Osteopatia Junghi

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11/05/2026

SI STAI ANDANDO A FUOCO PROPRIO LÌ...! LE PELVI

Il bacino è un tempio, sì. Ma diciamolo, per molti è diventato una palude sacra.
Un luogo in cui si accumulano colpe mai viste in faccia, desideri sepolti vivi, vergogne che si stratificano come muffa sulle pareti.
E poi vi lamentate se iniziano a spuntare cisti, dolori, rigidità, disfunzioni.
Non vi chiedete perché?
Pensate davvero che siano solo “problemi ormonali” o “casualità genetiche”? Davvero pensate che il vostro corpo sbagli da solo?

La zona pelvica è la sede della vita, ma anche della morte emotiva.
È il crocevia in cui si incontrano il potere personale, la creatività, l’identità più profonda.
Ma quando si preferisce il controllo alla vulnerabilità, quando si sceglie la vergogna al posto della verità, quando si mette la testa davanti al corpo… allora lì sotto comincia a bruciare. E non è un fuoco sacro ma come una maledizione autoimposta.

Le Cisti.
Non compaiono per caso. Sono sogni non vissuti, idee mai partorite, progetti abortiti a forza. Ogni volta che hai detto “Non posso”, ogni volta che hai rinunciato a creare per paura di fallire, per paura di deludere… lì qualcosa si è formato.

L’Endometriosi.
È rabbia trattenuta come lava nel ventre. È il grido silenzioso di una femminilità ferita, che ha imparato a difendersi attaccando sé stessa.
Non vuoi più essere vulnerabile, ma il prezzo è che ti stai divorando da dentro.

I Fibromi.
Sono come mattoni densi costruiti per proteggerti da ciò che ti ha spezzata.
Da una maternità negata, da un amore che ti ha lasciata a pezzi, da relazioni vissute come gabbie.
E intanto il tuo corpo si chiude, si indurisce, si allontana dalla vita.

La Prostatite.
Nell’uomo è la voce strozzata del maschile umiliato.
Il fuoco virile che invece di ardere si infiamma e brucia perché non si sente più utile, né potente, né rispettato.
È un uomo che si è dimenticato chi è. Che si sente piccolo davanti a una vita troppo grande, o davanti a una donna che lo ha fatto sentire inutile.

E poi ci sono le disfunzioni sessuali.
L’impotenza, l’anorgasmia, la frigidità emotiva, non sono malattie... sono contratti interiori.:
“Non voglio più sentire.”
“Non voglio più cedere.”
“Mi vergogno del mio piacere.”
Ma quanto pensi ancora di punirti così?
Ma soprattutto: quanto pensi che il tuo corpo e spirito possa reggere questa prigione mentale?

Dietro tutto questo ci sono esperienze che hai seppellito ma che respirano ancora nel tuo sangue.
Sessualità subite o vissute con paura. Religioni interiorizzate che ti hanno fatto odiare il piacere.
Rotture profonde con l’altro sesso che hai preferito ignorare.
Traumi della nascita, sensazioni mai dette come: “Non dovevo nascere”, “Sono stato un errore”.

Non sono solo parole... sono schegge vive!
E ora sono lì, nei tuoi tessuti, nel tuo ciclo doloroso, nella tua infertilità, nella tua disfunzione, nel tuo bisogno di controllo continuo.

Sì, ti sto facendo sentire in colpa, lo faccio apposta, perché serve.
Perché finché non ti prendi la responsabilità di ciò che il tuo corpo sta gridando, continuerai a cercare soluzioni fuori. Farmaci, diagnosi, scuse e qualcuno che ti compatisca...

Ma il corpo non mente.
E quello che ti sta dicendo è semplice:

“Fammi vivere! Ridammi il diritto di GODERE!!!
Smettila di punirmi per cose che non ho scelto.
Smettila di trattarmi come una parte sporca.
Io sono il tuo potere, e tu mi hai rinnegato.”

