso.

L’esposizione accumulata dalle loro arterie no.

È uno dei concetti più importanti della prevenzione cardiovascolare moderna:

non conta soltanto quanto è elevato LDL.

Conta anche per quanto tempo lo è stato.

L’aterosclerosi è infatti un processo che si sviluppa lentamente, attraverso anni e decenni di esposizione alle lipoproteine aterogene.

Per questo aspettare che il rischio cardiovascolare diventi elevato a 60 o 70 anni può significare intervenire dopo decenni di esposizione.

E questo sta modificando anche il modo in cui pensiamo alla prevenzione.

Non significa prescrivere farmaci a tutti da giovani.

Significa iniziare prima a conoscere il proprio rischio.

Stile di vita.

Pressione.

Fumo.

Metabolismo.

LDL.

Trigliceridi.

ApoB quando indicata.

Lp(a), almeno una volta nella vita.

Familiarità.

Ed eventualmente presenza di aterosclerosi subclinica.

Poi si decide quanto intervenire.

E come intervenire.

Per qualcuno sarà sufficiente lavorare intensamente sulle radici.

Per altri sarà indicata anche una terapia farmacologica.

Non è una battaglia tra stile di vita e farmaci.

È una questione di rischio, esposizione e tempo.

Perché abbassare il rischio oggi significa anche ridurre ciò che le arterie accumuleranno nei prossimi vent’anni.

LDL: COLPEVOLE O TESTIMONE?Quando negli esami troviamo un LDL elevato, la discussione diventa spesso ideologica.Da una p...
24/08/2026

LDL: COLPEVOLE O TESTIMONE?

Quando negli esami troviamo un LDL elevato, la discussione diventa spesso ideologica.

Da una parte:
“Il colesterolo è la causa di tutto.”

Dall’altra:
“Il colesterolo non conta nulla.”

La realtà scientifica è più interessante.

Il colesterolo è indispensabile alla vita.

Serve per le membrane cellulari, per la sintesi degli ormoni steroidei e per molte altre funzioni biologiche.

Ma il colesterolo non viaggia da solo nel sangue.
Viene trasportato all’interno delle lipoproteine.

Ed è qui che dobbiamo cambiare prospettiva.

LDL-C ci dice quanto colesterolo è contenuto nelle particelle LDL.

Non ci dice necessariamente quante particelle aterogene stanno circolando.

E soprattutto non ci dice tutto sul rischio cardiovascolare di quella persona.

Ma questo non significa che LDL sia soltanto uno spettatore innocente.

Le particelle contenenti ApoB possono attraversare la parete arteriosa, essere trattenute nell’intima e partecipare al processo che porta alla formazione della placca aterosclerotica.

Le evidenze genetiche, epidemiologiche e farmacologiche convergono su questo punto.

Per questo non ha senso né demonizzare il colesterolo né ignorarlo.
Bisogna interpretarlo.

Un LDL elevato in una persona giovane, metabolicamente sana e senza altri fattori di rischio non racconta la stessa storia di un LDL identico in una persona con diabete, fumo, ipertensione, malattia renale, Lp(a) elevata o aterosclerosi già documentata.

Ma in entrambi i casi l’esposizione alle lipoproteine aterogene conta.

La domanda quindi non è:
“LDL è buono o cattivo?”

La domanda è:
“Quante particelle aterogene stanno circolando, da quanto tempo e in quale terreno biologico?”

Perché LDL è un ramo dell’albero.

Ma per interpretarlo dobbiamo conoscere l’intero albero.

PRESSIONE ARTERIOSALa pressione è un sintomo del sistemaQuando misuri la pressione, stai guardando un numero.Ma quel num...
17/08/2026

PRESSIONE ARTERIOSA

La pressione è un sintomo del sistema

Quando misuri la pressione, stai guardando un numero.

Ma quel numero non nasce da solo.

È il risultato di ciò che sta accadendo nell’intero organismo.

Per questo motivo considero la pressione un ramo dell’albero.

Un segnale.

Non la causa.

Molte persone pensano che la pressione alta sia una malattia.

In realtà è spesso la conseguenza di processi che si sviluppano nel tempo.

Stress cronico.

Sonno insufficiente.

Aumento del grasso viscerale.

Insulino-resistenza.

Infiammazione di basso grado.

Ridotta attività fisica.

Per anni il corpo si adatta.

Poi, a un certo punto, il sistema inizia a perdere flessibilità.

I vasi diventano meno elastici.

