Dott.ssa Alessia Concetta Aromolo- Psicologa clinica

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Informo i gentili pazientiChe lo studio sarà chiuso soltanto nei giorni 13,14,15,16 agosto. Resta aperta la possibilità ...
30/07/2026

Informo i gentili pazienti
Che lo studio sarà chiuso soltanto nei giorni 13,14,15,16 agosto. Resta aperta la possibilità di colloqui online.

Rimango a disposizione ad accogliere prenotazioni sui canali ufficiali quali MioDottore e whatsapp business 3476296109, con ulteriore disponibilità a richieste in DM.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Alessia Concetta Aromolo

Buona estate ⛱️

Non è soltanto riconoscere l’altro nella sofferenza, ma attraverso la sofferenza. Ognuno vive, interpreta e porta con sé...
23/07/2026

Non è soltanto riconoscere l’altro nella sofferenza, ma attraverso la sofferenza.

Ognuno vive, interpreta e porta con sé il proprio dolore in modo differente. È proprio lì che il lavoro psicologico trova il suo senso: non nella generalizzazione del sintomo, ma nella comprensione dell’unicità di quel dolore che affonda sempre su radici diverse.

‼️ Gentili pazienti,vi chiedo gentilmente di rispettare, per quanto possibile, gli orari e i giorni concordati per gli a...
02/07/2026

‼️ Gentili pazienti,
vi chiedo gentilmente di rispettare, per quanto possibile, gli orari e i giorni concordati per gli appuntamenti.

Comprendo che possano verificarsi imprevisti o necessità particolari, e cerco sempre di ve**re incontro alle esigenze di ciascuno. Tuttavia, spostamenti o cancellazioni frequenti rendono più difficile l’organizzazione del lavoro e possono togliere disponibilità ad altre persone in attesa di un colloquio.

Vi invito quindi a comunicare eventuali cambiamenti con adeguato anticipo, salvo reali urgenze.

Confido nella vostra collaborazione e nel vostro senso di responsabilità.

Cordiali saluti,
Dott.ssa Alessia Concetta Aromolo

Il caldo in questo periodo fa la sua parte! 🥵Con la nuova stagione comunico ai miei pazienti che sono disponibile anche ...
25/06/2026

Il caldo in questo periodo fa la sua parte! 🥵

Con la nuova stagione comunico ai miei pazienti che sono disponibile anche per colloqui online. ☀️🥼

Nel lavoro terapeutico e psicoeducativo, il gioco è uno dei primi strumenti per creare alleanza terapeutica.In ottica AB...
21/06/2026

Nel lavoro terapeutico e psicoeducativo, il gioco è uno dei primi strumenti per creare alleanza terapeutica.

In ottica ABA, rappresenta anche una fase fondamentale di pairing: il bambino associa il terapeuta, l’ambiente e le attività a qualcosa di positivo, sicuro e motivante.

Prima di proporre richieste, obiettivi o apprendimenti, è necessario costruire una relazione.
Perché un bambino apprende meglio quando si sente accolto, compreso e coinvolto.

Il gioco permette anche di allenare abilità fondamentali per lo sviluppo, come: attenzione, attesa del turno, memoria di lavoro, pianificazione, flessibilità, problem solving, controllo dell’impulso e tolleranza alla frustrazione.
Una torre da costruire, un gioco simbolico, un incastro, una regola da rispettare o un errore da tollerare possono diventare occasioni preziose per lavorare sulle funzioni esecutive e sulla regolazione emotiva.

Giocare, in terapia, significa creare relazione.
E dentro quella relazione, il bambino può imparare, esprimersi e crescere.

Dott.ssa Alessia Concetta Aromolo
Psicologa clinica e della riabilitazione
Specializzanda in psicoterapia cognitivo-comportamentale

Secondo me Noi è speciale perché non cerca di raccontare una famiglia ideale, ma una famiglia vera.È speciale perché par...
19/06/2026

Secondo me Noi è speciale perché non cerca di raccontare una famiglia ideale, ma una famiglia vera.

È speciale perché parla di quelle cose che spesso non si dicono: il bisogno di essere amati, la paura di non essere abbastanza, il peso delle aspettative, il dolore di sentirsi diversi anche dentro casa propria.

È speciale perché mostra che in ogni famiglia ci sono crepe, ma anche fili invisibili che continuano a tenere insieme le persone. Non sempre l’amore basta a evitare le ferite, ma può diventare il luogo da cui si riparte.

Noi emoziona perché ognuno può riconoscersi in qualcosa: in un figlio che cerca approvazione, in una madre che si porta dentro sensi di colpa, in un padre che prova a proteggere tutti, in un fratello che si sente meno visto, in qualcuno che cresce cercando di capire quale posto occupa nel mondo.

La sua forza è questa: ci ricorda che siamo tutti il risultato di ciò che abbiamo ricevuto, di ciò che ci è mancato, di ciò che abbiamo perdonato e di ciò che ancora portiamo dentro.

È una fiction speciale perché non parla solo di una famiglia.
Parla di noi davvero.

Di come l’amore possa essere imperfetto eppure profondissimo.
Di come le persone possano ferirsi e continuare a cercarsi.
Di come, a volte, le fragilità non dividano: avvicinano.

E forse il messaggio più bello è proprio questo: non siamo speciali perché siamo perfetti.
Siamo speciali perché siamo irripetibili.
Con le nostre mancanze, le nostre paure, le nostre ferite, e quel bisogno umano, tenerissimo, di essere guardati e scelti comunque.

