Dr. Federico Ricci

Dr. Federico Ricci Facciamo squadra nel raggiungimento dei tuoi obiettivi. Tra quei fattori di rischio mi riferisco in primis al sovrappeso e all’obesità.

Ciao sono il Dr. Federico Ricci, ciò che mi appassiona è studiare e approfondire tutto quello che può promuovere la crescita umana e quindi il benessere psico-fisico che ne consegue. Nel mio lavoro sento la necessità di divulgare a più persone possibili quali sono i comportamenti alimentari che si sono rivelati in grado di prevenire e contrastare i fattori di rischio alle malattie croniche più dif

fuse al mondo. Mi sono presentato nelle vesti di dottore in quanto possiedo due Lauree Magistrali, una in Farmacia e una in Alimentazione e Nutrizione Umana, a suo tempo ho superato i due esami di stato che mi hanno permesso di svolgere la professione di Farmacista e di Biologo Nutrizionista, inoltre ho un Master Universitario in Neuroscienze – Mindfulness – Attività Contemplative e ho conseguito il Diploma CSI/SNPT di Personal Trainer riconosciuto dal CONI e dal Ministero dell’Interno valido in tutta Europa. Inoltre ci tengo a precisare che io ora sono qui in veste di Lifestyle Coach, ossia quella figura professionale che vuole prenderti per mano in un percorso risolutivo di rinascita. La mia professionalità desidera esprimersi aiutandoti a realizzare i tuoi obiettivi, Il tutto si declina nel darti i consigli giusti e motivarti per metterli in pratica.

02/06/2026

Quando c’è fegato grasso, sovrappeso e difficoltà a dimagrire, il problema spesso non è semplicemente mangiare meno.

Il corpo può trovarsi in un contesto metabolico in cui produce energia in modo meno efficiente: l’insulino-resistenza, soprattutto a livello epatico, può alterare la gestione dei nutrienti, favorire accumulo di grasso viscerale e rendere più difficile utilizzare i grassi come fonte energetica.

In questo quadro, i mitocondri — le centrali energetiche delle cellule — possono lavorare in modo meno performante. Il risultato non è solo estetico: meno energia stabile, più stanchezza, sonnolenza dopo i pasti, fame meno controllata, gonfiore intestinale ciclico e sensazione che il corpo non risponda, anche quando si ha l’impressione di mangiare poco.

L’obiettivo di una strategia nutrizionale personalizzata non è tagliare tutto, ma ricostruire un ambiente metabolico più favorevole: ridurre il carico insulinico dei pasti, migliorare la flessibilità metabolica e sostenere la funzione mitocondriale, cioè la capacità delle cellule di produrre ATP, la principale molecola energetica utilizzata dall’organismo.

Anche i grassi buoni, in presenza di calcoli alla colecisti, non vanno improvvisati: vanno valutati, dosati e inseriti con criterio, in base alla tolleranza individuale e al quadro complessivo.

📩 Chiunque si riveda in ciò che ho descritto ed è interessato a intraprendere un percorso nutrizionale personalizzato volto al benessere, può scrivermi un messaggio in privato per prenotare una videoconsulenza conoscitiva gratuita e iniziare il proprio percorso.

Questo contenuto è a scopo informativo e non sostituisce il parere medico.

01/06/2026

Questo non significa che “un pensiero crea una malattia”.

Sarebbe una semplificazione pericolosa.

Significa però che il nostro ambiente interno conta.

E l’ambiente interno non è fatto solo da glicemia, colesterolo, insulina o fegato grasso.

È fatto anche da tensione costante, paura, ipercontrollo, sonno disturbato, infiammazione, cortisolo e incapacità di recuperare.

Oggi sappiamo che stress cronico e disregolazione psico-biologica possono associarsi anche a modificazioni epigenetiche e a marker di invecchiamento biologico, come i telomeri e gli orologi epigenetici basati sulla metilazione del DNA.

Quindi sì, misurare può essere utile.

Ma vivere prigionieri della misurazione può diventare un altro problema.

Il dato va osservato, interpretato e contestualizzato.

Non idolatrato.

In questo caso, più che spaventarsi per una glicemia a digiuno di 5,35 millimoli per litro, sarebbe più utile osservare l’andamento con il monitoraggio continuo e valutare eventualmente glicemia, insulina a digiuno, HOMA-IR ed emoglobina glicata con il proprio medico.

La salute non è solo avere un numero perfetto.

È costruire un organismo più regolato, più stabile, più consapevole e meno dominato dalla paura.

Questo contenuto è a scopo informativo e non sostituisce il parere medico.

31/05/2026

Silente non significa innocuo.

