La Parola salva

La Parola salva Ci si allena � per tutto, perché non farlo ogni giorno anche per stare bene con noi stessi e gli altri? Lo strumento? La Parola �

  4 settembre 2026:  📖 «Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.»E no, non sto parlando del vino che proprio in que...
03/09/2026

4 settembre 2026: 📖 «Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi.»
E no, non sto parlando del vino che proprio in questo mese di settembre comincerà a riempire le cantine! 😊

Sto pensando piuttosto al percorso che il Vangelo ci ha fatto compiere questa settimana.

Abbiamo riconosciuto Gesù come Figlio di Dio.
Ci siamo interrogati sulla nostra relazione con Lui.
Con Pietro abbiamo riconosciuto la nostra piccolezza e ricordato le “pesche miracolose” attraverso le quali Dio si è manifestato nella nostra vita.

Forse, senza rendercene conto, abbiamo iniziato a preparare otri nuovi.

E lo facciamo proprio ora che, per la maggior parte di noi, le vacanze sono finite e ricomincia la vita ordinaria.

Lavoro. Famiglia. Impegni. Traffico. Problemi. Orari.😅

Ed è qui che si vede se qualcosa è veramente cambiato.

Perché possiamo vivere un pellegrinaggio, un ritiro, una vacanza, un incontro forte con Dio e poi versare quel vino nuovo negli stessi vecchi schemi.

Stesse abitudini.
Stesse priorità.
Stesso modo di reagire.
Stesso poco tempo per Dio.

Il vino nuovo, invece, chiede spazio nuovo.

Forse una Messa in più. Dieci minuti al giorno con la Parola. Il Rosario. Un tempo di silenzio. Una Confessione più frequente. Una comunità, un sacerdote, una guida spirituale, qualcuno con cui condividere seriamente il cammino.

Anche La Parola Salva, nel suo piccolo, vorrebbe essere questo: non semplicemente un post da leggere ogni mattina, ma un appuntamento che ci aiuti a portare il Vangelo dentro la vita ordinaria.

Perché la domanda non è soltanto cosa abbiamo vissuto durante l’estate.

È: quale differenza si vede adesso nella nostra vita?

✏️ Quale “otre vecchio” rischia di soffocare il vino nuovo che ho ricevuto? Cosa posso cambiare concretamente nella mia quotidianità per custodire la relazione con Gesù? In che modo La Parola Salva potrebbe accompagnarvi meglio? E quale persona, comunità o esperienza potrebbe aiutarvi fuori da qui a continuare il cammino?

02/09/2026

3 settembre 2026: Nei primi due giorni di questa settimana, abbiamo incontrato i demoni che riconoscono in Gesù il Figlio di Dio.
Oggi a riconoscerlo è Pietro, ma lo fa in modo completamente diverso.

È appena avvenuta una pesca umanamente inspiegabile. Pietro aveva lavorato tutta la notte senza prendere nulla. Eppure, sulla parola di Gesù, aveva gettato nuovamente le reti.🥰

E le reti si erano riempite. Davanti a quella pesca miracolosa, Pietro non dice semplicemente: Che fortuna! Che meraviglia!

Cade alle ginocchia di Gesù: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore».

Pietro riconosce contemporaneamente due cose:la grandezza di Dio e la propria piccolezza❣️

E forse è capitato anche a noi. Ci sono momenti della vita nei quali abbiamo gettato le reti senza raccogliere nulla.

Abbiamo provato, insistito, faticato. Poi è accaduto qualcosa che non avevamo previsto.

Una guarigione.
Un incontro.
Una riconciliazione.
Una porta apertasi quando sembrava tutto chiuso.
Una risposta arrivata al momento giusto.
Una forza che non pensavamo di avere.

La nostra personale “pesca miracolosa”.

E magari proprio lì abbiamo pensato: «Signore, questo non posso averlo fatto soltanto io».

La fede nasce anche imparando a riconoscere Dio dentro la nostra storia.

Pietro, però, non rimane inginocchiato davanti ai pesci.

