Pandas Pans in Pillole

Pandas Pans in Pillole Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Pandas Pans in Pillole, Sito Web di salute e benessere, Parma, Parma.

pagina dedicata a sensibilizzare e informare sulle sindromi pandas pans Associazione Genitori Pans Pandas Bge
Più consapevolezza = diagnosi più veloce = bambini aiutati prima.

Dalla “Danza di San Vito” alla PANDAS: una storia che attraversa oltre tre secoli di medicinaQuando si parla di PANDAS e...
22/06/2026

Dalla “Danza di San Vito” alla PANDAS: una storia che attraversa oltre tre secoli di medicina

Quando si parla di PANDAS e PANS, molti pensano a condizioni relativamente nuove. In realtà, le radici scientifiche di queste sindromi affondano in una storia medica che inizia oltre 300 anni fa.

L’origine del concetto che oggi conosciamo come PANDAS nasce infatti dall’osservazione di una malattia descritta già nel XVII secolo: la Corea di Sydenham, conosciuta anche come “Danza di San Vito”.

Cos’è la Corea di Sydenham?

La Corea di Sydenham è una malattia neurologica che può comparire dopo un’infezione da Streptococco beta-emolitico di gruppo A, lo stesso batterio responsabile di molte forme di faringite e tonsillite.

I bambini colpiti sviluppano movimenti involontari, improvvisi e incontrollabili che possono interessare il viso, le braccia, le gambe e l’intero corpo. In passato questi movimenti apparivano così particolari da essere descritti come una sorta di danza incontrollata, da cui deriva il nome popolare di “Danza di San Vito”.

Per molti anni l’attenzione della medicina si è concentrata soprattutto sugli aspetti motori della malattia. Tuttavia, con il tempo, i medici hanno iniziato a osservare che molti bambini presentavano anche cambiamenti emotivi e comportamentali: ansia, irritabilità, alterazioni dell’umore, difficoltà di concentrazione e sintomi ossessivo-compulsivi.

La scoperta che ha cambiato tutto

Negli anni ‘90 i ricercatori del National Institute of Mental Health (NIMH) iniziarono a notare che alcuni bambini sviluppavano improvvisamente sintomi neuropsichiatrici molto gravi dopo un’infezione da streptococco, pur senza presentare la classica Corea di Sydenham.

Questi bambini manifestavano un esordio improvviso e drammatico di:

* Disturbo ossessivo-compulsivo (DOC);
* Tic motori e vocali;
* Ansia intensa;
* Regressioni comportamentali;
* Alterazioni emotive severe;
* Difficoltà scolastiche improvvise;
* Disturbi del sonno e dell’alimentazione.

Da queste osservazioni nacque il concetto di PANDAS (Pediatric Autoimmune Neuropsychiatric Disorders Associated with Streptococcal Infections).

Successivamente il quadro venne ampliato con il termine PANS (Pediatric Acute-onset Neuropsychiatric Syndrome), riconoscendo che anche altri agenti infettivi, fattori immunologici o infiammatori possono scatenare sintomi simili.

Cosa lega la Corea di Sydenham alla PANDAS?

Il collegamento fondamentale è rappresentato dal sistema immunitario.

In entrambe le condizioni, dopo l’infezione, il sistema immunitario può produrre anticorpi che, oltre a combattere il batterio, reagiscono erroneamente con alcune strutture cerebrali, in particolare i gangli della base, regioni coinvolte nel controllo del movimento, delle emozioni e del comportamento.

Questo fenomeno è noto come autoimmunità post-infettiva.

Nella Corea di Sydenham predominano i sintomi motori.

Nella PANDAS predominano invece i sintomi neuropsichiatrici, spesso con un impatto devastante sulla vita del bambino e della famiglia.

Una storia che continua

Oggi la Corea di Sydenham è considerata una delle prove storiche più importanti a sostegno dell’esistenza di condizioni neuropsichiatriche post-infettive mediate dal sistema immunitario.

Sebbene molte domande siano ancora aperte e la ricerca continui a evolversi, il legame tra infezioni, sistema immunitario e cervello rappresenta uno dei campi più affascinanti della medicina moderna.

Comprendere questa storia significa comprendere che l’idea di una connessione tra infezioni e alterazioni neurologiche non è nuova. È una conoscenza che la medicina osserva da secoli e che continua oggi a guidare la ricerca su PANDAS, PANS e sulle malattie neuroimmunologiche.

