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MANGI ANCHE QUANDO NON HAI FAME?Una cosa che noto spesso tra i pazienti è questa: molti cercano di “controllarsi di più”...
20/04/2026

MANGI ANCHE QUANDO NON HAI FAME?

Una cosa che noto spesso tra i pazienti è questa: molti cercano di “controllarsi di più” sul cibo e, paradossalmente, più ci provano, più fanno fatica. Saltano gli spuntini, si impongono regole, cercano di resistere. Poi però arriva quel momento — magari la sera o dopo una giornata particolarmente pesante — e si finisce per cedere al cibo extra.

Spesso il problema non è una mancanza di forza di volontà, ma il fatto che si sta cercando di risolvere con il cibo qualcosa che non nasce dal cibo. In quei momenti non si tratta di fame fisiologica, ma di una risposta a uno stato interno: stress, noia, senso di vuoto, stanchezza.

Quando si mangia, soprattutto cibi ricchi e gratificanti come zuccheri o grassi, nel cervello si attivano i circuiti della ricompensa. Viene rilasciata dopamina, un neurotrasmettitore associato alla sensazione di piacere e sollievo, con una conseguente riduzione temporanea della tensione emotiva. È per questo che, in quel momento, sembra funzionare: ci si sente davvero un po’ meglio.

Il problema è che questo effetto è transitorio e non interviene sulla causa dell’emozione. Lo stress, la noia o la tristezza non vengono realmente elaborati, ma semplicemente sospesi per un breve periodo. Nel frattempo, il cervello registra ciò che è accaduto: a una sensazione spiacevole è seguita un’azione che ha prodotto sollievo. Questo rafforza progressivamente l’associazione tra emozione e cibo, rendendo il comportamento sempre più automatico.

Quando l’effetto del cibo svanisce, l’emozione di partenza tende a ripresentarsi e, in alcuni casi, si aggiungono senso di colpa o frustrazione. Questo riattiva il bisogno di cercare nuovamente sollievo, e il ciclo si ripete. Con il tempo, inoltre, il sistema della ricompensa può andare incontro a un processo di adattamento, per cui lo stesso comportamento produce un effetto meno intenso e può portare a un aumento della frequenza o della quantità di cibo consumato.

È per questo che il cibo può funzionare nel breve termine, ma nel lungo periodo contribuisce a mantenere attivo il meccanismo.
La risposta, da un punto di vista clinico, non è “resistere di più” né “controllarsi meglio”.

Se il funzionamento è questo — emozione, sollievo rapido, rinforzo — il lavoro va fatto esattamente in quel passaggio intermedio. Non sul cibo in sé, ma sulla modalità con cui si risponde all’impulso.

In termini pratici, si tratta di iniziare a interrompere l’automatismo.

Quando emerge la spinta a mangiare, il punto non è vietarselo, ma evitare che si traduca in una risposta immediata. Anche solo creare un piccolo intervallo tra impulso e azione modifica il funzionamento del circuito, perché in quel momento il cervello non sta più apprendendo “emozione = mangio subito”, ma una risposta alternativa.

C’è poi un secondo passaggio, ancora più rilevante: dare una risposta all’emozione. Non perfetta, non sempre efficace, ma diversa dal cibo. Se il bisogno è di natura emotiva, continuerà a ripresentarsi finché non trova un altro canale. A volte significa fermarsi, altre volte cambiare contesto, contattare qualcuno, oppure semplicemente riconoscere ciò che si sta provando senza coprirlo immediatamente.

Un altro aspetto fondamentale è ridurre il giudizio. Senso di colpa e vergogna non interrompono il meccanismo, ma tendono a rinforzarlo. Più aumenta il giudizio su di sé, più cresce il bisogno di trovare sollievo, e quindi di ricorrere nuovamente al cibo.

