26/09/2026
🚨 E SE DOMANI CI CONVINCESSERO CHE CIÒ CHE OGGI CONSIDERIAMO IMPENSABILE È… NORMALE?
È proprio da questa domanda che parte la riflessione della giurista Elisabetta Frezza nell’intervista.
🪟 La finestra di Overton descrive, nella sua lettura, un processo graduale: qualcosa nasce come impensabile, poi diventa marginale, successivamente viene discusso, accettato, diffuso… fino ad arrivare, eventualmente, alla legalizzazione.
Ma c’è un passaggio particolarmente importante.
⚖️ Secondo Frezza, la legge possiede una forte “carica pedagogica”: ciò che viene riconosciuto giuridicamente può finire, nell’immaginario collettivo, per essere percepito anche come socialmente accettabile.
E così può verificarsi un paradosso:
👉 ciò che prima veniva considerato inaccettabile diventa progressivamente normale;
👉 chi continua a contestarlo può essere considerato fuori dalla nuova morale;
👉 e nasce quella che la relatrice definisce la figura dell’“antropofobo”.
⚠️ Frezza porta quindi il discorso su un terreno ancora più delicato: quello della pedofilia.
Nella sua interpretazione, anche questo fenomeno sarebbe coinvolto in un processo culturale, mediatico, politico e istituzionale di progressiva normalizzazione.
Il punto centrale, secondo la relatrice, sarebbe l’idea del consenso del minore nei rapporti sessuali con l’adulto.
👶 Da qui il collegamento con un’altra espressione apparentemente incontestabile: “i diritti dei bambini”.
Frezza sostiene che, nella concezione da lei attribuita al sistema ONU, il bambino venga progressivamente considerato come soggetto autodeterminato, capace di identificare autonomamente il proprio interesse.
Secondo questa lettura, ciò comporterebbe anche una progressiva riduzione del ruolo dei genitori, mentre al minore verrebbero attribuiti nuovi ambiti di autodeterminazione, compresi la sessualità, l’accesso ai mezzi di comunicazione e la scelta dell’identità sessuale.
📜 La giurista richiama inoltre una raccomandazione europea del 2010, indicata nella trascrizione come “numero 18”, alla quale attribuisce un ruolo significativo all’interno di questo processo.
Infine, l’intervista affronta la questione del gender.
🧬 Frezza ne collega la genesi lessicale ai protocolli sanitari del dottor John Money, sostenendo che il termine sarebbe stato utilizzato in un'accezione distinta dal sesso biologico.
Il sesso, nella ricostruzione proposta, sarebbe legato al patrimonio genetico dell'individuo; il gender, invece, verrebbe concepito come qualcosa di separabile dal sesso.
💭 Quanto può cambiare la percezione di ciò che consideriamo normale quando cambiano le parole, le leggi e il modo in cui un fenomeno viene raccontato?
È questa la riflessione che l’intervista di Elisabetta Frezza invita ad affrontare.
APPROFONDIMENTI:
🧠 IL DIBATTITO ACCADEMICO ESISTE. E I NUMERI FANNO RIFLETTERE.
Una revisione della letteratura scientifica pubblicata nel 2024 ha analizzato 30 pubblicazioni accademiche che utilizzavano il termine “Minor Attracted Persons” (MAP).
Il dato più significativo?
👉 18 studi su 30 prendevano in considerazione l'attrazione verso minori anche attraverso le categorie di orientamento sessuale, identità sessuale o minoranza sessuale, anziché considerarla esclusivamente come una parafilia o una condizione psicopatologica.
Questo non significa che la comunità scientifica abbia esplicitamente stabilito che la pedofilia sia un orientamento sessuale, ma la FINESTRA DI OVERTON È SPALANCATA...
COME HA AFFERMATO LA GIURISTA ELISABETTA FREZZA!
Significa però che questa possibilità è entrata concretamente nel dibattito accademico ed è stata affrontata in pubblicazioni scientifiche.
Ed è proprio questo il punto interessante:
🔎 come sta cambiando il linguaggio con cui una parte della ricerca descrive l'attrazione verso i minori?
Il termine MAP – Minor Attracted Person è ormai presente in una parte della letteratura scientifica e viene utilizzato per descrivere persone che dichiarano un'attrazione verso minori, anche quando non hanno commesso reati.
Un tema delicato, controverso e sicuramente da conoscere prima di formarsi un'opinione.
📚 Le fonti sono disponibili. Cercatele. Leggetele. E fatevi la vostra idea.
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🏛️ ITALIA, 2009. QUANDO “ORIENTAMENTO SESSUALE” ARRIVÒ AL CENTRO DEL DIBATTITO PARLAMENTARE
Nel 2009, alla Camera dei Deputati, era in discussione una proposta di legge che introduceva nel codice penale una circostanza aggravante legata all’orientamento sessuale.
Il 13 ottobre 2009 venne presentata una questione pregiudiziale di costituzionalità firmata dai deputati:
Rocco Vietti, Rocco Buttiglione, Roberto Rao, Luisa Capitanio Santolini, Luca Volontè, Mauro Ciccanti, Luigi Compagnon e Giuseppe Naro.
Nel documento parlamentare veniva sollevata una questione precisa:
📌 che cosa comprende giuridicamente l'espressione “orientamento sessuale”?
La pregiudiziale sosteneva che, non essendo il termine definito nell'ordinamento penale, esso potesse essere interpretato in senso molto ampio, fino a comprendere:
incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia e masochismo.
La questione non rimase quindi sul piano teorico: la pedofilia venne esplicitamente inserita, in un atto parlamentare ufficiale, tra gli esempi utilizzati per mettere in discussione l'ampiezza della nozione di “orientamento sessuale”.
Il tema venne poi affrontato direttamente dalla relatrice Anna Paola Concia, che contestò questa interpretazione sostenendo che quelle categorie non avessero a che vedere con la nozione di orientamento sessuale.
📚 Gli atti parlamentari del 2009 sono pubblici.
Una domanda rimane: che cosa deve comprendere, esattamente, una definizione giuridica di “orientamento sessuale”?