Perché dietro ogni diagnosi non c’è soltanto una malattia, ma una lunga storia di osservazione, ricerca e speranza che continua a scriversi ogni giorno
https://www.uptodate.com/contents/sydenham-chorea

“La storia della PANDAS non inizia negli anni ‘90. Inizia oltre 300 anni fa, quando la medicina osservò per la prima volta che un’infezione poteva cambiare il modo in cui un bambino si muove, pensa e vive.”

Riferimento immagine:
Nelson – Manuale Essenziale di Pediatria (Nelson’s Essentials of Pediatrics)

L’ipotesi Bartonella: perché è così difficile da trattare?Negli ultimi anni, sempre più medici e ricercatori che si occu...
22/06/2026

L’ipotesi Bartonella: perché è così difficile da trattare?

Negli ultimi anni, sempre più medici e ricercatori che si occupano di PANS e PANDAS hanno iniziato a interrogarsi sul possibile ruolo di Bartonella, un batterio ancora poco conosciuto ma potenzialmente coinvolto in numerosi quadri neuropsichiatrici e infiammatori.

La cosiddetta “Bartonella Hypothesis” parte da una domanda semplice ma importante: è possibile che alcuni bambini e ragazzi con sintomi persistenti o particolarmente resistenti alle terapie abbiano come fattore scatenante o aggravante proprio un’infezione da Bartonella?

Cos’è la Bartonella?

La Bartonella è un genere di batteri che comprende diverse specie, tra cui Bartonella henselae, nota per essere associata alla cosiddetta “malattia da graffio di gatto”.

Oggi sappiamo però che la sua diffusione potrebbe essere molto più ampia e che la trasmissione potrebbe avvenire attraverso diversi vettori, tra cui pulci, pidocchi e probabilmente altri insetti ematofagi. Alcuni ricercatori stanno inoltre studiando il possibile ruolo delle zecche, sebbene il tema rimanga ancora oggetto di dibattito scientifico. (Origins of Health, LLC⁠)

Perché potrebbe essere coinvolta nella PANS?

Uno degli aspetti più interessanti riguarda il fatto che la Bartonella è in grado di provocare sintomi neurologici e neuropsichiatrici sorprendentemente simili a quelli osservati nella PANS:

* OCD a esordio improvviso
* tic motori e vocali
* ansia severa
* rabbia esplosiva
* regressione comportamentale
* difficoltà cognitive
* disturbi del sonno
* alterazioni dell’umore

Alcuni clinici ritengono che l’infezione possa agire come trigger infiammatorio o immunologico, contribuendo all’attivazione di meccanismi neuroinfiammatori alla base della sintomatologia. (PMC⁠)

Perché è così difficile diagnosticarla?

Uno dei principali problemi è rappresentato dalla diagnosi.

La Bartonella viene spesso definita un’infezione “stealth”, cioè capace di nascondersi nell’organismo per lunghi periodi. Le metodiche diagnostiche attualmente disponibili presentano importanti limiti:

* i test sierologici possono risultare negativi anche in presenza dell’infezione;
* le colture sono particolarmente difficili da eseguire;
* la PCR non sempre riesce a rilevare il batterio;
* esistono numerose specie differenti che possono sfuggire ai test tradizionali. (mdpi.com⁠)

Per questo motivo molti esperti sostengono che la diagnosi debba essere soprattutto clinica, basata sulla storia del paziente e sull’insieme dei sintomi.

Perché è così difficile da trattare?

La difficoltà terapeutica deriva da diverse caratteristiche biologiche del batterio.

La Bartonella può infatti:

* localizzarsi all’interno delle cellule;
* persistere per lunghi periodi nell’organismo;
* alternare fasi di attività e quiescenza;
* sviluppare forme metaboliche che la rendono meno sensibile agli antibiotici. (Origins of Health, LLC⁠)

Per questo motivo alcuni pazienti necessitano di trattamenti prolungati e combinazioni terapeutiche mirate, sempre sotto stretto controllo medico.

Cosa dice la letteratura scientifica?

La comunità scientifica concorda sul fatto che siano necessarie ulteriori ricerche.

