15/10/2024
Quante volte quando chiediamo ad una neomamma come sia stato il suo parto,la sua risposta è più o meno questa:
" Insomma,poteva andare meglio,ho sofferto tanto...ma l'importante è che il bambino/a stia bene."
La mamma passa in secondo piano,non importa quanto sia stato ferito il suo corpo.
Ci siamo mai chiesti che effetti ha un parto operativo,distocico con un utilizzo di ventosa sul corpo di una donna?
Quali conseguenze fisiche ed emotive si porta dietro una manovra di Kristeller?
Si parla spesso di violenza ostetrica a vari livelli.
Violenza può essere un assistenza che non tenga conto dei valori e desideri di quella persona,che usa toni e parole offensive o denigranti.
"Hai voluto la bicicletta e mo' pedala!"
" Quante storie fai ,ma che madre sei??"
Sembra assurdo si,siamo nel 2024 eppure ancora ci sono racconti,per fortuna isolati, di questo tipo.
Una donna limitata nei movimenti, che subisce procedure invasive non sta vivendo un esperienza di parto positiva.
Quello che ci dimentichiamo è che il tipo di assistenza ricevuta può incidere su tanti fattori.
L'attaccamento madre-bambino
Una ripresa fisica ed emotiva lenta e difficoltosa.
Maggiore incidenza di disfunzioni pelviche ,come incontenza urinaria e fecale.
Aumento di depressione post parto
Interferenza nell' avvio dell' allattamento...
La sopravvivenza di mamma e neonato durante il travaglio di parto è prioritaria ma ricordiamoci il percorso per arrivare alla nascita lascia ricordi indelebili per mamma e bambino e ha delle conseguenze.
Più nascite rispettate ,più donne consapevoli e felici di dare la vita.
Ostetrica Cristina Carbonelli