Il sistema nervoso resta più attivato.

Il cuore lavora di più.

La pressione sale.

Per questo motivo non mi interessa soltanto sapere quanto sale la pressione.

Mi interessa capire:

perché è aumentata,
da quanto tempo è aumentata,
cosa sta succedendo sotto quel numero

Quando valuto una persona considero:

misurazioni domiciliari corrette,
monitoraggio pressorio nelle 24 ore (quando necessario),
composizione corporea,
grasso viscerale,
metabolismo glucidico,
qualità del sonno,
sistema nervoso autonomo,
capacità di recupero

Perché due persone con la stessa pressione possono avere storie completamente diverse.

Una pressione di 150 mmHg può essere il risultato di anni di alterazioni metaboliche.

Oppure la conseguenza di uno stato cronico di allerta e recupero insufficiente.

La domanda non è:

“Quanto è alta la pressione?”

La domanda è:

“Perché il sistema la sta facendo aumentare?”

La pressione è il ramo.

Il sistema è l’albero.

E se vuoi cambiare davvero il risultato, devi iniziare da lì.

Riferimenti scientifici

* 2024 European Society of Cardiology Guidelines for the Management of Elevated Blood Pressure and Hypertension.
* Brook RD et al. Beyond medications and diet: alternative approaches to lowering blood pressure. Hypertension.
* Grassi G et al. Sympathetic neural mechanisms in hypertension.
* La Rovere MT et al. Baroreflex sensitivity and cardiovascular risk.

GLICEMIA E GLICAZIONELa glicemia non è il problema.È il messaggio.Quando una persona vede la glicemia aumentare, spesso ...
10/08/2026

GLICEMIA E GLICAZIONE

La glicemia non è il problema.

È il messaggio.

Quando una persona vede la glicemia aumentare, spesso pensa che il problema sia lo zucchero nel sangue.

In realtà, quella è solo la parte visibile.

La glicemia è un ramo dell’albero.

Quello che conta davvero è capire perché sta cambiando.

Molto spesso il problema nasce prima.

Nel metabolismo.

Nella capacità delle cellule di utilizzare correttamente il glucosio.

Nell’insulino-resistenza.

Nell’eccesso di grasso viscerale.

Nella mancanza di movimento.

Nel sonno insufficiente.

Nello stress cronico.

La glicemia aumenta quando il sistema inizia a perdere efficienza.

Ma c’è un altro aspetto di cui si parla poco.

La glicazione.

Quando il glucosio rimane elevato nel tempo, tende a legarsi alle proteine del nostro organismo.

Questo processo è chiamato glicazione.

È lento.
Silenzioso.

Ma produce danni progressivi.

Ai vasi sanguigni.

Ai nervi.

Ai reni.

Al cervello.

Al cuore.

Per questo motivo non guardo soltanto la glicemia.
Mi interessa capire il contesto.

Valuto:
• glicemia a digiuno
• emoglobina glicata (HbA1c)
• insulina
• HOMA index
• trigliceridi
• rapporto trigliceridi/HDL
• composizione corporea
• grasso viscerale

Perché due persone con la stessa glicemia possono avere un rischio completamente diverso.

La domanda non è:
“Quanto è alta la glicemia?”

La domanda è:
“Perché il metabolismo sta facendo fatica a gestire il glucosio?”

La glicemia è un ramo.

La glicazione è il segno che quel ramo sta soffrendo da tempo.

Per questo la prevenzione non inizia quando compare il diabete.

Inizia molto prima.

Quando il corpo comincia a mandare i primi segnali.

Riferimenti scientifici essenziali

* Reaven GM. Role of Insulin Resistance in Human Disease. Diabetes, 1988.
* American Diabetes Association. Standards of Care in Diabetes, aggiornamenti annuali.
* Brownlee M. The Pathobiology of Diabetic Complications. Nature, 2001.
* Selvin E et al. HbA1c as a predictor of cardiovascular disease and mortality.

CIRCONFERENZA VITA E GRASSO VISCERALELa bilancia può mentire.Due persone possono pesare uguale.Avere lo stesso BMI.Ma av...
03/08/2026

CIRCONFERENZA VITA E GRASSO VISCERALE

La bilancia può mentire.

Due persone possono pesare uguale.
Avere lo stesso BMI.
Ma avere un rischio cardiovascolare completamente diverso.

Perché il peso racconta poco.

Conta come è composto il tuo corpo.

Conta dove si accumula il grasso.

Conta quanta massa muscolare possiedi.

