04/06/2026
Nella scorsa sessione di Biodanza ci siamo soffermati sulla differenza tra sentire ed ascoltare provando a comprendere cos’è l’empatia per entrare in contatto con l’altro.
Spesso pensiamo di ascoltare, ma in realtà ci limitiamo a sentire. Sentire è qualcosa che accade spontaneamente, quasi meccanicamente: i suoni arrivano alle nostre orecchie, le immagini ai nostri occhi, le persone entrano nel nostro campo percettivo.
Ascoltare è qualcosa di diverso: richiede presenza. Significa fermarsi, creare spazio dentro di sé e permettere a ciò che vive nell’altro di raggiungerci davvero.
L’empatia nasce proprio da qui: dalla capacità di essere presenti a noi stessi per poter essere presenti anche all’altro.
Abbiamo iniziato ascoltando il nostro corpo, le infinite possibilità ed i piccoli segnali che spesso la fretta della vita quotidiana ci porta a trascurare. Perché non possiamo accogliere il sentire dell’altro se prima non impariamo ad abitare il nostro.
Nella risonanza melodica abbiamo sperimentato come ogni incontro generi una vibrazione. Qualcosa dell’altro risuona sempre dentro di noi. Un gesto, uno sguardo, una qualità di movimento possono richiamare emozioni, ricordi, parti profonde della nostra esperienza.
L’empatia è un incontro tra due mondi che si sfiorano, si riconoscono e risuonano, senza mai smettere di essere sé stessi. E’ un accogliere, un percepire l’altro senza perderci.
In un mondo che spesso ci invita a parlare, spiegare e interpretare, la Biodanza ci ricorda il valore straordinario dell’ascolto: quell’ascolto silenzioso che non giudica, non corregge, non invade, è un ascolto che accoglie.
A volte basta sentirsi davvero ascoltati per sentirsi profondamente riconosciuti.
Francesca co-conduttrice del settimanale di Biodanza in Via dei Marrucini, Roma – San Lorenzo, insieme ad Edi e Daniel.
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