Satia Riva- Analista Del Comportamento ABA

Satia Riva- Analista Del Comportamento ABA Analista del Comportamento certificata IBAO e IACABAI, Dottoressa in Psicologia Magistrale, Educatrice Professionale Sanitaria e laureata in Economia.

Responsabile della traduzione italiana degli esami IBA e IBT di IBAO. Contatti: [email protected]

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30/08/2026

๐——๐—ฎ โ€œ๐—ถ๐—น ๐—ฐ๐—ฎ๐—ป๐—ฒ ๐—ณ๐—ฎโ€ฆโ€ ๐—ฎ โ€œ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ต๐—ฒฬ ๐˜€๐—ถ ๐—บ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ผ๐—ป๐—ผ ๐—ด๐—น๐—ถ ๐—ผ๐—ฐ๐—ฐ๐—ต๐—ถ๐—ฎ๐—น๐—ถ?โ€: ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐—ฐ๐—ฒ ๐—นโ€™๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐—ฎ๐—น๐—ฒ

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๐—œ๐—ป๐˜๐—ฟ๐—ผ๐—ฑ๐˜‚๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ

Lโ€™articolo affronta una questione molto importante nellโ€™intervento sul linguaggio: molti bambini con autismo o altri disturbi dello sviluppo possono acquisire repertori relativamente solidi di richiesta (Mand), denominazione (Tact) e comprensione come ascoltatori (Listener), ma continuare a mostrare un repertorio intraverbale fragile, rigido o scarsamente funzionale.

In altri termini, il bambino puรฒ essere in grado di chiedere oggetti o attivitร , denominare ciรฒ che vede, seguire istruzioni, selezionare immagini o oggetti su richiesta e rispondere a semplici associazioni verbali, ma avere difficoltร  a rispondere in modo flessibile a domande, sostenere una conversazione, parlare di eventi non presenti, riferire esperienze, raccontare una storia o rispondere a domande su contenuti appresi.

Gli autori sostengono che questa difficoltร  non dipenda semplicemente da un deficit generale del linguaggio. Il problema centrale riguarda spesso la complessitร  del controllo esercitato dagli stimoli verbali.

Gran parte degli intraverbali, infatti, non sono controllati da una sola parola, ma dalla combinazione di piรน elementi presenti nella domanda o nellโ€™enunciato.

Per spiegare come piรน elementi della domanda possano combinarsi nel controllo della risposta, gli autori fanno riferimento alle discriminazioni condizionali verbali, o VCD.

๐—–๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€โ€™๐—ฒฬ€ ๐—นโ€™๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐—ฎ๐—น๐—ฒ

Lโ€™intraverbale รจ un comportamento verbale nel quale uno stimolo verbale evoca una risposta verbale che non ripete semplicemente ciรฒ che รจ stato detto.

Per esempio:

โ€œCome ti chiami?โ€ โ†’ โ€œMarcoโ€

โ€œChe cosa beve il gatto?โ€ โ†’ โ€œLatteโ€

โ€œChe cosa hai fatto oggi a scuola?โ€ โ†’ racconto di un evento.

La risposta non corrisponde parola per parola allo stimolo antecedente, ma รจ evocata dal suo contenuto.

Gran parte della conversazione quotidiana dipende proprio da questo tipo di comportamento. Rispondere a domande, raccontare, descrivere eventi, discutere, ricordare il passato, parlare del futuro e sostenere una conversazione sono tutte attivitร  fortemente dipendenti dal repertorio intraverbale.

๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ต๐—ฒฬ ๐—นโ€™๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐—ฒฬ€ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ผ

Gli stimoli verbali hanno caratteristiche che li rendono particolarmente difficili da discriminare.

Una frase puรฒ contenere sette o otto parole ed essere pronunciata in pochi secondi. Una volta detta, scompare.

Questo รจ molto diverso da uno stimolo visivo, che puรฒ rimanere presente e puรฒ essere osservato piรน a lungo.

Molte domande, inoltre, non possono essere risolte rispondendo a una sola parola della frase: la risposta corretta deve essere evocata dalla combinazione di piรน elementi verbali.

Per esempio, nella frase โ€œche cosa cresce sulla testa?โ€, la risposta corretta non รจ evocata dalla sola parola โ€œcresceโ€, nรฉ dalla sola parola โ€œtesta.โ€ Deve essere evocata dal controllo congiunto esercitato da โ€œcresceโ€ e โ€œsulla testaโ€.

La risposta corretta dipende quindi dalla combinazione dei due elementi.

๐—–๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€โ€™๐—ฒฬ€ ๐˜‚๐—ป๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐—น๐—ฒ ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐—ฎ๐—น๐—ฒ

Una discriminazione condizionale verbale si verifica quando due o piรน elementi verbali presenti nello stesso antecedente si combinano in modo tale che uno modifica lโ€™effetto dellโ€™altro.

Non basta rispondere a una singola parola della domanda, ma bisogna rispondere alla relazione tra le parole.

In โ€œche cosa cresce sulla testa?โ€, se il bambino risponde soltanto alla parola โ€œcresceโ€, potrebbe dire:
โ€œfioreโ€, โ€œerbaโ€, โ€œpiantaโ€.

Se invece rispondesse soltanto alla parola โ€œtestaโ€, potrebbe dire: โ€œcappelloโ€, โ€œocchiโ€, โ€œnasoโ€.

La risposta โ€œcapelliโ€ richiede che โ€œcresceโ€ e โ€œsulla testaโ€ esercitino congiuntamente controllo sulla risposta.

Il bambino deve discriminare che si sta chiedendo qualcosa che cresce, ma non in generale: qualcosa che cresce specificamente sulla testa.

Questo รจ il cuore della discriminazione condizionale verbale.

๐—–๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฟ๐—ผ๐—น๐—น๐—ผ ๐—บ๐˜‚๐—น๐˜๐—ถ๐—ฝ๐—น๐—ผ

Gli autori richiamano anche il concetto di controllo multiplo. Una stessa risposta puรฒ essere controllata contemporaneamente da piรน variabili.

Quando piรน elementi convergono sulla stessa risposta, si parla di controllo multiplo convergente.

Per esempio:

โ€œNomina un frutto rosso.โ€

Per rispondere correttamente, la risposta deve appartenere contemporaneamente alla classe โ€œfruttoโ€ e alla classe โ€œrossoโ€.

โ€œMelaโ€ puรฒ essere corretta.

โ€œBananaโ€ รจ un frutto, ma non รจ rossa.

โ€œPomodoroโ€ puรฒ essere rosso, ma il modo in cui viene classificato dipende dal contesto.

