29/09/2026
Sto lavorando proprio ora al piano alimentare per il weekend un mio calciatore che seguo online e pensavo…
Spesso le consulenze che faccio ai calciatori si aprono in modo simile tra loro:
“Doc, mi alleno fortissimo e do l’anima in campo ogni giorno. Faccio attenzione a quello che mangio e non sgarro quasi mai. Però al 70’ minuto finisco la benzina e sento le gambe pesanti.”
Negli ultimi mesi ci siamo buttati tutti a parlare di alimentazione pulita. Preparatori, atleti, creator, esperti improvvisati. Il riso e pollo prima della gara, la pasta in bianco, l’idratazione perfetta.
Poi sono arrivate le mille diete su internet e hanno reso tutto questo standard e banale. Una linea guida generica, corretta, apparentemente utile, oggi la trova chiunque in trenta secondi. Il classico piatto pre-partita è diventato la cosa più facile da copiare.
La porta delle prestazioni reali si è socchiusa, e rimane una fessura dove ben in pochi hanno capito come entrarci: ad esempio due fattori, il timing e la quantità esatta di carboidrati sui tuoi chili corporei.
Detto questo, sul campo, il vero valore della nutrizione si misura in intensità e chilometri percorsi. Nei dati GPS nel club in cui lavoro lo vediamo ogni domenica: lo stesso identico giocatore da 70 kg, con una giornata alimentare impostata a caso o con una strategia mirata per il fischio d’inizio alle 15:00, ha un rendimento negli sprint ad alta intensità completamente diverso. Il glicogeno muscolare è una sorgente di potenza, e ha una resa misurabile oltre che un impatto diretto sul recupero.
Solo che quasi nessun calciatore presta attenzione ai dettagli. E quindi programma la domenica come se fosse solo una questione di mangiare sano, di pollo scondito, di buona volontà.
Nel reel ti mostro la giornata alimentare tipo per chi pesa 70 kg e scende in campo alle 15:00. Vorrei portarvi un po’ di chiarezza sulla base della mia esperienza in campo e con gli oltre 197 calciatori seguiti online