Sorelle Di Latte

Sorelle Di Latte Sorelle Di Latte è uno spazio, gestito dall'associazione no profit Arguendo, che sostiene la donna

PILLOLE DI INTROSPEZIONE: figli sopravvissuti ad un genitore con disturbo narcisistico.Il disturbo narcisistico di perso...
18/03/2022

PILLOLE DI INTROSPEZIONE: figli sopravvissuti ad un genitore con disturbo narcisistico.

Il disturbo narcisistico di personalità è un disturbo psichico che si manifesta con una modalità stabile di vissuti e fantasie di grandiosità e mancanza di empatia verso l'ALTRO.
Nel concetto di ALTRO, per un narcisista, rientra purtroppo anche il figlio nel momento in cui questo inizia ad essere percepito non più come un'estensione grandiosa di sè ma come persona con una sua individualità. Il figlio viene inizialmente investito dalle fantasie grandiose del genitore in termini di intelligenza sconfinata, bellezza senza eguali, trionfi sportivi, rivalsa sociale. Inizialmente il bambino riesce a rispondervi con successi scolastici, impegno profuso in attività sportive (spesso scelte e amate solo dal genitore che usa il figlio per vivere o rivivere successi personali), attenzione ossessiva per la cura del proprio aspetto fisico.
Il figlio compie questi immani sforzi perchè sente che l'amore del genitore è condizionato al raggiungimento di certi traguardi. Il figlio in questa fase viene vissuto dal narcisista come "il figlio d'oro", un trofeo da esporre con orgoglio...e il bambino si nutre di queste esposizioni scambiandole con l'amore.
Le richieste però si fanno sempre più alte, dall'esigere il voto migliore si arriva alla messa in discussione di qualunque scelta divergente del ragazzo...la pressione sale, il controllo sul figlio inizia a vacillare. Il controllo è l'arma attraverso cui il genitore narcisista cerca di impedire la crescita e l 'allontanamento del figlio e lo esercita quotidianamente attraverso strumenti chirurgici . Un figlio che si allontana può iniziare a incontrare il mondo esterno, nutrire la propria autostima mortificata, farsi idee proprie, divenire più autonomo, mettere addirittura in discussione le scelte e il modo di essere del genitore, può insomma diventare ALTRO. Ciò che sfugge al controllo è dunque pericoloso perchè può muovere delle critiche e per un narcisista la critica è devastante per la fragile struttura che lo caratterizza. Erroneamente si vede il narcisista, come una persona piena di sè, sicura, marmorea, stabile....in realtà è proprio l'opposto. L'autostima di un narcisista è fragile come carta di riso, per questo va protetta dal più flebile colpo di vento con tutte le armi che conosce.
Questi strumenti, necessari dunque per mantenere il controllo e per proteggere la propria autostima di solito sono:
le false adulazioni alternate ad attacchi potenti all'autostima del figlio
incutere timore per il mondo esterno
ostacolare le altre relazioni significative per il bambino
comunicare in modo vaga e ambivalente,
manipolare la realtà
instillare il senso di colpa attraverso il vittimismo
fino ad arrivare ad atti di grande aggressività seguiti da una deresponsabilizzazione per le proprie azioni (la colpa viene data al figlio per aver costretto il genitore a comportarsi così)
In questo breve filmato, tratto dal Film Rapunzel della Disney( di cui consiglio vivamente la visione a chi pensi di aver vissuto una relazione con un genitore narcisista) possiamo vedere all'opera le armi di questo tipo di genitore!

Canta “Resta con me” interpretata da Gio’ Gio’ Rapattoni e guarda Rapunzel: L'intreccio della Torre su Disney+.Disney+ è la piattaforma streaming che include...

21/10/2020

VIOLENZA IN FAMIGLIA E GRAVIDANZA

La gravidanza non per tutte è un momento in cui si ricevono maggiori cure e attenzioni. Dati basati su ricerche nazionali e mondiali ci dicono infatti che circa il 30% dei maltrattamenti subiti dalle donne da parte dei loro partner, abbiano inizio proprio in questo periodo. In italia il dato risultava essere intorno al 15% (istat 2007).
Riflettiamo sul fatto che la violenza interpersonale è la SECONDA CAUSA DI MORTE IN GRAVIDANZA.
Anche il puerperio rappresenta un momento di particolare rischio, in cui è possibile che ricomincino quei comportamenti violenti sospesi in precedenza. Le ricerche ci dicono in particolare che una donna che è esposta a comportamenti violenti e aggressivi da parte del partner in gravidanza o nel puerperio, ha una maggiore probabilità di sviluppare sintomi depressivi, scarso attaccamento e senso di cura verso il neonato e di non riuscire ad avviare o portare avanti l'allattamento al seno.
Oggi sappiamo anche che gli uomini che manifestano comportamenti violenti verso la compagna in gravidanza, in una percentuale assolutamente non trascurabile, avranno comportamenti aggressivi anche verso i figli.
Pensiamoci, in fondo uno strattonamento o una spinta che potrebbero portare a cadute in gravidanza sono già attentati alla salute e alla sopravvivenza del piccolo.

NON lasciamo prevalere pensieri irrazionali tipo: "NON POSSO TOGLIERE UN PADRE AI MIEI FIGLI" o "IN FONDO LUI è UN BUON PADRE" o peggio, "SE DICO QUALCOSA LUI MI TOGLIE I FIGLI" oppure "IN FONDO ME LA SONO CERCATA PERCHè L HO PROVOCATO".

Queste sono le frasi che accompagnano ogni violenza.

Quindi mamme...se il vostro partner ha iniziato ad avere nei vostri confronti atteggiamenti aggressivi (vi spinge, strattona colpisce, lancia oggetti verso di voi, rompe cose davanti ai vostri occhi in modo minaccioso, vi urla a pochi centimetri dal viso in modo aggressivo, vi minaccia) chiedete oggi stesso aiuto.

Papà, se vi rendete conto di avere comportamenti aggressivi, scoppi di rabbia improvvisi diretti alla vostra compagna, se attuate comportamenti che poi sentite non vi appartengano, se vi sentite sempre provocati dalla vostra compagna, se sentite di aver passato il limite... chiedete ora aiuto.

A chi rivolgervi?

Al numero nazionale antiviolenza 1522,
al pronto soccorso,
al consultorio di zona,
al vostro medico curante,
alle forze di polizia,
ad uno psicoterapeuta,
ai servizi sociali di zona,
associazioni e numeri di ascolto che si occupano di aiutare uomini maltrattanti.

CHIEDETE E NON FERMATEVI AL PRIMO NO o al primo che vi dice "non è niente, fate pace per il bene dei figli".

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=4526106264073628&id=1095781300439492
01/08/2020

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=4526106264073628&id=1095781300439492

Leggete questo fantastico post scritto dalla nostra psicologa perinatale Dottoressa Elena Costa

LA RISONANZA MAGNETICA DELL'AMORE: viene chiamata così questa meravigliosa immagine che mostra cosa accade nel cervello di mamma e bambino mentre sono in contatto. Si "accendono" le stesse aree: è in corso una positiva interazione di rispecchiamento, un lavoro tanto spontaneo e perfetto quanto complesso, un legame che affonda le sue radici già nel periodo della gravidanza.
La ricercatrice Rebecca Saxe ( che è anche la protagonista dell'immagine insieme al suo bimbo) ci mostra una immagine che potrebbe corrispondere a qualunque madre col suo bambino, a cui sono state sovraimpresse le immagini dell'attività cerebrale corrispondente.
Questa immagine ci permette di comprendere in modo istintivo concetti complessi: il più semplice è che le coccole fanno bene, ad adulti e piccini, e rinforzano la relazione in un circuito che più funziona più funziona bene.
In condizioni di tranquillità e in assenza di disturbi emotivi o relazionali, durante una coccola, mentre la mamma guarda con tenerezza il suo bimbo e cerca di decifrare i suoi bisogni, si stabilisce una connessione emotiva che consente alla mamma di immedesimarsi e anticipare bisogni del bambino e il loro soddisfacimento " al momento giusto". Il bimbo si sentirà compreso e rispecchiato e restituirà alla sua mamma tutta la sua soddisfazione, facendola sentire l'essere più speciale del mondo 💞

https://www.facebook.com/1696171344012738/posts/2432580700371795/
01/08/2020

https://www.facebook.com/1696171344012738/posts/2432580700371795/

Tutti sappiamo che essere genitori è un compito molto difficile e complicato che, a volte, può addirittura arrivare ad essere stressante perché le preoccupazioni sono sempre presenti. Nathalie Jomard sostiene che essere genitori è la cosa più difficile del mondo e, per dimostrarlo, ha creato de...

27/07/2020

Violenze coniugali e femminicidi sono sempre preceduti da forme di controllo psicologico che rendono le donne prigioniere delle loro relazioni. Nel video di Le Monde, due ex vittime raccontano la loro storia. Leggi

29/03/2020

ELOGIO DELLE MAMME AL TEMPO DEL LOCKDOWN
Capitolo 1 ovvero come sopravvivere allo Smart Working

In queste settimane di chiusure, restrizioni, numeri, indicazioni, smentite, mascherine e vitamine...il mio pensiero va a alla mannaia che ha colpito le mamme...
SI lo so, pensiero banale...le mamme...quelle creature metà donna e metà Transformer che si ritrovano, in questi giorni di lavoro cosiddetto SMART, truccate di tutto punto in videoconferenza mentre sotto al tavolo cercano di bloccare, con abile mossa di krav maga, il secondogenito che tenta di verificare il punto di fusione del criceto (cit. che invito ad approfondire!).
Che grande conquista lo smart working di questi tempi...ma forse non per tutti il lavoro è così "agile".
Trucco perfetto incorniciato da 4 centimetri di ricrescita, il pomellino della cassetta dello scarico del gabinetto che si intravede a video (perché il bagno si sa, è il posto che nel nostro immaginario è il più intimo e silenzioso). Come un perfetto mezzobusto del TG, sfoggiamo la nostra giacca che fa subito manager, abbinandola sapientemente al pantalone di flanella beige con comodo elastico liso in vita che non ci lascia il segno. A chiudere la mise, il fidato calzino da montagna tirato giù dal soppalco il 12 marzo perchè in questo periodo è tradizione ogni anno fare la settimana bianca.
Soprassedendo (mai termine fu più evocativo) sulla seduta più idonea a disposizione nel suddetto ambiente...volgiamo l'attenzione al tappeto musicale che accompagna ogni frase della coraggiosa madre che tenta di comunicare col mondo esterno. Io di figli ne ho solo 2 e la cosa che più si avvicina al silenzio in casa mia, è un bouquet di suoni tipo falegnameria con sparachiodi e sega circolare misto a colonia di leoni marini nel periodo degli amori.
Sì, lo smart working è sicuramente una soluzione intelligente sotto molti punti di vista ma per favore levatevi dalla testa ciò che questo aggettivo inglese evoca. Se per molti questo tipo di lavoro significa infatti alzarsi più tardi, lavorare con calma dal proprio divano sorseggiando un bel caffè e fissando autonomamente i propri obiettivi della giornata, per le mamme e spesso per le donne in generale, non è così.
Le mamme che hanno la fortuna di averlo ancora un impiego, in queste settimane di lavoro da casa, vedono moltiplicato il loro impegno mentale e fisico.
Sentono il peso del benessere emotivo dei propri figli che tentano di intrattenere con ogni artifizio pedagogico proponga loro il web (videocorso di yoga per bambini, attività montessoriane avanzate, lezioni di clavicembalo o equitazione su divano a due posti).
Devono fare i conti con i compiti caricati su varie piattaforme, registro elettronico, videolezioni con Zoom o Google classroom, stampare schede, registrare video dei figli mentre svolgono il compito anche di educazione fisica (giuro me lo ha detto una mamma disperata due giorni fa) perché su tutto questo verrà messo un voto a fine anno...alla mamma naturalmente.
Per non parlare della gestione della casa che ora assume le sembianze delle paludi di Atreju, dopo che la fedele alleata signora delle pulizie ci ha lasciati al primo provvedimento emanato da Conte (perché in molti posti del mondo il lockdown annunciato da un Presidente è cosa seria).
Il mio pensierosi ferma infine sulle madri lavoratrici che invece lo smart working lo vorrebbero davvero per poter abbracciare i propri figli, ma che se lo facessero, farebbero crollare il mondo nel baratro in questo momento.
Parlo delle madri che sono medici, infermiere, biologhe, operatrici sociosanitarie, assistenti sociali, volontarie della Protezione civile, funzionarie o agenti di Polizia etc. che ogni giorno vorrebbero vestire quei pantaloni beige di flanella e combattere contro il secondogenito indemoniato piuttosto che affrontare questa realtà, armate solo delle proprie competenze e protette dalla propria e altrui speranza.

La Sofferenza delle mamme in un articolo semplice ed esaustivo. La parola Depressione nel puerperio spaventa, attiva imm...
03/11/2019

La Sofferenza delle mamme in un articolo semplice ed esaustivo.
La parola Depressione nel puerperio spaventa, attiva immagini di silenzi, lacrime e pericolo per il neonato. Ma ciò che è pericoloso non è la depressione in sé, quanto la solitudine che la precede e la circonda.
Perché allora questo silenzio e questa solitudine?
Perché una donna in gamba deve farcela da sola, una brava madre non sente la fatica, una donna moderna riesce da subito a destreggiarsi tra figlio casa lavoro amore. L'equazione è dunque fatta, se IO non riesco sono inadeguata, se ammetto di soffrire per questa nuova condizione non sono una donna forte, se provo fatica a stare in relazione con mio figlio non sono una madre degna, quindi meglio Tacere.
Diamo voce alla solitudine delle mamme.

L'80% delle neomamme sperimenta un sentimento di sconforto nelle prime due settimane dopo il parto. Si può parlare di depressione post-partum?

Indirizzo

Rome

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 14:00 - 20:00
Sabato 09:00 - 13:00

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Sorelle Di Latte pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Condividi