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Come superare la ferita da rifiuto con il Gestalt Counseling: la mia storia.“Se mi conosci, mi rifiuti. Quindi, preferis...
29/05/2026

Come superare la ferita da rifiuto con il Gestalt Counseling: la mia storia.

“Se mi conosci, mi rifiuti. Quindi, preferisco andarmene prima io.”

Per anni la ferita da rifiuto ha condizionato la mia vita e le mie relazioni. Se anche tu ti riconosci in questo blocco emotivo, voglio raccontarti come sono riuscita a liberarmene attraverso un percorso di Gestalt Counseling.

Ogni volta che iniziavo a frequentare qualcuno, scattava un timer nella mia testa. Vivevo con la costante paura del rifiuto, pronta a captare il minimo segno di disinteresse: un messaggio non risposto, un tono più freddo. La mia reazione era sempre lo schema dell’evitamento: diventavo invisibile, mi ritiravo o sabotavo la relazione per pura difesa. Non mi rendevo conto che ero io a rifiutare me stessa per prima.

Come funziona il counseling per la ferita da rifiuto?
La svolta è iniziata quando ho scelto di iniziare il mio percorso di Counseling ad indirizzo gestaltico. Non è stata una semplice analisi teorica del passato, ma un lavoro profondo sul qui e ora che mi ha insegnato a:

-Ascoltare il corpo e le emozioni: ho localizzato quel vuoto allo stomaco legato al senso di rifiuto, imparando ad accoglierlo senza scappare.

- Interrompere i cicli di autosabotaggio: ho smesso di interpretare i pensieri altrui, imparando a stare nel presente a chiedere chiarimenti reali.

- Sviluppare l’autostima e l’auto accettazione: ho capito che la mia bambina interiore ferita meritava il mio ascolto prima di quello del mondo.

Oggi quella ferita emotiva si è trasformata in una risorsa di consapevolezza. Se qualcuno si allontana, non crolla più il mio valore personale. Ho imparato a darmi il permesso di esistere e di occupare il mio spazio nel mondo.

Se senti che la paura dell’abbandono o del giudizio sta limitando le tue relazioni personali e professionali, sappi che guarire la ferita da rifiuto è possibile. Il primo passo è smettere di nascondersi.

Vuoi scoprire come il Gestalt Counseling può aiutarti a ritrovare la fiducia in te stessa/o?
Contattami in privato per ricevere maggiori informazioni sul mio approccio alla relazione d’aiuto.

Ti senti mai un “intruso” nelle relazioni?Capire la ferita da rifiuto nel qui e ora.Hai presente quella sensazione sotti...
22/05/2026

Ti senti mai un “intruso” nelle relazioni?
Capire la ferita da rifiuto nel qui e ora.

Hai presente quella sensazione sottile, ma profondamente dolorosa, di non essere mai abbastanza?
Quella voce interiore che sussurra:“Se mi conoscessero davvero, se ne andrebbero.”

Se ti capita di anticipare il rifiuto isolandoti per primo, oppure di indossare una maschera di perfezione per paura delle critiche, potresti avere a che fare con la ferita da rifiuto.

Nel Gestalt Counseling, questa ferita non è soltanto un ricordo del passato: è un modo attuale di entrare in contatto con gli altri e con il mondo.

Che cos’è davvero la ferita da rifiuto?
La psicologia ci insegna che questa ferita nasce spesso nell’infanzia, quando il bisogno profondo di essere accolti e riconosciuti non ha trovato spazio, presenza o conferma.

Ma oggi, nel concreto della vita quotidiana, come si manifesta?

🔹 Il corpo si ritira
Quando temi il rifiuto, il corpo parla prima della mente: il respiro si accorcia, le spalle si chiudono, compare un nodo allo stomaco. È come se cercassi di occupare meno spazio possibile.

🔹 La maschera dell’indipendenza
“Non ho bisogno di nessuno.”
Dietro questa convinzione spesso si nasconde il timore di dipendere, esporsi o essere feriti. Così ci si allontana dal contatto autentico e si osserva la vita da dietro un vetro.

🔹 La profezia che si autoavvera.
Per paura di essere rifiutato, ti ritiri prima che lo facciano gli altri. E quella solitudine finisce per confermare la convinzione iniziale:“Vedi? Nessuno mi sceglie davvero.”

