Anti Aging Metamorphosis system

Anti Aging Metamorphosis system Biologist, author of books on training, diet and Anti Aging, researcher in the field of Antiaging I am a book eater, although not of all kinds.

Biologist, degree from the Universidad Central de Venezuela (UCV), expert in nutrition, exercise physiology and Anti Aging

What to say, on my site, and by listening to my videos, you will be able to understand who I am and what I do. "I believe that to know yourself it takes at least 2 hours of reading a day"(Berkeley). "One of the biggest mystifications that modern food science has managed to pe

rpetrate is to pass the concept of calories burned in training and gained in diet. I have been explaining during my courses for years that organisms are not "ovens" that burn food, but complex structures that act according to the principles of biochemistry. Each food ingested does not simply develop heat, but activates specific metabolic pathways (mainly hormonal, but not only) which result in specific biochemical cascade reactions. Hence, 100 Kcal of Proteins, 100 Kcal of fat or 100 Kcal of carbohydrates if burned in a calorimetric bomb always produce the same thermal response, but if introduced into our body, since they follow different metabolic pathways, they produce very different responses. differences that in the first case predispose to weight loss, in the second case they tend to be neutral and in the third case to gain weight. Furthermore, the type of carbohydrates (low and high glycemic index), amino acids constituting the protein sources and fats, in turn, produce different effects. From what has just been said it follows that the extreme simplification adopted to date to explain the organic response to food (essentially the use of the concept of calorie) generates extreme confusion and inability to solve the many problems related to the change in body composition, as well as the definition of an ideal diet according to the individual goals."

- Enrico Dell'olio -

www.italianantiaging.com

www.enricodellolio.net

www.highintensityitalia.com

www.youtube.com/enricodellolio

Buona domenica
07/06/2026

Buona domenica

FOTO VECCHIE E NUOVE

Stamattina guardavo alcuni degli scatti fatti quando stavo preparando il mio libro sull'allenamento in Alta Intensità: Protocollo Ibrido HD/ZT e mi sono soffermato su questa foto.

Lo pubblico visto che di foto mie non ne metto mai molte e me le chiedete spesso.
Buona giornata a tutti...!!!!

Direi proprio di sì
06/06/2026

Direi proprio di sì

INTEGRATORI ALIMENTARI SI O NO?

Una delle cose che mi viene richiesta di più quando vengo contattato privatamente è quali integratori usare.

Inizio sempre rispondendo che prima di iniziare a pensare agli integratori sarebbe necessario sistemare la propria dieta.

La parola stessa ( integrare ) ci dice che prima di usare un supplemento alimentare dovrebbe esistere qualche cosa da cui partire e quindi, solo se ce ne fosse bisogno, integrare.

Usare integratori a casaccio è assai costoso, ma non ci garantisce i risultati auspicati.

Vi assicuro che una volta strutturato un piano alimentare corretto l'integrazione è qualcosa di molto piccolo e comunque sempre relativa alle condizioni soggettive.
E' chiaro che se ci troviamo a lavorare con una persona che usa Statine per il controllo del colesterolo sarà necessario integrare il Coenzima Q 10, dal momento che le Statine notoriamente sopprimono la sintesi di questa importante molecola implicata nella conversione dei substrati energetici in ATP all'interno del ciclo di Krebs ( leggi meno energia disponibile per quello che dobbiamo fare ).

Quindi, tornando all'oggetto del Post, quanto realmente servono gli integratori?
Gli integratori alimentari sono un'arma efficacissima si, ma solo quando ne abbiamo bisogno e se inseriti all'interno di un piano alimentare strutturato in relazione alle necessità e agli obiettivi del praticante.

Buona giornata a tutti..!!!

Direi proprio di sì….
05/06/2026

Direi proprio di sì….

LA CONOSCENZA E' POTERE

Come facciamo a definire durante un programma ad Alta Intensità ( Heavy Duty e/o Protocollo Ibrido HD/ZT ) se stiamo procedendo correttamente?

