Dott. Massimo Boero - Rapallo Salute

Dott. Massimo Boero - Rapallo Salute Valutazione e trattamento di dolori muscolari/articolari,alterazioni posturali. Riequilibrio postura grazie al riequilibrio delle catene muscolari.

Lavorando sulle cause è possibile agire indirettamente e positivamente su molte patologie (cervicalgie, dorsalgie, lombalgie e dolori articolari, artrosi, parestesie...) Il metodo che utilizzo (Raggi Method®)ha un approccio globale sulla persona in relazione ai traumi fisici ed emotivi, a disfunzioni viscerali o disbiosi, alle disfunzioni dei recettori posturali (occhi, vestibolo, piede, apparato stomatognatico, pelle) e a posture viziate da sport, studio o lavoro.

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04/06/2026

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CERVICALE E STOMACO: UN LEGAME CHE POCHI CONOSCONO

(Di Patrizia Coffaro)

Ripropongo questo post per chi se lo fosse perso.

Quante volte capita di avere la cervicale rigida, la testa che gira, la sensazione di peso dietro la nuca? E quante volte diamo subito la colpa alla postura, al freddo preso, alla tensione muscolare accumulata? Certo, queste sono cause reali... ma non sono sempre le uniche.

C’è un legame che unisce il nostro stomaco con la nostra cervicale. Un legame che sia la medicina moderna sia la medicina cinese antica riconoscono, ognuna con il proprio linguaggio.

Partiamo da un’esperienza che molti conoscono, mangi al ristorante, bevi un po’ di vino, esageri con cibi grassi o dolci oppure, semplicemente nin digerisci il cibo. Dopo poche ore senti reflusso, acidità, nausea e insieme, quasi inspiegabilmente, ti viene mal di testa, la cervicale si irrigidisce, ti gira la testa come in una piccola labirintite.

Non è suggestione e non è solo colpa della postura a tavola... è che lo stomaco e il collo parlano tra loro.

Dal punto di vista occidentale, il nervo vago, uno dei nervi più importanti del corpo, passa dalla base del cranio e attraversa il collo, collegando direttamente il cervello con lo stomaco. Se lo stomaco è irritato, infiammato o sovraccarico, questo si riflette sui segnali nervosi che arrivano al cranio e alla cervicale. Da qui rigidità, vertigini, dolore.

Dal punto di vista della Medicina Cinese Antica, lo stomaco ha il compito di far scendere il Qi. Quando funziona bene, il cibo scende, l’energia scende, il corpo si sente leggero. Ma se lo stomaco si blocca, per eccessi alimentari, alcol, emozioni trattenute, il Qi non scende più, anzi, risale e quando il Qi ribelle sale, porta con sé acidità, nausea, ma anche tensioni al collo e vertigini, perché il meridiano dello Stomaco passa proprio per la testa e per la regione cervicale.

Ti sarà capitato di avere cervicale rigida la mattina. Ti svegli e senti quella tensione dietro la nuca, magari accompagnata da mal di stomaco, gonfiore o acidità della sera prima. Oppure di alzarti da tavola e sentire subito la testa pesante, il collo bloccato.

La logica è questa:

- Lo stomaco si riempie, si irrita, il Qi ribelle risale;

- La cervicale, che è una zona di passaggio delicata, raccoglie questa “pressione in salita”;

- Il risultato sono vertigini, mal di testa, rigidità muscolare.

Nella medicina cinese si direbbe, “Il Qi dello Stomaco non scende, il Tan (muco interno) sale e ostruisce gli orifizi della testa”. Nella medicina moderna, “Il nervo vago viene irritato, l’equilibrio neurovegetativo si altera e la cervicale ne risente”.

Due lingue diverse per raccontare la stessa realtà.

Ti faccio un esempio quotidiano, immagina di aver passato una giornata stressante. Alla sera ti siedi a tavola e mangi in fretta, magari con un bicchiere di vino. Dopo poche ore senti bruciore di stomaco. Vai a letto e ti svegli con il collo rigido e la testa che gira.

