Fisioscissione nasce dalla necessità del terapista di rivolgersi ai tessuti connettivali attraverso un gesto terapeutico sempre più preciso e attento al particolare anatomico. La manualità della Fisioscissione e i suoi presupposti teorici, si esplicano grazie all'ideazione di una strumentazione tecnica estremamente innovativa per il trattamento dei tessuti molli: i Fisioscissor. Fisioscissione con
sidera la stratigrafia anatomica e il loro contenuto metabolico e recettoriale con la consapevolezza che ogni livello anatomico che ci riveste possiede una propria vita intrinseca cellulare con delle peculiarità dove metabolismo, scambio e propriocezione interagiscono in simbiosi come un unico sistema di coesione dinamico. Attraverso modalità di stimolazione o inibizione si ricerca, in modo naturale, di creare un equilibrio ed una risposta significativa nei confronti della fisiopatologia del dolore. Seguendo una metodologia applicativa collaudata e originale vengono applicate in maniera ergonomica e precisa modalità tecniche che prendono in considerazione tutti i distretti corporei inserendo il trattamento del particolare anatomico in un contesto di visione olistica. A livello della colonna vertebrale, risulta possibile lavorare sulla proiezione dei muscoli erettori del rachide allo scopo di rilanciare le forze di scomposizione antigravitazionali, ripristinando la mobilità dell'unità funzionale vertebrale. Attraverso modalità tecniche ricercate, ci si prefigge di ridurre le compressioni a livello delle faccette articolari interapofisarie ottenendo un bilanciamento delle pressioni discali ed un ripristino della "molla vertebrale". Questa tecnica trova ottimo riscontro anchei nel trattamento delle entesopatie quali per esempio, pubalgie, epicondiliti, tendinopatie dell'achilleo etc. L'applicazione in ambito fisioterapico, osteopatico, reumatologico, ortopedico e in medicina dello sport si basa su una modalità di intervento che si è evoluta nel corso degli anni attraverso un feedback continuo tra terapista e paziente.