Il punto รจ che la risposta deve soddisfare contemporaneamente piรน proprietร  dello stimolo verbale.

๐——๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ฒ ๐—ฒ ๐—ฑ๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐—ฟ๐—ถ๐—บ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป๐—ฑ๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฎ๐—น๐—ฒ

In una discriminazione semplice, una singola condizione di stimolo puรฒ essere sufficiente per evocare una risposta.

Per esempio:
vedo un cane โ†’ dico โ€œcaneโ€.

In una discriminazione condizionale, invece, la funzione di uno stimolo dipende dalla presenza di un altro stimolo. La risposta corretta emerge quindi dalla combinazione tra piรน elementi.

Gli autori utilizzano questo concetto per spiegare perchรฉ una risposta possa essere correttamente evocata da singoli elementi verbali, ma non dalla loro combinazione quando la domanda richiede una discriminazione condizionale verbale.

๐—ฃ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ต๐—ฒฬ ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐˜€๐˜๐—ผ ๐—ฒฬ€ ๐—ฐ๐—น๐—ถ๐—ป๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ ๐—ถ๐—บ๐—ฝ๐—ผ๐—ฟ๐˜๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฒ

Uno degli aspetti piรน interessanti dellโ€™articolo รจ che lโ€™errore intraverbale non viene considerato soltanto una risposta sbagliata. Lโ€™errore puรฒ dirci quale parte della domanda sta effettivamente controllando la risposta.

Quando un bambino risponde in modo errato, puรฒ essere utile chiedersi:

- quale parte dellโ€™antecedente verbale ha controllato la risposta?

- quale parte non ha esercitato controllo?

- la risposta รจ ecoica?

- รจ controllata dallโ€™ultima parola della domanda?

- รจ controllata dalla parola piรน saliente?

- รจ sotto il controllo di una specifica formulazione verbale?

- รจ pertinente al tema, ma non alla relazione richiesta?

๐—˜๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ๐—ผ ๐Ÿญ

Domanda: โ€œche forma hanno le ruote?โ€

Risposta: โ€œmacchina.โ€

Il bambino non ha prodotto una risposta casuale. La parola โ€œruoteโ€ ha probabilmente evocato โ€œmacchinaโ€.

Il problema รจ che la parola โ€œformaโ€ non ha esercitato sufficiente controllo sulla risposta.

๐—˜๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ๐—ผ ๐Ÿฎ

Domanda: โ€œdi che colore sono le ruote?โ€

Risposta: โ€œcerchio.โ€

Il bambino sta rispondendo a una proprietร  delle ruote, ma alla proprietร  sbagliata. โ€œCerchioโ€ appartiene alla dimensione forma, non alla dimensione colore.

๐—œ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ๐—พ๐˜‚๐—ถ๐˜€๐—ถ๐˜๐—ถ

Gli autori sottolineano lโ€™importanza di solide abilitร  precedenti.
Prima di aspettarsi che un bambino risponda intraverbalmente a concetti complessi, รจ utile che sappia giร :

- denominare gli elementi e le proprietร  coinvolte;

- discriminarli come ascoltatore;

- riconoscere classi e categorie;

- discriminare funzioni e caratteristiche;

- utilizzare separatamente i concetti che successivamente verranno combinati.

Per esempio, prima di insegnare: โ€œnomina un frutto rossoโ€ รจ utile verificare che il bambino sappia giร :

- tactare correttamente il colore rosso e diversi esempi di frutti;

- rispondere come Listener a istruzioni che coinvolgono il colore rosso e la classe โ€œfruttoโ€;

- discriminare โ€œrossoโ€ da altri colori;

- discriminare i frutti da elementi appartenenti ad altre classi;

- mostrare generalizzazione allโ€™interno delle classi โ€œrossoโ€ e โ€œfruttoโ€.

Solo dopo che questi repertori semplici sono sufficientemente stabili, si puรฒ lavorare sulla combinazione dei due elementi verbali nella richiesta โ€œnomina un frutto rossoโ€, che richiede una discriminazione condizionale verbale.

Gli autori sottolineano perรฒ il fatto che possedere buone abilitร  di denominazione e comprensione come ascoltatore non garantisce automaticamente la comparsa dellโ€™intraverbale.

Spesso รจ necessario un trasferimento sistematico del controllo dallo stimolo non verbale allo stimolo verbale.

๐—ข๐—ฏ๐—ถ๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ผ ๐—ฑ๐—ฒ๐—น๐—น๐—ผ ๐˜€๐˜๐˜‚๐—ฑ๐—ถ๐—ผ

Gli autori volevano verificare se esistesse una sequenza generale nellโ€™acquisizione dellโ€™intraverbale e se questa sequenza potesse essere utilizzata per:

- valutare il repertorio intraverbale;

- individuare il livello di complessitร  raggiunto;

- identificare il punto in cui il controllo verbale diventa insufficiente;
- programmare obiettivi progressivi;

- evitare di proporre compiti troppo complessi prima che siano presenti i prerequisiti;

- ridurre il rischio di risposte rigide, ecolaliche o controllate da un solo elemento della domanda.

๐—ฃ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ฒ๐—ฐ๐—ถ๐—ฝ๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ

Lo studio ha coinvolto:

39 bambini a sviluppo tipico, tra 23 e 61 mesi;

71 bambini con autismo, tra 35 mesi e 15 anni.

Gli autori precisano che il gruppo con autismo non costituiva un campione casuale. Molti bambini provenivano da programmi basati sullโ€™analisi del comportamento e avevano giร  ricevuto insegnamento intraverbale.

Questo รจ importante perchรฉ alcuni partecipanti con autismo hanno ottenuto punteggi molto elevati, probabilmente anche in relazione alla loro storia di insegnamento.

๐—œ๐—น ๐˜€๐˜‚๐—ฏ๐˜๐—ฒ๐˜€๐˜ ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฟ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐—ฎ๐—น๐—ฒ

Gli autori hanno utilizzato un subtest di 80 item, suddiviso in 8 gruppi di 10 item ciascuno.

La difficoltร  aumentava progressivamente secondo cinque dimensioni:

- passaggio dal controllo verbale semplice alle discriminazioni condizionali verbali;

- introduzione di domande interrogative piรน complesse;

- aumento della complessitร  grammaticale;

- aumento della complessitร  dei concetti;

- aumento della complessitร  del vocabolario.

Il subtest non viene presentato come un programma di insegnamento completo, ma come uno strumento di valutazione e una possibile guida per organizzare la progressione degli obiettivi.

