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GENITORI E FAMIGLIE NARCISISTE Nessuno si sveglia una mattina e decide di non parlare più con sua madre o con suo padre....
16/10/2026

GENITORI E FAMIGLIE NARCISISTE
Nessuno si sveglia una mattina e decide di non parlare più con sua madre o con suo padre. Chi giudica vede soltanto l’ultimo atto, e così si perde tutto il resto: gli anni passati a spiegarsi, le conversazioni che ricominciavano sempre dallo stesso punto, i limiti messi con gentilezza e ignorati, le volte in cui sei tornato sperando che stavolta fosse diverso.

Il contatto si interrompe quando le altre strade sono già state tutte percorse. La rottura non è l’inizio della storia, è l’ultima pagina, e chi la commenta non ha letto le precedenti.

Ha anche un prezzo che gli altri non pagano. Le feste con un posto vuoto, i parenti che prendono posizione, le etichette di ingrato e di egoista, e soprattutto la rinuncia definitiva al genitore che avresti voluto avere. Nessuno affronta tutto questo per capriccio, lo si fa quando restare costa di più.

Quando qualcuno ti dice «ma è pur sempre tua madre», non sta misurando la tua scelta, sta misurando la sua idea di famiglia. La misura vera è quanto è stato grave ciò che hai attraversato prima di dire basta.

Non devi presentare le prove a nessuno. Hai deciso con più informazioni di chiunque ti stia giudicando, e hai pagato di persona per averle.

📖 Dal Web

Grata per questo reciproco Dono
13/10/2026

Grata per questo reciproco Dono

Cosa fa un COUNSELOR metodo BiotransenergeticaUn COUNSELOR Transpersonale con il metodo Biotransenergetica può aiutarti ...
09/10/2026

Cosa fa un COUNSELOR metodo Biotransenergetica

Un COUNSELOR Transpersonale con il metodo Biotransenergetica può aiutarti in diversi modi:

• Offre una relazione d'aiuto e un ascolto protettivo.
• Crea un percorso personalizzato in base alle tue esigenze (come stress da lavoro, relazioni difficili, momenti di cambiamento improvviso).
• Integra il lavoro psicologico con trattamenti fisici, energetici e meditativi.
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Questo approccio è pensato per essere un compagno nel tuo percorso di cambiamento, aiutandoti a migliorare la comunicazione e a sbloccare momenti di crisi, con un focus sulle difficoltà del presente.

Il Passaggio dallo Zero nella Triade sciamanica ci permette ogni volta di allearci alla Forza per affrontare un confine ...
05/10/2026

Il Passaggio dallo Zero nella Triade sciamanica ci permette ogni volta di allearci alla Forza per affrontare un confine
Anche nei CICLI TOSSICI è possibile ripristinare ordine
Ti accompagno in questo Intento attraverso un PERCORSO di consapevolezza e crescita
Entrare e restare all'interno di una relazione tossica obbliga a restare all'interno di uno schema che si ripete all'infinito.
Se senti di aver bisogno di sostegno per USCIRE FUORI DA QUESTO EMPASSE ti accompagno verso la porta 🚪 d'uscita
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Laura PENELOPE Counselor Transpersonale metodo Biotransenergetica
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QUANDO IL CONTROLLO HA IL TUO STESSO COGNOME e nella famiglia avvengono triangolazioni Molto spesso un tema resta troppo...
05/10/2026

QUANDO IL CONTROLLO HA IL TUO STESSO COGNOME e nella famiglia avvengono triangolazioni

Molto spesso un tema resta troppo spesso nascosto dietro la retorica della famiglie ossia le dinamiche narcisistiche e manipolatorie tra fratelli e sorelle e parenti in generale

Svalutazioni continue, ingerenze nelle vostre relazioni, ricatti affettivi e sensi di colpa ogni volta che provate a mettere un confine. E quasi sempre compare la stessa frase: «Ma è pur sempre tuo fratello». «Ma è pur sempre tua sorella».

Bene. È proprio da qui che dobbiamo cominciare.

La parentela non rende innocuo un comportamento distruttivo. E avere lo stesso cognome non assegna a nessuno il diritto di controllare la vostra vita.

Parliamone, dunque. Perché quando il controllo arriva da qualcuno con cui sei cresciuto, riconoscerlo può essere particolarmente difficile. Soprattutto se, per anni, ti hanno insegnato a chiamare “affetto” ciò che ti costringe a rinunciare a te stesso.

Si parla molto di partner narcisisti. Molto meno di quello che può accadere quando le dinamiche narcisistiche entrano nel rapporto tra fratelli, padri e madri narcisisti.