🌿 Come iniziare a trasformare questa ferita
Nel lavoro gestaltico, guarire non significa cancellare il passato, ma cambiare il modo in cui quella ferita vive nel presente.
Ecco tre passi fondamentali:
✔ Ascolta il corpo
La prossima volta che senti l’impulso di scappare da una situazione o da un confronto, fermati un momento. Respira. Chiediti: “Cosa sta succedendo dentro di me, qui e ora?”
✔ Riconosci la voce interiore
Quella paura appartiene davvero alla situazione presente oppure è l’eco di una storia antica che continua a ripetersi?
✔ Datti il permesso di esistere
Occupare spazio. Esprimere un bisogno. Dire ciò che senti. Anche correndo il rischio di non piacere a tutti.

“Io sono io e tu sei tu. Non sono al mondo per soddisfare le tue aspettative, e tu non sei al mondo per soddisfare le mie.”
- Fritz Perls

Se senti che questa dinamica sta influenzando le tue relazioni, la tua autostima o il tuo benessere emotivo, ricorda che non devi affrontarla da solo.
Uno spazio di counseling può aiutarti a riconoscere questi vissuti, accoglierli e ritrovare un contatto più autentico con te stesso e con gli altri.

📩 Fai il primo passo verso di te
Se ti sei riconosciuto in queste parole e desideri iniziare un percorso di consapevolezza nel qui e ora, puoi prenotare un primo colloquio conoscitivo.
Il tuo spazio ti aspetta.

Avevo sempre paura che le persone se ne andassero.Storia di una ferita da abbandono (e di rifiuto) e cosa succede quando...
08/05/2026

Avevo sempre paura che le persone se ne andassero.
Storia di una ferita da abbandono (e di rifiuto) e cosa succede quando inizi a trasformarla…

Quando Martina (nome di fantasia) è arrivata in counseling, non ha parlato subito di “abbandono”.
Ha detto una cosa molto più semplice:
“Mi affeziono troppo. E poi sto male.”

Aveva relazioni intense, profonde… ma anche faticose. Si legava velocemente, dava tanto, cercava di esserci sempre.
E dentro, quasi costante, c’era una paura silenziosa:
“Prima o poi se ne andrà.”

Com’era la sua vita prima

Martina viveva le relazioni come una continua altalena emotiva.

– Bastava un messaggio in ritardo per farle salire l’ansia.
- Aveva bisogno di continue rassicurazioni.
- Faceva fatica a dire “no”, per paura di deludere.
- Restava anche quando sentiva che qualcosa non andava.
- Il solo pensiero di restare sola le creava un vuoto difficile da spiegare.

Razionalmente lo sapeva:
“Non ha senso reagire così.”
Ma nel corpo… succedeva lo stesso.
Ed è proprio qui che abbiamo iniziato a lavorare.

La scoperta della ferita da abbandono

Nel percorso di counseling gestaltico non siamo partiti dal “cambiare comportamento”.

Siamo partiti da ciò che accadeva nel presente.

Quando senti quell’ansia, dove la senti nel corpo?
Cosa succede esattamente, momento per momento?
Qual è il bisogno che emerge lì?

Piano piano è emersa una storia.
Non un abbandono evidente.
Ma una sensazione ripetuta nel tempo: assenza, distanza emotiva, instabilità.

E una convinzione profonda:
“Devo fare qualcosa per non essere lasciata.”

In quel momento Martina ha detto:
“Ah… quindi non sono io il problema.”
No. Era una strategia.
Una strategia che aveva funzionato.

Il passaggio che cambia tutto.

Il vero cambiamento non è stato smettere di avere paura. Ma iniziare a riconoscerla.
Accorgersi quando si attivava.
Restare in quel vissuto, anche solo qualche secondo.
Non reagire subito cercando conferme fuori.
Tornare a sé.
All’inizio sembrava impossibile.
Poi, poco alla volta, qualcosa si è spostato.

Com’è la sua vita oggi.

Martina non è diventata “indipendente” nel senso freddo del termine.
Non ha smesso di desiderare relazioni.