È una scena comune. Eppure pochi collegano il reflusso serale con il dolore cervicale mattutino. In realtà è la stessa catena di eventi.. stomaco in difficoltà si traduce in Qi che risale e di conseguenza collo e testa che si congestionano.

Non fraintendiamoci, la postura conta. Lavorare ore al computer, tenere il collo in avanti, dormire male col cuscino sbagliato… tutto questo influisce. Ma se pensi che la cervicale sia solo un problema di muscoli e vertebre, perdi metà della storia.

Molte tensioni cervicali sono in realtà somatizzazioni viscerali. Lo stomaco, il fegato, persino l’intestino possono riflettersi sul collo e sulla testa.

La medicina moderna parla di riflessi viscero-somatici... un organo irritato manda segnali nervosi che si manifestano come dolore muscolare in una zona lontana. La medicina cinese parlava già da secoli di meridiani, linee di connessione che uniscono organi interni e aree corporee.

E indovina? Il meridiano dello stomaco passa proprio dal collo e dalla testa.

Ti faccio una lista dei segnali tipici che indicano che la cervicale potrebbe avere una radice digestiva:

- Dolore cervicale che compare dopo i pasti.

- Vertigini o testa ovattata associate a reflusso o acidità.

- Cervicale rigida la mattina dopo cene pesanti o alcol.

- Dolore al collo che migliora con cibi leggeri e peggiora con grassi e vino.

- Mal di testa frontale o alla nuca accompagnato da nausea.

Se ti riconosci in alcuni di questi punti, probabilmente il problema non è solo muscolare.

Cosa fare nella pratica? Ecco alcuni consigli semplici ma efficaci:

1. Cibi leggeri alla sera: meglio zuppe, verdure cotte, cereali leggeri come riso o miglio. Evita formaggi, fritti e alcol, sono nemici dello stomaco e della cervicale.

2. Tisana digestiva: un paio di fettine di zenzero fresco bollite per 5 minuti, bevute tiepide, aiutano lo stomaco a “scendere” e liberano la testa.

3. Respirazione profonda: ogni volta che senti rigidità cervicale dopo i pasti, fai 5 respiri profondi, allungando delicatamente il collo all’indietro. Stimoli così il nervo vago e migliori la digestione.

4. Calore locale: se la cervicale si irrigidisce, un panno caldo o una boule d’acqua calda sul collo aiuta a sciogliere la tensione. In medicina cinese, il calore sostiene lo Yang e muove il Qi bloccato.

5. Camminata dopo i pasti: anche solo 10 minuti di passeggiata facilitano la discesa del Qi e prevengono il reflusso.

Non dimentichiamolo, stomaco e cervicale sono due recettori emotivi. Lo stomaco digerisce non solo il cibo, ma anche le emozioni. Preoccupazioni, ansia, stress, vanno dritte lì.

La cervicale, invece, è il punto in cui sopportiamo il peso del mondo... responsabilità, pensieri, carichi che teniamo sulle spalle.

Quando queste due aree si incontrano, stomaco appesantito e cervicale contratta, il risultato è inevitabile... dolori, vertigini, blocchi.

È bello vedere come la medicina moderna e quella cinese, pur con linguaggi diversi, dicano la stessa cosa. In entrambi i casi, il messaggio è chiaro... lo stomaco e la cervicale non sono mondi separati.

Il nostro corpo ci parla, un reflusso seguito da vertigini non è un caso. Una cervicale bloccata dopo una cena pesante non è un caso. Una testa ovattata con nausea non è un caso.

Il corpo ci racconta, in linguaggi diversi, che tutto è collegato. E che prendersi cura della cervicale significa anche prendersi cura dello stomaco.

Quindi la prossima volta che hai male al collo, non fermarti solo al massaggio o alla postura. Chiediti... cosa ho mangiato, come ho digerito, come sto vivendo le mie emozioni? La risposta spesso è già lì.

