D.ssa Italia Chiariello , Psicologa, Psicoterapeuta,Musicoterapeuta

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D.ssa Italia Chiariello , Psicologa, Psicoterapeuta,Musicoterapeuta La D.ssa I.Chiariello, è iscritta nell'Albo degli Psicologi e degli Psicoterapeuti della Regione Campania .

La d.ssa.Chiariello è inoltre iscritta a norma della Legge 4/2013, nel Registro professionale di AIM ; all'interno di questa Associazione , è membro del Gruppo di coordinamento delle attività di musicoterapia del sud Italia.

09/06/2026
04/06/2026

LETTERA ALLA REPUBBLICA

Cara Repubblica,
ti scriviamo per chiederti scusa.
Ti chiediamo scusa: perché, mentre cercavi di tenerci insieme sotto il mantello di una Costituzione scritta con il sangue e con il coraggio, noi siamo rimasti a guardare. Abbiamo permesso che i tuoi principi più saldi venissero trattati come vecchi cimeli da svendere al miglior offerente.
Ti chiediamo scusa perché – dai tempi dello scellerato piano che nel nome di una falsa “rinascita” ti voleva sottomessa e opaca – assistiamo a sistematici tentativi di smantellamento di quell’indipendenza dei poteri che è la tua spina dorsale, senza la quale il cuore della nostra libertà cesserebbe
di ba***re.
Ti chiediamo perdono per averti consegnato a una classe
politica che anziché mettersi umilmente al tuo servizio troppo spesso ti considera “roba sua”, e che – per salvarsi dai propri errori, per nascondere le mani nere sotto colletti
immacolati – è arrivata a farci credere che la Giustizia sia un nemico da cui guardarsi. Abbiamo permesso che la riservatezza diventasse oblio, che la privacy diventasse muro di gomma, che l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge diventasse un’eccezione. Abbiamo scambiato la velocità dei processi con la fretta di dimenticare i reati dei potenti.
Abbiamo dimenticato che quando un magistrato viene umiliato, sorteggiato come un numero della lotteria o messo
al guinzaglio, non è la sua toga a perdere potere: sei tu a perdere la tua dignità, e noi la nostra libertà.
Queste parole sono dedicate a te e ai magistrati uccisi nel corso della tua storia, le toghe che non sono diventate
rosse nei corridoi del potere o mentre baciavano giovani contestatrici come ha scritto qualcuno in un recente post
denigratorio, ma sull’asfalto di Capaci, tra le lamiere di via d’Amelio, lungo le strade di quelle città che cercavano
di difendere e che invece li hanno lasciati soli. Sono rosse del sangue versato per difendere un’idea: che la legge non debba guardare in faccia a nessuno, nemmeno a chi siede
nei palazzi più alti.
Anche a loro chiediamo scusa, perché oggi il loro sacrificio sembra pesare meno della propaganda. È paradossale e crudele: morire per la Costituzione e vedere quella stessa
Carta aggredita, i suoi pesi e contrappesi messi in dubbio o
trasformati in un bersaglio.
La casta non ha tempo per i “tecnicismi” della giustizia. Ha fretta. Fretta di approvare riforme che trasformino l’uguaglianza in un ricordo sbiadito e l’indipendenza dei poteri
in un fastidio superato. Per questa élite dal colletto candido la purezza non è un valore a cui tendere, ma un obiettivo
strategico: apparire pulita mentre sta svuotando il senso della democrazia. È la casta che ordisce guerre e genocidi, è la casta che assiste in silenzio alla distruzione per poter partecipare al banchetto della ricostruzione, in spregio al diritto internazionale e ai diritti umani.
Più avanti, nel romanzo, con uno dei suoi affondi fulminanti, Manzoni dice: “comanda chi può, e ubbidisce chi
vuole”.E allora fino a che sceglieremo di non ubbidire ai prepotenti e di rispettare le leggi,fino a che faremo sentire la nostra voce,fino a che eserciteremo il nostro diritto a un’informazione libera e plurale,fino a che opporremo agli algoritmi ragione e sentimento,
fino a che resisteremo,la casta non potrà trionfare.
Cara Repubblica, dalla tua parte sempre e per sempre ci troverai

Tratto da edito da Bompiani

19/05/2026

Che spettacolo e che soddisfazione, grande Jannik! 🎾⚡️

Bella foto!
19/05/2026

Bella foto!

Il nostro buongiorno dalla montagna spaccata, Gaeta, con ischia in lontananza 💚

19/05/2026

Esiste un luogo in Europa dove i confini della geografia si sfumano e il tempo sembra essersi fermato, un angolo di Sicilia dove la natura ha deciso di fare un copione a parte. È il fiume Ciane, un corso d'acqua che serpeggia placido nei pressi di Siracusa, custodendo un tesoro botanico che non ha eguali in tutto il continente: qui, e solo qui, il papiro (Cyperus papyrus) cresce spontaneamente, rigoglioso e fiero, stringendosi in vere e proprie foreste fluviali che evocano atmosfere squisitamente nilotiche. Questa presenza, unica nel panorama europeo, trasforma il fiume in un ecosistema dal valore inestimabile, dove la botanica si fonde indissolubilmente con il mito e la storia. Le origini di questa giungla mediterranea sono avvolte in un fascino misterioso: la teoria più accreditata parla di un legame antichissimo con l'Egitto dei Tolomei, che avrebbero fatto dono delle prime piante alla potente Siracusa, legata a loro da profondi vincoli culturali e commerciali. Ma il cuore della Sicilia preferisce la poesia della leggenda, quella che vuole il papiro nato dalle lacrime della ninfa Ciane, trasformatasi in sorgente cristallina nel disperato tentativo di opporsi ad Ade durante il rapimento di Proserpina. Che sia frutto della diplomazia ellenistica o del pianto di una ninfa, questa pianta millenaria ha trovato nel clima mite e nelle acque costanti del Ciane la sua seconda patria ideale, prosperando selvaggia per secoli fino a ispirare, nel XVIII secolo, l'intuizione pionieristica dell'abate Saverio Landolina Nava. Fu proprio questo erudito siracusano a studiarne i segreti e a compiere il miracolo di riscoprire l'antica e perduta arte egizia della fabbricazione della carta di papiro, una tecnica che sembrava svanita nel nulla dopo l'XI secolo. Oggi, mentre nel resto d'Europa il papiro sopravvive solo confinato nella timidezza di qualche giardino botanico o serra riscaldata, il Ciane ne celebra la libertà più assoluta, offrendo agli occhi del mondo un paesaggio esotico e primordiale, un'esperienza sensoriale irripetibile che rende questo angolo di Sicilia, semplicemente, unico al mondo.

17/05/2026

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