Sono stati pubblicati casi clinici che descrivono bambini con sintomi compatibili con PANS associati a infezione da Bartonella e miglioramento dopo trattamenti specifici. Un caso pubblicato nel 2019 ha riportato un’infezione da Bartonella henselae in un ragazzo con sintomi neuropsichiatrici progressivi compatibili con PANS. (PMC⁠)

Esistono inoltre lavori che descrivono la coesistenza di PANDAS/PANS con infezioni trasmesse da zecche, inclusa la Bartonella, sottolineando come le infezioni possano rappresentare uno dei fattori in grado di attivare o mantenere l’infiammazione neuroimmune. (Frontiers⁠)

Tuttavia, è importante ricordare che il ruolo della Bartonella nella PANS non è ancora considerato definitivamente dimostrato e rimane un’area di ricerca in evoluzione. (pandasclinic⁠)

Un messaggio per le famiglie

Per molte famiglie il percorso diagnostico della PANS è lungo e complesso. L’ipotesi Bartonella non rappresenta una risposta universale e non spiega tutti i casi, ma invita a guardare oltre i trigger più conosciuti e a considerare la possibilità che infezioni meno evidenti possano contribuire al quadro clinico.

La ricerca scientifica continua a evolversi. Comprendere meglio il ruolo delle infezioni, dell’immunità e della neuroinfiammazione sarà fondamentale per offrire diagnosi più accurate e trattamenti sempre più efficaci ai bambini e ai ragazzi che convivono con PANS e PANDAS.

La conoscenza è il primo passo verso la guarigione.
https://pans-pandas.circle.so/c/public-area/the-bartonella-hypothesis-why-is-it-so-difficult-to-treat?fbclid=IwdGRleASlGgdleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEetvI9Wm0yUdXAxbERHLeQjdkiT4i9aGjMgsmhgO-Htwd6DVCYSyfMyPGWflI_aem_85jQBJSh-g4yZfB79KSVEw

You will be able to access standard information about Bartonella in our library including information on diagnosis and treatment. What I would like to deal with here is why do we get the skin lesions with Bartonella and what are the implications for ...

Nuovo studio internazionale: le “voci” nella schizofrenia potrebbero derivare da un’alterata percezione del dialogo inte...
22/06/2026

Nuovo studio internazionale: le “voci” nella schizofrenia potrebbero derivare da un’alterata percezione del dialogo interiore

Una nuova ricerca pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Schizophrenia Bulletin ha fornito ulteriori evidenze a sostegno di una teoria discussa da molti anni nel campo delle neuroscienze: alcune allucinazioni uditive potrebbero essere collegate a un’alterata capacità del cervello di riconoscere come propri i pensieri e il linguaggio interiore. (OUP Academic⁠)

Le allucinazioni uditive verbali – ovvero l’esperienza di sentire voci in assenza di uno stimolo reale – rappresentano uno dei sintomi più caratteristici dei disturbi dello spettro schizofrenico. Da tempo gli studiosi ipotizzano che, in alcuni casi, queste voci possano derivare da pensieri auto-generati che il cervello interpreta erroneamente come provenienti dall’esterno. (OUP Academic⁠)

Come funziona normalmente il cervello?

Quando parliamo, ci muoviamo o compiamo qualsiasi azione volontaria, il cervello produce una sorta di “copia interna” del comando che sta inviando al corpo. Questo meccanismo, chiamato corollary discharge o “copia efferente”, permette al cervello di prevedere le conseguenze delle proprie azioni e di distinguerle dagli stimoli provenienti dall’ambiente esterno. (OUP Academic⁠)

Secondo questa teoria, un meccanismo simile potrebbe essere coinvolto anche nel linguaggio interiore, cioè quando “parliamo nella nostra mente” senza emettere suoni. Se questo sistema di riconoscimento non funziona correttamente, alcuni pensieri potrebbero essere percepiti come voci esterne. (OUP Academic⁠)

Lo studio

I ricercatori hanno coinvolto:

* 55 persone con schizofrenia e allucinazioni uditive attive;
* 44 persone con schizofrenia ma senza allucinazioni attive;
* 43 soggetti sani come gruppo di controllo. (OUP Academic⁠)

Attraverso l’elettroencefalogramma (EEG), gli studiosi hanno misurato la risposta del cervello mentre i partecipanti immaginavano mentalmente una sillaba e contemporaneamente ascoltavano un suono reale che poteva coincidere oppure no con quanto stavano pensando. (OUP Academic⁠)

I risultati

Nei soggetti sani è stato osservato un fenomeno definito “soppressione indotta dal linguaggio interiore”: quando il suono ascoltato corrispondeva a quello immaginato mentalmente, il cervello riduceva automaticamente la propria risposta neurale, segno che riconosceva quel contenuto come auto-generato. (OUP Academic⁠)

Nelle persone con schizofrenia che sperimentavano allucinazioni uditive è stato osservato l’effetto opposto: il cervello non mostrava questa normale soppressione, ma addirittura una risposta aumentata. Questo suggerisce una difficoltà nel riconoscere il pensiero interno come qualcosa prodotto da sé stessi. (OUP Academic⁠)

Perché questo studio è importante?