XO – Patrizia Coffaro

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21/12/2025

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La pasta non andrebbe mangiata tutti i giorni. Questione di calorie ed esigenze nutrizionali? NO!!!

Precisiamo quanto segue.

👉 Non è questione di calorie e neppure di carboidrati (macromolecole importanti per chi fa sport, visto che il rendmento dello sportivo dipendono dalle riserve di glucosio a livello muscolare).

👉 E’ questione di proteine. O meglio, il punto sono le proteine di RISERVA, ovvero GLIADINA E GLUTENINA, che, unite ad acqua, formano il GLUTINE.

👉 Il GLUTINE, in particolare quello dei grani moderni, è quello che può favorire permeabilità intestinale.

👉 PERCHE? Il glutine dei grani moderni non viene completamente digerito, ovvero rimangono frammenti proteici non completamente scomposti, definiti EPITOPI TOSSICI, che possono favorire intolleranze al glutine e immunogenicità, ovvero possono indurre una risposta immunitaria (come accade nel caso della predisposizione alla malattia celiaca).

👉 Ecco perché no pasta tutti i giorni!! E certamente non da grani moderni… che spesso vengono dal Canada, quindi con aggiunta di glifosato.

👉 Diverso è mangiare il pane lievitato con pasta madre. I batteri lattici della pasta madre sono in grado di scomporre queste proteine di riserva, ovvero sono in grado di degradare le proteine del glutine (gliadina e glutenina). Nello specifico, la gliadina (principale responsabile della risposta immunitaria). Inoltre la masticazione favorisce questa scomposizione.

👉 La riduzione della gliadina in amminoacidi e peptidi a minor peso molecolare, operato dai batteri della pasta madre, fa si che il nostro organismo non riconosca questa proteina come tossica, riducendo quindi la risposta immunitaria. Ecco che il lievito madre può essere utile nel controllo dell’incidenza della sensibilità al glutine non celiaca e anche nella prevenzione del manifestarsi della celiachia.

Per la quotidianità preferiamo il cereale (non raffinato) in chicco… ad esempio riso integrale, miglio decorticato, farro, orzo, ecc.

Cereale integrale in chicco cotto per assorbimento: in questo modo oltretutto non ci perdiamo i composti idrosolubili quali sali minerali e fibra solubile. Quindi, anche i cereali senza glutine li preferiamo in chicco, cotti per assorbimento.

Questa è la vera dieta mediterranea.

Il miglio è un cereale antichissimo: veniva utilizzato per preparare la polenta prima che arrivasse il mais dal nuovo continente.

Il cereale non raffinato in chicco è quello che nutre il nostro microbiota. E sarebbe utile prendersi cura di questi batteri… nostri amici.

Non dimentichiamo che buona parte della popolazione segue una dieta “sbagliata”… la classica Wester Diet. Compresa la pasta con glifosato tutti i giorni. Ecco perché abbiamo tante malattie cardio metaboliche e tanti casi di disbiosi e permeabilità intestinale.

Volendo si può cambiare.
Visto che si tratta di SALUTE, il bene più importante.

Ma, come sempre, è una scelta.

20/12/2025

Siamo uno studio di Fisioterapia e Posturologia all’avanguardia specializzati in riabilitazione, osteopatia e riequilibrio posturale globale (Raggi Method).

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17/10/2025

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QUANDO L'INFIAMMAZIONE DIVENTA IL TUO STILE DI VITA

di Patrizia Coffaro

Dimmi la verità: ti è mai capitato di sentire il corpo stanco anche dopo aver dormito abbastanza? Di svegliarti già senza energia, con la mente annebbiata, come se fossi immersa in una nebbia sottile che non ti lascia mai del tutto?

Ti guardi allo specchio e pensi:

“Ma perché mi sento così… spenta?”

Eppure, non stai male davvero. Non hai la febbre, non hai un’infezione, non sei “malata” nel senso tradizionale del termine.
Ma dentro… qualcosa non va.

