29/10/2025
Quando si parla di Galilei, lo si ricorda quasi sempre per le sue scoperte astronomiche e per la rivoluzione scientifica che ha inaugurato. Ma pochi sanno che egli si occupò anche di arte, sviluppando un pensiero sorprendentemente moderno sulla pittura e sulla scultura.
Galilei era amico di poeti e artisti, e in difesa della Pittura elaborò una vera e propria teoria dell’Arte Astratta. Un concetto che secoli dopo sarebbe stato attribuito a Burckhardt, ma che in realtà affonda le radici nelle riflessioni del padre della scienza.
Per Galilei, nell’Arte come nella Poesia o nella Musica, ciò che conta non è la fedeltà alla realtà, ma la potenza emotiva che un’opera riesce a trasmettere. Il numero di dimensioni geometriche — due per la Pittura e tre per la Scultura — non ha alcuna relazione con la forza del messaggio artistico.
Un quadro, pur sviluppandosi in due dimensioni, non è inferiore a una statua che occupa tre dimensioni. Perché il valore di un’opera non si misura con il metro della geometria, ma con la capacità di parlare all’animo umano.
Nelle stories vi racconto come Galilei argomentò questa difesa della Pittura, distinguendo per la prima volta tra l’inganno ottico e quello tattile: un’anticipazione straordinaria della modernità.
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