Infine, è importante accettare che il cambiamento non sia lineare. Il cervello ha appreso questo schema nel tempo, e richiederà tempo per modificarlo. Non si tratta di eliminarlo completamente, ma di iniziare a intervenire: farlo meno spesso, con maggiore consapevolezza, introducendo una distanza tra impulso e comportamento.

È così che, progressivamente, il meccanismo perde forza.

DIMAGRIMENTO RAPIDO: MITO O REALTÀ? LA VERITÀ SULLA PERDITA DI PESOPuoi perdere 5 chili in due settimane… e gran parte d...
18/04/2026

DIMAGRIMENTO RAPIDO: MITO O REALTÀ? LA VERITÀ SULLA PERDITA DI PESO

Puoi perdere 5 chili in due settimane… e gran parte di quel peso potrebbe non essere grasso.
La bilancia scende, ma questo non significa automaticamente che il corpo stia migliorando.
Il dimagrimento rapido attira proprio per questo: dà risultati immediati, visibili, rassicuranti. Ma quel numero, da solo, non racconta cosa sta realmente succedendo dentro l’organismo.
Perdere peso non significa automaticamente perdere grasso. Quando il calo è molto rapido, l’organismo utilizza diverse risorse: non solo tessuto adiposo, ma anche acqua, glicogeno e massa magra. Questo cambia completamente il significato del risultato. Si può pesare meno senza aver migliorato davvero la propria condizione fisica.
La differenza tra dimagrire e perdere peso sta tutta qui. Dimagrire è un processo prevalentemente selettivo, in cui si riduce il grasso cercando di mantenere la struttura funzionale del corpo. Perdere peso, invece, è un dato generico che non distingue tra ciò che è utile e ciò che è fondamentale preservare.
Il limite è fisiologico. Quando il calo è troppo veloce, il corpo fa più fatica a preservare i tessuti più importanti. Inizia così una perdita che può coinvolgere anche la massa magra, con conseguenze che spesso non sono immediate ma si manifestano nel tempo: metabolismo meno efficiente, maggiore difficoltà a mantenere i risultati, sensazione di debolezza.
Per questo, durante una valutazione, la bilancia non può essere l’unico riferimento. Due persone con lo stesso peso possono avere condizioni completamente diverse. Ciò che conta è la composizione corporea, cioè come quel peso è distribuito tra massa grassa e massa magra.
La massa magra è ciò che sostiene il metabolismo, la forza e la funzionalità generale. Preservarla significa mantenere efficienza e stabilità. Perderla, al contrario, porta a un progressivo peggioramento della qualità fisica, anche se il peso totale diminuisce.
Un dimagrimento efficace richiede tempo, adattamento e strategie adeguate. Un apporto proteico corretto, uno stile di vita coerente e il rispetto dei tempi fisiologici permettono di ottenere risultati più stabili e duraturi.
Il punto, quindi, non è quanto velocemente si perde peso, ma cosa si perde durante il percorso. La differenza tra un cambiamento reale e uno temporaneo sta tutta nella qualità di ciò che viene modificato.

Molte persone acquistano decine di prodotti per la propria skincare, ma ignorano l’infiammazione che avviene all’interno...
11/03/2026

Molte persone acquistano decine di prodotti per la propria skincare, ma ignorano l’infiammazione che avviene all’interno dell’organismo.

La pelle non è solo una questione di skincare.

È spesso il riflesso di:

• salute dell’intestino
• equilibrio ormonale
• adeguato apporto di nutrienti
• livelli di infiammazione

Se la tua pelle presenta imperfezioni, appare spenta, secca o reattiva, il tuo corpo potrebbe aver bisogno di nutrimento, non semplicemente di un altro prodotto.

La verità?

Un siero non può compensare una carenza nutrizionale.
Un esfoliante non può correggere uno squilibrio ormonale.
E una crema idratante non può risolvere un’infiammazione cronica.

Per questo motivo l’alimentazione può fare la differenza.