Ti senti come se il tuo corpo fosse sempre impegnato a combattere qualcosa. Solo che non sai cosa.

Ecco, quello che senti, quel logorio sottile, quella stanchezza che non passa, quella sensazione di “essere a secco”, non è nella tua testa. Ha un nome preciso: inflammaging. Ne parlo da tempo. Penso sia stato uno dei primissimi argomenti che ho trattato.

Ma cos’è davvero l’inflammaginng? Il termine unisce due parole: inflammation (infiammazione) e aging (invecchiamento). Ed è esattamente quello che succede... un processo di infiammazione cronica di basso grado che accompagna, e accelera, l’invecchiamento biologico.

Non si tratta di un’infiammazione acuta come quando ti tagli o ti viene la febbre, lì il corpo reagisce, combatte, guarisce e torna a riposo. Qui invece, il sistema di allarme resta acceso. Sempre.

Immagina di avere un antifurto in casa che suona notte e giorno, anche quando non c’è nessun ladro.

Dopo un po’, non solo ti snerva… ma finisci per consumare tutta la batteria.

Ecco: questo è ciò che accade dentro di te quando il tuo sistema immunitario resta in allerta cronica. Si chiama "esaurimento immunitario" e oggi colpisce milioni di persone, anche giovani, senza che se ne accorgano.

Il sistema immunitario è il tuo esercito personale. Ti difende da virus, batteri, tossine, cellule anomale, e da tutto ciò che può danneggiarti.

Ma quando è continuamente stimolato da microinfiammazioni, stress, cibo infiammatorio, carenze di sonno o tossine ambientali… non riesce più a spegnersi.

E allora, invece di proteggerti, comincia a logorarti dall’interno.

Non è cattiveria: è un meccanismo di difesa impazzito. Il corpo “crede” di dover continuare a combattere, anche quando il nemico non c’è più. E lo fa attivando citochine infiammatorie, radicali liberi, cortisolo, giorno dopo giorno, mese dopo mese.

Il risultato?

- Ti senti stanco anche appena sveglio.

- Ti ammali più facilmente o guarisci più lentamente.

- Hai dolori diffusi, rigidità, e quella sensazione di “peso corporeo” costante.

- Ti dimentichi le cose, perdi la concentrazione, la mente si annebbia.

- Ti senti irritabile o ansioso senza motivo.

Non è pigrizia. Non è “età”. Non è che “stai esaurendo la riserva di energia”. È il tuo sistema immunitario che ha dimenticato come spegnersi.

Questa infiammazione cronica di basso grado, anche se non dà sintomi eclatanti, corrode lentamente i tessuti. Danneggia le membrane cellulari, altera la comunicazione tra ormoni e recettori, riduce la capacità dei mitocondri di produrre energia.

Ecco perché ti senti svuotato,
le tue cellule sono come lampadine con il filamento consumato, ancora accese, ma sempre più fioche.

La scienza oggi sa che l’inflammaging è il denominatore comune di quasi tutte le malattie croniche... dalle cardiopatie al diabete, dalle malattie autoimmuni ai disturbi cognitivi, fino ai tum0ri.

Ma la buona notizia è che non è un destino scritto nel DNA. È un processo modulabile, reversibile, educabile.

Sì, hai letto bene, il tuo sistema immunitario può essere rieducato.

Ora ti spiego un concetto che a molti sfugge, l' “immunità allenata”.

In passato si pensava che l’immunità innata fosse una reazione meccanica, rigida, senza memoria. Oggi invece sappiamo che le cellule immunitarie possono apprendere: possono diventare più sagge, più equilibrate, più selettive.

Questo fenomeno si chiama "trained immunity", immunità allenata. Significa che puoi insegnare al tuo sistema immunitario a non reagire a tutto, ma a rispondere in modo intelligente, calibrato, sostenibile.

Come si fa?

Non con un’altra pillola, non con un “integratore miracoloso”, ma con un percorso di rieducazione biologica che parte da ciò che metti nel corpo e da come vivi ogni giorno.