Ma oggi:
– Riesce a stare da sola senza sentirsi in pericolo.
- Si accorge quando sta “dando troppo” per paura.
- Mette confini con più chiarezza.
- Vive le relazioni con più presenza e meno ansia.
- Non rincorre più chi si allontana.
E soprattutto ha detto una frase molto diversa:
“Se qualcuno se ne va… fa male. Ma io resto.”

Cosa significa davvero “guarire” la ferita da abbandono.

Non significa non avere più bisogno degli altri.
Significa non perdere te stessə per paura di perderli.

Significa poter stare in relazione…senza vivere costantemente nella paura.

Se ti riconosci in questa storia
La ferita da abbandono è più comune di quanto pensi.
E no, non sei “troppo” o “sbagliatə”.
Hai solo imparato molto presto che la vicinanza era qualcosa da proteggere.
La buona notizia è questa: oggi puoi imparare un modo diverso di stare nelle relazioni.
Non da solə. Ma partendo da te.

personale

La ferita da abbandono: quando la paura di restare solə guida le relazioni.🌿 La ferita da abbandono non riguarda solo ci...
01/05/2026

La ferita da abbandono: quando la paura di restare solə guida le relazioni.

🌿 La ferita da abbandono non riguarda solo ciò che è successo nel passato.�Riguarda soprattutto come quel vissuto continua a muoversi dentro di te, oggi.

Nel lavoro di counseling gestaltico, la vedo spesso così:�non è solo paura di perdere qualcuno…�è una sensazione più profonda, a volte difficile da spiegare a parole.

👉 È quel nodo allo stomaco quando qualcuno si allontana, anche solo un po’.�👉 È il bisogno di rassicurazioni che tornano, anche quando sai “razionalmente” che non servirebbero.�👉 È quella fatica a stare da solə, nel silenzio, senza sentirti in qualche modo “in pericolo”.

✨ Come si riconosce la ferita da abbandono?
Può mostrarsi in modi diversi, ma ci sono segnali ricorrenti:
– Ti leghi velocemente e intensamente�– Hai paura che l’altro cambi idea su di te�– Ti accorgi di “dare tanto” pur di mantenere la relazione�– Fai fatica a mettere confini per timore di essere lasciatə�– Quando qualcuno si allontana, senti un vuoto difficile da reggere

A volte tutto questo è molto evidente.�Altre volte è più sottile: si nasconde dietro relazioni apparentemente “normali”.

🌱 Da dove nasce?
Spesso affonda le radici in esperienze in cui, per vari motivi,�hai sentito mancare una presenza importante.
Non serve che ci sia stato un abbandono reale.�A volte basta aver percepito distanza, instabilità o indisponibilità emotiva.
E il tuo sistema ha imparato una cosa molto chiara:�“Devo fare qualcosa per non restare solə.”

💭 Il punto importante (che spesso cambia tutto)
Quella modalità non è un difetto.�È stata una strategia intelligente.
Ti ha aiutatə a mantenere legami, a sopravvivere emotivamente.
Ma oggi… potrebbe non servirti più nello stesso modo.

🌿 Nel presente, cosa succede?
Il rischio è questo:�reagisci alla paura dell’abbandono anche quando non c’è un reale pericolo.
E così:
– chiedi conferme invece di ascoltare cosa senti davvero�– resti in relazioni che non ti nutrono�– oppure vivi le relazioni con un’ansia costante

✨ Da dove si inizia a lavorare su questa ferita?
Non dal “cambiare subito comportamento”.
Si parte da qualcosa di più semplice (e più profondo):
👉 accorgerti di quando si attiva�👉 riconoscere cosa senti nel corpo�👉 restare, anche solo per qualche istante, in quel vissuto senza scappare
Nel Gestalt counseling lavoriamo proprio qui:�nel qui e ora dell’esperienza, dove quella ferita prende forma.
È lì che, piano piano, qualcosa cambia.

💛 Una cosa importante da portare con te
La ferita da abbandono non significa che sei “bisognosə” o “troppo”.
Significa che una parte di te ha imparato�che la vicinanza è vitale… e può essere fragile.
E oggi sta ancora cercando di proteggerti.