✏️ Qual è stata la “pesca miracolosa” della mia vita? Ho saputo riconoscere, dietro ciò che mi è accaduto, la presenza e la grandezza di Dio? Quella grazia mi ha portato soltanto gratitudine oppure ha cambiato anche il mio modo di seguire Gesù?

E oggi facciamo qualcosa di diverso: chi ne ha voglia, racconti nei commenti la “pesca” della propria vita che lo ha portato a riconoscere Gesù come Signore.

01/09/2026

2 settembre 2026: «Tu sei il Figlio di Dio!» Il Vangelo 📖 di oggi continua quello di ieri e ancora una volta sono i demoni a riconoscere perfettamente l’identità di Gesù.
Paradossalmente, sembrano essere proprio i suoi nemici tra i primi a dichiarare apertamente chi Egli sia, ma ieri abbiamo visto che conoscere l’identità di Gesù non significa ancora avere fede in Lui

E allora oggi vorrei fare un passo ulteriore: che relazione abbiamo con Gesù? .🤔

È stato il grande tema che ha accompagnato il mio ultimo mese trascorso a Medjugorje.

Ho cercato Gesù.

Nella Messa, nell’Eucaristia, nell’Adorazione, nella Confessione, nel Rosario, nella Parola, nel silenzio.

E in questa ricerca è accaduto qualcosa che faccio persino fatica a spiegare: ho sentito Gesù dentro e accanto a me come se la nostra relazione avesse fatto un salto nella profondità.

Non sono scomparsi i problemi, non ho ricevuto tutte le risposte, ma è cresciuta una certezza: Lui c’è. Lui è con me. Gesù è veramente il Figlio di Dio ed è il centro della mia vita❣️

Poi, però, ho compreso anche un’altra cosa: una relazione va coltivata.

Non posso desiderare un rapporto profondo con Gesù e poi allontanarmi dalla preghiera, dalla Messa, dall’Eucaristia quotidiana.

Sarebbe come se Usain Bolt 🏃avesse preteso di ba***re il record del mondo senza allenarsi con costanza.

La vita spirituale ha bisogno di allenamento.

Non perché dobbiamo conquistare l’amore di Dio — quello ci precede sempre — ma perché siamo noi ad avere bisogno di allenare il cuore a riconoscerlo, ascoltarlo e rimanere con Lui.

Gesù non si allontana.

Sono io che posso smettere di cercarlo.

E forse la domanda di oggi non è soltanto: «Credi che Gesù sia il Figlio di Dio?», ma «Quanto spazio occupa realmente nella tua vita?»

✏️Che relazione ho oggi con Gesù: conoscenza, abitudine oppure intimità? Quale “allenamento spirituale” ho trascurato e voglio riprendere con costanza? Se dico che Gesù è il centro della mia vita, le mie giornate raccontano davvero questa verità?

31/08/2026

1 settembre 2026: «Io so chi tu sei: il Santo di Dio!»
A pronunciare una delle affermazioni più precise sull’identità di Gesù, nel Vangelo di oggi, è proprio il demonio 👿.

Nel video che accompagna questo post, ascoltate Padre Amorth ricordare una verità provocatoria: "Satana crede in Dio, lo conosce, ma disobbedisce. Non pratica la fede."

Ed è impossibile non pensare a un'espressione che sentiamo frequentemente: «Io credo, ma non pratico».

⚠️ Attenzione: questo non significa certamente paragonare queste persone al demonio.

Significa però porci una domanda molto seria: che cosa significa veramente credere?

Posso sapere chi è Gesù. Posso credere che Dio esista. Posso perfino conoscere il Vangelo, ma la fede cristiana è qualcosa di più.

È relazione❣️

È fidarsi, pregare, ascoltare la Parola, nutrirsi dell'Eucaristia, riconciliarsi attraverso la Confessione, provare a vivere ciò che Gesù ci ha insegnato.

E allora pensiamo alle persone che amiamo e che si sono allontanate dalla fede.

Un figlio. Un marito. Una moglie. Un amico.

Cosa possiamo fare?