Una delle maggiori difficoltà che si riscontrano lavorando con queste tecniche di allenamento è come quantificare i risultati attraverso l'uso del diario, così come capire attraverso i dati emersi dalle sedute precedenti come operare negli allenamenti successivi ( rimodulazione dinamica di Volume e Frequenza in relazione all'Intensità di lavoro ).

Nel mio libro: " L'Intensità applicata alla scienza dell'esercizio ", così come in Elisir ho cercato di approfondire il più possibile questo aspetto dell'Alta Intensità dando tutte le informazioni necessarie alla corretta messa in opera.

Per gli avanzati ho creato anche un gruppo Facebook privato e a pagamento di discussione e corretta implementazione dei miei protocolli.

Non abbiate paura di approfondire, citando Francesco Bacone: "La conoscenza è potere"

Parlando di coscienza
04/06/2026

Parlando di coscienza

QUANTO SAPPIAMO DAVVERO DELLA COSCIENZA?

Ho letto una storia che mi ha spinto a riflettere profondamente.

Si racconta che nel Parco Kruger, in Sudafrica, un guardaboschi sia stato ritrovato senza vita dopo un malore e che un vecchio elefante, da lui salvato anni prima quando era ancora una giovane creatura rimasta orfana, abbia vegliato sul suo corpo per giorni, allontanando altri animali e restando accanto a lui come a proteggerlo.

Non sappiamo con assoluta certezza quanto di questo racconto sia documentato nei dettagli e quanto possa essere stato romanzato. Ma, indipendentemente dalla singola vicenda, esistono numerose osservazioni sul comportamento degli elefanti che meritano attenzione.

Gli elefanti ricordano.
Riconoscono individui e relazioni.
Manifestano comportamenti complessi verso membri del gruppo feriti o morti.
Mostrano cooperazione, apprendimento sociale e, in alcuni casi, atteggiamenti che sembrano andare oltre il semplice istinto automatico.

E qui nasce una domanda che considero straordinaria.

Quanto sappiamo davvero della coscienza?

Per molto tempo abbiamo immaginato la coscienza come un privilegio quasi esclusivamente umano, una sorta di confine netto tra noi e il resto della natura. Ma la biologia, l’etologia e le neuroscienze moderne ci stanno lentamente insegnando prudenza.

Forse il problema non è stabilire se gli animali abbiano una coscienza identica alla nostra.

Forse il problema è che continuiamo a usare la nostra coscienza come unico metro di misura possibile.

Un elefante non pensa come un essere umano.
Un cane non percepisce il mondo come noi.
E probabilmente nemmeno noi comprendiamo pienamente cosa significhi “essere” loro.

Troppo spesso definiamo “non scientifico” ciò che semplicemente non sappiamo ancora spiegare.

La scienza autentica non nasce dal dogma o dalla presunzione di avere già tutte le risposte. Nasce dall’osservazione, dalla curiosità e dalla disponibilità a mettere in discussione i nostri modelli quando la realtà ci sorprende.

Gli animali provano emozioni?
Ricordano?
Creano legami?
Vivono forme di lutto o di attaccamento?

Le evidenze oggi suggeriscono che la risposta, almeno in parte, sia sì.

E questo ci porta a una riflessione ancora più ampia.

Forse la coscienza non è un interruttore acceso o spento, presente solo nella nostra specie, ma un fenomeno che si manifesta in gradi, forme e modalità diverse lungo tutta la natura.

Non significa attribuire automaticamente caratteristiche umane a ogni forma di vita o abbandonare il rigore scientifico. Significa, al contrario, riconoscere i limiti della nostra prospettiva e mantenere aperta una domanda che potrebbe essere molto più grande di noi.

Perché, in fondo, la vera scienza non teme le domande difficili.

Le cerca.

Lavoro della settimana
03/06/2026

Lavoro della settimana

QUANTO SONO EFFICACI I MIEI PROTOCOLLI DI LAVORO?

