La Medicina e la Pediatria secondo Zanolini

La Medicina e la Pediatria secondo Zanolini Medico Pediatra.

Laurea in Medicina e Chirurgia (1973).Specialità in Pediatria (1976) Già Assistente Pediatra (ospedale Biella), Assistente e Aiuto Primario (Ospedale di Venaria) e (2000 -2009) Primario Pediatra Ospedale di Susa (To).

L'’importanza della PREVENZIONE: IL TUMORE AL COLONil tumore del colon-retto è il secondo tra i tumori più frequenti in ...
31/07/2026

L'’importanza della PREVENZIONE: IL TUMORE AL COLON

il tumore del colon-retto è il secondo tra i tumori più frequenti in Italia per numero di nuovi casi annuali (circa 49.000) e per prevalenza complessiva.
È la seconda causa di morte per tumori nel Paese.
Fino a qualche anno fa c’era maggior incidenza di rischio del tumore del colon-retto dopo i 50 ANNI.
Attualmente purtroppo si stanno riscontrando molti casi in adulti già dopo i 45 anni. 1 caso su caso su 10 è oggi diagnosticato tra i 45 e i 50 anni. Questo fatto suggerisce di anticipare le azioni di prevenzione già a poco DOPO IL COMPIMENTO DEI 45 ANNI.

Maggior attenzione va fatta in persone con famigliarità: per chi ha o ha avuto almeno un parente di primo grado con tumore del colon-retto, il rischio di ammalarsi è da 2 a 6 volte più alto rispetto a chi non ha questa famigliarità.

Il fatto positivo è che quello del colon-retto è il cancro in cui la prevenzione funziona al 100% se intercettato precocemente.
Ad esempio la prevenzione del cancro al seno con mammografia, ecografia ecc. può non essere efficace: dal momento in cui si scopre il tumore non è garantita al 100% la guarigione e la sopravvivenza a 5 anni.

IL RAZIONALE DELLA PREVENZIONE.

Il cancro del colon-retto origina sempre da un polipo intestinale.
Un polipo nel colon è ad altissimo rischio di degenerazione cancerosa
Non tutti i polipi sono uguali. I polipi “adenomi" sono quelli precancerosi, ma hanno un rischio diverso a seconda del loro aspetto al microscopio:
Adenoma tubulare: è il tipo più comune e ha il rischio più basso di diventare cancro .
Adenoma villoso e tubulo-villoso: sono meno comuni, ma hanno un rischio più alto
In ogni caso un polipo impiega normalmente dai 2 ai 10 anni a trasformarsi in cancro. Si accetta un tempo medio di trasformazione di 5 anni.
Se si individua un polipo anche “benigno” con la prevenzione, lo si asporta impedendo che negli anni si trasformi in cancro.

