21/06/2026
Nel lavoro terapeutico e psicoeducativo, il gioco è uno dei primi strumenti per creare alleanza terapeutica.
In ottica ABA, rappresenta anche una fase fondamentale di pairing: il bambino associa il terapeuta, l’ambiente e le attività a qualcosa di positivo, sicuro e motivante.
Prima di proporre richieste, obiettivi o apprendimenti, è necessario costruire una relazione.
Perché un bambino apprende meglio quando si sente accolto, compreso e coinvolto.
Il gioco permette anche di allenare abilità fondamentali per lo sviluppo, come: attenzione, attesa del turno, memoria di lavoro, pianificazione, flessibilità, problem solving, controllo dell’impulso e tolleranza alla frustrazione.
Una torre da costruire, un gioco simbolico, un incastro, una regola da rispettare o un errore da tollerare possono diventare occasioni preziose per lavorare sulle funzioni esecutive e sulla regolazione emotiva.
Giocare, in terapia, significa creare relazione.
E dentro quella relazione, il bambino può imparare, esprimersi e crescere.
Dott.ssa Alessia Concetta Aromolo
Psicologa clinica e della riabilitazione
Specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale