27/06/2026
Luogo: Fiume Chebar, Babilonia — 613 a.C.
Era l'anno 613 a.C..
Lontano dalla sua terra natale, Ezechiele viveva tra gli ebrei esiliati sulle rive del fiume Chebar, in Babilonia.
Fu proprio lì che assistette a una delle visioni più straordinarie mai riportate nelle Sacre Scritture.
Mentre osservava l'orizzonte, qualcosa attirò la sua attenzione.
Dal nord stava arrivando una tempesta immensa.
Ma non era una tempesta comune.
Un vento impetuoso agitava le sue vesti e i suoi capelli, mentre una gigantesca nube avanzava rapidamente.
Fulmini squarciavano il suo interno e, dal suo centro, emanava uno splendore intenso, simile all'oro e all'argento fusi.
Man mano che la nube si avvicinava, un fragore assordante riempiva l'aria, come il rumore di un potente esercito in marcia.
"Guardai, ed ecco un vento tempestoso veniva da settentrione, una grande nube con un fuoco guizzante e uno splendore tutto intorno..." (Ezechiele 1:4)
Dall'interno di quella manifestazione apparvero quattro esseri dall'aspetto umano. A prima vista sembravano uomini, ma solo uno aveva il volto chiaramente umano. Gli altri tre presentavano sembianze diverse: uno aveva il volto di un leone, uno di un bue e uno di un'aquila, rivelando differenti aspetti della stessa natura spirituale.
Accanto a ciascun essere vi erano delle ruote che si muovevano in perfetta sintonia con loro, sollevandosi da terra ogni volta che gli esseri si elevavano. Il profeta descrive anche il suono delle loro ali che si sfioravano, producendo un rumore potente e maestoso che riempiva ogni cosa.
Al di sopra degli esseri, il racconto descrive un firmamento cristallino, una struttura luminosa e trasparente, simile a una piattaforma sospesa nel cielo. Sopra di essa si innalzava un trono dall'aspetto di zaffiro e, sul trono, appariva una figura dalle sembianze umane avvolta da uno splendore intenso, simile a fuoco vivo e metallo incandescente, che irradiava luce in ogni direzione. Lo stesso racconto identifica quella presenza come la gloria di Yahweh (Geova), il Dio d'Israele.
Davanti a quella visione indescrivibile, Ezechiele cadde con la faccia a terra.
Allora udì una voce che gli disse:
"Figlio dell'uomo, alzati in piedi e io parlerò con te."
La voce ordinò quindi a Ezechiele di alzarsi e lo inviò al popolo d'Israele con un messaggio di ammonimento. L'avvertimento riguardava il cammino che il popolo stava seguendo e le conseguenze delle proprie scelte.
Quella voce mostrava di conoscere profondamente la nazione e di vegliare sul suo destino.
Il racconto descrive esseri viventi estremamente avanzati, dotati di movimenti perfetti e di un'intelligenza straordinaria.
Per alcuni si tratta di un linguaggio simbolico; per altri, potrebbe suggerire la possibilità di esseri non umani altamente intelligenti, osservati da Ezechiele secondo la limitata comprensione del suo tempo.
In ogni caso, il punto essenziale è l'incontro con una realtà chiaramente al di là della comprensione umana.
Ohana💫
⛲ Fonte: La narrazione della visione proviene dal Libro di Ezechiele, capitolo 1 (Ezechiele 1:1-28), scritto nel contesto dell'esilio babilonese, intorno al VI secolo a.C. (circa 593-571 a.C.). Questo testo fa parte della Bibbia Ebraica (Tanakh), che raccoglie gli scritti sacri dell'antico Israele. Secondo la tradizione, è stato preservato nei secoli dagli scribi ebrei, che hanno tramandato i testi di generazione in generazione con grande fedeltà e rigore.