Il corpo non si disattiva perché si sente in pericolo. Se il tuo corpo resta in allarme, è perché non si sente al sicuro. Ogni stress, fisico o emotivo, viene percepito come una minaccia. E il sistema immunitario risponde come se dovesse sopravvivere.

Ecco perché lo stress cronico e l’infiammazione cronica sono due facce della stessa medaglia. Non puoi spegnere una senza calmare l’altra.

Quando il tuo corpo vive nel pericolo, rilascia costantemente cortisolo, adrenalina e citochine infiammatorie. Il sistema linfatico si congestiona, l’intestino perde integrità, i mitocondri rallentano.
E tu… ti senti “svuotato”.

Ci sono cinque cause principali che mantengono accesa questa infiammazione silenziosa:

1. Stress cronico e mancanza di sonno profondo. Il corpo non rigenera, non smaltisce, non ripara.

2. Dieta pro-infiammatoria. Troppi zuccheri, farine raffinate, grassi ossidati, cibi ultraprocessati e carenze di fibre.

3. Disbiosi intestinale. Un microbiota alterato produce tossine e segnali infiammatori che si diffondono in tutto l’organismo.

4. Tossine ambientali e metalli pesanti. Il sistema immunitario è costretto a lavorare 24 ore su 24 per difenderti da sostanze che non riesce a smaltire.

5. Sedentarietà e carenza di movimento ritmico. Il movimento non serve solo a “bruciare calorie”: è il linguaggio con cui insegni al corpo che è vivo e al sicuro.

L’infiammazione è un linguaggio, non un errore... Ogni sintomo è un messaggio. L’infiammazione non è il nemico, è la voce con cui il corpo chiede attenzione. Zittirla con farmaci o stimolanti può darti sollievo, ma non risolve il conflitto interno.

È come spegnere la spia rossa dell’olio nella macchina con un pezzo di nastro adesivo. Funziona per un po’, poi il motore si brucia.

Il corpo non vuole sabotarti.
Vuole solo ritrovare equilibrio, coerenza, sicurezza.

Come ricalibrare il sistema immunitario?

Per riportare equilibrio, devi creare condizioni di sicurezza fisiologica.
E questo non si ottiene “aggiungendo qualcosa”, ma togliendo ciò che disturba e reinsegnando al corpo la calma.

Ecco alcune chiavi pratiche per iniziare:

1️⃣ Rieduca il ritmo circadiano

Vai a dormire e svegliati alla stessa ora. La luce mattutina è un antinfiammatorio naturale. Ogni notte di sonno profondo riduce citochine e migliora la memoria immunitaria.

2️⃣ Nutri la tua immunità con cibo vivo. Non si tratta di seguire una moda alimentare, ma di nutrire le cellule e non l’infiammazione. Frutta e verdura di stagione, spezie antiossidanti, proteine pulite, grassi buoni e fibre. Riduci zuccheri, glutine industriale e latticini infiammatori.

3️⃣ Rimuovi le fonti di tossicità

Detergenti, cosmetici, muffe, metalli pesanti, pesticidi... il corpo reagisce a tutto ciò che percepisce come minaccia. Depurare l’ambiente è come liberare il sistema immunitario da un peso costante.

4️⃣ Respira e muoviti ogni giorno

Il movimento ritmico, camminata, Qi Gong, Yoga, danza dolce, stimola il sistema linfatico, il tuo canale di drenaggio naturale. Senza drenaggio, l’infiammazione non si spegne.

5️⃣ Coltiva la calma limbica

Ogni volta che ti senti in pericolo, anche solo emotivamente, il corpo entra in modalità difesa. La calma non è una condizione mentale, ma un segnale biologico. Quando respiri consapevolmente, sorridi, ti senti al sicuro, il sistema immunitario riceve il messaggio: “puoi spegnere l’allarme”.

