10/07/2026
È forte il dibattito in questo periodo, per la naturopata che era stata assunta al Policlinico di Catania o per il Reiki introdotto presso il centro tumori di Pesaro.
La cosa assurda è che, nel nostro paese, religione e medicina allopatica siano quelle più ostili, realtà che sono più giovani nel corso della storia.
L'operatore olistico che opera con la medicina tradizionale, invece, non si frappone mai al medico, perché sa dove finisce una competenza e ne comincia un'altra.
Sa quanto sia importante la prevenzione prima della cura, ma laddove serve una cura, bene, ci sarà un altro professionista.
Sa quanto le emozioni influiscono sull'intero sistema, per cui non sono assolutamente da ignorare.
Sa cosa vuole comunicare un sintomo e l'importanza del comprenderne il significato, invece che semplicemente zittirlo, prima che sia troppo tardi.
Ma, purtroppo, la collaborazione sembra una cosa sconosciuta a molti.
Di cosa avete paura? Di pazienti sani? Di persone consapevoli?
Mal che vada, non funziona, ma non ci sono bugiardini, nè, tantomeno, lunghe liste di effetti collaterali.
Allora credo ci sia da rammentare il giuramento fatto, che noi operatori olistici non siamo tenuti a fare.
Ma ricordiamo che è solo in Oriente che i medici vengono pagati a paziente sano e non con provvigioni sui farmaci.
Per cui, non siamo contrari alla medicina allopatica, ma siamo i primi a diffidare dalle buone intenzioni di molti che la praticano solo guardando i propri interessi personali.