Osteopatia Junghi

Osteopatia Junghi Kontaktinformationen, Karte und Wegbeschreibungen, Kontaktformulare, Öffnungszeiten, Dienstleistungen, Bewertungen, Fotos, Videos und Ankündigungen von Osteopatia Junghi, Medizin und Gesundheit, Bellinzona.

28/08/2026

Lo studio riprende l'attività mercoledì 2 settembre 2026

20/07/2026

𝐋'𝐞𝐬𝐭𝐢𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐨𝐧𝐧𝐚 𝐢𝐧𝐜𝐢𝐧𝐭𝐚 𝐬𝐚𝐧𝐚

C'è stato un tempo, in cui le donne incinte erano felici, in cui erano curate, considerate portatrici di grazia e buone notizie, dono di vita.

Le donne incinte, che dovrebbero rallegrarsi di felicità, vivono la gravidanza timorose e minacciate.
Con la scusa "per il tuo bene e per il tuo bambino", sono stati fissati protocolli e procedure generalizzate a partire dalle eccezioni.

Il risultato: la gravidanza sana non esiste.

La donna che non ha il diabete ha un bacino stretto, c'è quella che ha un bambino troppo piccolo, quella che l'ha troppo grande (c'è anche la variante che ce l'ha all'inizio "troppo grande" e passa tutta la gravidanza a passeggiare e poi deve si passare gli ultimi 2 mesi sdraiata, quella che deve rientrare alla 40esima settimana, e così via..)

In conclusione, è molto difficile che lascino trascorrer la gravidanza tranquilla e diano la possibilità di poter partorire come e quando ci va.
E che la donna giunga al termine della gravidanza senza ansie o pressioni.

Questo è nefasto, non solo sul piano dei diritti umani (diritto alla libertà), ma sul piano della fisiologia del parto, perché va contro di essa. Se l'ormone del parto, l'ossitocina è l'ormone che sprigioniamo quando siamo felici, allegre, piene di piacere, sicure... come può fare il suo lavoro in queste circostanze?
Come dovremmo connetterci al bambino del quale sappiamo solo cifre, percentili, numeri, grafici, giorni, ore, livelli...?
Come potremmo far sì che il nostro corpo liberi l'ossitocina se siamo adrenaliniche?

Siamo incinte, non malate.
Siamo fonte di vita, rappresentanti della parte più sana della popolazione.
Siamo donne, non macchine, e i nostri bambini, esseri umani, non numeri.

Quando ci viene fatta un'ecografia, capiamo che dovete guardare lo schermo, ma guardate anche le nostre facce, i nostri occhi; parlateci nel linguaggio che possiamo capire pure noi, ricordatevi che è nostro, non il vostro oggetto di studio, "quello" che vedete sullo schermo è il nostro bambino.

Donne rivendicate il diritto di avere una gravidanza e un parto felice, il diritto a partorire come ci pare e con i nostri ormoni della Felicità.

Lasciateci essere felici e partoriremo.

www.rinasceremamma.it

̀consapevole

11/05/2026

SI STAI ANDANDO A FUOCO PROPRIO LÌ...! LE PELVI

Il bacino è un tempio, sì. Ma diciamolo, per molti è diventato una palude sacra.
Un luogo in cui si accumulano colpe mai viste in faccia, desideri sepolti vivi, vergogne che si stratificano come muffa sulle pareti.
E poi vi lamentate se iniziano a spuntare cisti, dolori, rigidità, disfunzioni.
Non vi chiedete perché?
Pensate davvero che siano solo “problemi ormonali” o “casualità genetiche”? Davvero pensate che il vostro corpo sbagli da solo?

La zona pelvica è la sede della vita, ma anche della morte emotiva.
È il crocevia in cui si incontrano il potere personale, la creatività, l’identità più profonda.
Ma quando si preferisce il controllo alla vulnerabilità, quando si sceglie la vergogna al posto della verità, quando si mette la testa davanti al corpo… allora lì sotto comincia a bruciare. E non è un fuoco sacro ma come una maledizione autoimposta.

Le Cisti.
Non compaiono per caso. Sono sogni non vissuti, idee mai partorite, progetti abortiti a forza. Ogni volta che hai detto “Non posso”, ogni volta che hai rinunciato a creare per paura di fallire, per paura di deludere… lì qualcosa si è formato.

L’Endometriosi.
È rabbia trattenuta come lava nel ventre. È il grido silenzioso di una femminilità ferita, che ha imparato a difendersi attaccando sé stessa.
Non vuoi più essere vulnerabile, ma il prezzo è che ti stai divorando da dentro.

