Sabrina Saltini Nutrizionista

Sabrina Saltini Nutrizionista 🍎Modena: via Prampolini, 170
🍋Casalgrande: piazza Martiri della Libertà, 13
🍐Rubiera: Centro L'una per l'altra, via Emilia Ovest, 54

Le bevande zuccherate apportano energia in modo rapido, senza contribuire alla sazietà. Questo può portare a oscillazion...
26/06/2026

Le bevande zuccherate apportano energia in modo rapido, senza contribuire alla sazietà. Questo può portare a oscillazioni nella sensazione di fame nel corso della giornata.
Nel caso dei bambini e degli adolescenti, l’abitudine può strutturarsi velocemente, perché il gusto dolce viene rinforzato con facilità.
Osservare il consumo di queste bevande può essere un punto utile per leggere l’equilibrio generale dell’alimentazione, senza approccio punitivo.

L’idea di dividere gli alimenti in “buoni” e “cattivi” semplifica qualcosa che in realtà è molto più complesso. Un alime...
23/06/2026

L’idea di dividere gli alimenti in “buoni” e “cattivi” semplifica qualcosa che in realtà è molto più complesso. Un alimento non definisce da solo il valore di una dieta, così come un singolo pasto non determina il benessere generale. Nell’alimentazione consapevole si prova a spostare lo sguardo dal giudizio alla comprensione: quando e perché sto scegliendo questo cibo? Quale bisogno sto cercando di soddisfare? Questo approccio riduce il senso di colpa e aumenta la capacità di ascoltare il corpo. Anche gli alimenti più “semplici” o più “ricchi” possono avere spazio, se inseriti in un contesto equilibrato e consapevole. Il punto non è controllare ogni scelta, ma riconoscere il proprio modo di nutrirsi nel tempo.

Gli alimenti ultra-processati hanno caratteristiche molto precise: sono progettati per essere estremamente gradevoli al ...
21/06/2026

Gli alimenti ultra-processati hanno caratteristiche molto precise: sono progettati per essere estremamente gradevoli al gusto, facilmente consumabili e poco sazianti. Questo non li rende “vietati”, ma richiede consapevolezza del loro impatto nel tempo.

Quando diventano una presenza frequente nell’alimentazione, il corpo si abitua a un tipo di stimolazione molto specifica. Il risultato non è solo nutrizionale, ma anche percettivo: cambia il modo in cui viene percepita la fame, la sazietà e la soddisfazione dopo il pasto.

Nei bambini questo aspetto è particolarmente importante, perché il rapporto con il cibo si sta costruendo. Non si tratta solo di “cosa mangiano oggi”, ma di quali riferimenti interni stanno sviluppando per riconoscere cosa li nutre e cosa li sazia.

In un contesto realistico, l’obiettivo non è l’eliminazione totale, ma la riduzione della centralità di questi alimenti nella quotidianità. Il punto non è togliere valore al singolo prodotto, ma evitare che diventi il riferimento principale dell’alimentazione.

Quando il cibo semplice resta presente e accessibile, il corpo mantiene più facilmente la capacità di riconoscerlo come fonte di equilibrio.

E' sicuramente importante dare ordine alla routine al momento dei pasti ed evitare che vengano interrotti o diluiti da a...
18/06/2026

E' sicuramente importante dare ordine alla routine al momento dei pasti ed evitare che vengano interrotti o diluiti da altre attività. È una modalità educativa che punta alla concentrazione su un compito alla volta.

Nel tempo, però, il messaggio può diventare quello di una condizione: si accede al piacere o all’attività solo dopo aver completato completamente il pasto, indipendentemente dai segnali del corpo.

Questo può portare a una percezione del cibo come qualcosa da “terminare” più che da ascoltare. Non tanto per rigidità, ma per abitudine appresa molto precocemente.

Oggi possiamo osservare come il pasto possa restare un’esperienza autonoma, che non ha bisogno di essere necessariamente legata a premi o sospensioni. Il corpo può diventare il riferimento principale, anche nella gestione dei tempi.

Le merendine e, più in generale, gli alimenti dolci e confezionati, entrano spesso nella quotidianità familiare in modo ...
16/06/2026

Le merendine e, più in generale, gli alimenti dolci e confezionati, entrano spesso nella quotidianità familiare in modo molto naturale, senza una scelta consapevole precisa. Non sono “il problema”, ma uno degli elementi che, nel tempo, contribuiscono a costruire abitudini alimentari stabili.

Nei bambini questo processo è particolarmente delicato, perché il gusto si sta ancora formando. Sapori molto intensi, dolci o molto grassi, tendono a essere immediatamente riconoscibili e gratificanti. Questo può rendere meno interessanti alimenti più semplici, non perché vengano rifiutati a priori, ma perché richiedono un’esposizione e un tempo diversi per essere apprezzati.