Guarire il bacino non si fa da fuori... non basta una terapia o un trattamento.
Si guarisce entrandoci dentro.
Sprofondando nel dolore che hai evitato per anni.
Respirando, tremando, urlando, danzando. E soprattutto… lasciando andare la vergogna, perché finché ti vergognerai del tuo corpo, della tua sessualità, della tua storia… continuerai a marcire dentro.
Il fuoco che senti non va spento. Va ascoltato. Va trasformato.
O lo fai tu… o lo farà la malattia.
Buona Pratica!

01/05/2026

Quantistica e Essere umano, comprendere il legame.

01/05/2026

Suboccipitali: i muscoli invisibili che guidano la tua testa.. e il tuo mal di testa!

Li hai mai sentiti? Probabilmente no. Ma loro conoscono te.

Ogni volta che hai avuto quel fastidioso mal di testa “alla base del cranio”, ogni volta che hai sentito la nuca rigida come se avessi dormito su un cuscino di pietra, o quella sensazione di testa che “pesa come un macigno”.. loro erano lì. Se hai avuto cefalea, tensioni cervicali o quella fastidiosa sensazione di “testa pesante”, potrebbero essere i colpevoli.

Sono i muscoli suboccipitali! 😎

Quattro muscoletti, nascosti proprio alla base del cranio, lavorano come stabilizzatori di precisione per la nostra testa. Sono i piloti di Formula 1 del collo: gestiscono curve strette, correzioni minime e mantengono l’assetto in perfetto equilibrio, anche sotto pressione. Sono gli orologiai svizzeri della cervicale, i micro-motori che regolano i movimenti tra il cranio e le prime vertebre cervicali (atlante ed epistrofeo). Non li vedi, ma decidono se ti senti bene o meno.

Cosa fanno di speciale? 😌

Questi muscoli permettono di ruotare la testa senza sembrare robot arrugginiti, aiutano a mantenere la postura e l’equilibrio della testa rispetto al corpo. Sono responsabili del tuning visuo-posturale: quei micro-movimenti che mantengono lo sguardo fermo anche quando il corpo si muove.

Quando cammini, la testa oscilla leggermente. Chi impedisce che tutto sembri tremolare come in una we**am difettosa? Loro. Quando ti giri con lo sguardo prima della testa, e tutto appare fluido, chi regola questo gesto? Ancora loro.

E quando correggi la posizione mentre leggi questa frase, perché ti sei accorto di essere tutto storto.. li stai usando senza saperlo.

Perché possono diventare un problema? 🤔

Viviamo in un’epoca fatta di collo da smartphone, posture sbagliate alla scrivania, ore su Zoom, su TikTok, WhatsApp e fogli Excel infiniti.

Questi muscoli, progettati per piccoli aggiustamenti di precisione, si ritrovano spesso iperattivi e contratti a causa di:

- troppo tempo chinati sul telefono (eh sì, TikTok e WhatsApp hanno un prezzo..)

- ore al PC senza supporto ergonomico

- stress e tensioni (perché la vita è già complicata di suo, ma il nostro collo decide di aggiungere un po’ di rigidità per sicurezza) 🤭

La testa pesa 4-5 kg. Ma se inclinata in avanti di 30-45°, può esercitare un carico anche di 27-30 kg sulla cervicale. E chi sopporta tutto questo peso inclinato per ore? Proprio loro. Da regolatori di precisione a caricatori cronici.

Il risultato?

Cefalee, rigidità, dolori cervicali.
Vertigini, instabilità e visione sfocata.
Sensazione di testa ovattata, come un elmetto invisibile che stringe troppo!
Mal di testa cervicogenico confuso con emicranie.

Fallo ora: il test dell’attenzione suboccipitale 🤫

Appoggiati allo schienale.
Chiudi gli occhi.
Fai un piccolo “sì” con il capo. Poi un piccolo “no”.
Ruota lentamente. Senti tensioni, resistenze, scricchiolii, un vago giramento?
Hai appena sentito parlare i tuoi suboccipitali.