๐—š๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐Ÿญ โ€” ๐—ฆ๐˜‚๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐—ถ๐—บ๐—ฎ๐—น๐—ถ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ

Il primo gruppo comprende intraverbali molto semplici e familiari.
Per esempio:

โ€œIl gatto faโ€ฆโ€ โ†’ โ€œmiaoโ€

โ€œPronti, partenzaโ€ฆโ€ โ†’ โ€œviaโ€

โ€œTanti auguri aโ€ฆโ€ โ†’ nome della persona

Si tratta di risposte sostenute da antecedenti verbali molto familiari e relativamente semplici.

Non richiedono ancora discriminazioni condizionali complesse.

๐—š๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐Ÿฎ โ€” ๐—ก๐—ผ๐—บ๐—ฒ, ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ฒ๐˜๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ถ ๐—ฒ ๐—ฎ๐˜€๐˜€๐—ผ๐—ฐ๐—ถ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ

Il secondo gruppo comprende:

โ€œCome ti chiami?โ€

โ€œTi lavi iโ€ฆโ€ โ†’ โ€œdentiโ€

โ€œDormi nelโ€ฆโ€ โ†’ โ€œlettoโ€

โ€œTi siedi sullaโ€ฆโ€ โ†’ โ€œsediaโ€

Sono ancora relazioni relativamente semplici, spesso basate su associazioni verbali molto frequenti.

๐—š๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐Ÿฏ โ€” ๐——๐—ผ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ ๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป โ€œ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฎโ€

A questo livello compaiono domande come:

โ€œChe cosa puoi bere?โ€

โ€œChe cosa puรฒ volare?โ€

โ€œQuali sono alcuni colori?โ€

โ€œQuali sono alcuni animali?โ€

Il bambino deve produrre membri di classi relativamente ampie.
รˆ un livello piรน complesso dei semplici completamenti, ma ancora piรน semplice rispetto alle discriminazioni condizionali verbali avanzate.

๐—š๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐Ÿฐ โ€” โ€œ๐—–๐—ต๐—ถโ€, โ€œ๐—ฑ๐—ผ๐˜ƒ๐—ฒโ€, โ€œ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฐ๐—ต๐—ฒฬโ€, โ€œ๐—พ๐˜‚๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ถ ๐—ฎ๐—ป๐—ป๐—ถโ€

Il bambino deve iniziare a discriminare il tipo di informazione richiesto dalla domanda.

Per esempio:

โ€œChi รจ il tuo insegnante?โ€ โ†’ richiede una persona.

โ€œDove ti lavi le mani?โ€ โ†’ richiede un luogo.

โ€œQuanti anni hai?โ€ โ†’ richiede unโ€™informazione numerica personale.

โ€œPerchรฉ usi un cerotto?โ€ โ†’ richiede una ragione o una funzione.

Il problema puรฒ emergere quando il bambino risponde al tema generale della domanda, ma non alla relazione richiesta.

Per esempio: โ€œdove mangi?โ€ โ†’ โ€œciboโ€. La risposta รจ collegata al tema del mangiare, ma non risponde alla domanda โ€œdoveโ€.

๐—š๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐Ÿฑ โ€” ๐—–๐—ฎ๐˜๐—ฒ๐—ด๐—ผ๐—ฟ๐—ถ๐—ฒ, ๐—ณ๐˜‚๐—ป๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ฎ๐—ฟ๐—ฎ๐˜๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐˜๐—ถ๐—ฐ๐—ต๐—ฒ

A questo livello il bambino deve rispondere alla dimensione specificamente richiesta.

Per esempio:

โ€œChe forma hanno le ruote?โ€

โ€œChe cosa cresce fuori?โ€

โ€œChe cosa puรฒ pungerti?โ€

โ€œChe cosa fai con un cucchiaio?โ€

โ€œCon che cosa senti gli odori?โ€

La stessa parola puรฒ richiedere risposte molto diverse a seconda dellโ€™altra parte della domanda.

โ€œRuoteโ€ puรฒ comparire in:

โ€œChe forma hanno le ruote?โ€ โ†’ forma

โ€œDi che colore sono le ruote?โ€ โ†’ colore

โ€œDove trovi le ruote?โ€ โ†’ luogo/oggetto

La parola โ€œruoteโ€ da sola non รจ sufficiente. La risposta corretta dipende dallโ€™intera configurazione verbale.

๐—š๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐Ÿฒ โ€” ๐—”๐—ด๐—ด๐—ฒ๐˜๐˜๐—ถ๐˜ƒ๐—ถ, ๐—ฝ๐—ฟ๐—ฒ๐—ฝ๐—ผ๐˜€๐—ถ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฒ ๐—ฎ๐˜ƒ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฏ๐—ถ

Compaiono domande come:

โ€œChe cosa indossi sulla testa?โ€

โ€œQuale animale si muove molto lentamente?โ€

โ€œChe cosa cโ€™รจ sopra una casa?โ€

โ€œChe cosa cresce sulla testa?โ€

โ€œChe cosa cโ€™รจ sotto una barca?โ€

Questi elementi grammaticali modificano radicalmente la risposta corretta.

โ€œChe cosa cresce sulla testa?โ€ non significa semplicemente:
โ€œChe cosa cresce?โ€

ma:

โ€œChe cosa cresce specificamente sulla testa?โ€

Gli errori diventano quindi particolarmente informativi.

โ€œChe cosa cresce sulla testa?โ€ โ†’ โ€œpiantaโ€

โ€œChe cosa cโ€™รจ sotto una casa?โ€ โ†’ โ€œtettoโ€

In entrambi i casi una parte dello stimolo verbale controlla la risposta, mentre unโ€™altra parte non esercita sufficiente controllo.

๐—š๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐Ÿณ โ€” ๐——๐—ผ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ถ

A questo livello compaiono concetti piรน complessi: negazione; emozioni; proprietร ; funzioni; relazioni numeriche; informazioni personali.

Esempi:

โ€œChe cosa ti rende triste?โ€

โ€œQuale animale ha il collo lungo?โ€

โ€œDimmi qualcosa che non รจ cibo.โ€

โ€œChe cosa aiuta un fiore a crescere?โ€

โ€œChe cosa non puoi indossare?โ€

โ€œQuale numero cโ€™รจ tra 6 e 8?โ€

La negazione รจ particolarmente importante.

โ€œDimmi qualcosa che non รจ ciboโ€ richiede che la parola โ€œnonโ€ modifichi il controllo esercitato dalla categoria โ€œciboโ€.

Il bambino deve quindi escludere lโ€™intera classe โ€œciboโ€ e produrre un elemento appartenente a unโ€™altra classe.

Gli autori mostrano che la negazione puรฒ rimanere difficile anche quando il repertorio intraverbale generale รจ giร  relativamente forte.