Il grasso viscerale è il grasso che si accumula attorno agli organi interni.

Non sempre si vede.

Ma spesso si misura.

Ed è strettamente associato a:

• insulino-resistenza
• infiammazione cronica
• ipertensione arteriosa
• dislipidemia aterogena
• steatosi epatica
• aumento del rischio cardiovascolare

Ma c’è un altro aspetto di cui si parla troppo poco.

Il muscolo.

Il muscolo non serve solo a muoversi.

È uno dei più importanti organi metabolici del corpo.

Quando la massa muscolare è adeguata:

• si utilizza meglio il glucosio
• aumenta la sensibilità insulinica
• migliora il metabolismo energetico
• diminuisce il rischio cardiometabolico

Per questo motivo non mi interessa sapere soltanto quanto una persona pesa.

Mi interessa capire:

• quanta massa muscolare possiede
• quanto grasso viscerale accumula
• come è distribuita la massa corporea

Per questo utilizzo strumenti come:

• circonferenza vita
• rapporto vita/altezza
• bioimpedenziometria

Perché la salute non si misura in chili.

Si misura nella qualità della composizione corporea.

La bilancia misura il peso.

La composizione corporea misura il rischio.

E il muscolo è uno dei migliori alleati della longevità.

I RAMI non sono il problema. Sono il messaggio.Dopo anni di lavoro sulle radici e sul metabolismo, il corpo inizia a par...
27/07/2026

I RAMI non sono il problema. Sono il messaggio.

Dopo anni di lavoro sulle radici e sul metabolismo, il corpo inizia a parlare.

E lo fa attraverso i rami.

Pressione alta.

Circonferenza vita aumentata.

Glicemia alterata.

Colesterolo fuori range.

Trigliceridi elevati.

HDL bassi.

Acido urico elevato.

Microalbuminuria.

Sono questi i motivi per cui molte persone arrivano in studio.

A volte dopo anni di valori “al limite”.

A volte dopo anni di rassicurazioni.

A volte dopo anni senza alcun controllo.

Il punto è che questi numeri non compaiono all’improvviso.

Sono segnali.
Messaggi.
Indicatori che qualcosa, nel tempo, è cambiato.

Il problema è che spesso ci concentriamo esclusivamente sul ramo.

Cerchiamo di correggere il numero.
Ma dimentichiamo di chiederci perché quel numero sia cambiato.

La pressione è un ramo.

La glicemia è un ramo.

Il colesterolo è un ramo.

La circonferenza vita è un ramo.

La vera domanda è:
cosa sta succedendo sotto?

Nelle prossime settimane analizzeremo uno per uno i principali rami dell’albero della salute.

Non per inseguire i numeri.

Ma per imparare a interpretarli.

Perché un ramo alterato può essere il primo segnale di un problema.

Oppure l’ultimo avvertimento prima che compaiano i frutti.

E capire la differenza cambia tutto.

Non curare i frutti.

Non fermarti ai rami.

Continua a osservare l’albero.

L’intestino: il collegamento tra radici e metabolismoL’intestino non è una radice.  È il punto di collegamento.Abbiamo v...
20/07/2026

L’intestino: il collegamento tra radici e metabolismo

L’intestino non è una radice.
È il punto di collegamento.

Abbiamo visto le radici:
Stress.
Sonno.
Movimento.
Alimentazione.
Ambiente.

Abbiamo visto il tronco:
Metabolismo.
Infiammazione.
Energia.
Stress ossidativo.

Ma c’è un livello che spesso viene sottovalutato.
L’intestino.

Non è solo digestione.

È il punto in cui quello che fai ogni giorno
entra davvero in contatto con il tuo organismo.

Qui succedono cose fondamentali:

il sistema immunitario viene modulato
l’infiammazione può essere attivata o ridotta
il metabolismo viene influenzato
il sistema nervoso viene coinvolto

E quando questo sistema si altera:

aumenta la permeabilità intestinale
si attiva una risposta infiammatoria
alcune sostanze entrano in circolo
il metabolismo cambia

Questo può contribuire a:

insulino-resistenza
infiammazione cronica
alterazioni metaboliche
maggiore rischio cardiovascolare

Il problema è che spesso non viene considerato.

Perché non si vede negli esami standard.

Quando ha senso, questo livello può essere approfondito.
Non sempre.

Ma nei pazienti giusti, sì.