Come prenderci cura di loro?

Stai al PC? Ruota dolcemente il collo, allungati come un gatto, esplora la mobilità del collo senza forzare. I suboccipitali rispondono benissimo ai gesti fluidi e rispettosi, ma malissimo agli strappi o all’immobilità prolungata.

Ogni tanto, durante il giorno, porta lo sguardo verso l’alto come se volessi annusare una nuvola. È un gesto semplice ma potentissimo per alleggerire il carico cervicale. Rilassa i suboccipitali, apre lo sterno e stimola la respirazione bassa. Fatto con consapevolezza, cambia l’assetto posturale in pochi secondi.

Respira meglio. Una respirazione diaframmatica, profonda e lenta, aiuta a ridurre la tensione nella zona cervicale. Se respiri solo con il torace, sopra le clavicole, stai già preparando il terreno alla contrazione cronica di questi muscoli.

Massaggia la zona con movimenti lenti e delicati. Appoggia due dita sulla parte alta della nuca, a 1 cm dalla colonna, e fai leggere pressioni circolari. Oppure affidati a un fisioterapista che conosce tecniche di rilascio miofasciale suboccipitale. È delicato ma estremamente efficace.

Ecco qualcosa che solo noi possiamo fare insieme: un minuto di consapevolezza suboccipitale! 🙂‍↕️

Mettiti seduto. Appoggia la schiena.
Chiudi gli occhi.
Senti il peso della testa.
Immagina quattro piccoli muscoli che danzano con precisione, mantenendo l’equilibrio del cranio come funamboli silenziosi.
Con ogni respiro, immagina che si allunghino e si rilassino.
Fai tre respiri profondi e apri gli occhi.
Benvenuto nella consapevolezza dei tuoi muscoli occipitali.

Il consiglio pratico

Spesso ci prendiamo cura della schiena solo quando fa male. Ma questi muscoli meritano attenzione prima. Il primo passo è: alzare lo sguardo e cambiare angolazione. Non è solo una metafora.

E ora tocca a te:

Li avevi mai considerati prima?

Hai mai sentito un dolore proprio alla base del cranio?

Ti capita di avere vertigini leggere quando muovi la testa velocemente?

Hai mai provato cefalee che sembrano nascere dal collo?

Raccontacelo nei commenti!
Scrivilo qui sotto. La tua esperienza può aiutare qualcun altro a scoprire questi piccoli, grandi protagonisti della salute cervicale.

E se sei un collega fisioterapista, scrivi la tua!
Questi testi vogliono essere una base di partenza per il confronto tra professionisti: arricchiscili, correggili, migliora ciò che può essere migliorato.
La condivisione è la nostra forza. 👏

01/05/2026

DOLORE DURANTE LA PENETRAZIONE: E SE NON FOSSE “SOLO UNA QUESTIONE DI NERVI”?

Quando una donna riferisce dolore durante la penetrazione, spesso si entra subito in modalità “soluzione”. Una delle proposte che può emergere è quella di lavorare sul sistema nervoso, ad esempio attraverso tecniche di neuromodulazione come la stimolazione del nervo tibiale posteriore, che condivide alcune connessioni con il pavimento pelvico.

E qui, attenzione. Perché questa spiegazione è corretta.. ma incompleta.

IL CORPO NON È UN INTERRUTTORE

È rassicurante pensare che il problema sia “nei nervi” e che basti modulare un segnale per risolverlo. Ma il corpo non funziona come un interruttore acceso/spento. Nel dolore durante la penetrazione, molto spesso non siamo davanti a un sistema che “si attiva troppo”.. ma a un sistema che reagisce per proteggere.
È una differenza sottile, ma fondamentale.

COSA SUCCEDE DAVVERO IN MOLTI CASI

Il pavimento pelvico è un insieme di muscoli profondi che dovrebbe essere capace di due cose: contrarsi quando serve e rilassarsi quando è il momento. Quando compare dolore durante la penetrazione, spesso il problema è proprio qui: il rilassamento non avviene. Non perché il corpo “non funziona”, ma perché sta facendo esattamente quello che pensa sia più sicuro: difendersi.