Quando supporti il tuo organismo con i nutrienti adeguati:

✨ la pelle appare più luminosa
✨ l’equilibrio ormonale migliora
✨ il gonfiore si riduce
✨ aumenta il livello di energia
✨ le voglie improvvise di cibo diminuiscono

E non è necessario restringere l’alimentazione, ma fare scelte consapevoli.

🥐➡️🥑 Se dopo colazione hai di nuovo fame… forse non è colpa tua.Quella sensazione di stomaco vuoto dopo poco tempo succe...
11/03/2026

🥐➡️🥑 Se dopo colazione hai di nuovo fame… forse non è colpa tua.

Quella sensazione di stomaco vuoto dopo poco tempo succede spesso quando la colazione è troppo dolce o poco nutriente. Il tuo corpo chiede energia vera, qualcosa che ti sazi davvero e ti faccia partire con il piede giusto.

In questo carosello trovi diverse idee di colazione salata.

Sono semplici, veloci e soprattutto ti tengono sazio più a lungo, evitando quel continuo spizzicare durante la mattina.

💛 Ascolta il tuo corpo: una colazione più bilanciata può cambiare completamente la tua giornata.

Salva questo post 📌 per quando domani mattina ti svegli con fame… di qualcosa che ti nutra davvero.

🍝 PASTA: PERCHÉ CUOCERLA AL DENTE PUÒ ESSERE UNA SCELTA MIGLIOREQuante volte avete sentito dire che la pasta molto cotta...
10/03/2026

🍝 PASTA: PERCHÉ CUOCERLA AL DENTE PUÒ ESSERE UNA SCELTA MIGLIORE

Quante volte avete sentito dire che la pasta molto cotta sia più digeribile? In realtà la questione è un po’ più complessa. 👇

Durante la cottura, l’amido contenuto nella pasta si gelatinizza, diventando progressivamente più accessibile agli enzimi digestivi. Quando la pasta è molto cotta, quindi, l’amido viene digerito e assorbito più rapidamente.

Quando invece la pasta è cotta al dente, la sua struttura rimane più compatta. Questo significa che gli enzimi digestivi impiegano più tempo per raggiungere e degradare l’amido, rallentando l’assorbimento dei carboidrati.

👉 Il risultato è una risposta glicemica più graduale, con minori picchi di glicemia dopo il pasto.

Questo principio non riguarda solo la pasta, ma anche altri alimenti ricchi di amido come riso, cereali e derivati dei cereali.

Scegliere una cottura al dente può quindi aiutare a:
✔ rallentare l’assorbimento dei carboidrati
✔ favorire una risposta glicemica più stabile
✔ prolungare il senso di sazietà

Naturalmente conta sempre l’equilibrio del pasto nel suo insieme: quantità, condimento, presenza di fibre, proteine e grassi.

Mangiare sempre meno non accelera necessariamente il dimagrimento.Quando l’apporto energetico rimane troppo basso per pe...
14/02/2026

Mangiare sempre meno non accelera necessariamente il dimagrimento.

Quando l’apporto energetico rimane troppo basso per periodi prolungati, l’organismo attiva meccanismi di adattamento metabolico finalizzati alla sopravvivenza.

Cosa accade?
• si riduce il dispendio energetico a riposo
• si ha una maggiore efficienza nell’utilizzo delle calorie
• aumentano gli stimoli della fame

Le diete “fai da te” e le restrizioni prolungate possono amplificare gli adattamenti metabolici e rendere il dimagrimento più difficile nel tempo. Se ti trovi in questa situazione, una consulenza nutrizionale personalizzata può fare al caso tuo.

😴 RUSSARE È UN SEGNALE.Quando il sonno parla del tuo metabolismo.Cosa fare se si russa? La prima cosa da fare è non norm...
17/01/2026

😴 RUSSARE È UN SEGNALE.
Quando il sonno parla del tuo metabolismo.