I risultati forniscono un importante supporto sperimentale all’ipotesi che alcune allucinazioni uditive possano essere legate a un’alterazione dei meccanismi cerebrali che normalmente permettono di distinguere tra ciò che proviene dalla propria mente e ciò che arriva dall’esterno. (OUP Academic⁠)

Gli autori suggeriscono inoltre che questa particolare risposta neurofisiologica potrebbe diventare in futuro un biomarcatore utile per comprendere meglio i disturbi dello spettro schizofrenico e identificare le persone maggiormente predisposte a sviluppare allucinazioni uditive. (OUP Academic⁠)

Uno spunto interessante anche per le neuroscienze delle malattie neuroimmunologiche

Sebbene lo studio riguardi la schizofrenia, la ricerca evidenzia ancora una volta quanto siano complessi e delicati i meccanismi cerebrali coinvolti nella percezione, nel linguaggio interiore e nel senso del sé.

Comprendere come il cervello distingua tra stimoli interni ed esterni rappresenta una delle grandi sfide delle neuroscienze moderne e potrebbe offrire, in futuro, spunti di ricerca anche per altre condizioni neuropsichiatriche e neuroimmunologiche caratterizzate da alterazioni cognitive, percettive o comportamentali.

La ricerca della conoscenza continua a ricordarci che dietro ogni sintomo esiste un cervello che cerca di funzionare, e che comprendere i meccanismi biologici alla base delle malattie è il primo passo per sviluppare cure sempre più efficaci.

https://academic.oup.com/schizophreniabulletin/advance-article/doi/10.1093/schbul/sbaf167/8293244?login=false&fbclid=IwVERDUASk0ztleHRuA2FlbQIxMABzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEevJL60niywrginWj1op-ZdSFhdtQVnoutKKJ_aJqUcXvzPjPy7vEF8OYsotA_aem_CmF3kLJL1W9o2785kIoZMg

AbstractBackground and Hypothesis. Auditory-verbal hallucinations (AVH)—the experience of hearing voices in the absence of auditory stimulation—are a cardi

09/06/2026

Invitation to Join the European Permanent Round Table of PANS/PANDAS Associations and Parent Groups

We are pleased to invite associations and parent groups working in the field of PANS/PANDAS to consider joining the European Permanent Round Table of PANS/PANDAS Associations and Parent Groups, a network established to promote stable and ongoing collaboration among organizations active across the European continent.

The Round Table aims to facilitate the exchange of experiences, expertise, and best practices, strengthen advocacy efforts at both national and European levels, support the dissemination of scientific knowledge, and contribute to the recognition of PANS and PANDAS through coordinated and collective action.

Our vision is open and inclusive. For this reason, the Round Table welcomes formally established associations, parent groups, and emerging initiatives from any country within the European continent. We believe that every experience has value and that international cooperation is an essential tool for accelerating meaningful change.

Our shared goal is to ensure that every child, adolescent, and adult affected by PANS/PANDAS has access to timely diagnosis, appropriate treatment, adequate support pathways, and full recognition of their healthcare and social needs.

How to Join

Organizations interested in becoming part of the European Permanent Round Table are invited to express their interest by contacting:

📧 [email protected]

“Geographical borders should never limit the right to health. Together, we can build a stronger voice capable of transforming the experiences of families into a driving force for knowledge, research, recognition, and meaningful change for present and future generations.”

L’articolo del quotidiano spagnolo Diari de Tarragona racconta la storia di Nahuel, un ragazzo la cui vita è stata compl...
03/06/2026

L’articolo del quotidiano spagnolo Diari de Tarragona racconta la storia di Nahuel, un ragazzo la cui vita è stata completamente stravolta dall’insorgenza improvvisa della sindrome PANS/PANDAS. La sua esperienza viene utilizzata per sensibilizzare l’opinione pubblica su una patologia ancora poco conosciuta e spesso diagnosticata con grande ritardo.