Non costringerli. Non giudicarli. Non trasformare ogni incontro in una predica.

Possiamo però fare tre cose potentissime: pregare, testimoniare e invitare.

🙏 Pregare per loro.

💖 Mostrare con la nostra vita che incontrare Cristo può cambiare il modo di attraversare gioie, sofferenze e difficoltà.

🤗 E ogni tanto proporre, senza pressioni: «Vieni a Messa con me? Vieni in Adorazione? Mi accompagni?»

Poi lasciare agire Gesù perché nel Vangelo è Lui che libera l'uomo: «Taci! Esci da lui!»

Forse il nostro compito non è riuscire a portare qualcuno a Dio con la forza. È portarlo davanti a Gesù e lasciare che sia Gesù ad agire.

✏️ La mia fede è soltanto qualcosa in cui credo o qualcosa che vivo? Quale persona lontana da Dio posso affidare oggi alla preghiera? La mia vita mostra agli altri la bellezza di aver incontrato Gesù?

  31 agosto 2026: “Lo Spirito 🔥 del Signore è sopra di me».Gesù entra nella sinagoga di Nazaret, apre il rotolo del prof...
30/08/2026

31 agosto 2026: “Lo Spirito 🔥 del Signore è sopra di me».
Gesù entra nella sinagoga di Nazaret, apre il rotolo del profeta Isaia e pronuncia queste parole.

Oggi, vorrei fermarmi proprio qui perché forse, davanti alle difficoltà, una delle prime cose che dimentichiamo è che non dobbiamo affrontare la vita contando soltanto sulle nostre forze.

Anche noi abbiamo ricevuto lo Spirito Santo 🔥.

Lo abbiamo ricevuto nel Battesimo, siamo stati confermati nel suo dono nella Cresima e possiamo invocarlo ogni giorno perché ci illumini, ci sostenga e ci guidi.

E ne abbiamo bisogno.

Nel semplice rientro al lavoro dopo le vacanze, quando magari ci manca già l’aria pensando agli impegni che ci aspettano.

Nella malattia.

In una difficoltà economica.

Nella solitudine di chi desidera incontrare un compagno o una compagna di vita e continua a non trovarlo.

Nel discernimento di una vocazione.

Davanti a una decisione che non sappiamo prendere.

Quando una relazione entra in crisi o quando semplicemente non sappiamo più quale strada percorrere.

Quante volte, in questi momenti, iniziamo immediatamente a cercare soluzioni, consigli, risposte.

E se prima di tutto invocassimo lo Spirito Santo🔥?

Vieni, Spirito Santo.
Mostrami ciò che io non riesco a vedere.
Suggeriscimi ciò che devo fare.
Dammi forza dove mi sento debole.
Guidami dove non conosco la strada.

Invocare 🙏🏻 lo Spirito non significa aspettarsi che improvvisamente scompaiano i problemi.

Significa non attraversarli da soli.

Significa lasciare che Dio entri nel nostro discernimento, nei pensieri, nelle decisioni, nelle paure.

Forse oggi non abbiamo bisogno di conoscere già tutta la strada.

Abbiamo bisogno di compiere il prossimo passo con Lui.

✏️ In quale situazione sto cercando di cavarmela contando soltanto sulle mie forze Davanti alle decisioni importanti, quanto spazio lascio realmente allo Spirito Santo? E se da oggi, prima di iniziare ogni giornata, dicessimo semplicemente: «Vieni, Spirito Santo, guidami Tu»?

  30 agosto 2026: Il Vangelo di questa domenica si conclude con parole che forse preferiremmo non leggere: 📖 «Il Figlio ...
29/08/2026

30 agosto 2026: Il Vangelo di questa domenica si conclude con parole che forse preferiremmo non leggere: 📖 «Il Figlio dell’uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni».
Fermiamoci qui. Che cosa proviamo leggendo questa frase❓

Paura? Serenità? Fastidio? Indifferenza?
Quali pensieri suscita?