Questa risposta può nascere da tanti fattori: un episodio doloroso passato, una fase di stress o tensione, una scarsa consapevolezza corporea, un’anticipazione del dolore
Il risultato? Un muscolo che resta in allerta, anche quando non dovrebbe.

IL RISCHIO DI UNA LETTURA TROPPO SEMPLICE

Se leggiamo tutto questo solo come un problema neurologico, rischiamo di fare un errore: trattare il segnale, ma non il comportamento del sistema. La stimolazione del nervo può avere un ruolo, soprattutto in alcune condizioni specifiche. Ma se il problema principale è che il corpo ha “imparato” a contrarsi, allora la soluzione non può essere solo esterna.

Serve un lavoro che riporti la persona a sentire, riconoscere, modulare quella zona.

IL PEZZO CHE SPESSO MANCA

Quello che fa davvero la differenza, nella maggior parte dei casi, è il riapprendimento. Riapprendere che quella zona può rilassarsi, il movimento può essere sicuro, il dolore non è inevitabile. E questo passa attraverso respirazione consapevole, esercizi di rilassamento attivo, lavoro sulla percezione corporea, esposizione graduale, rispettosa dei tempi Non è una “tecnica in più”. È un cambio di prospettiva.

UNA RIFLESSIONE IMPORTANTE

Non tutte le dispareunie sono uguali. In alcuni casi il sistema nervoso ha un ruolo predominante. In altri, il cuore del problema è muscolare, percettivo, esperienziale. Per questo esiste una parola chiave: valutazione. Senza quella, qualsiasi terapia rischia di diventare standardizzata.

Se il tuo corpo si contrae, non è “rotto”. Sta cercando di proteggerti. Il punto non è spegnerlo. È insegnargli, passo dopo passo, che può tornare a lasciar andare.

Contenuto divulgativo a scopo educativo. Non sostituisce una valutazione specialistica.

15/04/2026
20/01/2026

Il diaframma non vive nel vuoto.
Vive in un corpo che pensa, sente, reagisce.

Se è sempre in allerta, non sta rispondendo solo a un carico meccanico. Sta rispondendo anche a un contesto. A un sistema nervoso che non molla mai. A una soglia di sicurezza che si è abbassata. A uno stress che non fa rumore, ma occupa spazio.

Perché il respiro non è solo aria che entra ed esce.

È regolazione.
È percezione di sicurezza.
È dialogo continuo tra corpo e ambiente.

Quando una persona è stanca, preoccupata, sotto pressione, il diaframma non “si contrae per sbaglio”. Si organizza per proteggere.

E allora sì, possiamo lavorare sul muscolo. Ma se non consideriamo la persona che lo abita, stiamo intervenendo solo su una parte del problema. Il corpo non separa il biologico dal psicologico e dal sociale. Lo vivono già insieme.

Sempre.

E forse, più che chiedere al diaframma di rilassarsi, dovremmo chiederci se tutto il sistema.. carichi, aspettative, ritmo, paura del dolore.. glielo sta davvero permettendo.

27/12/2025

Hai presente quando stai seduto sul water col telefono in mano e ti alzi dopo 10 minuti e.. ZAC! Senti quella stilettata al gluteo, come se ti avessero infilato una pila stilo accesa nella ch***pa?

E pensi: “Starò diventando vecchio..” 😅

No.

È che lì dentro c’è un traffico peggio del raccordo alle 18:00.
Muscoli, nervi, arterie.. tutti ammassati in uno spazio minuscolo.
E se uno si irrita, protestano in coro.

Questa immagine te lo sbatte in faccia. Qui vediamo l’incrocio più delicato del gluteo:

Grande gluteo

Il “cuscino” che ti fa sedere senza spezzarti la colonna.
Ma se diventa rigido, comprime sotto come un materasso sfondato.

