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12/06/2026

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L'INTESTINO E L'ARTE DI LASCIAR ANDARE !! L’intestino: il luogo dove digeriamo il cibo, le emozioni e la vitaQuando pens...
03/06/2026

L'INTESTINO E L'ARTE DI LASCIAR ANDARE !!

L’intestino: il luogo dove digeriamo il cibo, le emozioni e la vita

Quando pensiamo all’intestino, spesso lo immaginiamo soltanto come un organo della digestione.

In realtà l’intestino è molto di più.

È un grande territorio di trasformazione, selezione, assorbimento, difesa ed eliminazione. È il luogo in cui il corpo decide cosa trattenere, cosa assimilare e cosa lasciare andare.

Da un punto di vista anatomico e fisiologico, l’intestino si divide principalmente in intestino tenue e intestino crasso.

L’intestino tenue è la parte in cui avviene gran parte dell’assorbimento dei nutrienti. Qui il cibo, già trasformato dallo stomaco e dagli enzimi digestivi, viene ulteriormente elaborato affinché vitamine, minerali, zuccheri, aminoacidi e grassi possano diventare nutrimento per le cellule.

L’intestino tenue è quindi il luogo dell’assimilazione profonda.

L’intestino crasso, invece, ha una funzione diversa ma altrettanto importante: riassorbe acqua e sali minerali, compatta le feci, ospita una parte fondamentale del microbiota intestinale e partecipa all’eliminazione delle sostanze di scarto.

È il luogo in cui il corpo conclude il processo digestivo e lascia andare ciò che non serve più.

Oggi sappiamo che l’intestino non è soltanto un tubo digerente. È un organo immunitario, metabolico, neurologico ed emotivo.

La mucosa intestinale rappresenta una barriera intelligente: deve permettere il passaggio delle sostanze utili e, allo stesso tempo, proteggerci da tossine, microrganismi dannosi e molecole infiammatorie.

Il microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microrganismi che abitano il nostro intestino, partecipa alla digestione, alla produzione di alcune vitamine, alla modulazione del sistema immunitario, all’equilibrio dell’infiammazione e alla comunicazione con il sistema nervoso.

Non a caso si parla sempre più spesso di asse intestino-cervello.

L’intestino comunica continuamente con il cervello attraverso il sistema nervoso enterico, il nervo vago, il sistema immunitario, gli ormoni e le sostanze prodotte dal microbiota.

Per questo motivo ansia, paura, stress, rabbia trattenuta, senso di insicurezza o tristezza possono riflettersi profondamente sulla funzione intestinale.

Un intestino gonfio, irritabile, infiammato, stitico o troppo reattivo non parla sempre soltanto di alimentazione. A volte racconta anche una difficoltà più profonda: digerire ciò che accade, assimilare le esperienze, riconoscere ciò che ci nutre davvero e lasciare andare ciò che non serve più.

Secondo la Medicina Tradizionale Cinese, questa lettura diventa ancora più sottile.

LIntestino Crasso è in relazione energetica con il Polmone e appartiene all’elemento Metallo

Questa coppia parla del respiro, della pelle, del confine, dell’eliminazione e della capacità di lasciare andare.

Il Polmone riceve l’energia attraverso il respiro.
L’Intestino Crasso elimina ciò che il corpo non può più utilizzare.

Insieme rappresentano un movimento fondamentale della vita: prendere e lasciare, inspirare ed espirare, accogliere e rilasciare.

Quando questa energia è in equilibrio, sappiamo riconoscere ciò che ha valore e liberarci da ciò che è diventato peso.

Quando invece è in disequilibrio, possono emergere tristezza trattenuta, malinconia, difficoltà a chiudere cicli, rigidità, bisogno di controllo, stitichezza, pelle impura, respiro corto o senso di oppressione.

Il grande tema del meridiano Polmone-Intestino Crasso è il lasciare andare .

Lasciare andare non significa dimenticare. Significa permettere alla vita di continuare a fluire, senza restare prigionieri di ciò che è stato.

L'Intestino Tenue, invece, è in relazione energetica con il Cuoree appartiene all’elemento Fuoco.

Il Cuore, nella visione cinese, non è soltanto l’organo che p***a il sangue. È la dimora dello Shen, cioè la coscienza, la presenza interiore, la lucidità, la gioia profonda e la connessione con noi stessi.

L’Intestino Tenue ha una funzione molto interessante: separa il puro dall’impuro.

Sul piano fisico partecipa all’assimilazione dei nutrienti.
Sul piano energetico e simbolico richiama la capacità di discernere.

Discernere significa distinguere ciò che ci nutre da ciò che ci appesantisce, ciò che ci appartiene da ciò che non ci appartiene, ciò che è autentico da ciò che crea confusione.

Quando l’asse Cuore-Intestino Tenue è in equilibrio, c’è maggiore chiarezza interiore. La persona riesce a scegliere, a sentire ciò che è vero per sé, a separare ciò che nutre da ciò che disperde.

Quando invece questa energia è disturbata, possono comparire agitazione mentale, insonnia, inquietudine, confusione emotiva, ipersensibilità, fatica a dire no o difficoltà a capire cosa si desidera davvero.

L’intestino, quindi, diventa una grande soglia.

Da una parte assimila.
Dall’altra elimina.
Da una parte accoglie il nutrimento.
Dall’altra lascia andare le scorie.
Da una parte trasforma il cibo.
Dall’altra ci mostra come trasformiamo le esperienze.

Ecco perché, nel mio approccio, non osservo mai l’intestino soltanto come organo fisico.

Lo ascolto come territorio biologico, emotivo, energetico e simbolico.

Perché dietro una colite, una stitichezza cronica, una disbiosi, un gonfiore addominale, una digestione lenta o una sensibilità alimentare, può esserci molto di più di un semplice disturbo funzionale.

Può esserci un sistema nervoso che non si sente al sicuro.
Una rabbia trattenuta.
Un lutto non elaborato.
Una difficoltà a lasciare andare.
Un bisogno eccessivo di controllo.
Una fatica a separarsi.
Un’emozione che non è stata digerita.
Una vita che chiede più ascolto, più confini, più respiro.

L’intestino ci pone domande profonde:

cosa sto trattenendo?
cosa non riesco a lasciare andare?
cosa sto assorbendo che non mi appartiene?
quale esperienza non ho ancora digerito?
di quali confini ho bisogno?
cosa mi nutre davvero e cosa, invece, mi svuota?

Prendersi cura dell’intestino significa certamente curare l’alimentazione, sostenere il microbiota, ridurre l’infiammazione e rispettare i tempi digestivi.

Ma significa anche imparare ad ascoltare il corpo come un linguaggio.

Perché l’intestino è uno dei luoghi più sinceri del corpo.

Trattiene quando non siamo pronti a lasciare andare.
Si irrita quando qualcosa ci invade.
Si chiude quando manca sicurezza.
Si infiamma quando la vita diventa troppo difficile da digerire.

E forse il vero benessere intestinale nasce proprio da qui: dalla possibilità di nutrirsi meglio, respirare meglio, scegliere meglio, sentire meglio.

E, lentamente, lasciare andare ciò che non serve più.

By Francesca Maestrelli
Naturopata ed iridologa dell'anima !!

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