Qui viene ritratto Luca, un ex campione italiano Man Physique che dopo un incidente e uno stop di 6 mesi venne da me per rimettersi in forma (totalmente Natural).

In 12 settimane passammo dalla prima alla seconda foto usando per il recupero muscolare la mia Dieta Fasica ( come potete apprezzare il grasso corporeo è rimasto assolutamente sotto controllo) mentre abbiamo recuperato totalmente la massa muscolare persa.

Una seduta in palestra ogni 4 giorni con il Protocollo Ibrido HD/ZT di 25 minuti (per un totale di meno di 4 ore al mese in palestra) e nessuna attività aerobica di supporto (come da mia solita ricetta).

Il lavoro è stato fatto in poco tempo grazie all'ottima genetica di Luca e alla memoria muscolare derivata dalle gare e dagli anni passati in palestra.

Perchè vi parlo di Luca, lo faccio per dimostrare (se ancora ce ne fosse bisogno) che lavorare in Alta Intensità è un'alternativa piu' che adeguata a qualsiasi altra metodica conosciuta, i risultati possono essere gli stessi dei classici schemi Weider di Alto Volume, ma il risparmio di tempo e l'ottimizzazione dei fattori non ha uguali.

Ancora una volta lascio a voi la parola per eventuali commenti...

Per maggiori informazioni su come ottenere questi risultati ho postato il link ai miei libri nei commenti

Buona giornata a tutti..!!!

02/06/2026

Ovviamente

ATTENZIONE
02/06/2026

ATTENZIONE

ARTRITE REUMATOIDE, NEL 1939 UN DENTISTA GUARÌ UN BAMBINO CHE NON RIUSCIVA PIÙ A SEDERSI.
NEL 2026 LA MEDICINA DICE ANCORA: “LA CAUSA È SCONOSCIUTA”.

Nel 1939 il dentista americano Weston A. Price pubblicò un libro straordinario: Nutrition and Physical Degeneration.

Tra centinaia di casi clinici documentò la storia di un bambino di 5 anni costretto a letto da oltre due anni e mezzo.

Diagnosi: reumatismo infiammatorio con artrite e coinvolgimento cardiaco acuto.

Ginocchia e polsi enormemente gonfi.
Colonna vertebrale irrigidita.
Dolori continui.
L’ospedale aveva ormai detto alla famiglia che non c’era più nulla da fare.

Price osservò però qualcosa che quasi nessuno collega ancora oggi alle malattie degenerative: il bambino aveva una bocca devastata dalla carie.

Nei suoi archivi clinici, il 95% dei bambini con febbre reumatica presentava lo stesso quadro.

Per Price il problema non era “un sistema immunitario impazzito”, ma un organismo profondamente impoverito e infiammato:
- alimentazione industriale,
- carenze nutrizionali,
- tossicità accumulata,
- incapacità del corpo di riparare i tessuti.

La terapia?

Niente farmaci biologici da decine di migliaia di dollari all’anno.
Niente immunosoppressori.
Niente cortisone cronico.

Semplicemente:
- eliminazione di zucchero raffinato e farine bianche,
- latte intero da vacche allevate al pascolo,
- b***o da animali grass-fed,
- olio di fegato di merluzzo,
- midollo osseo,
- fegato,
- verdure verdi,
- avena e cereali integrali freschi.

Dopo un mese il bambino riuscì a stare seduto sul bordo del letto per la prima volta dopo due anni e mezzo.

Dopo sei mesi il gonfiore si era drasticamente ridotto.

Dopo un anno: recupero completo.

Anni dopo la madre riferì che il bambino cresceva più della media, correva, giocava e conduceva una vita assolutamente normale.

Oggi, nel 2026, la Mayo Clinic dichiara ancora che la causa dell’artrite reumatoide è “sconosciuta”.

La malattia viene definita autoimmune, incurabile e progressiva.