I Fibromi.
Sono come mattoni densi costruiti per proteggerti da ciò che ti ha spezzata.
Da una maternità negata, da un amore che ti ha lasciata a pezzi, da relazioni vissute come gabbie.
E intanto il tuo corpo si chiude, si indurisce, si allontana dalla vita.

La Prostatite.
Nell’uomo è la voce strozzata del maschile umiliato.
Il fuoco virile che invece di ardere si infiamma e brucia perché non si sente più utile, né potente, né rispettato.
È un uomo che si è dimenticato chi è. Che si sente piccolo davanti a una vita troppo grande, o davanti a una donna che lo ha fatto sentire inutile.

E poi ci sono le disfunzioni sessuali.
L’impotenza, l’anorgasmia, la frigidità emotiva, non sono malattie... sono contratti interiori.:
“Non voglio più sentire.”
“Non voglio più cedere.”
“Mi vergogno del mio piacere.”
Ma quanto pensi ancora di punirti così?
Ma soprattutto: quanto pensi che il tuo corpo e spirito possa reggere questa prigione mentale?

Dietro tutto questo ci sono esperienze che hai seppellito ma che respirano ancora nel tuo sangue.
Sessualità subite o vissute con paura. Religioni interiorizzate che ti hanno fatto odiare il piacere.
Rotture profonde con l’altro sesso che hai preferito ignorare.
Traumi della nascita, sensazioni mai dette come: “Non dovevo nascere”, “Sono stato un errore”.

Non sono solo parole... sono schegge vive!
E ora sono lì, nei tuoi tessuti, nel tuo ciclo doloroso, nella tua infertilità, nella tua disfunzione, nel tuo bisogno di controllo continuo.

Sì, ti sto facendo sentire in colpa, lo faccio apposta, perché serve.
Perché finché non ti prendi la responsabilità di ciò che il tuo corpo sta gridando, continuerai a cercare soluzioni fuori. Farmaci, diagnosi, scuse e qualcuno che ti compatisca...

Ma il corpo non mente.
E quello che ti sta dicendo è semplice:

“Fammi vivere! Ridammi il diritto di GODERE!!!
Smettila di punirmi per cose che non ho scelto.
Smettila di trattarmi come una parte sporca.
Io sono il tuo potere, e tu mi hai rinnegato.”

Guarire il bacino non si fa da fuori... non basta una terapia o un trattamento.
Si guarisce entrandoci dentro.
Sprofondando nel dolore che hai evitato per anni.
Respirando, tremando, urlando, danzando. E soprattutto… lasciando andare la vergogna, perché finché ti vergognerai del tuo corpo, della tua sessualità, della tua storia… continuerai a marcire dentro.
Il fuoco che senti non va spento. Va ascoltato. Va trasformato.
O lo fai tu… o lo farà la malattia.
Buona Pratica!

01/05/2026

Quantistica e Essere umano, comprendere il legame.

01/05/2026

Suboccipitali: i muscoli invisibili che guidano la tua testa.. e il tuo mal di testa!

Li hai mai sentiti? Probabilmente no. Ma loro conoscono te.

Ogni volta che hai avuto quel fastidioso mal di testa “alla base del cranio”, ogni volta che hai sentito la nuca rigida come se avessi dormito su un cuscino di pietra, o quella sensazione di testa che “pesa come un macigno”.. loro erano lì. Se hai avuto cefalea, tensioni cervicali o quella fastidiosa sensazione di “testa pesante”, potrebbero essere i colpevoli.

Sono i muscoli suboccipitali! 😎

Quattro muscoletti, nascosti proprio alla base del cranio, lavorano come stabilizzatori di precisione per la nostra testa. Sono i piloti di Formula 1 del collo: gestiscono curve strette, correzioni minime e mantengono l’assetto in perfetto equilibrio, anche sotto pressione. Sono gli orologiai svizzeri della cervicale, i micro-motori che regolano i movimenti tra il cranio e le prime vertebre cervicali (atlante ed epistrofeo). Non li vedi, ma decidono se ti senti bene o meno.

Cosa fanno di speciale? 😌

Questi muscoli permettono di ruotare la testa senza sembrare robot arrugginiti, aiutano a mantenere la postura e l’equilibrio della testa rispetto al corpo. Sono responsabili del tuning visuo-posturale: quei micro-movimenti che mantengono lo sguardo fermo anche quando il corpo si muove.

Quando cammini, la testa oscilla leggermente. Chi impedisce che tutto sembri tremolare come in una we**am difettosa? Loro. Quando ti giri con lo sguardo prima della testa, e tutto appare fluido, chi regola questo gesto? Ancora loro.

