22/09/2026
Lo so, stai leggendo e pensi: ma guarda questa che presuntuosa.
Tranquillo/a, perdono anche te che preferisci giudicare invece di capire.
La cosa più difficile è sempre perdonare.
Pietro chiese a Gesù se bastasse farlo 7 volte. Lui rispose 70 volte 7, che tradotto significa: rassegnati, sempre.
(Vangelo secondo Matteo 18, 21 e 22, per i precisini)
Perdonare un parente, un amico, chi ami è difficile, ma alla fine lo vuoi fare tu per primo, perché ti manca.
Perdonare chi lavora nel tuo settore, ti ha fatto un torto e con cui non hai nessun legame emotivo, è tutta un'altra faccenda. Lì resta solo il rancore. O peggio, la lista mentale delle vendette che non farai mai, ma che ti sei goduta un sacco a immaginare.
Il rancore è umano. È anche crudele, inutile e faticosissimo. Occupa spazio, consuma energia e in cambio ti dà rabbia e impotenza. Un pessimo affare.
Quindi eccomi qui a fare il passo difficile, non per santità, ma perché mi voglio bene e ho di meglio da fare.
Sto perdonando anche chi non lo saprà mai, anche chi non ha idea che io sappia cosa ha fatto.
Quindi sì, io ti perdono.
Perdono te che hai parlato male di me senza conoscermi, facendomi perdere un'occasione importante.
Perdono te che se puoi mettermi i bastoni tra le ruote lo fai con gioia.
Perdono te che hai copiato tutto, facendogli perdere il senso.
Perdono te che mi hai sottovalutata.
Perdono te che mi hai esclusa per timore che catturassi la tua scena.
Perdono te che cerchi costantemente di farmi le scarpe.
Perdono te che mi hai truffata, che mi hai mentito, che mi hai tradito, che mi hai nascosto la verità, che mi hai abbandonata.
Perdono te e tutti, perché fa bene a me.
Adesso potete stare sereni, siete ufficialmente tutti perdonati.
Ora please, niente cattiverie. Che poi devo ricominciare da capo!