Il corpo non vuole “più energia”: vuole equilibrio. Molti pensano di risolvere la stanchezza aggiungendo stimolanti, caffè, integratori energetici, superfood. Ma se il sistema immunitario è infiammato, tutto questo è come schiacciare l’acceleratore con il freno tirato.

Non serve aumentare la potenza, serve rilasciare la tensione. L’energia non si crea: si libera.

Quando l’infiammazione si riduce, la vitalità ritorna da sola. Perché il corpo, nella sua saggezza, non ha mai smesso di sapere come guarire... ha solo bisogno di essere ascoltato.

Ogni pensiero produce una cascata di segnali chimici. Ogni emozione parla alle tue cellule immunitarie. Rabbia, paura, risentimento cronico... tutti generano microinfiammazioni.

Ma anche l’amore, la gratitudine e la fiducia modificano la risposta immunitaria, abbassano il cortisolo, aumentano la produzione di ossitocina e serotonina.

La medicina moderna lo chiama “psiconeuroimmunologia”, ma in realtà il corpo lo sa da sempre:
non puoi guarire un corpo che si sente in guerra.

Il burnout immunitario è ciò che accade quando il corpo ha reagito troppo a lungo. Le cellule immunitarie si stancano, smettono di rispondere correttamente, e tu ti senti svuotato.

Ma anche questo stato può essere invertito. Serve tempo, gentilezza e una strategia coerente.

Non con la mentalità del “fare di più”, ma con quella del “fare meglio”. Non serve combattere il corpo.. serve riaccordarlo, come si fa con uno strumento musicale.

Cosa succede quando l’infiammazione si spegne? Quando finalmente il sistema immunitario ritrova la sua intelligenza:

- La mente torna lucida.

- Il sonno diventa rigenerante.

- I dolori si attenuano.

- L’umore si stabilizza.

- Il corpo ritrova la sua leggerezza naturale.

Non è magia. È biologia armonizzata.

Perché il corpo, quando lo metti nelle condizioni giuste, non ha bisogno di ordini. Si autoregola, si ripara, si rinnova.

La soluzione non è prendere più integratori, o fare mille test, o inseguire la nuova moda salutista del momento. La soluzione è comprendere il linguaggio del tuo corpo.

Capire cosa lo stressa, cosa lo infiamma, cosa lo rassicura. E ricordarti che ogni giorno, con ogni scelta, stai comunicando qualcosa al tuo sistema immunitario.

Gli stai dicendo:

“Puoi fidarti” oppure “devi difenderti”.

La medicina del futuro, e quella che già oggi molti di noi stanno praticando, non sarà più basata solo sul sopprimere i sintomi, ma sull’allenare la resilienza biologica.

Parlerà di ritmi, sicurezza, adattamento, coerenza, comunicazione cellulare, campo elettromagnetico. Una medicina che non separa corpo e mente, ma li vede come un unico sistema vivente che interagisce con l’ambiente, con la luce, con le emozioni.

E tu, in questo quadro, non sei un paziente da curare. Sei un essere intelligente da rieducare alla fiducia nella propria biologia.

E se iniziassi oggi?

Ogni passo, anche il più piccolo, cambia qualcosa. Una notte di sonno in più. Una camminata nella natura. Un pasto più pulito. Una respirazione più consapevole. Un pensiero meno duro verso te stesso.

L’infiammazione non è un nemico... è un invito. Ti chiede di fermarti, ascoltare, scegliere con più amore.

Quando rispondi a quell’invito, la guarigione non è più un obiettivo, ma una conseguenza.