STRATEGIE DI PREVENZIONE
Dopo i 45 anni e fino ai 75 anni di età attualmente si consigliano alcuni metodi di prevenzione. (Per la fascia 76-85 anni, la decisione va individualizzata con il proprio medico)
Ricerca del sangue occulto nelle feci su tre campioni da eseguirsi annualmente.(est immunochimico)
Test dell'RNA sulle feci multitarget (mt-sRNA),
Test mt-sDNA sulle feci di nuova generazione
Test del DNA privo di cellule basato sul sangue
COLONSCOPIA con colonscopio
COLONSCOPIA VIRTUALE
In Italia è molto usata la ricerca del sangue occulto sulle feci con metodo immunochimico. Raramente sono usati i test sulle feci di cui ai punti 2) e 3) e quello sul sangue al punto 4).
I test di cui al punto 1), 2),3),4) non sono sensibili al 100%.
Pur avendo maggior sensibilità anche la COLONSCOPIA VIRTUALE di cui al punto 6) non raggiunge la sensibilità della colonscopia con colonscopio. Inoltre, qualora si individuasse un polipo occorre far colonscopia con coloscopio per asportarlo.
L’esame di screening GOLD STANDARD è la COLONSCOPIA effettuata con lo strumento chiamato colonscopio, una specie di tubo a fibre ottiche del diametro paragonabile a poco di più di quello di un dito mignolo. Con essa si pone facilmente diagnosi di presenza di polipi nel lume intestinale e nel corso della medesima indagine con semplice metodica si procede alla sua asportazione
Purtroppo la colonscopia richiede un’organizzazione e un costo importanti. Spesso inoltre non è ben accettata dai pazienti anche se minimamente invasiva, poco dolorosa (eventualmente si può richiedere una sedazione) e dalla breve durata di una decina di minuti.
Una complicanza della colonscopia è la perforazione dell’intestino che avviene rarissimamente (circa 15 volte ogni 10.000 esami). Ad essa comunque con opportuni accorgimenti si può porre sicuro rimedio.
La ripetizione della colonscopia può essere fatta con frequenza ravvicinata (2 - 3 anni) se si rileva presenza di polipi oppure maggiormente distanziata (5 . 10 anni) se non vi sono polipi.
CONCLUSIONI
Il miglior metodo di screening per prevenire con estrema sicurezza il cancro al colon-retto è la COLONSCOPIA che dovrebbe essere fatta a tutte le persone che abbiano compito 45 anni e ripetuta con tempistiche suggerite dal gastroenterologo in base al reperto positivo o negativo di presenza di uno o più polipi.
Altri esami, quale la ricerca occulta del sangue nelle feci, seppur di esecuzione più semplice e di basso costo non sono totalmente sensibili come la colonscopia.
PICCOLA BIBLIOGRAFIA
“Economic evaluation of colorectal cancer screening programs: Affordability for the health service”: https://journals.sagepub.com/doi/full/10.1177/0969141319898732
“Cancers attributable to diet”:https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC11737007/
“Prevenzione del cancro del colon retto: il vademecum dei gastroenterologi AIGO e i progressi della ricerca”: https://www.webaigo.it/area-stampa/comunicati-stampa/comunicato/prevenzione-del-cancro-del-colon-retto--il-vademecum-dei-gastroenterologi-aigo-e-i-progressi-della-ricerca_20250303143525/
“Healty Eating Index score and colorectal cancer risk”: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/39955877/
“Uptake of a colorectal cancer screening blood test is higher than of a f***l test offered in clinic: A randomized trial”: https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2468294216300181?via=ihub.
“Screening del cancro del colon-retto: un aggiornamento alle linee guida dell'American Cancer Society”, 2026: https://acsjournals.onlinelibrary.wiley.com/doi/10.3322/caac.70083
“Colorectal Cancer Screening in Adults Younger Than 50 Years: New Research Reveals Trends”:https://www.medscape.com/viewarticle/colorectal-cancer-screening-adults-younger-than-50-years-new-2026a1000oxg?ecd=WNL_trdalrt_pos1_ous_260727_etid8541843&uac=81523BR&impID=8541843

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RISPARMIARE con la VITAMINA D.Spesso si usa integrazione o terapia con Vitamina D sotto forma di gocce (discretamente co...
25/07/2026

RISPARMIARE con la VITAMINA D.
Spesso si usa integrazione o terapia con Vitamina D sotto forma di gocce (discretamente costose se non si ha esenzione) visto che spesso occorre fare somminitrazione prolungata.
PER RISPARMIARE consiglio un tipo di Vitamina D a buon prezzo (numero 600 MINICOMPRESSE d a1000 u.i. l'una. (COSTO: circa 10 euro)
Acquistabili su Amazon al seguente limk:https://amzn.eu/d/07eei9YP. Sono pastigliette piccolissime che anche bambini di 5 - 6 anni ossono ingerire facilmente.
La confezione è da
Dose:
1 compressa =1000 U.I;
2 compresse (dosaggio norrmalmente usato come prevenzione nell'adulto) = 2.000 U.I.

23/07/2026

VITAMINA D… PER TUTTI !!
Per tutte le MAMME, i PAPÀ, le NONNE, i NONNI, le DONNE, i BAMBINI … e non solo!

1) La Vitamina D è’ essenziale per l’essere umano, per FISSARE IL CALCIO nelle ossa ma anche PER ALTRE FUNZIONI, tanto da essere considerata come un ORMONE. piuttosto che come una vitamina.