Nahuel era un bambino sano, con una vita normale, quando improvvisamente ha iniziato a manifestare sintomi neuropsichiatrici severi: ansia intensa, cambiamenti comportamentali drastici, difficoltà scolastiche e altre manifestazioni che hanno sconvolto la sua quotidianità e quella della sua famiglia. Per molto tempo i genitori non hanno ricevuto risposte chiare e si sono trovati ad affrontare un percorso complesso tra specialisti e diagnosi differenti.

Alla fine è stata identificata la sindrome PANS/PANDAS, una condizione caratterizzata da un esordio improvviso di sintomi neuropsichiatrici, spesso in seguito a infezioni o a processi immuno-infiammatori. Tra i sintomi più frequenti vi sono disturbo ossessivo-compulsivo, tic, ansia da separazione, regressione comportamentale, alterazioni dell’umore, problemi scolastici e disturbi alimentari.

L’articolo mette in evidenza soprattutto il peso che la malattia ha avuto sulla famiglia: l’incomprensione iniziale, la difficoltà di ottenere una diagnosi, la necessità di cercare specialisti preparati e il senso di isolamento che molte famiglie vivono quando si trovano davanti a una patologia ancora poco riconosciuta.

Un messaggio centrale del servizio è che la diagnosi precoce può fare una grande differenza. Riconoscere tempestivamente il carattere improvviso dei sintomi permette infatti di avviare più rapidamente gli approfondimenti clinici e le terapie necessarie.

La storia di Nahuel non viene presentata solo come una vicenda personale, ma come il simbolo di molte famiglie che combattono ogni giorno per ottenere ascolto, diagnosi e cure appropriate. L’obiettivo dell’articolo è aumentare la consapevolezza sulla sindrome PANS/PANDAS e ricordare che dietro ogni diagnosi ci sono bambini e ragazzi che possono vedere la propria vita cambiare da un giorno all’altro.

È una testimonianza molto forte perché descrive esattamente ciò che molte famiglie PANS/PANDAS raccontano: un bambino che “scompare” improvvisamente dietro sintomi devastanti e una lunga ricerca di risposte prima di ritrovarlo.

Nahuel cambió bruscamente a los dos años y le diagnosticaron un trastorno del desarrollo. Más de una década después hallaron que le origen fue una infección

29/05/2026

Infiammazione e Neurosviluppo: Un Ponte Diagnostico Tra ADHD e Sindromi PANS/PANDAS
Siamo lieti di annunciare un importante webinar focalizzato sulle complesse interazioni tra il sistema immunitario e i disturbi del neurosviluppo in età pediatrica ed evolutiva. L'evento, dal titolo "Neuropsichiatria e Infiammazione," si terrà Venerdì 26 Giugno alle ore 20:30 sulla piattaforma di videoconferenza Meet.
Il webinar, organizzato congiuntamente dall'Associazione Genitori PANS PANDAS BGE ODV e da ADHDItalia - Coordinamento di Organizzazioni ODV, si propone di esplorare l'ipotesi infiammatoria come fattore patogenetico o concausale in diverse manifestazioni neuropsichiatriche. L'obiettivo è fornire una prospettiva clinica aggiornata e multidisciplinare che faciliti la diagnosi differenziale e l'approccio terapeutico.
Il programma dei lavori inizierà con un'apertura e un'introduzione a cura di Ketty Fabridi Lalli (Presidente Associazione PANS PANDAS BGE) e Cristina Lemme (Presidente ADHD Italia), a cui seguiranno tre sessioni tecniche guidate da esperti di fama nel settore:
Le manifestazioni cliniche dell'ADHD in età evolutiva e le relative dinamiche di sviluppo saranno approfondite dalla Dott.ssa Anna Carla Arlunno, Neuropsichiatra Infantile presso l'ASL Novara.
La complessa distinzione tra disturbi del neurosviluppo e processi infiammatori sarà il tema centrale dell'intervento della Dott.ssa Claudia Brogna, Neuropsichiatra Infantile presso il Policlinico Gemelli di Roma, che traccerà un ponte tra l'ADHD e le sindromi PANS-PANDAS in ambito diagnostico differenziale.
La clinica e i fenotipi delle sindromi PANS/PANDAS saranno analizzati dal Prof. Alberto Spalice, Neurologo presso il Policlinico Umberto I di Roma, che focalizzerà l'attenzione sul ruolo cruciale del pediatra nella gestione della complessità infiammatoria.
Il webinar rappresenta un'occasione unica per pediatri, neuropsichiatri, psicologi, terapisti, genitori ed educatori per approfondire le nuove frontiere della ricerca medica nell'ambito dei disturbi del neurosviluppo.
Al termine delle presentazioni, è prevista una sessione di domande e risposte aperta al pubblico.
Per partecipare, è richiesta l'iscrizione attraverso questo link
b18a1cdb-e74b-49eb-b8da-8f025b1f5a1a@be5d51d1-c467-42d2-9595-32275fce134f" rel="ugc" target="_blank">https://events.teams.microsoft.com/event/b18a1cdb-e74b-49eb-b8da-8f025b1f5a1a@be5d51d1-c467-42d2-9595-32275fce134f