Alla tua salute, alla tua luce,

XO – Patrizia Coffaro

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28/07/2025

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"MI RACCOMANDO..., NON SI FACCIA METTERE LE MANI ADDOSSO DA NESSUNO"...
È una frase fatta..., che ormai va di moda.
Posso capire il timore del medico che si preoccupa del proprio paziente,
ma non trovo giusto fare di ogni erba un fascio.
Consapevole che vi sono molte persone che si improvvisano professionisti della salute..., ma questo non significa condannare un paziente al non poter fare più nulla per la propria colonna
quando sarebbe di necessità.
Esistono anche manovre che sono assolutamente rispettose delle situazioni limite, quali presenze di ernie, di protrusioni, di compressioni nervose..., etc. Allora sarebbe più saggio saper individuare quelle figure professionali adatte a determinate manovre a cui inviare i pazienti.
Per esempio, il Kiropratico non fa trust in presenza di ernie, e lo trovo saggio. Così nessuno dovrebbe improvvisarsi in tale professione che deve essere molto ben conosciuta. Ma da qui a vietare al paziente di poter fare anche la più piccola manovra in decoaptazione, un trattamento fasciale..., esercizi di respirazione..., un delicato allungamento muscolare..., ce ne vuole.
Ecco che allora noi terapisti dovremmo meglio interagire con i nostri medici e specialisti per dichiararci per ciò che facciamo, per il tipo di professione, tecnica o approccio che utilizziamo.
Le manovre che noi utilizziamo con il nostro metodo, sono sempre in scarico..., in decoaptazione, e mai manovre violente o veloci.
A volte, quando serve, bisogna utilizzare manovre che devono agire sui muscoli della componente tonica (spesso fibrosi..., retratti..., che mantengono in blocco le articolazioni...), ma sempre nel rispetto della condizione del paziente e della saggia prescrizione del medico.
Dunque maggior dialogo..., e più possibilità per il paziente sofferente..., pur nella massima tutela.
(D. Raggi)

07/01/2025

LA PAURA (DEL ) E' UNA SEGA MENTALE.
L'intolleranza al lattosio si riferisce principalmente a una che presenta diversi sintomi diversi in seguito al consumo di alimenti contenenti lattosio.
È una delle forme più comuni di intolleranza alimentare e si verifica quando l'attività della lattasi (enzima che scioglie il lattosio) nelle cellule della mucosa dell'intestino tenue è ridotta o assente,
Il problema può essere genetico (assenza del gene della lattasi) o acquisito, ad esempio IN TUTTE QUELLE PATOLOGIE intestinali in cui abbiamo una infiammazione (duodenite, ileite) o una infezione intestinale da batteri ( ) o da ( ).
Infatti, il lattosio NON DIGERITO viene FERMENTATO dal intestinale, causando i sintomi di intolleranza al lattosio: , , e , con notevole variabilità inter-individuale.
Ma se sei solamente intollerante, hai due strategie:
1) EVITARE il lattosio come fosse il diavolo
2) Assumere una compressa (enzima digestivo) contenente la lattasi che ti manca; e ce ne sono dozzine in farmacia e sulla rete.
Il problema vero sono i MALINTESI DIAGNOSTICI; è l'approccio diagnostico che fa la differenza.
Molti, infatti, per diagnosticare intolleranza al lattosio invitano i propri pazienti a fare (l'inutile!) test del respiro al lattosio.
Se la curva dell'idrogeno è oltre una certa soglia ... ecco che ti viene appiccicata sopra la diagnosi di "intollerante".
Peccato che nessuno ti dica che gli stessi batteri che AMANO mangiare il lattosio amano anche il glucosio, il fruttosio (si, quello della frutta!) e le farine raffinate di , e . Piuttosto che aglio e cipolla, carciofo e broccolo, lenticchie e piselli.
Quindi, se hai tolto il lattosio, se assumi una lattasi in compressa e comunque soffri di dolore addominale, gonfiore, flatulenza e diarrea ..... ti hanno fatto la diagnosi sbagliata.
Ti tengono incatenato/a ALL'INAZIONE.
Al prossimo giro ... al prossimo tentativo di DIAGNOSI FARLOCCA rifiuta il test al lattosio ed invece - allo stesso prezzo, con la stessa durata - fallo al LATTULOSIO. Li vedi glucosio, fruttosio, orzo, farro, grano, aglio, cipolla, carciofo, broccolo, lenticchie e piselli...... fibre .
TI lascio con un'ultima considerazione: non è curioso come i sintomi che hai letto sembrino "COLON (intestino, prego!) IRRITABILE" ( )?
E non è curioso che 7 associazioni di professionisti ITALIANA dal 2022 non solo consiglia un approccio alimentare, ma suggerisce specificatamente la dieta FODMAP?
TI lascio alle tue considerazioni, ma ricorda: esiste un solo bene, la , e un solo male, l'ignoranza.
La tua salute vale e la paura PER IL LATTOSIO è una sega mentale!
Un antivirus per le paure infondate dal tuo "Igienista Mentale" di quartiere ( , )