Se ti riconosci in queste parole, non devi sistemare tutto da solə.�Puoi iniziare osservando. Oppure parlarne.
Perché sì, quella paura può trasformarsi.�E puoi costruire relazioni dove restare… non è più una lotta.

personale

“Perché mi sento sempre io a dare di più nelle relazioni?”🔹 RECIPROCITÀ E CONFINI NELLE RELAZIONI 🔹È una domanda che eme...
27/04/2026

“Perché mi sento sempre io a dare di più nelle relazioni?”

🔹 RECIPROCITÀ E CONFINI NELLE RELAZIONI 🔹

È una domanda che emerge spesso, a volte sottovoce, a volte con fatica:
quando una relazione sembra andare avanti solo grazie al nostro impegno, alla nostra disponibilità, alla nostra capacità di comprendere.

👉 Nelle dinamiche relazionali, questo squilibrio è più comune di quanto si pensi.

Ma una relazione non si sostiene da sola.
E soprattutto, non si sostiene da una sola parte.

Nelle relazioni sane non si tratta di dare di più.
Si tratta di dare *insieme*.

La reciprocità nelle relazioni non è uno scambio perfetto o matematico,
ma un equilibrio dinamico, vivo, che si costruisce nel tempo:
uno spazio in cui entrambe le persone possono esserci, esprimersi, ma anche ricevere.

Quando questo equilibrio si rompe, spesso accade qualcosa di molto sottile:
ci si orienta sempre più verso l’altro…
e sempre meno verso se stessi.

👉 È qui che entrano i confini personali.

Nel counseling Gestalt, i confini non sono muri che separano o difese rigide,
ma veri e propri confini relazionali: luoghi di contatto,
spazi in cui puoi riconoscere chiaramente dove finisci tu e dove inizia l’altro.

Sono ciò che ti permette di:

* sviluppare consapevolezza emotiva
* riconoscere i tuoi bisogni
* imparare a dire no senza senso di colpa
* migliorare la gestione delle relazioni

Senza confini chiari, il rischio è quello di adattarsi continuamente:
dire sì quando si vorrebbe dire no,
restare anche quando si è stanchi,
dare anche quando si avrebbe bisogno di ricevere.

E nel tempo questo può portare a:

* frustrazione
* senso di svuotamento
* perdita di autenticità
* difficoltà nelle relazioni

Al contrario, quando i confini diventano più consapevoli e presenti:
✨ la reciprocità diventa possibile
✨ il dare e il ricevere trovano un ritmo più naturale
✨ aumentano il benessere emotivo e l’equilibrio relazionale
✨ le relazioni diventano più autentiche, meno faticose, più nutrenti

Prendersi cura dei propri confini non significa allontanarsi dagli altri.
Significa costruire relazioni sane, basate su presenza, rispetto e autenticità.

Un incontro in cui non devi perdere te stesso per restare in relazione.

Se senti che nelle tue relazioni c’è squilibrio, fatica o confusione,
il counseling individuale può aiutarti a fare chiarezza e a ritrovare il tuo centro.

📩 Scrivimi per informazioni sugli incontri di counseling individuali e di gruppo.



Le ferite emotive: quali sono davvero (e come riconoscerle nella tua vita)Quando si parla di ferite emotive, si rischia ...
20/04/2026

Le ferite emotive: quali sono davvero (e come riconoscerle nella tua vita)

Quando si parla di ferite emotive, si rischia spesso di semplificare troppo: etichette rigide, test veloci, definizioni che sembrano spiegare tutto… ma che in realtà lasciano poco spazio all’esperienza reale.

Nel Gestalt counseling, le ferite emotive sono i modi in cui il dolore si è organizzato dentro di noi, a partire dalle relazioni più significative.

Ci sono alcune esperienze ricorrenti, che possono aiutarti a riconoscerti.

🌿 Ferita da rifiuto
Nasce quando, in qualche modo, hai sentito che non potevi essere accoltə per ciò che sei.
Oggi può mostrarsi come difficoltà a esporti, paura del giudizio o tendenza a nasconderti nelle relazioni.

🌿 Ferita da abbandono
È legata alla paura di restare solə o di perdere chi ami.
Nel presente può tradursi in bisogno intenso di vicinanza, fatica a stare da solə o paura di essere lasciatə.