๐—š๐—ฟ๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐Ÿด โ€” ๐——๐—ผ๐—บ๐—ฎ๐—ป๐—ฑ๐—ฒ ๐—ฎ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ฝ๐—ฎ๐—ฟ๐˜๐—ถ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ฎ๐˜ƒ๐—ฎ๐—ป๐˜‡๐—ฎ๐˜๐—ฒ

Lโ€™ultimo gruppo comprende domande che richiedono relazioni temporali, causali, comparative, inferenziali e autobiografiche.

Per esempio:

โ€œDove metti i vestiti sporchi?โ€

โ€œChe cosa porti a una festa di compleanno?โ€

โ€œChe giorno รจ oggi?โ€

โ€œPerchรฉ le persone portano gli occhiali?โ€

โ€œQuando apparecchiamo la tavola?โ€

โ€œIn che cosa una macchina รจ diversa da una bicicletta?โ€

โ€œCome fai a sapere se qualcuno รจ malato?โ€

โ€œChe cosa hai fatto oggi a scuola?โ€

Queste domande richiedono un controllo verbale molto piรน sofisticato.

Non si tratta piรน soltanto di nominare una categoria o una proprietร , ma di rispondere a relazioni temporali, causali, comparative o inferenziali.

Un esempio interessante riportato nellโ€™articolo riguarda: โ€œche giorno viene prima di martedรฌ?"

Molti bambini rispondono: โ€œmercoledรฌโ€.

Questo suggerisce che il problema non sia necessariamente conoscere la sequenza dei giorni, ma discriminare correttamente la relazione โ€œprima diโ€.

๐—ฅ๐—ถ๐˜€๐˜‚๐—น๐˜๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ป๐—ฒ๐—ถ ๐—ฏ๐—ฎ๐—บ๐—ฏ๐—ถ๐—ป๐—ถ ๐—ฎ ๐˜€๐˜ƒ๐—ถ๐—น๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐˜๐—ถ๐—ฝ๐—ถ๐—ฐ๐—ผ

Nei bambini a sviluppo tipico emerge una relazione generale tra etร  e numero di risposte corrette.

I bambini piรน grandi, in media, ottenevano punteggi piรน elevati.
Tuttavia, esisteva una notevole variabilitร  tra bambini della stessa etร .

Un cambiamento particolarmente evidente emergeva intorno ai 3 anni.

I bambini di 31 mesi o meno avevano una media di 26 risposte corrette.

I bambini tra 34 e 38 mesi avevano una media di 58 risposte corrette.

Questo suggerisce una rapida espansione del repertorio intraverbale in questa fase dello sviluppo.

๐—–๐—ผ๐—บ๐—ฒ ๐—ฐ๐—ฎ๐—บ๐—ฏ๐—ถ๐—ฎ๐—ป๐—ผ ๐—ด๐—น๐—ถ ๐—ฒ๐—ฟ๐—ฟ๐—ผ๐—ฟ๐—ถ

Nei bambini piรน piccoli erano frequenti:

assenza di risposta;

indicazione gestuale;

risposte ecoiche;

ripetizione della risposta precedente;

risposte generiche;

uso ripetuto della stessa risposta per domande diverse.

Con lโ€™aumentare dellโ€™etร , gli errori diventavano piรน sofisticati.

l comportamento verbale del bambino era spesso sotto il controllo di una parte dellโ€™antecedente verbale, ma non del controllo congiunto esercitato dai diversi elementi della domanda.

Questo รจ precisamente il tipo di errore che segnala un controllo semplice in presenza di una richiesta che invece richiede una discriminazione condizionale verbale.

๐—œ ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐˜‚๐—น๐˜๐—ฎ๐˜๐—ถ ๐—ป๐—ฒ๐—ถ ๐—ฏ๐—ฎ๐—บ๐—ฏ๐—ถ๐—ป๐—ถ ๐—ฐ๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐˜‚๐˜๐—ถ๐˜€๐—บ๐—ผ

Nei bambini con autismo i punteggi erano molto piรน variabili.

Lโ€™etร  mostrava una tendenza generale verso punteggi piรน alti, ma alcuni bambini piรน giovani ottenevano risultati migliori di bambini piรน grandi.

Gli autori ricordano perรฒ che molti partecipanti avevano giร  ricevuto insegnamento intraverbale.

๐—œ๐—น ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐˜‚๐—น๐˜๐—ฎ๐˜๐—ผ ๐—ฝ๐—ถ๐˜‚ฬ€ ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ฎ๐—ป๐˜๐—ฒ

I bambini con autismo tendevano a commettere gli stessi tipi di errori dei bambini a sviluppo tipico che avevano ottenuto un punteggio complessivo simile.

Questo significa che, per comprendere il repertorio intraverbale, il livello di prestazione nel subtest risultava piรน informativo dellโ€™etร  cronologica o della diagnosi.

Gli autori affermano infatti che il punteggio complessivo era un predittore migliore delle abilitร  e delle difficoltร  intraverbali rispetto allโ€™etร  o alla condizione diagnostica.

๐—–๐—ต๐—ฒ ๐—ฐ๐—ผ๐˜€๐—ฎ ๐˜€๐˜‚๐—ด๐—ด๐—ฒ๐—ฟ๐—ถ๐˜€๐—ฐ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐˜€๐—ฒ๐—พ๐˜‚๐—ฒ๐—ป๐˜‡๐—ฎ ๐—ฑ๐—ถ ๐˜€๐˜ƒ๐—ถ๐—น๐˜‚๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ

I risultati sostengono lโ€™esistenza di una progressione generale:

- intraverbali semplici;

- associazioni e completamenti;

- domande semplici;

- prime discriminazioni condizionali verbali;

- domande con piรน elementi rilevanti;

- preposizioni e aggettivi;

- negazione;

- concetti temporali;

- relazioni piรน astratte e complesse.

La variabile centrale non sembra essere soltanto lโ€™etร , ma la crescente complessitร  del controllo esercitato dagli stimoli verbali.

๐—œ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ถ๐—ฐ๐—ฎ๐˜‡๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ถ ๐—ฝ๐—ฒ๐—ฟ ๐—นโ€™๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐—ฟ๐˜ƒ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ผ

Gli autori invitano a non introdurre troppo presto domande intraverbali complesse.

Prima di lavorare su discriminazioni condizionali verbali avanzate, รจ importante verificare che siano presenti i repertori piรน semplici necessari.

Per esempio, prima di presentare domande con aggettivi e preposizioni, il bambino dovrebbe avere una solida storia di:

- discriminazioni verbali semplici;

- intraverbali con nomi;

- intraverbali con verbi;

- training generale sulle discriminazioni condizionali verbali.

