01/06/2026
Viviamo immersə in messaggi che normalizzano la restrizione, associano la magrezza alla salute e attribuiscono un valore morale al cibo, al corpo e al movimento.
Messaggi così presenti da sembrare “normali”.
Messaggi che abbiamo interiorizzato così tanto da non chiederci quasi più che cosa smuovano in noi.
Ma normale non significa neutrale.
La cultura della dieta può diventare un terreno fertile per sofferenza, vergogna e rigidità.
E quando un disturbo alimentare è già presente, continuare a parlare di controllo del corpo, compensazione e “disciplina” non aiuta a guarire.
Per questo anche chi lavora nell’ambito della salute e della nutrizione ha una responsabilità:
interrogarsi sul proprio linguaggio,
sui messaggi che comunica
e sulle pratiche che promuove.
Prevenire i disturbi del comportamento alimentare significa anche costruire spazi più sicuri, meno giudicanti e meno centrati sul corpo come misura del valore di una persona. 💜