O forse potremmo farci una domanda ancora più concreta: da quanto tempo non vi confessate❓

Sì, perché qualche volta rischiamo di vivere come se le nostre azioni non avessero conseguenze e invece Gesù oggi ci ricorda che la nostra vita ha una direzione e le nostre scelte costruiscono, giorno dopo giorno, la persona che stiamo diventando.

Il bene che abbiamo fatto.
Il male che abbiamo scelto.
L’amore donato e quello negato.
Il perdono concesso o rifiutato.
La mano tesa e quella ritirata.
Ciò che abbiamo fatto agli altri e ciò che avremmo potuto fare e non abbiamo fatto.

Tutto questo conta, ma attenzione: il Vangelo non ci consegna alla paura.

Ci consegna alla RESPONSABILITÀ perché se oggi mi accorgo che qualcosa nella mia vita mi sta allontanando da Dio, oggi posso cambiare strada.😃

Ed esiste un luogo meraviglioso nel quale possiamo presentarci davanti a Dio senza maschere: la Confessione.

Non davanti a un giudice impaziente di condannarci, ma davanti a un Padre che aspetta che riconosciamo il nostro peccato per poterci riconciliare con Lui.

La misericordia, infatti, non cancella la responsabilità: ci offre la possibilità di ricominciare.

E allora torniamo alla frase iniziale: «Renderà a ciascuno secondo le sue azioni».

Adesso come vi fa sentire?

✏️ Se oggi dovessi rendere conto delle mie azioni, quale sentimento proverei? C’è qualcosa che so di dover riconoscere, confessare o cambiare e che continuo a rimandare? Da quanto tempo non mi confesso?

  29 agosto 2026:Oggi voglio farvi una domanda molto semplice:voi chi ascoltate❓Nella famiglia, nelle amicizie, sul lavo...
28/08/2026

29 agosto 2026:Oggi voglio farvi una domanda molto semplice:voi chi ascoltate❓

Nella famiglia, nelle amicizie, sul lavoro, sui social: a chi concedete tanta fiducia da permettere alle sue parole di orientare le vostre scelte❓

Perché nel Vangelo di oggi tutto sembra ruotare proprio intorno all’ascolto.

Erode ascoltava Giovanni Battista. Sapeva che era «uomo giusto e santo», lo proteggeva e, dice Marco, «lo ascoltava volentieri».

Eppure non basta ascoltare la verità per seguirla.

Erodiade ascolta il proprio rancore 😡 verso Giovanni, che aveva avuto il coraggio di dirle la verità.

Sua figlia ascolta la madre e chiede la testa del Battista.

Erode, infine, invece della voce dell’uomo che riconosceva come giusto, ascolta il proprio orgoglio, la promessa fatta e il giudizio dei commensali.😢

Quanto può essere potente una voce alla quale decidiamo di dare autorità!

Ciò che ascoltiamo entra nei nostri pensieri, influenza le emozioni, orienta le decisioni e, giorno dopo giorno, costruisce la nostra vita.

Non è forse significativo che una delle grandi professioni di fede della Bibbia inizi proprio così?
📖
«Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, unico è il Signore.»

Prima ancora di chiedere qualcosa all’uomo, Dio gli dice: ASCOLTA.

Oggi, siamo circondati da voci: famiglia, amici, influencer, opinione pubblica, algoritmi, ma anche dalle nostre paure, ferite e desideri.

Non tutte le voci meritano la stessa autorità.

Giovanni ha perso la testa per non rinunciare alla verità. Erode conosceva quella verità e l’ascoltava volentieri, ma non ha avuto il coraggio di sceglierla.

✏️ Chi sono le persone che ascolto di più e perché?Nelle mie decisioni ascolto Dio o il giudizio degli altri? Quanto spazio concedo alla Parola di Dio, perché la Sua voce diventi la più familiare dentro di me?

27/08/2026

28 agosto 2026: Se ieri, ricordando 😇 Santa Monica, abbiamo parlato della potenza della preghiera di intercessione, oggi suo figlio 😇 Sant’Agostino sembra quasi continuare il discorso insegnandoci come pregare.