Disponibile anche sabato e domenica su appuntamento ✔️🥼📞3476296109📩ale.aromolo@gmail.com💌Instagram direct
14/06/2026

Disponibile anche sabato e domenica su appuntamento ✔️🥼

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Mindfulness e rimuginio: cosa ci insegna la ricercaQuando rimuginiamo, tendiamo a rimanere intrappolati in una catena di...
12/06/2026

Mindfulness e rimuginio: cosa ci insegna la ricerca

Quando rimuginiamo, tendiamo a rimanere intrappolati in una catena di pensieri ripetitivi, cercando risposte, certezze o soluzioni che spesso non arrivano. Più cerchiamo di controllare questi pensieri, più essi tendono a occupare spazio nella nostra mente.
La mindfulness propone un approccio diverso: non eliminare i pensieri, ma osservare la loro presenza senza reagire automaticamente. L'obiettivo non è "svuotare la mente", bensì sviluppare la capacità di riconoscere i pensieri per ciò che sono: eventi mentali transitori, non necessariamente fatti o realtà.
Dal punto di vista clinico, la mindfulness favorisce:
• una maggiore consapevolezza del momento presente;
• il riconoscimento precoce dei processi di rimuginio;
• una riduzione della fusione con i propri pensieri;
• una maggiore flessibilità psicologica nella gestione delle emozioni difficili.

In altre parole, la mindfulness ci insegna che non è sempre necessario seguire ogni pensiero che compare nella mente. Possiamo imparare a notarlo, lasciargli spazio e riportare gentilmente l'attenzione al presente.
Non possiamo impedire ai pensieri di emergere, ma possiamo scegliere se continuare a seguirli o lasciarli andare.

La terapia cognitivo-comportamentale nei disturbi dell'alimentazioneLa Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) rappresen...
08/06/2026

La terapia cognitivo-comportamentale nei disturbi dell'alimentazione

La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) rappresenta uno dei trattamenti maggiormente supportati dalla letteratura scientifica per i disturbi dell'alimentazione.

Secondo il modello cognitivo-comportamentale, il problema centrale non risiede esclusivamente nei comportamenti alimentari disfunzionali, ma nell'eccessiva influenza che peso, forma corporea e controllo dell'alimentazione esercitano sull'autovalutazione della persona. Quando il valore personale dipende prevalentemente da questi aspetti, si sviluppano strategie di controllo sempre più rigide che finiscono per mantenere il disturbo.

La CBT si focalizza quindi sui meccanismi di mantenimento del disturbo, intervenendo su processi cognitivi, emotivi e comportamentali che si rinforzano reciprocamente. Tra questi troviamo la restrizione alimentare, le abbuffate, le condotte compensatorie, il body checking, le distorsioni cognitive e le difficoltà nella regolazione delle emozioni.

L'obiettivo del trattamento non è semplicemente modificare il comportamento alimentare, ma aiutare la persona a comprendere il funzionamento del disturbo, mettere in discussione credenze disfunzionali e costruire modalità più flessibili di rapportarsi al cibo, al corpo e a sé stessa.

Gli interventi comprendono generalmente psicoeducazione, monitoraggio dei comportamenti alimentari, ristrutturazione cognitiva, esposizione graduale ai cibi temuti e riduzione dei comportamenti di controllo corporeo. Parallelamente, il lavoro terapeutico mira ad ampliare le fonti di autostima e valore personale, favorendo investimenti in aree di vita diverse dal peso e dall'aspetto fisico.

In quest'ottica, la guarigione non coincide soltanto con la normalizzazione dell'alimentazione, ma con la progressiva costruzione di un'identità meno dipendente dal corpo e più fondata su dimensioni personali, relazionali e progettuali più ampie.

27/05/2026

Disturbo Oppositivo Provocatorio è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato da un pattern persistente di comportamento oppositivo, provocatorio, irritabile e polemico nei confronti delle figure adulte o autoritarie.

Non si tratta dei normali “capricci” evolutivi o delle opposizioni occasionali che possono comparire durante la crescita.
Nel DOP, questi comportamenti risultano:

frequenti;

intensi;

difficili da gestire;

presenti in modo stabile nel tempo;

tali da compromettere il funzionamento familiare, scolastico e relazionale.

Come può manifestarsi nel bambino?

Il bambino può presentare:
• frequenti scoppi di rabbia
• irritabilità e suscettibilità marcata
• tendenza a discutere continuamente con adulti
• rifiuto delle regole e delle richieste
• comportamenti provocatori intenzionali
• difficoltà ad accettare limiti e frustrazione
• atteggiamenti vendicativi o polemici
• attribuzione della colpa agli altri

Spesso questi bambini vengono descritti come: “testardi”, “incontrollabili”, “sempre arrabbiati” o “sfidanti”.

È importante distinguere il DOP dalla semplice oppositività

Durante lo sviluppo è normale che il bambino: ✔ dica “no”
✔ sperimenti autonomia
✔ metta alla prova i limiti
✔ manifesti rabbia o frustrazione

Nel disturbo, però, tali comportamenti diventano persistenti e pervasivi, con un impatto significativo sulla quotidianità.

Da cosa può dipendere?

Il DOP non ha una causa unica.
Possono contribuire:

•vulnerabilità temperamentali;

•difficoltà nella regolazione emotiva;

•impulsività;

•fattori relazionali e ambientali;
• eventuali condizioni associate, come o difficoltà emotive.

Perché è importante interve**re precocemente?

Una valutazione clinica precoce permette di:
✔ comprendere il significato del comportamento
✔ sostenere genitori e insegnanti
✔ aiutare il bambino nella regolazione emotiva
✔ migliorare le competenze relazionali e comportamentali

Dietro molti comportamenti oppositivi non c’è “cattiveria”, ma una difficoltà a gestire emozioni, frustrazione e relazione con l’altro.

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