🌿 Ferita da umiliazione
Si sviluppa quando hai vissuto vergogna o svalutazione.
Oggi può emergere come autocritica costante, senso di inadeguatezza o difficoltà a esprimerti liberamente.

🌿 Ferita da tradimento
Riguarda esperienze in cui la fiducia è stata rotta.
Nel presente può portarti a controllare molto, a fare fatica a fidarti o a sentirti spesso in allerta.

🌿 Ferita da ingiustizia
Nasce dal sentirsi trattati in modo non equo o non riconosciuti.
Oggi può manifestarsi come rigidità, perfezionismo o difficoltà a entrare davvero in contatto con le emozioni.

✨ Un aspetto importante:
non abbiamo “una sola ferita”. Possiamo riconoscerci in più di una, in momenti diversi della vita.

E soprattutto: queste ferite non definiscono chi sei.
Raccontano piuttosto come hai imparato ad adattarti, per proteggerti.

Nel qui e ora, però, quelle stesse modalità possono diventare automatiche: reagiamo al passato anche quando il presente è diverso.

Per questo il punto non è "etichettarsi", ma iniziare a osservare:

– In quali situazioni ti riconosci?
– Cosa senti nel corpo quando queste dinamiche si attivano?
– Come reagisci, oggi?

È da qui che inizia il cambiamento.

Nel Gestalt counseling, questo lavoro avviene riportando queste esperienze nel presente, con consapevolezza e gradualità, per trasformare reazioni automatiche in possibilità di scelta.

Perché le ferite emotive non si "spariscono".
Ma possono smettere di guidare la tua vita.

Se ti ritrovi in queste parole, puoi iniziare da qui. O scrivermi.

personale

Respirazione e respirazione consapevoleRespirare lo facciamo tutti, ogni giorno, senza pensarci.Ma respirare in modo con...
11/04/2026

Respirazione e respirazione consapevole

Respirare lo facciamo tutti, ogni giorno, senza pensarci.
Ma respirare in modo consapevole è tutta un’altra esperienza.

La respirazione consapevole è la capacità di portare attenzione al proprio respiro, così com’è, momento dopo momento. Non si tratta di “respirare bene” o “respirare meglio”, ma di accorgersi di come stiamo respirando mentre attraversiamo ciò che sentiamo.

E qui succede qualcosa di importante.

Quando siamo in ansia, agitati o sopraffatti da un’emozione, il respiro cambia: diventa corto, veloce, a volte quasi bloccato. È come se il corpo entrasse in uno stato di allerta.
E spesso, senza accorgercene, restiamo intrappolati in questo circuito.

La buona notizia è che il respiro può diventare una porta di accesso per tornare a noi stessi.

👉 Portare attenzione al respiro aiuta a:

* rallentare il sistema nervoso
* ritrovare una sensazione di stabilità
* creare uno spazio tra noi e l’emozione
* attraversare l’ansia e gli attacchi d’ansia senza esserne travolti

Non servono esercizi complessi.
A volte basta fermarsi un momento e ascoltare davvero il proprio respiro, insieme alle sensazioni del corpo.

Nel lavoro gestaltico, il respiro è uno strumento prezioso perché ci riporta nel “qui e ora”, nel corpo, nell’esperienza viva. Non elimina l’ansia, ma ci aiuta a “stare con ciò che c’è”, senza perderci.

E da lì, piano piano, qualcosa cambia.

Se senti che l’ansia o le emozioni intense fanno fatica a trovare spazio dentro di te, puoi provare questo semplice esercizio di respirazione consapevole:

✨ Esercizio guidato di respirazione consapevole (per ansia e stress)

Trova un ambiente tranquillo.
Siediti con i piedi ben appoggiati a terra, le gambe leggermente divaricate, alla larghezza del bacino (evita di accavallarle o incrociarle).

Appoggia le mani sul grembo, con i palmi rivolti verso l’alto.

Chiudi gli occhi e inizia con tre o quattro respiri profondi.
Quando inspiri, immagina di accogliere energia dall’esterno.
Quando espiri, lascia andare pensieri, tensioni e preoccupazioni.
Ripeti lentamente per qualche ciclo.

Poi lascia che il respiro torni naturale.

