23/08/2026
IERI SERA HO RIGUARDATO FORREST GUMP...
Ieri ho riguardato uno dei film, a mio avviso, più commoventi della produzione hollywoodiana: Forrest Gump.
Ovviamente, con questo scritto cercherò di astenermi da ogni spoiler eccessivo e, se peccherò, sappiate che sarà stato involontario.
Il film vede come protagonista Forrest Gump, un ragazzino intellettivamente poco dotato che, in più, soffre di una grave forma di scoliosi, corretta mediante due vistosi tutori alle gambe. Un ragazzino che, per ovvi motivi, non ha una vita facile, soprattutto nelle relazioni, a eccezione di quella con Jenny, una ragazzina molto dolce e gentile che, però, subisce violenze domestiche.
Tra i due nasce una grande amicizia, che continuerà in modo fisicamente discontinuo — i due continueranno a pensarsi l’un l’altra — negli anni successivi, con vari incontri nei quali Forrest si trova a difendere Jenny dalle violenze o dalle attenzioni morbose di qualche uomo.
Già a questo proposito, il film veicola un messaggio crudo ma estremamente vero: i nostri traumi infantili, se non elaborati in modo completo, ci spingono a reiterare gli schemi disfunzionali da essi creati. Il rapporto con il padre viene rivissuto attraverso gli altri partner che Jenny sentirà di meritare. L’amore semplice, puro e devoto di Forrest le appare troppo per lei: un amore del quale si sente indegna per quasi tutto il film.
Torniamo al protagonista, Forrest. Ho già detto che il nostro ragazzo non brilla per acume, ma questo non gli impedisce di avere una vita ricca di avventure, dalle quali esce sempre in modo eroico. Ciò avviene per un motivo fondamentale: la purezza del suo cuore. Questa enorme qualità — evidentemente più rilevante dell’intelletto — lo porta a non «fare attrito con la vita». Egli viene sospinto da un posto all’altro come una piuma mossa dal vento, mostrata nell’incipit e nel finale. Forrest non si lamenta mai, vive sentimenti genuini come l’amicizia e la fedeltà, si impegna al massimo in ogni situazione e mostra uno spirito di adattamento fuori dal comune.
Ben presto, questa sua condotta di vita lo conduce a una grande ricchezza, che lui, grazie alla sua semplicità, vive con leggerezza e umiltà, senza mai montarsi la testa.
Se ho compreso qualcosa da questa pellicola, è che tutti noi abbiamo un destino, ovvero delle tappe obbligate che siamo chiamati a raggiungere, ma che è nostro compito fluire con la brezza della vita, senza ostacolarne i moti.
Manteniamoci semplici.
R.