10/08/2026
C'è uno c'è uno spazio che accade nel mezzo; letteralmente dopo aver tolto una vecchia pelle e prima che si crei quella nuova.
È lo spazio del vuoto e dell’accoglienza dove la stanchezza sacra regna sovrana.
È il punto da cui la vita accade lasciando andare via ciò che è stato interiorizzando questa forma di morte simbolica che precede una nuova vita.
Possiamo sentire il corpo che rilascia tensioni o vecchi stati d'animo, così come possiamo liberare emozioni dense come rabbia, ansia, paura e tristezza che erano rimaste sopite e hanno creato mondi dei quali non eravamo consapevoli.
Darsi il permesso di stare qui in contatto con ciò che c'è al di là del bene e del male è un modo per dire sì alla vita.
Con fiducia e amore. Senza proiezioni senza confondere la vita con nient'altro.
Ciò che c'era prima è andato ma anche se è andato io resto, qui in me.
Lascio che il rito attecchisca e prenda forma, intanto, che accompagno il corpo entrando in contatto con le memorie liberate e continuando il processo con amore e cura.
Sacro sia il tempo a maggese.