Attraverso valutazioni specifiche come:

marcatori indiretti di permeabilità intestinale
assetto del microbiota
metaboliti correlati al rischio cardiovascolare (come TMAO)

Non per complicare.
Ma per capire meglio.

Perché in alcuni casi
il problema non è solo nelle radici.

È nel modo in cui il corpo risponde a quelle radici.

E l’intestino è uno dei punti chiave.

L’intestino è la radice che parla direttamente con il tronco.

Puoi avere esami normali… e un metabolismo già alteratoCome capisco se il tuo metabolismo sta cambiando?Quando guardiamo...
13/07/2026

Puoi avere esami normali… e un metabolismo già alterato

Come capisco se il tuo metabolismo sta cambiando?

Quando guardiamo gli esami, vediamo i rami.

Colesterolo.
Glicemia.
Pressione.

Ma il cambiamento non nasce lì.
Inizia prima.

Nel tronco.
Nel metabolismo.

È lì che il corpo decide come utilizzare energia, come gestire zuccheri, grassi, infiammazione.

E il punto è questo:
puoi avere esami ancora “nella norma”
ma un metabolismo che ha già iniziato a cambiare.

Per questo, quando valuto una persona, non mi fermo ai valori base.
Vado più in profondità.

Guardo segnali che mi permettono di capire cosa sta succedendo prima che diventi evidente.

Valuto come il corpo gestisce l’energia:
HOMA index
insulina
glicemia nel contesto
rapporto trigliceridi/HDL
emoglobina glicata

Valuto lo stato infiammatorio:
PCR ad alta sensibilità
emocromo
marker infiammatori

Valuto la produzione e l’utilizzo dell’energia:
bioimpedenziometria
stato di idratazione cellulare
composizione corporea
capacità di recupero

Valuto il sistema nervoso:
HRV
qualità del recupero
risposta allo stress

Valuto lo stress ossidativo:
d-ROM test
BAP test

Non per fare più esami.
Ma per capire meglio.

Perché il metabolismo non si rompe all’improvviso.
Cambia lentamente.

E quando lo intercetti in questa fase,
puoi ancora modificare la direzione.

Il punto non è avere esami “normali”.
È avere un sistema che funziona.

Questo è anche il motivo per cui, nei momenti di sovraccarico, il lavoro non è spingere di più.

È recuperare meglio.
Sonno, alimentazione, gestione dello stress, movimento graduale.

Riferimenti essenziali:
Reaven GM. Role of insulin resistance in human disease. Diabetes, 1988
Hotamisligil GS. Inflammation and metabolic disorders. Nature, 2006
Petersen KF, Shulman GI. Mitochondrial dysfunction in insulin resistance. NEJM, 2018
Sies H. Oxidative stress: concept and clinical relevance. Redox Biology, 2020

STRESS OSSIDATIVOIl danno invisibile che accumuli ogni giornoOgni giorno il corpo produce radicali liberi.È normale.Il p...
06/07/2026

STRESS OSSIDATIVO

Il danno invisibile che accumuli ogni giorno

Ogni giorno il corpo produce radicali liberi.

È normale.

Il problema è quando sono troppi.

Questo si chiama stress ossidativo.

E succede quando:
• stress cronico
• alimentazione squilibrata
• inquinamento
• scarso recupero

Il corpo non riesce più a compensare.

E il danno si accumula.

Nel tempo:
• peggiora il metabolismo
• aumenta l’infiammazione
• accelera l’invecchiamento cellulare

È un processo lento.

Silenzioso.

Ma continuo.

E parte sempre dalle radici.

MITOCONDRI / ENERGIAL’energia non è motivazione. È biologia.Molti pensano che l’energia sia una questione mentale.Non lo...
29/06/2026

MITOCONDRI / ENERGIA

L’energia non è motivazione. È biologia.

Molti pensano che l’energia sia una questione mentale.

Non lo è.

È una funzione biologica.

Le cellule producono energia nei mitocondri.

Se funzionano bene:
hai energia stabile
recuperi meglio
il corpo si adatta

Se funzionano male:
sei stanco
recuperi poco
il metabolismo rallenta

Questo succede nel tronco.

Non nei rami.

E le cause sono sempre le stesse:
stress
sonno
alimentazione
movimento

L’energia non si forza.

Si costruisce.

Indirizzo

Via Leopoldo Lucchi 135/5°piano Centro Montefiore
Cesena
47521

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 19:00
Martedì 08:30 - 19:00
Mercoledì 08:30 - 19:00
Giovedì 08:30 - 19:00
Venerdì 08:30 - 19:00

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