Piriforme

Il vigilante del traffico: ruota l’anca, stabilizza, ma se si infiamma.. diventa il capo dei blocchi stradali.

Nervo pudendo

Il nervo più importante di cui nessuno parla.Passa sotto il legamento sacrotuberoso, dove cicatrici, posture sbagliate, irritazioni possono dare dolore al perineo, “frizzicorio”, fastidi intimi, dolore da seduto.

Nervo cutaneo posteriore del femore

Il campione dei dolori “che scendono dietro la coscia” ma che NON sono sciatica.

Arterie glutee

Come tubi dell’acqua: se il muscolo comprime, meno circolo e più irritazione.

Legamento sacrotuberoso

Un tirante di acciaio. Se si irrigidisce, tira il bacino, altera la meccanica, irrita il pudendo e cambia tutta la postura.

Tutti credono che il dolore al gluteo sia: “Il nervo sciatico.”

La verità?

Potrebbe NON essere sciatico. Spessissimo è il cutaneo posteriore. Altre volte è il pudendo (soprattutto se peggiora da seduto). O è il sacrotuberoso che tira tutto.
O è il grande gluteo contratto come un freno a mano. Oppure il piriforme che sta urlando per una postura sbagliata.

Il gluteo non è un cuscino. È un incrocio autostradale.

Il dolore alla ch***pa non “viene dal nulla”. È un vicino di casa che bussa troppo forte alla porta: il piriforme, il pudendo, il cutaneo, il legamento.. scegline uno: tutti hanno carattere.

E QUINDI?

Se hai dolore da seduto, bruciore sotto il gluteo, scossa nel perineo, dolore dopo bicicletta, f***a quando ti rialzi, fastidio che scende ma NON al piede, dolore laterale dopo camminate lunghe.. NON è detto che sia sciatica.

Serve valutare i muscoli pelvi trocanterici, pudendo, cutaneo posteriore, sacrotuberoso, grande gluteo, rotazioni del bacino, respirazione e pressione addominale..

Non chiamare sciatica ciò che nasce da un gluteo in guerra.

Quando ti fa male il gluteo.. dove metti la mano per primo?

Più in alto?
Più al centro?
Vicino all’osso?
Più verso la coscia?
O dentro, verso il perineo?

La prossima volta che ti dicono “È solo il nervo sciatico”.. respira. È come dire che nel traffico del raccordo c’è una sola macchina: sembra facile, ma chi guida davvero capisce il caos.

Post divulgativo. Non sostituisce valutazione fisioterapica.

05/11/2025

Scopri consigli pratici e approfondimenti sul benessere fisico e la fisioterapia. Leggi i nostri articoli su EduCare Fisio.

05/11/2025

Essere incinta fino a 42 settimane, è normale.
Un travaglio che dura più di 16 ore, è normale.
Nascere con giri di cordone, è normale.
Sentire dolore durante il travaglio, è la cosa più normale del mondo.

L'episiotomia (taglio al perineo) senza reali motivi, non è normale.
La Kristeller (fare pressione sulla pancia) non è normale.
L'ossitocina di routine non è normale.
Partorire obbligando la donna in posizione litotomica non è normale.
Essere minacciata, umiliata, e insultata durante il travaglio e il parto, non è normale.
Essere privata di una persona al fianco scelta dalla madre, non è normale.
Essere privata di acqua e cibo, non è normale.
Non essere profondamente rispettata, non è normale

Esiste una differenza tra 𝗘𝗩𝗘𝗡𝗧𝗜 𝗡𝗔𝗧𝗨𝗥𝗔𝗟𝗜 di gestazione e parto e 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗢𝗦𝗧𝗘𝗧𝗥𝗜𝗖𝗔.

𝑰𝑵𝑭𝑶𝑹𝑴𝑨𝑻𝑰 𝑬 𝑪𝑶𝑵𝑶𝑺𝑪𝑰 𝑰 𝑻𝑼𝑶𝑰 𝑫𝑰𝑹𝑰𝑻𝑻𝑰.

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