Secondo gli autori, il mancato riconoscimento della complessitร  di queste discriminazioni puรฒ contribuire alla comparsa di:

- risposte intraverbali rigide;

- risposte sotto controllo ristretto di specifici stimoli verbali;

- risposte ecoiche;

- risposte controllate dalla porzione terminale dellโ€™antecedente verbale;

- risposte controllate da un solo elemento saliente, anzichรฉ dal controllo congiunto dei diversi elementi della domanda.

๐—ก๐—ผ๐—ป ๐—ฎ๐˜‚๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฎ๐—ฟ๐—ฒ ๐—น๐—ฎ ๐—ฐ๐—ผ๐—บ๐—ฝ๐—น๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐˜๐—ฎฬ€ ๐˜๐—ฟ๐—ผ๐—ฝ๐—ฝ๐—ผ ๐—ฟ๐—ฎ๐—ฝ๐—ถ๐—ฑ๐—ฎ๐—บ๐—ฒ๐—ป๐˜๐—ฒ

Lo sviluppo intraverbale richiede tempo.

Anche i bambini a sviluppo tipico possono rimanere per molti mesi a livelli relativamente semplici di controllo verbale prima di mostrare discriminazioni condizionali piรน complesse.

Per questo gli autori raccomandano di:

- valutare regolarmente il livello intraverbale;

- analizzare sistematicamente gli errori;

- non aumentare troppo rapidamente la complessitร  delle domande;

- non eliminare troppo presto il supporto fornito dai contesti non verbali;

- costruire gradualmente il trasferimento verso il controllo esclusivamente verbale.

๐—จ๐—ป ๐—ฒ๐˜€๐—ฒ๐—บ๐—ฝ๐—ถ๐—ผ ๐—ฑ๐—ถ ๐—ฝ๐—ฟ๐—ผ๐—ด๐—ฟ๐—ฒ๐˜€๐˜€๐—ถ๐—ผ๐—ป๐—ฒ

Se lโ€™obiettivo finale รจ insegnare:

โ€œNomina un frutto rosso.โ€

โ€œNomina una verdura rossa.โ€

โ€œNomina un frutto giallo.โ€

โ€œNomina una verdura gialla.โ€

prima รจ opportuno insegnare separatamente:

rosso;
giallo;
frutto;
verdura.

Il bambino dovrebbe saperli discriminare, denominare e riconoscere.

Successivamente si possono combinare due elementi alla volta.
In una fase iniziale si puรฒ utilizzare un supporto visivo, per esempio chiedendo:

โ€œTrova un frutto rossoโ€ allโ€™interno di un insieme di immagini.

In seguito, il supporto visivo puรฒ essere gradualmente eliminato e il controllo trasferito alla sola domanda verbale: โ€œNomina un frutto rosso.โ€

๐—ฆ๐—ถ๐—ป๐˜๐—ฒ๐˜€๐—ถ ๐—ณ๐—ถ๐—ป๐—ฎ๐—น๐—ฒ

Lโ€™articolo non propone un protocollo operativo completo per insegnare ciascuno degli otto gruppi.

Propone invece una cornice concettuale e una sequenza di valutazione.

Il messaggio centrale รจ che una risposta intraverbale sbagliata non dovrebbe essere considerata soltanto un errore da correggere.
Puรฒ essere unโ€™indicazione molto precisa del tipo di controllo verbale che รจ presente e di quello che manca.

Un bambino puรฒ conoscere tutte le parole di una domanda, ma non essere ancora in grado di rispondere alla relazione tra quelle parole.

Per questo la programmazione dovrebbe essere guidata dal livello attuale del repertorio, dalla natura degli errori, dalla complessitร  dellโ€™antecedente verbale e dalla presenza dei prerequisiti.
Il contributo piรน importante dellโ€™articolo รจ quindi questo: nellโ€™insegnamento dellโ€™intraverbale non basta chiedersi โ€œsa rispondere oppure no?โ€. Bisogna chiedersi โ€œquale parte della domanda sta controllando la sua risposta?โ€.

รˆ proprio questa analisi del controllo dello stimolo che puรฒ guidare la costruzione di un repertorio intraverbale nel quale le risposte siano sotto il controllo appropriato delle diverse componenti dellโ€™antecedente verbale, favorendo maggiore flessibilitร  e generalizzazione.

๐—™๐—ผ๐—ป๐˜๐—ฒ:

Sundberg, M. L., & Sundberg, C. A. (2011). Intraverbal behavior and verbal conditional discriminations in typically developing children and children with autism. The Analysis of Verbal Behavior, 27(1), 23-44.

๐ท๐‘–๐‘ ๐‘๐‘™๐‘Ž๐‘–๐‘š๐‘’๐‘Ÿ:

๐‘„๐‘ข๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘œ ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ก โ„Ž๐‘Ž ๐‘’๐‘ ๐‘๐‘™๐‘ข๐‘ ๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘’ ๐‘ ๐‘๐‘œ๐‘๐‘œ ๐‘ก๐‘’๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘œ ๐‘’ ๐‘›๐‘œ๐‘› ๐‘๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘ข๐‘–๐‘ ๐‘๐‘’ ๐‘ข๐‘›โ€™๐‘–๐‘›๐‘‘๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘œ๐‘๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž. ๐ธฬ€ ๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘ก๐‘œ ๐‘Ž ๐‘–๐‘™๐‘™๐‘ข๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘™๐‘’ ๐‘๐‘œ๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘ง๐‘–๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘ก๐‘Žฬ€ ๐‘‘๐‘– ๐‘–๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘ฃ๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™โ€™๐ด๐‘›๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘ ๐‘– ๐ถ๐‘œ๐‘š๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘Ž๐‘™๐‘’. ๐‘ƒ๐‘’๐‘Ÿ ๐‘ž๐‘ข๐‘Ž๐‘™๐‘ ๐‘–๐‘Ž๐‘ ๐‘– ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘™๐‘–๐‘๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’ ๐‘๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘› ๐‘๐‘Ž๐‘š๐‘๐‘–๐‘›๐‘– ๐‘œ ๐‘ ๐‘ก๐‘ข๐‘‘๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘–, ๐‘ ๐‘– ๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘๐‘๐‘œ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘‘๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ ๐‘ข๐‘™๐‘ก๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘–๐‘™ ๐‘๐‘Ÿ๐‘œ๐‘๐‘Ÿ๐‘–๐‘œ ๐ด๐‘›๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘Ž ๐‘‘๐‘’๐‘™ ๐ถ๐‘œ๐‘š๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘ก๐‘Ž๐‘š๐‘’๐‘›๐‘ก๐‘œ

22/08/2026

Sono felice di condividere che il mio poster โ€œTeaching Listener Discrimination Between F and V Using Vocal Stimulus Fadingโ€, di Satia Riva, Nicola Cefalo e Milena De Biase, รจ stato accettato alla conferenza IBAO.

