06/06/2026
Non mi ero accorta come lo stato di allerta continuo e l'ansia fossero una compagni di vita finché non sono arrivata a livelli estremi.
Un giorno il mio corpo ha smesso di essere mio alleato: crisi vagali con svenimento e un attacco di panico, che hanno cambiato il mio modo di stare nel mondo.
Da quel momento, la paura della paura è diventata la mia compagna.
Ho sviluppato una ipersensibilità estrema ai segnali corporei, mi sentivo tremare dentro.
Ogni respiro corto, pressione al petto e formicolio era interpretato dalla mia mente come il panico che stava per tornare.
Il malessere psicofisico si cronicizza in maniera subdola, in alti e bassi.
A volte sembra che stai bene. Ma poi ti accorgi che pian piano diverse aree della tua vita ne risentono fino a intaccare la tua autonomia, a non sentirti più la stessa.
La tua fiducia di muoverti nel mondo cambia e con essa il tuo approccio alla socialità, la tua capacità di concentrazione e autostima.
Devi ammettere che molto di più è compromesso.
E nonostante i miei studi in psicologia e i percorsi di psicoterapia,era sempre mancato qualcosa.
Qualcosa che potesse aiutarmi quotidianamente, qualcosa di concreto attraverso il corpo, attraverso le mie risorse interne soffocate dalla difficoltà psicofisica.
Per me il corpo è sempre stato uno strumento di lavoro e espressione come danzatrice, artista di arti aeree.
Lo è in psicoterapia nelle risonanze con le persone che seguo lo é nelle artiterpie e nella danza movimento terapia.
É uno strumento cardine.
E quando va in crash non c'è forza di volontà che tenga né tanto meno c'è soluzione miracolosa.
Così ho iniziato a cercare, approfondire e praticare, non sui libri, sull' esperienza con il mio corpo e il movimento.
Approfondire le pratiche somatiche e trauma informed, le discipline antiche di benessere, la psicoterapia corporea ecc..
Mi ha condotta ad una nuova esplorazione
dove il corpo è davvero protagonista e maestro di saggezza e trasformazione