—> E’ ESSENZIALE PER TUTTI:

per le DONNE perché:
- Combatte l’OSTEOPOROSI favorita dalla caduta degli ormoni in menopausa
- Protegge dai TUMORI in genere e in particolare da quello al SENO.
per gli ANZIANI: ne rafforza le ossa (il 40 -100% delle persone oltre i 65 anni sia maschi che femmine ha carenza di Vitamina D che oltre a indebolire difese immunitarie e altri organi, causa DEBOLEZZA MUSCOLARE e RISCHIO DI CADUTE e FRATTURE, di cui la più devastante è quella del femore).
per gli ADULTI: rafforza difese immunitarie contro TUMORE DELLA PROSTATA (maschi) e i tumori in generale
per gli ADOLESCENTI e GIOVANI ADULTI: di essi si è evidenziata carenza di vitamina D nel 30 - 40% con conseguenti minor effetto protettivo per muscoli, cuore, polmoni e verso infezioni e malattie croniche (eczemi, malattie reumatiche). Si è visto che per gli SPORTIVI, soprattutto adolescenti, la Vitamina D aumenta la forza muscolare e migliora la funzionalità cardiaca e polmonare.
per i BAMBINI SIA NEL PRIMO ANNO DI VITA che DOPO L’ANNO - NEL PRIMO ANNO DI VITA combatte il RACHITISMO anche nei bimbi allattati al seno (il latte materno è sostanzialmente privo di Vitamina D). Si effettua la profilassi del rachitismo con con 500 U. I. per bocca al giorno) - DOPO IL PRIMO ANNO DI VITA la Vitamina D aiuta a contrastare infezioni e malattie croniche (eczemi, malattie reumatiche), a sviluppare cuore, cervello, polmoni, muscoli, ecc.
2) L’ organismo umano NON è capace di produrre autonomamente ala Vitamina D e la ottiene solo in TRE MODI, per concorso esterno:
Per esposizione della cute ai raggi solari ultravioletti (i raggi U.V. trasformano una pre- vitamina D presente nella cute in Vitamina D attiva)
Per ingestione di fegato o olio di pesce (poco usati nella nostra alimentazione) IN TUTTI GLI ALTRI ALIMENTI (compreso il latte materno!) essa è pressoché ASSENTE
Per SUPPLEMENTAZIONI con FARMACI o estratti di OLIO DI FEGATO DI PESCE (Merluzzo, Ipoglosso, ecc.)

3) Il FABBISOGNO GIORNALIERO di Vitamina D in condizioni normali è nel primo anno di vita 500 ui al giorno. Esso aumenta raddoppiandosi, per i bimbi prematuri nel loro primo anno di vita. Dopo l’anno occorre aumentare la dose almeno a 800 - 1000 U.I. al giorno (Unità Internazionali)., in gravidanza e in particolari stati patologici nell’adulto.
Alti dosaggi possono essere suggeriti da medici che abbiano studiato a fondo il tema della Vitamina D.
In ogni caso Dosi alte di vitamina giornaliere (4.000 - 10.000 U.I. somministrati per mesi non hanno dimostrato tossicità

CONCLUSIONI

DURANTE I MESI POCO SOLEGGIATI (da ottobre a marzo), TUTTI DOVREBBERO ASSUMERE SUPPLEMENTAZIONI di VITAMINA D pari al FABBISOGNO GIORNALIERO (600 - 800 U.I.) sotto forma di FARMACI DI SINTESI o di ESTRATTI DI OLIO DI PESCE (merluzzo, Ipoglosso)

Esistono molti prodotti in commercio. Ne cito qui solo alcuni:
a) FARMACI DI SINTESI :
ADISTEROLO gocce: Vitamina A + D (la Vitamina A favorisce l’assorbimento della Vitamina D). Dose: 2 GOCCE (= 500 U.I.) al dì per bocca
DIBASE gocce 10.000 U.I./ml. Vitamina D pura. Dose: 2 gocce (= 500 U.I.) al dì per bocca.
VItamina D compresse (acquistabile qui su Amazon:
b) ESTRATTI di OLIO di PESCE
HALIBORANGE emulsione orale: estratto di fegato di merluzzo con sapore discreto: 10 ml contengono circa 700 U.I. di Vitamina D, oltre che Vitamina A (favorisce assorbimento di Vitamina D) e Vitamina C.
HALIBORANGE compresse masticatili: ogni compressa contiene 600 U.I. di Vitamina D + Vitamina A e C.
CAPSULE opercolate di OLIO di FEGATO di MERLUZZO: esistono molti prodotti da banco di tale specie: verificare, sotto indicazione del farmacista che la dose di somministrazione giornaliera suggerita sia tra le 600 e le 800 U.I.