Porta ora l’attenzione al corpo: puoi immaginare una luce che parte dalla sommità del capo e scende lentamente, attraversando tutto il corpo, accompagnando il respiro.

Continua così per due o tre minuti, senza forzare, finché senti che qualcosa dentro di te si calma, anche solo un po’.

Per concludere, fai ancora due o tre respiri profondi…
e riapri gli occhi con calma.

Questo è solo un primo passo, semplice ma potente.
Un passo verso maggiore presenza, consapevolezza e possibilità di scelta.

✨ Il respiro è sempre con te.
Imparare ad ascoltarlo può davvero fare la differenza.



SEI FELICE? 💖La Felicità è quello stato d'animo positivo che ti fa sentire appagato e pieno di belle sensazioni.  È lo s...
03/04/2026

SEI FELICE? 💖

La Felicità è quello stato d'animo positivo che ti fa sentire appagato e pieno di belle sensazioni.
È lo stato dell'essere che si eleva nella bellezza della vita.

La Felicità è un affiorare continuo di piacevoli emozioni, un traboccare di pensieri in armonia con tutto ciò che ti circonda, è quel senso di leggerezza e libertà che scuote il corpo e la mente tanto da rendere speciale tutto ciò che è intorno a te.

La Felicità è quella cosa che accade ogni istante e che chiede di essere vista nelle piccole azioni di ogni giorno.

Un sorriso racchiude l'espressione massima di questo stato dell'essere perché contiene in sé tutta la bellezza che passa dagli occhi di chi guarda con amore e gratitudine ogni cosa.

Oggi dai valore a questa parola, porta il suo messaggio dentro te e lascia che ti faccia sentire in perfetta armonia con l'universo.

💚

Ferite emotive: come riconoscerle e "guarire" per tornare a vivere davvero.Le ferite emotive sono esperienze dolorose ch...
28/03/2026

Ferite emotive: come riconoscerle e "guarire" per tornare a vivere davvero.

Le ferite emotive sono esperienze dolorose che nascono spesso nelle relazioni significative: nell’infanzia, nella famiglia, nelle amicizie o nelle relazioni affettive. Non sempre sono eventi “grandi” o evidenti. A volte si formano attraverso piccoli episodi ripetuti nel tempo: sentirsi non visti, non ascoltati, non accolti per ciò che si è.

Queste ferite non spariscono da sole. Rimangono attive dentro di noi e, senza che ce ne accorgiamo, influenzano il nostro modo di pensare, sentire e agire.

Come incidono nella vita quotidiana?
Ci portano a reagire in modo automatico, spesso sproporzionato rispetto alla situazione presente.

Influenzano le nostre relazioni (paura di essere rifiutati, bisogno eccessivo di approvazione, difficoltà a fidarsi).

Condizionano le scelte importanti, facendoci restare in situazioni in cui non stiamo bene o evitando di scegliere diversamente per paura.

Alimentano dialoghi interiori critici (“non valgo abbastanza”, “non sono abbastanza brav@, bell@, intelligente).

In altre parole non vediamo più solo il presente, ma rimaniamo ancorati al passato.

Nel counseling a orientamento gestaltico, le ferite emotive vengono riportate nel qui e ora, contestualizzate, con rispetto e gradualità.

Il lavoro si basa su alcuni passaggi fondamentali:

🌿 Consapevolezza
Imparare a riconoscere cosa si prova davvero, nel corpo e nelle emozioni, senza giudizio.

🌿 Responsabilità personale
Distinguere ciò che appartiene al passato da ciò che possiamo scegliere oggi.

🌿 Contatto autentico.
Entrare in relazione in modo più vero con se stessi e con gli altri.

🌿 Integrazione
Dare spazio alle parti ferite, ascoltarle e trasformare quei vissuti in risorse.

Non si tratta di “cancellare” il dolore, ma di trasformare il rapporto che abbiamo con esso. Quando una ferita viene riconosciuta e accolta, perde il suo potere di guidare la nostra vita in modo invisibile.

Guarire, in fondo, non significa dimenticare, ma integrare. Significa fare in modo che la cicatrice non sia più un limite, ma il segno di una forza ritrovata.
Perché quando smettiamo di reagire al passato, iniziamo finalmente a rispondere alla vita.