Con il passare dei mesi, ciò che diventa abituale tende a diventare anche “normale”. E ciò che è normale non viene più messo in discussione, né dal bambino né dall’adulto che lo accompagna.

Non si tratta di eliminare rigidamente questi alimenti, ma di osservare il ruolo che stanno assumendo: sono una parte occasionale della giornata o stanno diventando una risposta automatica alla fame, alla noia o alla gestione del tempo?

Questa distinzione, spesso, è più utile di qualsiasi regola rigida.

Questa frase nasce spesso da una componente affettiva molto autentica: cucinare significa prendersi cura, dedicare tempo...
14/06/2026

Questa frase nasce spesso da una componente affettiva molto autentica: cucinare significa prendersi cura, dedicare tempo, attenzione e energia. È naturale che il rifiuto possa essere percepito come qualcosa che tocca anche la sfera emotiva di chi prepara il cibo.

Tuttavia, per il bambino, questo può creare una sovrapposizione tra il gesto alimentare e la responsabilità verso l’altro. Il pasto può diventare meno uno spazio di ascolto del corpo e più una risposta a un’emozione esterna.

Nel tempo, questo può rendere più difficile lasciare il cibo anche quando non c’è più fame, per non “deludere” o ferire.

Oggi possiamo provare a separare i due piani: il valore del gesto di chi cucina resta intatto, ma non ha bisogno di essere confermato dal consumo totale del piatto. Il corpo può essere lasciato libero di regolarsi.

La sindrome metabolica non è un singolo valore alterato, ma un insieme di segnali che raccontano un equilibrio metabolic...
12/06/2026

La sindrome metabolica non è un singolo valore alterato, ma un insieme di segnali che raccontano un equilibrio metabolico più complesso.

Glicemia, pressione, grasso addominale e lipidi non sono elementi separati, ma parti dello stesso sistema.

Per questo motivo, lavorare su un solo parametro spesso non basta.
È più utile osservare il quadro nel suo insieme, senza ridurlo a etichette isolate, cercando di comprendere quali abitudini e condizioni lo stanno sostenendo nel tempo.

Questa frase nasce spesso da un coinvolgimento emotivo molto forte nel momento del pasto. Il cibo non è solo nutrimento,...
09/06/2026

Questa frase nasce spesso da un coinvolgimento emotivo molto forte nel momento del pasto. Il cibo non è solo nutrimento, ma anche gesto di cura, impegno e presenza. Per questo motivo, il rifiuto può essere vissuto dall’adulto come qualcosa di personale.

Per il bambino, però, il rischio è quello di associare il mangiare non al proprio bisogno, ma alla soddisfazione dell’altro. Questo può spostare progressivamente il centro dell’ascolto dal corpo alla relazione.

Nel tempo, alcune persone possono mantenere questa dinamica anche da adulte, faticando a riconoscere la propria fame in modo autonomo rispetto al contesto.

Oggi può essere utile osservare come il ruolo dell’adulto possa restare quello di guida e contenimento, senza trasformare il pasto in una forma di responsabilità emotiva per il bambino.

In periodi di stress prolungato, il corpo modifica il proprio assetto ormonale per far fronte alla situazione. Questo pu...
04/06/2026

In periodi di stress prolungato, il corpo modifica il proprio assetto ormonale per far fronte alla situazione. Questo può influire su appetito, energia e distribuzione del peso.
Non è una questione di mancanza di controllo personale, ma di adattamento fisiologico.
Quando questo stato si protrae, può diventare difficile ottenere cambiamenti solo attraverso la restrizione alimentare. In questi casi può essere utile partire dall’osservazione del carico complessivo della persona, non solo dal cibo.

Per i genitori è importante incoraggiare nei loro bambini l’assaggio e superare la selettività alimentare tipica dell’in...
01/06/2026

Per i genitori è importante incoraggiare nei loro bambini l’assaggio e superare la selettività alimentare tipica dell’infanzia. È una forma di spinta gentile, anche se espressa in modo diretto, verso l’apertura al nuovo.

Tuttavia, il gusto è una percezione reale, soprattutto nei bambini, e cambia nel tempo. Quando questa percezione viene negata o ridimensionata, può diventare più difficile per il bambino fidarsi di ciò che sente.

Nel lungo periodo, questo può creare una certa distanza tra esperienza interna e risposta esterna: non tanto nel rifiuto del cibo, quanto nella difficoltà a riconoscere e legittimare le proprie sensazioni.

Oggi possiamo rileggere questo passaggio in modo più graduale: il “non mi piace” non è un punto fermo, ma una fase. L’esposizione ripetuta, senza pressione, permette spesso al gusto di evolvere naturalmente, nel tempo.

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