Come se la parentela rendesse accettabile l’umiliazione. Come se condividere i genitori significasse dover rinunciare ai propri confini.

Chiariamo un punto: un fratello egoista, una sorella invadente, un genitore non accudente non sono automaticamente “narcisisti”. Una diagnosi richiede una valutazione clinica. Nel narcisismo patologico possono essere presenti bisogno di ammirazione, senso di superiorità, pretesa di trattamenti speciali e difficoltà nel riconoscere i bisogni altrui.

Ma per riconoscere una condotta dannosa non serve appiccicare un’etichetta. Serve guardare cosa succede, ripetutamente.

In una relazione dominata dal controllo, possono comparire questi meccanismi.

1. Ogni tuo successo diventa una competizione.
Racconti una buona notizia e arriva la svalutazione: «Hai avuto fortuna». «Vediamo quanto dura». «Io avrei fatto meglio».
Finisci per ridimensionare la tua felicità pur di evitare la prossima frecciata.

2. La confidenza diventa materiale da usare contro di te.
Una fragilità raccontata in fiducia riappare durante una lite, davanti ai genitori o a tavola. E se protesti, la risposta è: «Non si può più dire niente».
Intanto il tuo dolore è diventato intrattenimento familiare.

3. Gli altri familiari vengono trascinati nel conflitto.
«Anche mamma pensa che sei cambiato».
«Papà ci è rimasto malissimo».
Si parla a nome degli altri, si riportano versioni parziali, si cercano alleati. Tu ti ritrovi a difenderti davanti a un’intera famiglia per una questione che avresti voluto affrontare direttamente.

4. La tua autonomia viene trattata come un tradimento.
Hai un partner, nuovi impegni, decisioni tue. Cominciano le accuse: «Da quando stai con quella persona non sei più lo stesso».
Il partner può diventare il bersaglio perché sostiene una scelta che tuo fratello o tua sorella non approvano. Naturalmente, ogni critica a un partner va valutata nel merito: il problema è la pretesa di decidere al posto tuo.

5. Il tuo “no” scatena una punizione.
Gelo, scenate, insulti, colpevolizzazione.
«Dopo tutto quello che ho fatto per te».
Il messaggio diventa: puoi scegliere liberamente, purché tu scelga quello che voglio io.

E a volte la famiglia contribuisce a mantenere tutto questo.

«Lascialo perdere».
«Sai com’è fatta».
«Tu sei più ragionevole, vienile incontro».

Essere più ragionevoli non significa dover assorbire più maltrattamenti.

Chi subisce può imparare a controllare ogni parola, nascondere i propri traguardi, giustificare ogni scelta. Può arrivare a sentirsi in colpa persino quando chiede rispetto.

Come si comincia a interrompere questa dinamica? Con confini concreti:

«Se mi insulti, interrompo la conversazione».
«Questa decisione spetta a me».
«Se hai un problema con me, parlane direttamente con me».
«Quello che ti ho confidato non può essere usato per umiliarmi».

Poi conta ciò che accade: il limite viene rispettato oppure viene sistematicamente violato? È da lì che si valuta quanta vicinanza sia sostenibile.

Puoi voler bene a tuo fratello o a tua sorella e scegliere di ridurre il contatto. Puoi cercare un rapporto senza concedere accesso illimitato alla tua vita.

Il cognome comune non è un lasciapassare per calpestarti. E il rispetto non può essere il prezzo che paghi per restare in famiglia.

Roberta Bruzzone psicologa

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27/09/2026

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18/09/2026

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14/09/2026

“Se riusciamo a raggiungere un livello di autonomia, il prezzo che paghiamo è costituito da una maggiore vulnerabilità rispetto alle insidie della vita.

Libertà e autonomia, come dimensioni individuali, si contrappongono alla falsa solidarietà che ha sempre, per definizione, un carattere collettivo.

Vivere nella libertà significa, dunque, trovarsi da soli anche nelle difficoltà.”

ALDO CAROTENUTO “Eros e pathos”, p.117, 1987, Bompiani.

13/09/2026
      L’amore non si misura da quanto soffri perche' qualcuno ti rifiuta, ti abbandona, ti umilia o quando qualcuno se n...
05/09/2026




L’amore non si misura da quanto soffri perche' qualcuno ti rifiuta, ti abbandona, ti umilia o quando qualcuno se ne va.

Si misura dalla capacità di rispettare la libertà dell’altro.
La parola stessa ti voglio bene significa voglio il tuo bene, altrimenti è possesso.

Per stare bene con gli altri però, bisogna sempre amare se stessi. Amare se stessi tanto da trovare la Forza di allontanarsi quando le condizioni lo richiedono

Tu cosa ne pensi? Scrivimelo nei commenti.

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