Cosa fare se si russa? La prima cosa da fare è non normalizzare il problema.
Dal punto di vista nutrizionale e metabolico, il russamento non è solo un disturbo notturno, ma può rappresentare l’espressione di alterazioni sistemiche. Un parametro semplice ma indicativo è la circonferenza del collo: valori elevati sono spesso associati a un aumento del tessuto adiposo e a una maggiore probabilità di collasso delle vie aeree superiori durante il sonno.

L’alimentazione gioca un ruolo rilevante nel favorire o peggiorare questo quadro. Un eccesso calorico cronico, soprattutto associato a carichi glicemici elevati nelle ore serali, favorisce iperinsulinemia, ritenzione idrica e infiammazione dei tessuti molli, contribuendo a una respirazione notturna meno efficiente.

Nei casi più significativi, il russamento può associarsi a episodi di riduzione del flusso respiratorio notturno, con frammentazione del sonno e riduzione dell’ossigenazione. L’ipossia notturna ripetuta interferisce con i processi ossidativi, rallenta il metabolismo energetico e favorisce uno stato infiammatorio sistemico.

La ridotta qualità del sonno e la carenza di ossigeno influenzano anche la regolazione ormonale. Nel sesso maschile, in particolare, il sonno frammentato può interferire con la fisiologica secrezione notturna di testosterone, spesso in associazione a valori elevati di glicemia e insulina.

Il russamento persistente, soprattutto se accompagnato da stanchezza mattutina, cefalea al risveglio o difficoltà nel controllo del peso, è un segnale che merita una valutazione approfondita. Leggerlo in chiave nutrizionale e metabolica consente di individuare i fattori che lo sostengono e di intervenire in modo mirato.

DORMIRE non è spegnersi.
È il momento in cui il metabolismo si regola, gli ormoni si riequilibrano e l’organismo recupera.
Se il sonno è disturbato, anche questi processi ne risentono.



Questa è la nuova piramide presente sui siti ufficiali delle Linee guida dietetiche americane. Come potete vedere, in ci...
08/01/2026

Questa è la nuova piramide presente sui siti ufficiali delle Linee guida dietetiche americane. Come potete vedere, in cima viene data priorità a pollo, manzo, latticini, latte intero, uova e pesce grasso, insieme a frutta e verdura sul lato destro.
Più in basso ci sono frutta secca e semi, e alla base trovate i cereali integrali. Per quanto riguarda le proteine, raccomandano da 1,2 a 1,6 gr di proteine per Kg di peso corporeo. Continuano a raccomandare abbondante consumo di frutta e verdura, niente zuccheri aggiunti e anche cereali integrali, in quantità di 2–4 porzioni die.
La maggior parte di queste indicazioni è in realtà simile alle precedenti Linee guida dietetiche, con il cambiamento principale rappresentato da una maggiore enfasi sugli alimenti di origine animale e sui grassi animali nella dieta. Ed è qui che la cosa diventa davvero interessante. Voglio solo farvi notare un aspetto.
Se guardiamo alla sezione dedicata alle raccomandazioni sui grassi “salutari”, viene suggerito di utilizzare carne, pollame, uova e latticini interi come alcune delle principali fonti di grassi. Per la preparazione dei pasti o l’aggiunta di lipidi viene indicato l’uso dell’olio d’oliva, ma anche di b***o e sego di manzo. Allo stesso tempo, le linee guida specificano che i grassi saturi non dovrebbero superare il 10% delle Kcal die totali.

Per la maggior parte degli adulti, questo equivale a circa 20 gr di grassi saturi al giorno. Se traduciamo questi numeri in alimenti concreti, un cucchiaio di b***o apporta circa 7 grammi di grassi saturi, il sego di manzo circa 6 grammi, un bicchiere di latte intero circa 5 grammi. Una piccola porzione di formaggio può contenerne da 6 a 8 gr, mentre una porzione moderata di carne bovina può aggiungerne da 6 a 10 gr.
Questo significa che un solo pasto preparato con b***o, formaggio, latte intero e una porzione di carne, può portare rapidamente a superare il limite indicato.
Il modello alimentare proposto rende quindi complesso mantenere una piena coerenza tra le raccomandazioni e la loro applicazione. Il tema dei grassi è complesso e spesso fonte di confusione; per questo merita un approccio pratico e clinico.