E quando correggi la posizione mentre leggi questa frase, perché ti sei accorto di essere tutto storto.. li stai usando senza saperlo.

Perché possono diventare un problema? 🤔

Viviamo in un’epoca fatta di collo da smartphone, posture sbagliate alla scrivania, ore su Zoom, su TikTok, WhatsApp e fogli Excel infiniti.

Questi muscoli, progettati per piccoli aggiustamenti di precisione, si ritrovano spesso iperattivi e contratti a causa di:

- troppo tempo chinati sul telefono (eh sì, TikTok e WhatsApp hanno un prezzo..)

- ore al PC senza supporto ergonomico

- stress e tensioni (perché la vita è già complicata di suo, ma il nostro collo decide di aggiungere un po’ di rigidità per sicurezza) 🤭

La testa pesa 4-5 kg. Ma se inclinata in avanti di 30-45°, può esercitare un carico anche di 27-30 kg sulla cervicale. E chi sopporta tutto questo peso inclinato per ore? Proprio loro. Da regolatori di precisione a caricatori cronici.

Il risultato?

Cefalee, rigidità, dolori cervicali.
Vertigini, instabilità e visione sfocata.
Sensazione di testa ovattata, come un elmetto invisibile che stringe troppo!
Mal di testa cervicogenico confuso con emicranie.

Fallo ora: il test dell’attenzione suboccipitale 🤫

Appoggiati allo schienale.
Chiudi gli occhi.
Fai un piccolo “sì” con il capo. Poi un piccolo “no”.
Ruota lentamente. Senti tensioni, resistenze, scricchiolii, un vago giramento?
Hai appena sentito parlare i tuoi suboccipitali.

Come prenderci cura di loro?

Stai al PC? Ruota dolcemente il collo, allungati come un gatto, esplora la mobilità del collo senza forzare. I suboccipitali rispondono benissimo ai gesti fluidi e rispettosi, ma malissimo agli strappi o all’immobilità prolungata.

Ogni tanto, durante il giorno, porta lo sguardo verso l’alto come se volessi annusare una nuvola. È un gesto semplice ma potentissimo per alleggerire il carico cervicale. Rilassa i suboccipitali, apre lo sterno e stimola la respirazione bassa. Fatto con consapevolezza, cambia l’assetto posturale in pochi secondi.

Respira meglio. Una respirazione diaframmatica, profonda e lenta, aiuta a ridurre la tensione nella zona cervicale. Se respiri solo con il torace, sopra le clavicole, stai già preparando il terreno alla contrazione cronica di questi muscoli.

Massaggia la zona con movimenti lenti e delicati. Appoggia due dita sulla parte alta della nuca, a 1 cm dalla colonna, e fai leggere pressioni circolari. Oppure affidati a un fisioterapista che conosce tecniche di rilascio miofasciale suboccipitale. È delicato ma estremamente efficace.

Ecco qualcosa che solo noi possiamo fare insieme: un minuto di consapevolezza suboccipitale! 🙂‍↕️

Mettiti seduto. Appoggia la schiena.
Chiudi gli occhi.
Senti il peso della testa.
Immagina quattro piccoli muscoli che danzano con precisione, mantenendo l’equilibrio del cranio come funamboli silenziosi.
Con ogni respiro, immagina che si allunghino e si rilassino.
Fai tre respiri profondi e apri gli occhi.
Benvenuto nella consapevolezza dei tuoi muscoli occipitali.

Il consiglio pratico

Spesso ci prendiamo cura della schiena solo quando fa male. Ma questi muscoli meritano attenzione prima. Il primo passo è: alzare lo sguardo e cambiare angolazione. Non è solo una metafora.

E ora tocca a te:

Li avevi mai considerati prima?

Hai mai sentito un dolore proprio alla base del cranio?

Ti capita di avere vertigini leggere quando muovi la testa velocemente?

Hai mai provato cefalee che sembrano nascere dal collo?

Raccontacelo nei commenti!
Scrivilo qui sotto. La tua esperienza può aiutare qualcun altro a scoprire questi piccoli, grandi protagonisti della salute cervicale.

E se sei un collega fisioterapista, scrivi la tua!
Questi testi vogliono essere una base di partenza per il confronto tra professionisti: arricchiscili, correggili, migliora ciò che può essere migliorato.
La condivisione è la nostra forza. 👏

Adresse

Bellinzona

Webseite

Benachrichtigungen

Lassen Sie sich von uns eine E-Mail senden und seien Sie der erste der Neuigkeiten und Aktionen von Osteopatia Junghi erfährt. Ihre E-Mail-Adresse wird nicht für andere Zwecke verwendet und Sie können sich jederzeit abmelden.

Verknüpfungen

Teilen