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In caso si voglia verificare il proprio stato d Vitamina D è possibile effettuarne il DOSAGGIO NEL SANGUE con un prelievo.
Rapportare i propri valori ai seguenti (fonte: Ospedale Niguarda)
CARENZA: 100 ng/mL

Commento:
a) SUFFICIENZA: effettuare normale profilassi con 600 - 800 U.I./die nei mesi scarsamente soleggiati dell’anno
b) CARENZA o INSUFFICIENZA: sono valori patologici che richiedono maggior quantità di vitamina D personalizzandone la dose, di caso in caso, su consiglio del proprio medico.
c) Raramente si ha TOSSICITÀ’ da vitamina D: per ottenerla occorrerebbe introdurne quantità dell’ordine di decine di migliaia di U.I. al giorno per periodi prolungati.

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NOTA 1.
Studi recenti in gran parte ancora sperimentali hanno evidenziato utilità della Vitamina D come FARMACO ANTICANCRO da usarsi come terapia complementare. (vedi voce bibliografica n. 4).
Non solo, ma la Vitamina D pare avere anche importanti azioni antinfiammatorie e di protezione delle malattie polmonari (vedi voce bibliografica n. 5.

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NOTA 2.
Per la prevenzione e cura della OSTEOPOROSI, patologia importante soprattutto per le donne dopo la menopausa, è nota l’importanza della associazione VITAMINA D + VITAMINA K2.
La vitamina K2 ha la funzione di estrarre dai tessuti molli il calcio fatto assorbire dalla Vitamina D e condurlo nel tessuto osseo. Agisce modulando dunque il turnover del tessuto osseo. Indirettamente dunque parrebbe essere utile nell’impedire la calcificazione di placche aterosclerotiche arteriose, soprattutto coronariche, avendo anche dunque azione protettiva nei confronti dell’INFARTO MIOCARDICO e delle ARTERIOPATIE.

Dose: una compressa da 200 microgrammi al giorno da assumersi a distanza di almeno 8 ore dalla Vitamina D per evitare conflitto di recettori che ne impedirebbero l’azione.
La vitamina K2 non deve essere confusa con la Vitamina K1, farmaco coagulante. Non si sono mai rilevati problemi coagulatori con la Vitamina K2

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NOTA 3
Anche in altre patologie, quali l’AUTISMO, le MALATTIE AUTOIMMUNI quali l’ARTRITE REUMATOIDE e la SCLEROSI MULTIPLA la Vitamina D può contribuire a miglioramenti della patologia se usata ad alte dosi !0 - 15.000 U.I. al giorno per lunghi periodi

PER APPROFONDIRE - BREVE BIBLIOGRAFIA -

Fisiopatologia della Vitamina D. Parte prima: https://www.medicoebambino.com/_vitamina_D_calcio_idrossivitamina_fosforo_p

2) Fisiopatologia della Vitamina D: parte seconda: https://www.medicoebambino.com/_vitamina_D_diidrossi_colon_cancro_prostata_sintesi_diabete

3) Fisiopatologia della Vitamina D. Parte terza: https://www.medicoebambino.com/index.php?id=OS0801_10.html_p
4) Vitamina D e cancro alla prostata (Vitamin D and Prostat cancer): https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10614617/

5)”The role of vitamin D in pulmonary disease": COPD, asthma, infection, and cancer: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC3071319/

6) “The effect of vitamin K2 supplementation on bone turnover biochemical markers in postmenopausal osteoporosis patients: a systematic review and meta-analysis”: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC12626859/

7) “Vitamin D, Autoimmune Disease and Rheumatoid Arthritis” https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31286174/

8) “Role of Vitamin D in Autism Spectrum Disorder”: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31755381/

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BUONA VITAMINA D A TUTTI e TUTTE!!