Per informazioni, vi preghiamo di contattare l'organizzazione ai seguenti indirizzi email: [email protected] o [email protected]

Vi aspettiamo per questo fondamentale momento di approfondimento scientifico.

“Un ammiccamento degli occhi, poi l’improvviso crollo nel tunnel di tic incontrollabili, ossessioni e pensieri di morte....
27/05/2026

“Un ammiccamento degli occhi, poi l’improvviso crollo nel tunnel di tic incontrollabili, ossessioni e pensieri di morte.”

Ci sono bambini che da un giorno all’altro perdono sé stessi.
Famiglie che entrano in un incubo fatto di diagnosi tardive, isolamento, incomprensioni e costi enormi.
Eppure, ancora oggi, le sindromi PANS/PANDAS faticano ad essere riconosciute.

Questo articolo racconta la realtà che tante famiglie vivono ogni giorno.
Una realtà che non può più essere ignorata.

Come associazione continuiamo a lavorare nelle scuole, nelle istituzioni italiane ed europee, affinché questi bambini abbiano finalmente diritto a diagnosi, cure, tutela e dignità.

Perché quando una malattia non viene riconosciuta, a pagare il prezzo più alto sono i bambini.

Grazie a chi continua a dare voce alle famiglie.

https://www.ravennatoday.it/dossier/sanita/sindrome-pans-pandas-bambini-esperienze-racconti-famiglie-romagna.html?fbclid=IwdGRleASDcDdleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEe-5-gthEcQjLAYNt3_JDoY0GJeQUE6JQ-7TpswVWHPZPn7W-cawyIsyl986A_aem_nJfx3iHes-F9sTbIh74-OA

Da un giorno all'altro la quotidianità si trasforma in un labirinto di paure, tic e allucinazioni. Le testimonianze ravvicinate di un incubo quotidiano che la medicina fatica ancora a comprendere e lo Stato a riconoscere

🦷 Infiammazione alle gengive, diabete, cuore e Alzheimer: il corpo è più collegato di quanto pensiamoUn articolo pubblic...
25/05/2026

🦷 Infiammazione alle gengive, diabete, cuore e Alzheimer: il corpo è più collegato di quanto pensiamo

Un articolo pubblicato in Norvegia riporta un tema sempre più discusso nella ricerca scientifica: l’infiammazione cronica del corpo potrebbe avere effetti molto più ampi di quanto immaginiamo, coinvolgendo non solo la bocca, ma anche cuore, metabolismo e cervello.

Negli ultimi anni diversi studi hanno osservato collegamenti tra malattie gengivali croniche (come gengivite e parodontite) e condizioni come:

* diabete di tipo 2,
* malattie cardiovascolari,
* infiammazione sistemica,
* declino cognitivo e Alzheimer.

Uno dei batteri maggiormente studiati è il Porphyromonas gingivalis, associato alla parodontite. Alcune ricerche suggeriscono che questo batterio e le sue tossine possano raggiungere altri organi del corpo, contribuendo a processi infiammatori sistemici.

La scienza oggi guarda sempre di più al concetto di neuroinfiammazione e di connessione tra sistema immunitario, metabolismo e cervello.
Per esempio:

* il diabete e la resistenza insulinica sono stati associati a un aumento del rischio di declino cognitivo;
* i fattori cardiovascolari e l’infiammazione cronica sembrano avere un ruolo importante nello sviluppo della demenza;
* una recente revisione scientifica ha ipotizzato che molte patologie “periferiche” — incluse le malattie gengivali — possano contribuire al rischio di demenza attraverso meccanismi infiammatori sistemici.

