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Dr Matteo Merli - IBS • SIBO • Salute Intestinale Se hai IBS, SIBO o gonfiore cronico, posso aiutarti a stare meglio.

Lavoro sul microbiota, sulle abitudini e su un’alimentazione sostenibile e personalizzata.
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06/05/2026

Scoprire di avere l’IBS spesso lascia più domande che risposte.
Molte persone ricevono la diagnosi… ma nessuno spiega davvero come gestirla nella vita quotidiana.

Se soffri di IBS, queste sono 5 cose che probabilmente avresti voluto sapere subito.

1. Non è solo “sensibilità intestinale”.
L’IBS è una condizione complessa che coinvolge microbiota, motilità intestinale, fermentazioni e asse intestino-cervello.

2. Eliminare alimenti a caso spesso peggiora la situazione.
Molte persone iniziano a togliere glutine, lattosio, legumi, frutta… senza una strategia.
Il risultato? Diete sempre più restrittive e intestino ancora più sensibile.

3. Non esistono alimenti “buoni” o “cattivi” per tutti.
La tolleranza è individuale: ciò che crea sintomi per qualcuno può essere perfettamente tollerato da un’altra persona.

4. Il problema non è solo cosa mangi, ma anche come mangi.
Velocità dei pasti, quantità, combinazioni alimentari e distribuzione dei pasti durante la giornata fanno una grande differenza.

5. L’obiettivo non è eliminare cibi, ma costruire un metodo.
La vera svolta arriva quando impari come gestire l’alimentazione e l’intestino nel tempo, non quando trovi la “lista perfetta”.

Se soffri di IBS e vuoi capire come funziona il mio METODO di lavoro per ridurre gonfiore e sintomi intestinali, scrivi METODO nei commenti o in DM.
Vediamo insieme il percorso più adatto a te

13/04/2026

Molte persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) cercano di migliorare i sintomi semplicemente “mangiando più sano”.

Il problema è che alcuni alimenti o ingredienti percepiti come salutari possono comunque aumentare fermentazione intestinale, gas e distensione addominale in un intestino sensibile.

Tra i più comuni:

• grandi quantità di verdure crude
• prodotti “senza zucchero” ricchi di polioli
• alimenti arricchiti con fibre fermentabili come l’inulina

Questo non significa che vadano eliminati, ma che è importante capire quali alimenti sono davvero tollerati dal proprio intestino e in quali quantità.

La gestione dell’IBS non si basa su eliminazioni casuali, ma su un metodo strutturato e personalizzato.

Se vuoi capire se questo approccio può essere adatto al tuo caso, scrivi METODO nei commenti per essere ricontattato.

Quando si soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) spesso si presta attenzione solo agli alimenti principali.I...
07/04/2026

Quando si soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) spesso si presta attenzione solo agli alimenti principali.
In realtà anche alcuni ingredienti nascosti negli alimenti confezionati possono contribuire a gonfiore e distensione addominale.

Tra i più comuni:

• polioli (sorbitolo, maltitolo, xilitolo), usati nei prodotti “senza zucchero”
• inulina o fibra di cicoria, aggiunta per aumentare il contenuto di fibra
• sciroppo di glucosio-fruttosio, presente in molti prodotti industriali

Questi ingredienti possono aumentare la fermentazione intestinale nelle persone con IBS e peggiorare i sintomi.

Imparare a leggere le etichette è uno dei primi passi per gestire meglio l’intestino.

Se vuoi ricevere una guida pratica per fare la spesa quando soffri di IBS, scrivi SPESA nei commenti.

27/03/2026

Molte persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) riferiscono gonfiore o distensione addominale dopo aver mangiato pane.

Questo però non significa necessariamente che il pane debba essere eliminato.
Spesso la tolleranza dipende da alcune caratteristiche del prodotto.

Tra i fattori più rilevanti:

• presenza di fruttani del frumento, appartenenti ai FODMAP
• quantità e tipologia di fibre, che in alcune persone possono aumentare distensione e discomfort
• processo di fermentazione e lievitazione, che può influenzare la digeribilità

Per questo motivo, nella gestione dell’IBS non si tratta semplicemente di togliere pane o carboidrati, ma di capire quali fonti sono meglio tollerate e in quali quantità.

Se vuoi ricevere una guida pratica su come gestire i carboidrati quando soffri di IBS, scrivi CARBO nei commenti e te la invierò nei DM

23/03/2026

L’errore più grande quando si parla di IBS?

Pensare che sia solo una questione di “cosa mangiare”.

La Sindrome dell’intestino irritabile è molto più complessa:
👉 asse intestino-cervello
👉 microbiota
👉 ritmo dei pasti
👉 gestione dello stress
👉 qualità del sonno

E sì, anche la dieta… ma non è tutto.

Il problema è che spesso si interviene solo su un pezzo del puzzle.

Risultato?
❌ miglioramenti temporanei
❌ restrizioni inutili
❌ frustrazione continua

La verità è che serve un approccio strutturato, personalizzato e sostenibile.

Se vuoi capire come lavoro su questi aspetti in modo concreto e applicabile👇

Scrivimi “METODO” in DM 📩

Nel mondo della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è molto comune cercare risposte nei test.Il problema è che spes...
17/03/2026

Nel mondo della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) è molto comune cercare risposte nei test.