E lo fa soprattutto nella celebre Lettera a Proba, uno dei grandi testi cristiani sulla preghiera, indicato anche da Papa Leone XIV tra le sue letture spirituali preferite.

✍🏻 Proba era una ricca vedova romana che aveva chiesto ad Agostino di aiutarla a comprendere le parole di San Paolo: «Non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente.»

Una frase che forse ci riguarda più di quanto pensiamo perché quante volte la nostra preghiera diventa un elenco?

Signore, fammi ottenere questo.
Fa’ che quella persona cambi.
Risolvimi questo problema.
Dammi quella cosa che desidero.

Agostino ci porta più in profondità.

La preghiera 🙏🏻 è un esercizio del desiderio: allarga il cuore perché diventi sempre più capace di accogliere Dio. E la “vita felice” che cerchiamo non consiste semplicemente nell’ottenere ciò che vogliamo, ma nel possedere Dio.

E allora cambia tutto.

Pregare non significa convincere Dio a realizzare i miei progetti.

Significa stare con Lui abbastanza a lungo perché anche i miei desideri possano trasformarsi❣️

Forse entro in preghiera chiedendo una cosa e ne esco comprendendo che ne avevo bisogno di un’altra.

Entro chiedendo che cambi qualcuno e scopro che devo cambiare io.

Entro cercando una soluzione e trovo una pace che mi permette di attraversare il problema.

Santa Monica pregò per Agostino.

Agostino, una volta incontrato Dio, comprese quanto profondamente la preghiera 🙏🏻 trasforma innanzitutto chi prega.

Forse madre e figlio ci consegnano insieme una meravigliosa scuola: prega per chi ami, persevera, ma lascia a Dio il modo e il tempo della risposta.

26/08/2026

27 agosto 2026: Quando amiamo veramente qualcuno, desideriamo il suo bene, ma amare significa anche accettare una delle cose più difficili: non possiamo scegliere al posto dell’altro.
Non possiamo obbligarlo a cambiare.

Non possiamo costringerlo a credere.

Non possiamo imporgli di lasciare una relazione, un comportamento, una dipendenza o una strada che riteniamo sbagliata.

Possiamo esserci. Possiamo parlare. Possiamo testimoniare. Possiamo mettere dei confini quando necessario.

E soprattutto possiamo pregare 🙏.

È ciò che fece Santa Monica con suo figlio Agostino.

Per anni lo vide percorrere strade lontanissime dalla fede cristiana. Soffrì, certamente e tentò di orientarlo, ma c’era qualcosa che Monica non poteva fare: convertirlo al posto suo.

Allora pregò per anni.

E forse è proprio questa una delle forme più alte dell’amore: affidare a Dio una persona quando comprendiamo che le nostre parole non possono più raggiungerla.

Mi ha colpito che proprio ieri, nel messaggio del 25 agosto, la Madonna abbia nuovamente invitato: "Cari figli, Oggi vi invito: ritornate a Dio, ritornate alla preghiera per diventare i portatori della pace. Figlioli, pregate per la pace che è in pericolo. La preghiera scorra di nuovo dai vostri cuori e dalle vostre famiglie affinché possiate sentire con gioia la voce di Gesù nei vostri cuori: Pace a voi! Figlioli, siate portatori di pace e di preghiera per tutti coloro che non pregano. Io sono con voi e prego per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."

Forse abbiamo un figlio che si è allontanato dalla fede. Un marito, una moglie, un amico che non crede. Qualcuno che amiamo e che sta facendo scelte che non comprendiamo.

Possiamo continuare a volerlo cambiare, rischiando talvolta di allontanarlo ancora di più.

Oppure possiamo imparare da Monica: amare, testimoniare, affidare❣️

Perché pregare per qualcuno significa anche riconoscere umilmente: «Signore, io non posso entrare nel suo cuore. Tu sì.»

✏️ Chi sto cercando ostinatamente di cambiare? Riesco ad amare rispettando anche la libertà dell’altro? Per quale persona posso decidere, da oggi, di pregare con maggiore perseveranza?

Indirizzo

Piazza Del Santo 11
Padua
35123

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