18/06/2026
**Hai presente quelle persone con cui non riesci mai ad avere una relazione adulta?**
Parlano sempre di sé.
“Io ho fatto.”
“Io ho detto.”
“Io soffro.”
“Io sono stato ferito.”
“Io, io, io.”
E tu?
Tu ascolti.
Tu accogli.
Tu provi a spiegare.
Tu cerchi di farli ragionare.
Tu diventi quella matura per due.
Ma una relazione sana non può reggersi su una persona adulta e una persona che si comporta come un bambino ferito.
Te ne accorgi da alcune cose:
non si prende mai la responsabilità;
fa la vittima per ogni situazione;
si lamenta sempre;
non ascolta davvero;
porta tutto su di sé;
ti lascia il peso emotivo della relazione.
E piano piano tu non sei più una compagna.
Diventi una madre.
Una terapeuta.
Un contenitore.
Una guida.
Quella che deve capire, aspettare, contenere, educare.
Ma tu non sei nata per crescere uomini adulti.
Soprattutto se hai già dovuto crescere troppo presto te stessa.
Spesso questo tipo di relazione viene attratta da chi, da bambina, è stata adultizzata.
Una bambina che ha dovuto fare da genitore ai propri genitori.
Che ha imparato a essere forte.
Che ha dovuto capire tutto.
Che ha dovuto mettere da parte i propri bisogni.
Che ha imparato che amare significa prendersi cura di chi non sa prendersi cura di sé.
E così, da adulta, può ritrovarsi con uomini emotivamente immaturi, egoriferiti, vittime di loro stessi, incapaci di dare e ricevere in modo equilibrato.
Ma una relazione sana non è un rapporto madre-figlio.
È uno scambio.
È presenza reciproca.
È responsabilità emotiva.
È maturità.
È equilibrio.
Se senti che nelle relazioni finisci sempre per fare da madre, forse c’è un pattern da guardare.
Scrivimi in privato.
Apriamo insieme la tua costellazione e vediamo da dove nasce questo schema.
personale