​In questo senso, il counseling a orientamento gestaltico non offre ricette pronte, ma si propone come uno spazio protetto dove questo processo può accadere.
È un accompagnamento per chi sente il bisogno di fermarsi e trasformare quei blocchi che sembrano "carattere" in nuove possibilità di scelta.

​Se senti che qualcosa di tutto questo ti risuona, scrivimi.

personale

Cos’è il Gestalt Counseling.Il Gestalt Counseling è un approccio di supporto alla persona che aiuta a sviluppare consape...
21/03/2026

Cos’è il Gestalt Counseling.

Il Gestalt Counseling è un approccio di supporto alla persona che aiuta a sviluppare consapevolezza su ciò che stai vivendo “qui e ora”: emozioni, pensieri e sensazioni corporee.

Non è psicoterapia e non si concentra solo sul passato. Lavora soprattutto sul presente, su come vivi le situazioni nella tua vita quotidiana.

In pratica, cosa si fa nel Gestalt Counseling?

Durante gli incontri:
- impari a riconoscere le tue emozioni nel momento in cui emergono.
- osservi i tuoi schemi (relazionali, emotivi, comportamentali).
- esplori come entri in relazione con gli altri.
- sviluppi maggiore capacità di scelta e responsabilità.

L’obiettivo non è “aggiustarti”, ma aiutarti a diventare più consapevole e quindi più libero nelle tue azioni.

A cosa serve il Gestalt Counseling?

Può esserti utile se:
- ti senti bloccato o confuso in una fase della tua vita.
- vivi stress, ansia o difficoltà relazionali.
- stai attraversando un cambiamento (lavoro, coppia, crescita personale)
- senti di ripetere sempre gli stessi schemi?

Qual’è il risultato?

Maggiore chiarezza, presenza, e capacità di scegliere ciò che è giusto per te. Non reagire automaticamente, ma agire con consapevolezza.

Il punto centrale è questo:

Non “perchè sei così”, ma “come stai vivendo quello che ti accade adesso”.

Se vuoi capire se il Gestalt Counseling fa per te, scrivimi in privato.

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Counseling o Psicoterapia: quale percorso fa per te? 🌿Ti è mai capitato di sentire che “qualcosa non va”, ma di non sape...
13/03/2026

Counseling o Psicoterapia: quale percorso fa per te? 🌿

Ti è mai capitato di sentire che “qualcosa non va”, ma di non sapere esattamente a chi rivolgerti? 🤔
Non sei solo: scegliere il professionista giusto è il primo passo per stare meglio.

Oggi facciamo chiarezza in modo semplice. 💡

🤝 Counseling: allenare le tue risorse nel presente

Il counseling è un percorso breve e mirato, pensato per affrontare un momento difficile o una situazione specifica: un cambiamento lavorativo, una scelta importante, o un blocco nelle relazioni.

Obiettivo: Potenziare le tue capacità decisionali e trovare soluzioni pratiche.
Focus: Qui e ora, con sguardo al futuro prossimo.
Durata: Percorsi generalmente brevi e concreti.

🩺 Psicoterapia: curare le radici del disagio

La psicoterapia è un percorso più profondo, indicato per chi vive sofferenze emotive croniche, traumi o disturbi psicologici.
Si lavora non solo sul presente, ma anche sulle dinamiche passate che influenzano la vita quotidiana.

Obiettivo: Ristrutturare aspetti della personalità e ridurre il disagio emotivo.
Focus: Passato, presente e relazioni profonde.
Durata: Percorsi più lunghi, con trasformazioni durature.

❓Come scegliere?

Non esiste una scelta “migliore”: esiste quella più adatta a te in questo momento.

Se ti senti bloccato in una situazione specifica, il counseling può essere la soluzione giusta.
Se il malessere è profondo e ricorrente, la psicoterapia può offrirti un vero cambiamento.

ConTatto è qui per accompagnarti in questo ascolto. 🌟
Vuoi capire quale percorso può fare al caso tuo?
Scrivimi nei commenti o in privato: la chiarezza è il primo passo verso il cambiamento. ✨

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Turin
10127

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Martedì 09:00 - 18:00
Mercoledì 09:00 - 18:00
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