Quando si parla di alimentazione, spesso il discorso si riduce al conteggio calorico.Tuttavia, la risposta fisiologica d...
04/01/2026

Quando si parla di alimentazione, spesso il discorso si riduce al conteggio calorico.
Tuttavia, la risposta fisiologica dell’organismo dipende non solo dall’energia introdotta, ma dalla qualità dei nutrienti che accompagnano quell’energia.
Le calorie rappresentano il contenuto energetico di un alimento, ma non descrivono la capacità di sostenere processi fisiologici complessi.

Vitamine, minerali, fibre, amminoacidi essenziali, acidi grassi e composti bioattivi sono necessari per:
✅ Funzionamento enzimatico
✅ Regolazione ormonale
✅ Salute intestinale
✅ Adattamenti metabolici e omeostasi

Alimenti con apporto calorico simile non sono metabolicamente equivalenti: possono produrre risposte diverse in termini di glicemia, sazietà, segnalazione ormonale, disponibilità energetica e benessere generale.

Quando una restrizione calorica viene protratta, soprattutto in caso di apporto nutrizionale incompleto, il corpo può attivare adattamenti fisiologici compensatori per preservare l’equilibrio:
✨ Aumento della fame
✨ Riduzione della spesa energetica
✨ Maggiore difficoltà nel proseguire il percorso
Questi adattamenti non indicano mancanza di impegno, ma riflettono la fisiologia naturale che cerca equilibrio.

Un approccio efficace non si limita a ridurre le calorie, ma valuta:
✅ Fabbisogno nutrizionale individuale
✅ Qualità degli alimenti
✅ Contesto metabolico della persona

La domanda non diventa:
“Quante calorie posso ridurre?”
ma:
“Quali nutrienti sono necessari per sostenere struttura, funzione e adattamento nel mio specifico contesto fisiologico?”

Un’alimentazione ad alta densità nutrizionale può favorire:
✅ Stabilità energetica
✅ Miglior controllo glicemico
✅ Supporto alla massa magra e alla sazietà
✅ Funzione intestinale e ormonale efficiente
✅ Salute metabolica nel lungo periodo

Se la restrizione non è sostenibile o i risultati si arrestano, non è necessario intensificare il controllo: rivalutare il nutrimento è la strategia più efficace.

Il nutrimento non è un compromesso. È una strategia terapeutica.

Le proteine non sono importanti solo per il mantenimento della massa muscolare, ma svolgono un ruolo chiave anche nel co...
23/11/2025

Le proteine non sono importanti solo per il mantenimento della massa muscolare, ma svolgono un ruolo chiave anche nel controllo della fame. L’assunzione proteica stimola la secrezione di diversi ormoni anoressigeni, tra cui GLP-1, PYY e CCK, che inviano al cervello segnali di sazietà.
Inoltre, le proteine rallentano lo svuotamento gastrico e contribuiscono a stabilizzare la glicemia, riducendo i picchi e i cali improvvisi che spesso scatenano la fame nervosa.

Il risultato fisiologico è chiaro: una sensazione di sazietà più prolungata, minori oscillazioni della fame e una riduzione significativa delle voglie improvvise e degli attacchi di fame.

Quando ogni pasto contiene una buona quota proteica, la sensazione di pienezza dura più a lungo e la fame nervosa si riduce drasticamente. Una scelta piccola, ma con un impatto enorme sulla gestione del peso, dell’energia e dell’umore quotidiano.

✨ Il segreto è distribuire le proteine in modo omogeneo durante la giornata: colazione, pranzo, cena e, se serve, anche negli spuntini.

Vuoi una lista di fonti proteiche pratiche e veloci da inserire ogni giorno?
Scrivi “PROTEINE” nei commenti e te la mando. 🌱

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