Eppure già nel 1939 qualcuno aveva documentato, con fotografie e risultati clinici, che il terreno biologico, l’alimentazione e lo stato nutrizionale potevano cambiare completamente il decorso della malattia.

Forse il problema non è che manchino le risposte.

Forse il problema è che alcune risposte non producono abbastanza profitto.

Nei commenti ho postato un link al libro necessario alla strutturazione di un percorso Anti Aging e dí recupero alle patologie croniche

01/06/2026

Buon inizio settimana

Buona domenica
31/05/2026

Buona domenica

COSA E' L'INVIDIA?

L'invidia è un sentimento infimo, è quel sentimento provato da coloro che consci o inconsci dei loro limiti personali o professionali guardando l'altro e vedono i propri limiti.

Sfortunatamente l'invidia non diventa mai ammirazione ma, il più delle volte, diventa odio viscerale e, nei casi più gravi, l'invidioso diventerà il tuo peggior nemico, non capendo che così facendo non farà altro che avvallare e sottolineare le tue capacità e abilità, mentre lui non solo continuerà il suo percorso di miseria personale o professionale, ma allo stesso tempo si consumerà lentamente schiacciato dal rimorso di quello che sarebbe potuto essere ed invece è diventato.

L'invidioso non ambisce a migliorare se stesso, ma userà tutte le sue energie per cercare di trasformare l'oggetto della sua invidia in quello che lui è: IL NULLA ASSOLUTO.

In un paese come il nostro, dove raramente le capacità personali vengono apprezzate, ma tutto va avanti a colpi di leggi e amicizie questi individui diventano la normalità e i geni, le persone di intelletto, gli innovatori diventano i mostri da distruggere.

Buona giornata a tutti..!!!

ATTENZIONE
30/05/2026

ATTENZIONE

LUCE, SOLE E SALUTE: ABBIAMO PAURA DEL NOSTRO AMBIENTE NATURALE?

Per decenni ci è stato ripetuto che il sole rappresenta soprattutto un pericolo e che la protezione dai raggi ultravioletti dovrebbe essere quasi totale. Ma la storia della medicina e alcuni studi osservazionali raccontano una realtà più complessa.

Già negli anni ’80 furono pubblicate osservazioni che evidenziavano un dato curioso: alcune categorie di lavoratori indoor, esposte per molte ore a illuminazione artificiale, mostravano tassi di melanoma non inferiori — e in alcuni casi persino superiori — rispetto a chi lavorava all’aperto.

Queste osservazioni vennero raccolte anche nel libro Light: Medicine of the Future di Jacob Liberman, optometrista e ricercatore che dedicò gran parte della propria attività allo studio degli effetti biologici della luce.

Non bisogna dimenticare che, tra la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento, l’elioterapia e la fototerapia erano considerate pratiche mediche rispettabili. Nel 1903 Niels Finsen ricevette addirittura il Premio Nobel per l’utilizzo terapeutico della luce ultravioletta nel trattamento della tubercolosi cutanea.

Successivamente, con l’avvento dell’era farmacologica, molte di queste metodiche finirono ai margini della medicina convenzionale.

La questione centrale resta aperta e merita riflessione: la luce non è soltanto illuminazione.

Attraverso gli occhi e la pelle influenza ritmi circadiani, melatonina, metabolismo, tono dell’umore e numerosi sistemi regolatori dell’organismo. Sempre più studi confermano che vivere lontani dalla luce naturale — trascorrendo gran parte della giornata in ambienti chiusi sotto illuminazione artificiale — può avere conseguenze biologiche non trascurabili.

Questo NON significa negare i rischi di un’eccessiva esposizione solare o del melanoma, né suggerire esposizioni irresponsabili.

Significa forse ricordare qualcosa che abbiamo dimenticato: l’essere umano si è evoluto sotto il sole, non sotto neon e LED.

Come spesso accade in biologia, il problema non sembra essere la natura… ma l’eccesso, la carenza o la perdita di equilibrio con essa.

Che ne pensate?

Indirizzo

Brescia

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