19/06/2026
Ci sono 3 espressioni che nel mio lavoro da dietista faccio sempre più fatica a sentire.
❌ “Visita di controllo”
Spesso è accompagnata da frasi come: “Ho fatto la brava” oppure “Ho fatto la cattiva”.
Ma io non sono lì per controllarti.
Non sono un giudice e non devo assegnare voti al tuo comportamento.
Il mio ruolo è aiutarti a capire cosa funziona, cosa ti ostacola e quali strumenti possono sostenerti nel cambiamento.
Tu devi avere ben chiaro che il percorso lo fai per te, per la tua salute e per il tuo benessere. Non per compiacere me.
❌ “La dieta è una questione di numeri”
Una volta qualcuno mi ha detto: “In fondo la dieta è matematica.”
La verità è che se fosse solo matematica, nessuno avrebbe difficoltà a seguire un’alimentazione equilibrata.
Mangiare significa molto più che introdurre calorie e nutrienti.
Significa emozioni, abitudini, piacere, stress, relazioni, cultura, tempo disponibile, possibilità economiche e stile di vita.
Ridurre tutto a un calcolo significa dimenticare la parte più importante: la persona.
❌ “Ho sgarrato” oppure “Devo resistere”
Queste parole raccontano un rapporto con il cibo basato sul controllo e sul sacrificio.
Io credo che imparare a mangiare bene significhi imparare ad ascoltarsi.
Prendersi cura del proprio corpo, ma anche concedersi piacere quando serve.
Non si tratta di resistere continuamente alle tentazioni.
Si tratta di costruire un equilibrio sostenibile, che ti faccia stare bene nel lungo periodo.
Si tratta di imparare a vivere in modo sufficientemente consapevole da scegliere ogni giorno ciò che ti fa stare bene.