29/05/2026
Come superare la ferita da rifiuto con il Gestalt Counseling: la mia storia.
“Se mi conosci, mi rifiuti. Quindi, preferisco andarmene prima io.”
Per anni la ferita da rifiuto ha condizionato la mia vita e le mie relazioni. Se anche tu ti riconosci in questo blocco emotivo, voglio raccontarti come sono riuscita a liberarmene attraverso un percorso di Gestalt Counseling.
Ogni volta che iniziavo a frequentare qualcuno, scattava un timer nella mia testa. Vivevo con la costante paura del rifiuto, pronta a captare il minimo segno di disinteresse: un messaggio non risposto, un tono più freddo. La mia reazione era sempre lo schema dell’evitamento: diventavo invisibile, mi ritiravo o sabotavo la relazione per pura difesa. Non mi rendevo conto che ero io a rifiutare me stessa per prima.
Come funziona il counseling per la ferita da rifiuto?
La svolta è iniziata quando ho scelto di iniziare il mio percorso di Counseling ad indirizzo gestaltico. Non è stata una semplice analisi teorica del passato, ma un lavoro profondo sul qui e ora che mi ha insegnato a:
-Ascoltare il corpo e le emozioni: ho localizzato quel vuoto allo stomaco legato al senso di rifiuto, imparando ad accoglierlo senza scappare.
- Interrompere i cicli di autosabotaggio: ho smesso di interpretare i pensieri altrui, imparando a stare nel presente a chiedere chiarimenti reali.
- Sviluppare l’autostima e l’auto accettazione: ho capito che la mia bambina interiore ferita meritava il mio ascolto prima di quello del mondo.
Oggi quella ferita emotiva si è trasformata in una risorsa di consapevolezza. Se qualcuno si allontana, non crolla più il mio valore personale. Ho imparato a darmi il permesso di esistere e di occupare il mio spazio nel mondo.
Se senti che la paura dell’abbandono o del giudizio sta limitando le tue relazioni personali e professionali, sappi che guarire la ferita da rifiuto è possibile. Il primo passo è smettere di nascondersi.
Vuoi scoprire come il Gestalt Counseling può aiutarti a ritrovare la fiducia in te stessa/o?
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