18/08/2026
"È già finito?" 😅 Quella sottile linea tra orgoglio e senso di colpa
Chi fa questo mestiere lo sa benissimo. Arriva quel momento in cui il tempo è scaduto, fai il tocco finale, sollevi le mani dal corpo del cliente e... c’è quel secondo di silenzio. Poi, la frase cult:
“Ma come, è già finito? Già un’ora è volata?”
Lo dicono con quell'aria mezza incredula e mezza implorante, come a dire: “Non è che potresti andare avanti ancora un pochino, vero?”
Da una parte è una soddisfazione immensa. Vuol dire che il cliente ha staccato completamente la spina, che si è sentito al sicuro, coccolato, e che il tempo per lui si è fermato. Significa che il lavoro è arrivato dritto al segno.
Ma dall'altra parte... entra in gioco lui: il senso di colpa dell’operatore.
Giustamente, il tempo pattuito è quello. C'è un'organizzazione dietro, magari un altro appuntamento che aspetta, e soprattutto c'è rispetto per il lavoro e per l'energia spesa. Eppure, ogni volta, staccarsi da quel momento e dire “Sì, purtroppo il nostro tempo è terminato” richiede un piccolo sforzo emotivo. Vorresti quasi regalare un altro quarto d'ora, perché quanto quel relax stia facendo bene.
Colleghi, capita anche a voi di sentirvi un po' "cattivi" quando dovete pronunciare quelle parole? E voi clienti, lo fate apposta o vi accorgete davvero solo alla fine di quanto è volata l'ora?
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