FABI Esattoriali

FABI Esattoriali Federazione Autonoma Bancari Italiani - Settore Riscossione
Organizzazione Sindacale dal 1948 apartitica e aconfessionale

La contrattazione nel settore della Riscossione dei Tributi

Il ruolo della FABI nel settore della Riscossione dei tributi è stato determinante al pari della storica nascita della FABI nel settore del Credito dal 1948. I primi contratti Nazionali sono stati sottoscritti dalla FABI quando ancora esistevano gli esattori privati. L’ambito di operatività era quello del territorio comunale o consorzia

le, per un totale, fino al 31 dicembre 1989, di 3.647 esattorie comunali (o consorziali) dislocate negli 8.021 comuni italiani talvolta alcuni gestivano anche un solo Comune, e riscuotevano sia i tributi locali che, successivamente, anche le imposte erariali per conto dello Stato. A quei tempi esisteva l’ ANERT (Associazione Nazionale degli Esattori e Ricevitori delle imposte dirette e dei Tesorieri degli enti locali). Nata nel 1945 organizzava i datori di lavoro: esattori Privati e Gestioni Esattoriali Bancarie (Cassa di Risparmio delle Provincie Lombarde, Monte de’ Paschi di Siena, Sanpaolo di Torino, Credito Italiano, ecc). E in questo contesto che la FABI ha messo in campo le sue migliori energie negoziando e sottoscrivendo per i lavoratori delle “Gestioni esattoriali” delle Banche i primi Contratti Nazionali del settore. La presenza delle Banche si è successivamente consolidata con l’approvazione del Dpr. 43/1988 che istituì i Concessionari della Riscossione dei Tributi conferendo alle sole società costituite dagli Istituti di Credito la titolarità nella riscossione delle imposte e dei tributi locali. E’ stato in quel periodo che la FABI, avendo come controparte datoriale ASCOTRIBUTI – diretta emanazione delle banche - ha rafforzato il suo ruolo e la sua influenza lavorando per la stipula di un contratto Nazionale sempre più corrispondente a quello di ASSICREDITO e ACRI. La FABI coltivava il sogno il sogno – mai concretizzato fino in fondo - di ottenere il Contratto del Credito con l’aggiunta delle specificità delle figure professionali tipiche del mondo della riscossione. Tuttavia l’esistenza di ASCOTRIBUTI per i lavoratori esattoriali ha accelerato la graduale identificazione col contatto del Credito che nell’ultima versione del 9 aprile 2008 è stato replicato in “fotocopia” rispetto al contratto ABI contenendo le medesime norme e le stesse tabelle economiche. Questa volta però la controparte non era più ABI bensì due soggetti pubblici: EQUITALIA SpA e RISCOSSIONE Sicilia SpA che nel 2006 hanno acquisito la proprietà delle ex Concessionarie della Riscossione. Quel rinnovo del contratto è stato un successo storico per la nostra Organizzazione che – non presente nel comparto delle società di proprietà pubblica – ha stipulato il primo contratto nazionale confermando con il “Protocollo identificativo del settore della riscossione” il naturale riferimento al contratto del Credito. La storia della FABI continua oggi sulle strade parallele del settore del Credito e della Riscossione dei tributi accomunate dagli stessi “destini”. Oggi è proprio la FABI che nel settore Esattoriale si contrappone alla scuola di pensiero delle OO.SS. Confederali del “Contratto Unico” per tutte le categorie del mondo del lavoro, difendendo a spada tratta tutti gli istituti contrattuali peculiari del credito e presenti nel mondo della riscossione. In questo momento storico, che vede l’inesorabile tendenza generale all’appiattimento verso il basso dei diritti dei lavoratori in nome di una “Economia Globale”, la FABI esalta e difende con inesorabile fermezza il valore dei diritti “dell’uomo nel lavoro” tra cui il ”Welfare” che, in tempi di crisi senza fine, nel sistema paese saranno sempre più negati. I valori della FABI sono solide certezze nel settore della riscossione e continueranno a fare la storia del sindacato nel mondo della riscossione dei tributi.

"Riscossione, 16 miliardi recuperati con la professionalità dei dipendenti: il contratto non può più attendere"​ "Dietro...
26/03/2026

"Riscossione, 16 miliardi recuperati con la professionalità dei dipendenti: il contratto non può più attendere"​ "Dietro ogni miliardo recuperato ci sono donne e uomini che, nonostante la carenza di organico, garantiscono ogni giorno la legalità fiscale del Paese."



Nel quadro della mozione conclusiva del 130' Consiglio Nazionale Fabi, va sottolineato il passaggio che richiama la mass...
20/03/2026

Nel quadro della mozione conclusiva del 130' Consiglio Nazionale Fabi, va sottolineato il passaggio che richiama la massima attenzione e la centralità rappresentata dalla trattativa di rinnovo del CCNL di settore per la nostra Organizzazione.
Si tratta di un elemento dal forte valore politico/sindacale a testimonianza di quanto il rinnovo contrattuale rappresenti un elemento strategico della nostra organizzazione a tutela dei diritti e degli interessi legittimi delle lavoratrici e dei lavoratori di settore.

20/03/2026
https://www.facebook.com/100057485295941/posts/817914690134700/
16/06/2023

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Il 22° Congresso nazionale della Fabi si chiude con la proclamazione del nuovo comitato direttivo centrale, composto da 57 membri. Al più importante organismo della Federazione è spettato il compito di eleggere la segreteria nazionale, confermando il suo leader, giunto al quarto mandato, e risult...

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14/06/2023

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La coordinatrice nazionale Fabi Agenzia delle Entrate-riscossione, Anna Maria Landoni, interviene al 22° Congresso Nazionale Fabi

13/06/2023
03/05/2023

MERCOLEDÌ 03 MAGGIO 2023 17.03.10

Riscossione, sindacati: Governo sordo su cessione Ict a Sogei

Riscossione, sindacati: Governo sordo su cessione Ict a Sogei Riscossione, sindacati: Governo sordo su cessione Ict a Sogei La mobilitazione continua Roma, 3 mag. (askanews) - Si è svolto questa mattina il presidio organizzato dai sindacati di Agenzia delle entrate-Riscossione davanti alla sede del ministero dell'Economia a fronte della mancata risposta alla richiesta di incontro per affrontare le problematiche relative alla cessione del ramo di azienda Ict a Sogei. "Nonostante la grande partecipazione al presidio il ministro ha deciso di non ricevere le organizzazioni sindacali per ascoltare le ragioni dei lavoratori - dicono Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca Uil e Unisin - assumendosi così la grave responsabilità di inasprire la vertenza. Questo comportamento è inaccettabile. Ci rivolgeremo anche al Parlamento per dare voce ai diritti dei lavoratori inascoltati e messi in grave pericolo dalle norme contenute nella legge di bilancio. La mobilitazione proseguirà con altri presidi presso varie sedi istituzionali, con la partecipazione della categoria alle manifestazioni unitarie indette nelle giornate del 6 maggio a Bologna, 13 maggio a Milano e 20 maggio a Napoli e, successivamente, con la convocazione di assemblee unitarie in tutte le sedi di lavoro. Non ci fermeremo e metteremo in campo tutti gli strumenti a disposizione arrivando, se sarà necessario, allo sciopero dei lavoratori". Vis 20230503T170300Z

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