Il problema è che spesso si finisce per accumulare esami senza una strategia clinica chiara.

I test delle cosiddette “intolleranze alimentari” (IgG, FOX e simili) non hanno valore diagnostico per IBS e possono portare a restrizioni inutili e confusione.

Alcuni test, come il breath test al lattosio o al lattulosio, possono essere utili, ma solo se inseriti in un contesto clinico preciso e interpretati correttamente.

La realtà è che l’IBS non si risolve trovando “il test giusto”.

Si gestisce attraverso un metodo che include:

• valutazione clinica strutturata
• identificazione dei trigger reali
• intervento nutrizionale personalizzato
• lavoro su più fattori (non solo alimentari)

Continuare a cercare la risposta nei test spesso significa rimandare la soluzione.

Se vuoi scoprire il mio approccio scrivi “METODO” e verrai ricontattata.
Lavoro solo con chi è pronto a gestire questi disturbi in modo serio e guidato.

16/03/2026

Molte persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS) riferiscono gonfiore o distensione addominale dopo aver mangiato verdure.

Questo non significa che le verdure “facciano male”, ma che alcune caratteristiche nutrizionali possono aumentare i sintomi in un intestino sensibile.

Tra i fattori più rilevanti:

• FODMAP: alcune verdure contengono carboidrati fermentabili (come fruttani) che possono essere fermentati dal microbiota con produzione di gas.
• Fibre insolubili: quantità elevate possono aumentare distensione e stimolazione intestinale in alcune persone con IBS.
• Cottura e struttura della fibra: le verdure crude o poco cotte sono spesso meno tollerate rispetto a quelle cotte.
• Tolleranza individuale: microbiota, motilità intestinale e sensibilità viscerale influenzano molto la risposta ai diversi alimenti.

Per questo motivo nella gestione dell’IBS l’obiettivo non è eliminare le verdure, ma capire quali sono meglio tollerate e in quale quantità.

Vuoi imparare a gestirle al meglio per ridurre da subito gonfiore e tensione addominale? Scrivimi “VERDURE” e ti spiegherò il mio metodo.

13/03/2026

Molte persone con IBS pensano che il gonfiore dipenda solo da “cibi pesanti” o da quanto mangiano.
La realtà è che alcuni carboidrati fermentano troppo nell’intestino, producendo gas e distensione addominale.

Tra i principali colpevoli ci sono i FODMAP: carboidrati presenti in alimenti comuni come frutta, cereali integrali, latte o dolcificanti.
Non significa eliminarli tutti, ma capire quali scatenano i sintomi e in quali quantità.

Un approccio mirato permette di:
• ridurre gonfiore e gas
• modulare le porzioni di carboidrati
• scegliere alternative tollerabili
• mangiare senza paura di sentirsi gonfi

Se vuoi ricevere una guida pratica su come gestire i carboidrati a e ridurre il gonfiore, scrivi “CARBOIDRATI” nei commenti e te la invierò

Molte persone con IBS riferiscono gonfiore o distensione addominale dopo una colazione a base di biscotti.Questo può dip...
12/03/2026

Molte persone con IBS riferiscono gonfiore o distensione addominale dopo una colazione a base di biscotti.

Questo può dipendere da diversi fattori.

Molti biscotti sono prodotti con farina di frumento, che contiene fruttani, carboidrati appartenenti alla categoria dei FODMAP, che nelle persone con intestino sensibile possono essere fermentati dal microbiota con produzione di gas.

Inoltre i biscotti sono spesso ricchi di farine raffinate e zuccheri, con un carico glucidico elevato e una composizione nutrizionale poco bilanciata per iniziare la giornata.

Questo non significa che i biscotti debbano essere eliminati, ma che nelle persone con IBS può essere utile costruire una colazione più equilibrata e meglio tollerata dall’intestino.

Se vuoi ricevere una guida pratica alle colazioni per chi soffre di IBS, scrivi “COLAZIONE” nei dm e te la invierò.

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino e che partecipano a numerosi pro...
11/03/2026

Il microbiota intestinale è l’insieme dei microrganismi che vivono nel nostro intestino e che partecipano a numerosi processi fondamentali: digestione delle fibre, produzione di metaboliti, regolazione del sistema immunitario e comunicazione con il sistema nervoso.

Negli ultimi anni molte ricerche hanno osservato che, in alcune persone con sindrome dell’intestino irritabile (IBS), possono essere presenti alterazioni nella composizione del microbiota, spesso definite con il termine disbiosi.

È importante però ricordare che l’IBS è una condizione multifattoriale: il microbiota è solo uno dei fattori coinvolti. Anche motilità intestinale, asse intestino-cervello, ipersensibilità viscerale e alimentazione giocano un ruolo rilevante nella comparsa dei sintomi.

Per questo motivo la gestione dei disturbi intestinali richiede spesso un approccio personalizzato, che tenga conto sia dell’alimentazione sia dell’equilibrio del microbiota.

Se soffri di gonfiore, digestione difficile o IBS, scrivimi “MICROBIOTA” nei DM e ti spiego l’approccio che utilizzo per lavorare sull’intestino e migliorare questi disturbi.

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