Questo non significa che una gengivite “causi” direttamente l’Alzheimer, ma che il nostro organismo funziona come un sistema interconnesso, dove l’infiammazione cronica potrebbe influenzare diversi organi contemporaneamente.

Per questo motivo gli esperti sottolineano sempre più l’importanza della prevenzione:
🪥 cura dell’igiene orale,
🥗 alimentazione equilibrata,
🏃 attività fisica,
🩺 controllo di diabete e pressione,
😴 qualità del sonno.

Piccoli aspetti che, nel tempo, possono avere un impatto importante sulla salute generale — compresa quella neurologica.

Les her:

Bakterier i munnhulen gjør mer enn å feste seg til tennene.

21/05/2026
18/05/2026

Schizofrenia, autoanticorpi e neuroinfiammazione: la ricerca apre nuove prospettive

Per molti anni la schizofrenia è stata considerata esclusivamente un disturbo psichiatrico di origine prevalentemente neurologica e genetica. Oggi però la ricerca scientifica internazionale sta iniziando a guardare sempre più anche al ruolo del sistema immunitario e della neuroinfiammazione, aprendo scenari completamente nuovi nella comprensione di queste condizioni.

Un importante studio internazionale pubblicato su bioRxiv e coordinato da ricercatori della Columbia University, della New York University e del Fred Hutchinson Cancer Center ha infatti identificato, in numerosi pazienti con schizofrenia, una significativa presenza di autoanticorpi diretti contro il sistema nervoso centrale.

Tra gli aspetti più interessanti dello studio vi è il coinvolgimento della barriera emato-encefalica (BBB), quella struttura fondamentale che protegge il cervello impedendo a sostanze dannose, cellule immunitarie o anticorpi di attraversare liberamente il sistema nervoso centrale.

Secondo gli autori, in una parte dei pazienti questa barriera potrebbe risultare alterata o vulnerabile, permettendo così agli autoanticorpi di interferire con il funzionamento cerebrale e contribuire ai sintomi neuropsichiatrici.

Si tratta di un’ipotesi estremamente importante perché rafforza il concetto che alcune condizioni psichiatriche possano avere, almeno in sottogruppi specifici di pazienti, una componente immunitaria e neuroinfiammatoria.

Particolarmente significativo è anche il richiamo fatto dal Prof. Dritan Agalliu alle similitudini con quanto osservato nelle encefaliti post-infettive e nelle sindromi PANDAS, dove l’attivazione immunitaria e la produzione di autoanticorpi dopo infezioni streptococciche possono determinare improvvisi sintomi neuropsichiatrici nei bambini.

Questo parallelismo non significa che schizofrenia e PANDAS siano la stessa cosa, ma evidenzia come il cervello e il sistema immunitario siano profondamente collegati e come la neuroinfiammazione possa rappresentare un meccanismo comune in diverse condizioni neuropsichiatriche.

Negli ultimi anni la scienza sta infatti mostrando sempre più interesse verso il dialogo tra immunologia, neurologia e psichiatria, superando vecchie divisioni tra discipline che per troppo tempo hanno viaggiato separate.

Comprendere il ruolo degli autoanticorpi, della barriera emato-encefalica e dei processi infiammatori potrebbe in futuro permettere diagnosi più precise, sottogruppi clinici meglio definiti e forse anche approcci terapeutici più mirati per alcuni pazienti.

La strada della ricerca è ancora lunga, ma studi come questo rappresentano un passo importante verso una medicina sempre più integrata, capace di osservare il cervello non come un organo isolato, ma come parte di un sistema complesso dove immunità, infiammazione e funzionamento neurologico si intrecciano profondamente.

Complimenti al Prof. Dritan Agalliu, a Ugur Akcan e a tutti gli autori per questo importante contributo scientifico.
https://www.biorxiv.org/content/10.64898/2026.05.04.722731v1?fbclid=IwdGRleAR23KBleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEeY_f0vx3-Mq1O6rLO1vZ60kbyHBV7PWA_rptOn3ClFVlLA7mM6sLXmzvG6F8_aem_o4MQyt_HMH3fV7nTjBgfWA

Indirizzo

Parma
Parma

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Pandas Pans in Pillole pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Pandas Pans in Pillole:

Condividi