23/05/2026
La disciplina non è chiudere le posizioni
La disciplina è ciò che ti porta tutti i giorni sul tappetino, anche quando non ne hai voglia, anche quando tutto attorno a te vibra basso..
Ascoltare il proprio corpo, non vuol dire che ci dobbiamo fermare, vuol dire imparare a stare anche nel disagio, nel "oggi non ho voglia". Siamo portati a voler sempre performare, a raggiungere la posizione..e quando sentiamo che molto probabilmente questo non avverrà..ci inventiamo delle scuse per non salire sul tappetino.
Yoga è soprattutto disciplinare la propria mente, provare a sganciare l'azione dal risultato finale.
La pratica del Mysore è un ottima opportunità di disciplina mentale, ci permette di rivolgere l'attenzione al nostro interno, di dialogare con ciò che siamo, di stare nella presenza, senza aspettative o giudizio. È una pratica personale.
Spesso sento dire..non faccio Mysore perché non sono esperto o non sono bravo. Ma per fare Mysore non è richiesta bravura, è richiesta l'attitudine ad una pratica che ti mette a n**o.
Unico vincolo, aver memorizzato almeno parte della sequenza.
Il Mysore è forse il miglior modo di accogliere te stesso e di crescere poco per volta ,con costanza e disciplina, sotto la guida di un maestro. L'insegnante non è lì per correggere o per giudicare se hai fatto bene i compiti, ma è li per supportarti in questo progredire..lento e costante. Ognuno parte da dove si trova in questo momento, ognuno ha il suo percorso e ognuno si trova dove è giusto che sia ora.
Quindi, se hai già praticato Ashtanga e se conosci almeno una parte della sequenza, ti aspetto per costruire insieme la tua pratica personale, rispettando i tuoi tempi e rispettando la tua fisicità.
Pensare che il Mysore, sia solo per persone brave è la cosa più sbagliata che esiste.
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