29/08/2026
Il lavoro APPLE-Tree, pubblicato nel 2026 su Age and Ageing, è particolarmente interessante perché porta la prevenzione della demenza dal principio generale — “correggere i fattori di rischio” — a un programma organizzato, relativamente semplice e poco costoso, applicabile a persone anziane a rischio.
Che cosa ha fatto APPLE-Tree
Sono stati randomizzati 746 soggetti ≥60 anni con subjective cognitive decline (SCD) o mild cognitive impairment (MCI): 374 al programma APPLE-Tree e 372 al controllo, che riceveva cure usuali più materiale informativo sulla prevenzione della demenza.
APPLE-Tree non consisteva semplicemente nel consegnare consigli. Era un vero intervento di behavior change, centrato su obiettivi personalizzati relativi a:
attività fisica;
dieta e idratazione;
controllo delle patologie croniche;
riduzione di fumo e alcol;
sonno e benessere psicologico;
attività piacevoli e cognitivamente stimolanti;
relazioni e partecipazione sociale.
Il programma prevedeva 10 incontri online di gruppo di un'ora in 6 mesi, incontri sociali intermedi (“tea breaks”), telefonate individuali per definire e verificare gli obiettivi e successivi incontri mensili fino a 12 mesi. Poteva essere gestito prevalentemente da facilitatori non clinici formati e supervisionati.
Il risultato cognitivo
A 24 mesi la differenza nel Neuropsychological Test Battery composite score (NTB) era:
+0,06 z-score a favore di APPLE-Tree, con IC 95% circa −0,001/+0,128 e p=0,055.
È quindi un risultato interessante, ma bisogna dirlo correttamente:
il beneficio cognitivo è piccolo e non raggiunge formalmente la significatività statistica convenzionale (p