Ci vediamo a Napoli, dal 2 al 4 ottobre ๐Ÿ˜Š Grazie International Behavior Analysis Organization Milena de Biase Nicola Cefalo

๐๐š๐ฌ๐ญ๐š๐ง๐จ ๐Ÿ—๐ŸŽ ๐ฆ๐ข๐ง๐ฎ๐ญ๐ข ๐ฉ๐ž๐ซ ๐œ๐š๐ฉ๐ข๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ฎ๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ? ๐‹๐š ๐๐ซ๐ข๐ž๐Ÿ ๐…๐ฎ๐ง๐œ๐ญ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ ๐€๐ง๐š๐ฅ๐ฒ๐ฌ๐ข๐ฌ๐‘…๐‘–๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘ข๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘Ž ๐‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘†๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘Ž ๐‘…๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž...
22/08/2026

๐๐š๐ฌ๐ญ๐š๐ง๐จ ๐Ÿ—๐ŸŽ ๐ฆ๐ข๐ง๐ฎ๐ญ๐ข ๐ฉ๐ž๐ซ ๐œ๐š๐ฉ๐ข๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ฎ๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ? ๐‹๐š ๐๐ซ๐ข๐ž๐Ÿ ๐…๐ฎ๐ง๐œ๐ญ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ ๐€๐ง๐š๐ฅ๐ฒ๐ฌ๐ข๐ฌ

๐‘…๐‘–๐‘Ž๐‘ ๐‘ ๐‘ข๐‘›๐‘ก๐‘œ ๐‘Ž ๐‘๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘‘๐‘– ๐‘†๐‘Ž๐‘ก๐‘–๐‘Ž ๐‘…๐‘–๐‘ฃ๐‘Ž

๐ˆ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐๐ฎ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž

Questo studio di Northup e colleghi, pubblicato nel 1991, aveva lโ€™obiettivo di verificare se fosse possibile condurre una Functional Analysis di comportamenti aggressivi in un contesto ambulatoriale, allโ€™interno di una valutazione della durata complessiva di circa 90 minuti.

Fino ad allora, molte Functional Analysis richiedevano numerose sessioni distribuite su periodi molto piรน lunghi. Gli autori volevano quindi capire se condizioni analoghe molto brevi, della durata di 5-10 minuti, potessero comunque fornire informazioni utili sulla funzione del comportamento.

Lo studio aveva perรฒ anche un secondo obiettivo: dopo aver individuato la conseguenza che sembrava mantenere il comportamento aggressivo, gli autori hanno verificato se quella stessa conseguenza potesse rinforzare una risposta comunicativa alternativa, cioรจ un Mand.

Non si limitavano, quindi, a chiedersi โ€œperchรฉ questa persona aggredisce?โ€, ma anche โ€œpossiamo insegnarle a ottenere la stessa cosa in un modo piรน appropriato?โ€.

๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฌ๐ญ๐ฎ๐๐ข๐จ ๐žฬ€ ๐ข๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐ž

Il lavoro รจ importante perchรฉ mette insieme assessment e trattamento in unโ€™unica logica funzionale.

Gli autori partono dallโ€™idea che conoscere la funzione del comportamento problema non sia sufficiente: bisogna anche individuare una risposta alternativa che permetta alla persona di ottenere la stessa conseguenza in maniera socialmente appropriata.

In assenza di una risposta alternativa, soprattutto nelle persone con repertori comunicativi molto limitati, il rischio รจ che il comportamento problema rimanga il mezzo piรน efficace per ottenere attenzione, accesso a oggetti o fuga dalle richieste.

๐‚๐ก๐ข ๐ž๐ซ๐š๐ง๐จ ๐ข ๐ฉ๐š๐ซ๐ญ๐ž๐œ๐ข๐ฉ๐š๐ง๐ญ๐ข

I partecipanti erano tre utenti inviati a un servizio specialistico per comportamenti aggressivi.

Curtis aveva 24 anni, funzionamento intellettivo descritto allโ€™epoca come severo-profondo, era non verbale e non possedeva un sistema formale di comunicazione. I suoi comportamenti aggressivi comprendevano graffiare, pizzicare, afferrare, colpire e ti**re i capelli.

Heidi aveva 21 anni, era anchโ€™essa non verbale e priva di un sistema formale di comunicazione. Presentava aggressioni come pizzicare, colpire e mordere, oltre a una lunga storia di comportamento autolesivo.

Genia aveva 13 anni, una diagnosi di paralisi cerebrale e un repertorio verbale molto piรน sviluppato. Era in grado di formulare frasi di cinque-sei parole e di esprimere richieste, commenti e domande. I comportamenti aggressivi comprendevano pizzicare, mordere e colpire.

๐‚๐ก๐ž ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐ฏ๐ž๐ง๐ข๐ฏ๐š ๐ฆ๐ข๐ฌ๐ฎ๐ซ๐š๐ญ๐จ

Gli autori registravano tre grandi classi di comportamento: aggressione, comportamento appropriato e comportamento alternativo, cioรจ il Mand. Il Mand poteva essere una vocalizzazione riconoscibile, un segno manuale o un altro gesto chiaramente interpretabile. Veniva registrato sia quando era indipendente sia quando era promptato.

Le tre principali conseguenze manipolate durante la Functional Analysis erano invece accesso a tangibili, attenzione sociale e fuga da richieste o attivitร .

๐ƒ๐ข๐ฌ๐ž๐ ๐ง๐จ ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ซ๐ข๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ฅ๐ž

Lo studio utilizzava un multielement design accompagnato da rapide inversioni delle contingenze. La procedura era organizzata in due grandi fasi.

Nella prima fase veniva effettuata la Functional Analysis vera e propria, attraverso diverse condizioni analoghe.

Nella seconda fase, chiamata contingency reversal, la conseguenza che aveva prodotto piรน aggressione non veniva piรน consegnata dopo il comportamento problema, ma dopo un Mand alternativo.
Gli autori reintroducevano poi brevemente la vecchia contingenza e successivamente tornavano di nuovo alla contingenza sul Mand, in modo da verificare sperimentalmente se il comportamento cambiava insieme alla contingenza.

๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐Ÿ๐ฎ๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฏ๐š ๐œ๐จ๐ง๐œ๐ซ๐ž๐ญ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ฅ๐š ๐๐ซ๐ข๐ž๐Ÿ ๐…๐ฎ๐ง๐œ๐ญ๐ข๐จ๐ง๐š๐ฅ ๐€๐ง๐š๐ฅ๐ฒ๐ฌ๐ข๐ฌ

La functional analysis veniva svolta allโ€™interno di una singola valutazione ambulatoriale della durata complessiva di circa 90 minuti.

Invece di condurre molte sessioni distribuite su giorni o settimane, gli autori utilizzavano poche condizioni analoghe molto brevi, ciascuna della durata di 5-10 minuti, separate da pause di circa 1-2 minuti. Durante queste pause il terapeuta usciva dalla stanza e si preparava alla condizione successiva.

Prima della valutazione, il gruppo di lavoro esaminava le informazioni raccolte attraverso la segnalazione al servizio, un questionario compilato in precedenza e una breve intervista con la persona che conosceva il partecipante. Questi dati servivano, tra le altre cose, a individuare gli oggetti o le attivitร  preferite da utilizzare nella condizione tangibile e a scegliere compiti adeguati per la condizione di fuga.

Non tutti i partecipanti venivano esposti esattamente alle stesse condizioni.

Heidi รจ stata valutata nelle condizioni alone, tangibile, fuga e attenzione; Genia nelle condizioni alone, attenzione e fuga; Curtis soltanto nelle condizioni alone e fuga, perchรฉ le osservazioni iniziali e le informazioni raccolte indicavano che sembrava poco responsivo sia allโ€™attenzione sociale sia agli oggetti preferiti. Per Curtis, inoltre, alone e fuga sono state ripetute, formando la sequenza aloneโ€“fugaโ€“aloneโ€“fuga.

In ciascuna condizione gli autori facevano in modo che una conseguenza specifica seguisse il comportamento aggressivo. Osservavano poi in quale situazione lโ€™aggressione aumentava maggiormente. Se il comportamento compariva soprattutto quando produceva una pausa dal compito, questo suggeriva una funzione di fuga; se aumentava quando produceva attenzione, suggeriva una funzione di attenzione; se aumentava quando permetteva di ottenere un oggetto, suggeriva una funzione di accesso a tangibili.

๐‚๐จ๐ง๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐š๐ฅ๐จ๐ง๐ž

Il partecipante entrava nella stanza e riceveva semplicemente lโ€™istruzione di aspettare. A quel punto il terapeuta usciva e non aveva piรน alcuna interazione con lui. Nella stanza erano presenti alcuni giochi e materiali, ma non veniva proposta alcuna attivitร  specifica e non cโ€™erano richieste, attenzione sociale o conseguenze programmate per il comportamento.

Questa condizione serviva principalmente come confronto con le altre e permetteva di osservare che cosa accadeva in assenza del terapeuta, delle richieste e delle conseguenze sociali programmate.

๐‚๐จ๐ง๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐š๐ญ๐ญ๐ž๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž

Il terapeuta rimaneva nella stanza, a circa 1,5-3 metri dal partecipante, ma inizialmente non gli prestava attenzione. In genere appariva occupato, per esempio leggendo una rivista o facendo del lavoro cartaceo.

Se il partecipante metteva in atto un comportamento aggressivo, il terapeuta gli forniva immediatamente attenzione per circa 10-15 secondi. Lโ€™attenzione poteva comprendere commenti o rimproveri, un leggero contatto sulla spalla e ulteriore interazione sociale se lโ€™aggressione continuava.

Al contrario, i comportamenti appropriati e gli eventuali Mand venivano ignorati. In questo modo era proprio lโ€™aggressione a produrre attenzione sociale. Se il comportamento aumentava soprattutto in questa condizione, ciรฒ suggeriva che lโ€™attenzione potesse avere una funzione rinforzante.

๐‚๐จ๐ง๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐Ÿ๐ฎ๐ ๐š

In questa condizione il partecipante veniva fatto sedere al tavolo e gli veniva richiesto di piegare e ordinare asciugamani e salviette. Allโ€™inizio il terapeuta forniva istruzioni verbali e mostrava come eseguire il compito; se la risposta era incompleta o scorretta, utilizzava anche una guida graduata.

Il compito continuava a essere presentato a un ritmo stabile. Se compariva aggressione, il compito veniva immediatamente rimosso e il terapeuta si allontanava o si voltava per circa 15-30 secondi.

Terminata la pausa, la richiesta veniva nuovamente presentata.

Quindi, in questa condizione, lโ€™aggressione produceva direttamente una pausa dalla richiesta. Non venivano fornite lodi per il lavoro corretto e le interazioni dellโ€™adulto erano limitate alle istruzioni e ai prompt necessari per svolgere il compito. Se lโ€™aggressione risultava particolarmente elevata in questa condizione, lโ€™ipotesi era che fosse mantenuta dalla fuga dalle richieste.

๐‚๐จ๐ง๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ญ๐š๐ง๐ ๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ž

Il terapeuta rimaneva nella stanza, ma lโ€™oggetto o lโ€™attivitร  preferita individuata in precedenza non era liberamente disponibile. Quando compariva un comportamento aggressivo, il terapeuta consegnava immediatamente il tangibile per circa 15-30 secondi.

Tutte le altre risposte venivano ignorate e il terapeuta non forniva ulteriori forme di interazione. In altre parole, il comportamento aggressivo permetteva temporaneamente di ottenere lโ€™oggetto preferito. Un aumento selettivo del comportamento in questa condizione suggeriva quindi una funzione di accesso a tangibili.

๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐๐ž๐œ๐ข๐๐ž๐ฏ๐š๐ง๐จ ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐Ÿ๐จ๐ฌ๐ฌ๐ž ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ฎ๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž

Terminata questa breve serie di condizioni, gli autori confrontavano la percentuale di intervalli nei quali era comparso il comportamento aggressivo. La condizione che aveva prodotto la percentuale maggiore veniva considerata quella che forniva lโ€™indicazione piรน forte sulla possibile contingenza di mantenimento.

La conseguenza che sembrava mantenere lโ€™aggressione veniva immediatamente utilizzata nella fase successiva, la contingency reversal, ma questa volta veniva resa disponibile attraverso un Mand appropriato anzichรฉ attraverso lโ€™aggressione.

๐‹๐š ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ข๐ง๐ ๐ž๐ง๐œ๐ฒ ๐ซ๐ž๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐š๐ฅ

Terminata la Functional Analysis, gli autori prendevano la condizione in cui si erano osservati piรน comportamenti aggressivi, ma la stessa conseguenza non veniva piรน fornita per lโ€™aggressione, ma per un Mand.