Significa che spesso non lo percepisci come un evento acuto, ma lo vivi nella quotidianità: più fame, più stanchezza, più sonnolenza dopo i pasti, più difficoltà a dimagrire, più gonfiore, meno energia stabile, più frustrazione, più sensazione che il corpo non risponda come dovrebbe.

Quando questo terreno metabolico si altera, può manifestarsi in entrambi i sessi con pancia addominale, fegato grasso, glicemia alta, trigliceridi alterati, fame instabile, stanchezza, sonnolenza dopo i pasti e difficoltà a dimagrire.

Nella donna, però, questo stesso contesto può intrecciarsi anche con la PMOS, coinvolgendo l’equilibrio endocrino, ovarico e riproduttivo; nell’uomo, invece, la stessa disfunzione metabolica può esprimersi senza componente ovarica, ma con un quadro cardiometabolico ugualmente rilevante.

Quando questo terreno metabolico si consolida, può inserirsi nel quadro più ampio della sindrome metabolica. In alcuni soggetti, questo terreno può anche sovrapporsi a problematiche infiammatorie o autoimmunitarie, non perché tutto dipenda dal metabolismo, ma perché metabolismo, infiammazione e sistema immunitario non sono compartimenti separati.

Dialogano continuamente.

Per questo la raccolta della storia specifica della persona è fondamentale.

Non basta sapere che ha il fegato grasso.

Non basta sapere che ha la pancia.

Non basta sapere che ha la PCOS.

Bisogna capire da quanto tempo il problema è presente, come è cambiato il peso, come risponde la fame, com’è l’energia durante la giornata, come sono sonno, stress, digestione, glicemia, composizione corporea, aderenza e risposta concreta della persona alla strategia nutrizionale.

Questo contenuto è a scopo informativo e non sostituisce il parere medico.

29/05/2026

In molti casi, prima ancora di arrivare a un farmaco, una strategia nutrizionale ben strutturata potrebbe già migliorare fame, energia, controllo glicemico, composizione corporea e capacità del corpo di utilizzare i grassi a scopo energetico.

In altri casi, quando il medico ritiene opportuno prescrivere il farmaco, la nutrizione non dovrebbe comunque essere messa da parte. Dovrebbe essere il pilastro sinergico del percorso.

Perché il vero obiettivo non è solo vedere scendere il numero sulla bilancia.

Il vero obiettivo è correggere il terreno metabolico:

❌ insulino-resistenza;

❌ infiammazione cronica di basso grado;

❌ accumulo di grasso viscerale;

❌ possibile steatosi epatica;

❌ perdita di flessibilità metabolica;

❌ alterazione dei segnali di fame e sazietà.

Infine, questi farmaci possono avere effetti collaterali, soprattutto gastrointestinali, come nausea, vomito, diarrea, stipsi o dolore addominale. Per questo devono essere sempre prescritti e monitorati dal medico, evitando assolutamente il fai da te.

La domanda quindi non dovrebbe essere solo: faccio o non faccio la puntura?

La domanda più importante dovrebbe essere: sto costruendo una strategia capace di modificare davvero il mio metabolismo, oppure sto solo spegnendo temporaneamente il sintomo della fame?

Un percorso nutrizionale personalizzato non serve solo a ridurre le calorie, ma a costruire una risposta metabolica diversa: migliorare sazietà, sensibilità insulinica, composizione corporea, flessibilità metabolica e capacità dell’organismo di utilizzare meglio i grassi a scopo energetico.

Chi è interessato ad approfondire può scrivermi in privato per valutare se ha senso iniziare un percorso nutrizionale personalizzato.

Questo contenuto è a scopo informativo e non sostituisce il parere medico.

28/05/2026

Il farmaco può intervenire su un valore.

Ma se il terreno nutrizionale e metabolico continua a generare il problema, il corpo resta dentro la stessa direzione biologica.

Ed è proprio qui che entra il valore di un percorso nutrizionale personalizzato.

Non come alternativa al farmaco.

Non come sostituzione autonoma della terapia.

Ma come strategia per lavorare sul terreno che sostiene il problema: carico insulinico, composizione corporea, fegato, intestino, infiammazione, energia, fame e risposta metabolica della persona.

Se compaiono effetti collaterali o disturbi durante una terapia, questi vanno sempre comunicati al medico, perché solo il medico può valutare eventuali modifiche, sostituzioni o aggiustamenti del farmaco.

Ma ignorare la nutrizione significa spesso ignorare uno dei segnali biologici più potenti che il corpo riceve ogni giorno.

Questo contenuto è a scopo informativo e non sostituisce il parere medico.

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