Immagine: Copertina del libro del Prof. Giulio cesare Giacobbe, edizione Mondadori (relativo copyrigth)

17/12/2024

🚀Si sono conclusi questo weekend i Corsi Avanzati Pancafit Vertical® 2024 Raggi Method®!

🗓️Venerdì 13, Sabato 14 e Domenica 15 Dicembre, sono stati molti i professionisti che hanno approfondito a livello avanzato come affrontare le problematiche posturali, algo-disfunzionali e le alterazioni di schemi motori attraverso l’utilizzo delle Posture Decompensate® in catena chiusa ed iperchiusa con l’utilizzo di Pancafit Vertical®.

🔻Nello specifico:

🔹⁠⁠Pancafit Vertical® e Performance Sportive: la gestione posturale delle problematiche relative a dis-performance, limiti funzionali nello sportivo, alterate percezioni e schemi falsati.

🔹Pancafit Vertical® e Arti Inferiori: la gestione posturale delle problematiche degli arti inferiori e trattamento del ginocchio varo/valgo, del flexum/recurvatum, del falso ginocchio varo e del ginocchio intraruotato delle contropatie femoro-rotuleo e del piede piatto/valgo/supinato/varo.

🔹Pancafit Vertical® e Cingolo Scapolare/Pelvico: la gestione posturale delle problematiche del cingolo scapolare e del cingolo pelvico. Valutazione e trattamento della la falsa gamba corta legata ad alterazioni dei rapporti articolari ileo/sacro/ileo, dei rapporti L5/S1, e dei rapporti acetabolari.
Trattamento dei limiti funzionali dell’anca e dell’artrosi dell’anca, della spalla e delle varie alterazioni dei rapporti scapolo/toracici, scapolo/omerali e le varie problematiche dolorose del cingolo scapolare.

🔹 ⁠Pancafit Vertical® e Colonna Vertebrale: la gestione Posturale delle problematiche della colonna vertebrale in toto. Trattamento del rachide cervicale, del rachide dorsale, del rachide lombare e lombo-sacrale.
Fibrolisi in postura decompensata, utilizzo del Twister di Vertical come tester per palesare i limiti funzionali delle faccette e come strumento per superare i limiti articolari evidenziati dai test.

🔹⁠Pancafit Vertical® e Trattamento delle Scoliosi: trattamento reale della scoliosi su pazienti, utilizzando ogni concetto del Riequilibrio Posturale Decompensato ed ogni accessorio di Vertical all’uopo creati. Analisi delle relazioni fra occhi, bocca, occlusione, palato, lingua e scoliosi in modo attivo attraverso i decompensi in catena chiusa ed iperchiusa.

Ringraziamo, in particolare i partecipanti di questo weekend:
Cinzia Maestri
Marco Rorato
Claudio Nencini
Feltrin Fabio
Dario Coppola
Accademia del Movimento
Rapallo Salute
Rita Bocchi - Chinesiologa
Sonia Berti

⭐️Stiamo già preparando il calendario dei corsi avanzati Pancafit Vertical® 2025. Se ancora non conosci Vertical® e desideri approfondirne le potenzialità per la tua professione, scopri di più sul nostro sito e chiedici maggiori informazioni!
https://pancafit.it/offerta-formativa/

Indirizzo

Varese

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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