Per Curtis e Heidi il Mand era il segno manuale per โ€œper favoreโ€. Allโ€™inizio il segno veniva modellato e promptato fisicamente circa ogni 30 secondi. La conseguenza veniva consegnata sia quando il segno era indipendente sia quando il partecipante accettava il prompt fisico senza opporsi.

Per Genia, invece, il Mand era verbale: โ€œVieni qui, per favoreโ€. Allโ€™inizio le veniva semplicemente spiegato che, se voleva parlare con lโ€™adulto, poteva utilizzare quella frase; successivamente non venivano forniti altri prompt.

La conseguenza funzionale restava identica: cambiava soltanto il comportamento che permetteva di ottenerla.

๐‚๐ฎ๐ซ๐ญ๐ข๐ฌ

Per Curtis la Functional Analysis suggeriva una funzione di fuga. Lโ€™aggressione compariva soltanto nelle condizioni con richieste: nella prima prova era presente nel 23% degli intervalli e nella seconda nel 12%.

Nella contingency reversal il compito continuava a essere presentato, ma Curtis poteva ottenere una pausa di 15-30 secondi usando il segno โ€œper favoreโ€. Lโ€™aggressione non produceva piรน fuga: in quel caso veniva invece guidato nuovamente verso il compito.

Lโ€™aggressione scese al 3% e allโ€™8% nelle due condizioni di contingency reversal, mentre il segno โ€œper favoreโ€, assente inizialmente, aumentรฒ rispettivamente al 20% e al 32% degli intervalli. Va perรฒ precisato che gli autori riportano che i segni di Curtis sembravano essere tutti promptati e che il ragazzo non arrivรฒ realmente a partecipare al compito.

๐‡๐ž๐ข๐๐ข

Heidi mostrava aggressione soprattutto nella condizione tangibile, nel 17% degli intervalli, ma anche nella condizione di fuga, nel 13%. Gli autori sottolineano quindi che il comportamento poteva essere mantenuto da piรน funzioni: accesso a oggetti preferiti in alcune situazioni e fuga dalle richieste in altre.

Per la contingency reversal venne scelta la funzione tangibile. Heidi poteva ottenere lโ€™oggetto preferito mostrando il segno โ€œper favoreโ€; lโ€™aggressione veniva ignorata.

Il comportamento aggressivo scese dal 17% allo 0%, mentre il segno โ€œper favoreโ€ aumentรฒ dal 0% al 46% e poi al 50%. Quando gli autori ripristinarono la vecchia contingenza, cioรจ tornarono a fornire il tangibile dopo lโ€™aggressione e non dopo il Mand, lโ€™aggressione risalรฌ al 20% e il segno scomparve. Quando ripristinarono nuovamente la contingenza sul Mand, lโ€™aggressione tornรฒ allo 0% e Heidi ricominciรฒ a usare il segno.

๐†๐ž๐ง๐ข๐š

Per Genia la condizione piรน chiaramente associata allโ€™aggressione era quella di attenzione: lโ€™aggressione compariva nel 24% degli intervalli, contro il 6% nella condizione di fuga.

Nella contingency reversal, quindi, lโ€™attenzione sociale veniva fornita per 15-30 secondi quando Genia diceva โ€œVieni qui, per favoreโ€, mentre lโ€™aggressione veniva ignorata.

Genia non mostrรฒ comportamenti aggressivi nelle due condizioni di contingency reversal e iniziรฒ immediatamente a chiedere attenzione in modo appropriato. I Mand comparivano nel 18% e nel 20% degli intervalli e, dopo lโ€™istruzione iniziale, erano indipendenti. Quando venne ripristinata la condizione in cui lโ€™attenzione seguiva nuovamente lโ€™aggressione e il Mand veniva ignorato, lโ€™aggressione aumentรฒ fino al 54% degli intervalli. Appena lโ€™attenzione tornรฒ a essere disponibile per il Mand, i comportamenti inappropriati diminuirono nuovamente.

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Per tutti e tre i partecipanti, la Brief functional analysis ha individuato almeno una condizione associata a livelli nettamente superiori di aggressione. Quando la stessa conseguenza รจ stata spostata dallโ€™aggressione al Mand, la risposta comunicativa รจ aumentata e lโ€™aggressione รจ diminuita. Quando la vecchia contingenza รจ stata temporaneamente reintrodotta, il pattern si รจ nuovamente invertito.

Durante la contingency reversal non veniva soltanto rinforzato il Mand: contemporaneamente veniva interrotta la vecchia contingenza sullโ€™aggressione. Per Heidi e Genia lโ€™aggressione era in estinzione; per Curtis lโ€™aggressione non produceva piรน fuga e veniva seguita da guida verso il compito. Quindi il trattamento conteneva almeno due componenti attive: rinforzo differenziale del Mand ed estinzione.

Inoltre, il Mand veniva rinforzato secondo uno schema continuo: ogni volta che compariva, produceva la conseguenza. Anche questa elevata densitร  di rinforzo potrebbe aver contribuito alla rapiditร  dei risultati.

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Il limite piรน importante รจ proprio la brevitร  dellโ€™analisi. In molti casi gli autori disponevano di un solo dato per condizione; loro stessi riconoscono che questo non รจ ideale e che una Brief Functional aAnalysis potrebbe non identificare tutte le contingenze realmente presenti. Suggeriscono quindi la possibilitร  di ripetere lโ€™assessment in appuntamenti successivi o in altri contesti.

Un secondo limite riguarda la sicurezza: evocare sperimentalmente comportamenti aggressivi gravi puรฒ comportare rischi per il partecipante e per il terapeuta e, in alcuni casi, una Functional Analysis di questo tipo potrebbe non essere eticamente o praticamente sostenibile.

Gli autori sottolineano anche che il segno generico โ€œper favoreโ€ potrebbe essere utile inizialmente, ma non sappiamo quanto sia adeguato allโ€™interno di un programma comunicativo a lungo termine. Inoltre, nello studio non venivano distinti sistematicamente i Mand promptati da quelli indipendenti.

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Dal punto di vista clinico, il lavoro mostra che anche una Functional Analysis molto breve puรฒ offrire informazioni utili per formulare un primo trattamento, purchรฉ i risultati siano sufficientemente differenziati e vengano interpretati con prudenza. Il punto decisivo non รจ soltanto individuare โ€œche cosa rinforza il comportamento problemaโ€, ma utilizzare quellโ€™informazione per progettare una risposta alternativa funzionalmente equivalente.

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Northup, J., Wacker, D., Sasso, G., Steege, M., Cigrand, K., Cook, J., & DeRaad, A. (1991). A brief functional analysis of aggressive and alternative behavior in an outclinic setting. Journal of Applied Behavior Analysis, 24(3), 509-522.

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