22/07/2026

SCIENZA NORMALE e SCIENZA NON NORMALE
Thomas Kuhn introdusse il concetto di “Scienza Normale” per spiegare il fenomeno scientifico in periodi non particolarmente complessi o non emergenziali, ovvero “normali”.
Kuhn con il termine di “Scienza Normale” intende riferirsi ai lavori scientifici che gli scienziati normalmente fanno seguendo un paradigma stabilito.
Il paradigma scientifico del momento è la risultante di un confronto tra varie ricerche e teorie scientifiche differenti l’una dall’altra e talvolta anche contrastanti (detta Fase 1). Essa diventa alla fine, con procedimento dialettico, il riferimento condiviso, cioè il "Paradigma dominante" e comunemente accettato.
Dalla fase del “paradigma accettato” si giunge a quella della “Scienza Normale”. Corrisponde a quella fase della gestione dei gruppi che si chiama “happy fatty group”(gruppo grasso e felice): tutti gli scienziati si sforzano di lavorare per migliorare in buon accordo il paradigma corrente i cui principi non vengono messi in discussione. Anzi: si tenta di rafforzarli e meglio definirli.
I lavori scientifici secondo il paradigma si moltiplicano e la Scienza avanza.
Eventuali insuccessi di validazione del paradigma sono chiamati “anomalie”: ovvero l’eccezione che conferma la regola. Spesso non suscitando tentativi di valutazione critica del perché vi possano essere tali anomalie e se esse possano avere una certa frazione di validità.
Visto però che si tratta di scienza, e dunque, secondo Popper, “ogni verità scientifica è tale se confutabile”, le “anomalie” potrebbero presentarsi con sempre maggior frequenza confutando il Paradigma Corrente per cui può insorgere il dubbio su ciò che sembrava consolidato.
Inizierà dunque una fase in cui si creeranno nuovi paradigmi non necessariamente basati su quelli precedenti, ma completamente nuovi: È questo il momento che Kuhn chiama “Rivoluzione Scientifica”.
Il paradigma nuovo che si imporrà non necessariamente sarà il migliore, il più “vero”ma quello “in grado di catturare l'interesse di un numero sufficiente di scienziati, e di guadagnarsi la fiducia della comunità scientifica". La scelta del paradigma avviene, come detto, per basi socio-psicologiche oppure biologiche (giovani scienziati sostituiscono quelli anziani ad es.). La battaglia tra paradigmi risolverà la crisi, sarà nominato il nuovo paradigma e la scienza sarà riportata a una Fase 1”.(Quest’ultima frase virgolettata è tratta da Wikipedia).

Ovviamente, come tutte le opinioni filosofiche questa spiegazione della Scienza ha suscitato critiche.
Primo fra tutte quella per cui pare che in tale impostazione sia data molta più importanza al consenso che non alle evidenze scientifiche.

Nella nostra società avanzata in cui giocano ruoli importanti i fattori economici, il desiderio di apparire, soprattutto grazie all’importante ruolo della televisione e l’ambizione di carriera, effettivamente è più facile che scienziati inizialmente indipendenti e obiettivi si adeguino al paradigma dominante per ottenerne cospicui vantaggi. Costoro difenderanno a spada tratta il paradigma corrente e potrebbero anche “truccare le carte” in alcuni o molti loro lavori scientifici pur di affrancarsi alle teorie dominanti.
Recentemente sono emersi esempi di lavori “truccati” - tant’è che si è introdotto il termine di Fake Science - anche pubblicati su prestigiose riviste. Non ultimo quello sulla idrossiclorochina pubblicato su Lancet (autorevole rivista scientifica) in cui si dimostrava che i pazienti CoViD trattati con Idrossiclorochina morivano di più rispetto ai non trattati.
Per errori grossolani di metodo e di contenuti fatti rilevare da un gruppo di esperti il lavoro è stato criticato e le critiche si sono rivelate giuste per cui il lavoro è stato tolto dalla pubblicazione.
La Fake Science si può avere per impostazioni sbagliate del metodo di ricerca o addirittura per fraudolente truccature di dati.
Talvolta ci si serve addirittura di Software o di siti (come SCIgen: https://pdos.csail.mit.edu/archive/scigen/ ) che in automatico producono materiale metodi di lavori scientifici mai in realtà effettuati. Tanto più lo scienziato è in alto nella scala gerarchica, è capace di apparire nei media ed è famoso, tanto più difficilmente sorge il dubbio che possa falsificare i dati dei suoi lavori scientifici e di conseguenza tanto più può sfuggire a controlli dei suoi lavori.
Il tutto per essere sulla cresta dell’onda del paradigma corrente.
La visione di Thomas Kuhn della Scienza è comunque riferita a un periodo “normale”.
Un altro filosofo della scienza, l’argentino Silvio Tuntowicz ha proposto una visione alternativa a quella delle “Scienza Normale”. Egli afferma che la Scienza Normale con tutte le sue fasi (e con le sue “anomalie”!) funziona in caso di tempi a loro volta “normali”.
Quando invece in una Società «I fatti sono incerti, i valori in discussione, gli interessi elevati e le decisioni urgenti» (Questo è proprio il caso della pandemia CoViD-19!!) il paradigma scientifico “normale” di appannaggio degli soli “esperti” non basta più.
Secondo Tuntowiccz occorre fare riferimento ad una Scienza Post-Normale (PNS), in cui dovrebbe attuarsi un allargamento ad altri soggetti che non siano i soliti scienziati appartenenti alla società scientifica. Cioè a scienziati portatori di prospettive minoritarie ad esperti di altri settori rilevanti a cittadini interessati (questi ultimi, ad esempio, potrebbero apportare conoscenze tradizionali non riconosciute dalla scienza normale o nuove opzioni sociopolitiche), nonché a tutti i titolari di interessi in gioco.
Nel caso della Medicina, la valutazione di un fenomeno in tempi "non normali", andrebbe anche esteso a pareri di Medici e di personale sanitario non medico (biologi, ricercatori, infermieri, ecc.) che non sono puramente “scienziati”, ma che potrebbero tramettere valori diversi, suggeriti dalla loro lunga esperienza e che hanno il polso del territorio e dei molti pazienti che trattano.
La Medicina in particolare, come è stato affermato in un recente convegno, non è una scienza “normale”, come ha evidenziato il sociologo Prof. Cavicchi nel suo scritto “100 tesi per discutere il medico del futuro” (http://www.quotidianosanita.it/allegati/allegato9734757.pdf).

Scopo della PNS non è dunque quello di evidenziare “la Verità”, ma di raccogliere il maggior numero di elementi possibili per assumere decisioni che tengano conto delle molteplici prospettive del problema.
Sul blog dello STEP CENTER (Social, Technological and Environmental Pathways to Sustainability - Università del Sussex) è comparso un post secondo il quale la pandemia CoViD dovrebbe essere interpretata in un contesto di Scienza Post Normale.(https://steps-centre.org/blog/postnormal-pandemics-why-covid-19-requires-a-new-approach-to-science/).
Si sarebbe dovuto tenere conto non solo degli “specialisti” (virologi, infettivologi, epidemiologi, ecc.) della scienza ufficiale, ma anche di sociologi, filosofi, e di tecnici medici e non medici che avrebbero potuto mettere a disposizione le loro competenze per affrontare la pandemia in modo globale.
È stato trascurato e addirittura osteggiato e demonizzato quanto stava emergendo dall’opera di una nutrita minoranza di medici, di biologi e di personale sanitario che esercitavano un approccio diverso alla pandemia basato sulla terapia domiciliare precoce e non solo sui cosiddetti vaccini mRNA.
Tali professionalità sono state poco ascoltate e sono state fatte zittire e non si è voluto tenere conto dei risultati che sono riusciti ad ottenere, limitando l’ospedalizzazione e la mortalità dei pazienti trattati.
Non si è voluto tenere conto della loro esperienza basata molto sull’esperienza ma anche su dati scientifici, seppur ancoraa basti su studi precinici e su animali..
Non si è tenuto conto della necessità di approcciarsi al malato CoViD con l’atteggiamento di chi si prende cura in modo personalizzato più che di chi semplicemente cura con l’ossigeno o con le pratiche rianimatorie.
Il risultato è stato un’ecatombe di morti e di disabili post CoViD.
Occorrerà approfondire in futuro nuovi metodi e nuove pratiche “scientifiche”, secondo i dettami della Scienza Post Normale. Sarebbe una vera rivoluzione.
Ma, si sa, i cambiamenti e le rivoluzioni spaventano e si evitano o si mitigano con azioni gattopardesche, affinché tutto cambi in modo che nulla cambi,

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