Association Bougez-vous la Forme

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Vitalité - Harmonisation par le mouvement : pilates/sophro relaxation, pilates/ELDOA , YOGALATES ,marche nordique , aquapilates l’été ; la gestion du stress : sophro-relaxation, techniques de respirations, équilibre acido basique etc ; la nutrition saine : ateliers hygiène alimentaire, cure détox etc ; les massages de bien-être.

06/06/2026

Dolore alla SACRO-ILIACA: come risolvere la "punta" nella SCHIENA BASSA o nel GLUTEO

C'è una "punta" che tante persone si portano dietro per anni: sta nella parte più bassa della schiena, in quella zona delle fossette ai lati della colonna, spesso da un lato solo, e ogni tanto si fa viva dopo che sei rimasto seduto a lungo o dopo una camminata un po' più impegnativa del solito.

Non è un dolore da urlo, e proprio per questo è insidioso: non ti blocca, però c'è, ti accompagna, e ti dà quella sensazione fastidiosa di avere qualcosa che "non gira bene" lì in fondo alla schiena.

Se la riconosci, ti capisco bene, perché quella punta l'ho avuta anch'io a lungo, più o meno tra i 20 e i 35 anni. Ho subito ogni tipo di trattamento e manipolazione, e il copione era sempre lo stesso: sul momento un po' di sollievo, il giorno dopo punto e a capo.

Oggi quella punta non la sento più, e devo ringraziare solo e soltanto quello di cui ti parlo in questo articolo.

🦴 LA SACRO-ILIACA: IL CROCEVIA DOVE LA SCHIENA INCONTRA LE GAMBE

La punta nelle fossette, nella grande maggioranza dei casi, non viene dalle vertebre: viene da una piccola articolazione che quasi nessuno conosce, la sacro-iliaca, il punto esatto in cui la colonna si appoggia sul bacino.

È la cerniera su cui si regge tutta la struttura, perché è la prima a incassare i carichi che dalle gambe risalgono verso il busto, e per questo è un vero crocevia di forze che le arrivano addosso da tre direzioni diverse:

➡ dall'alto, con la postura del busto e con lo psoas che tira sulle vertebre
➡ dal basso, con gli squilibri della gamba e del piede che risalgono a ogni passo
➡ dal davanti, con l'intestino appoggiato sullo psoas che lo fa irrigidire di riflesso quando è irritato

Quando una cerniera del genere viene caricata troppo, e soprattutto in modo storto, si irrita, e qui arriva la sua caratteristica più sleale: non ti dà un dolore "preciso" nel punto dell'articolazione, ma lo spara altrove.

Lo senti come una punta profonda nel centro del gluteo, oppure lungo la parte posteriore della coscia, a volte perfino nell'inguine, ed è per questo che tantissime persone non collegano affatto quel fastidio alla schiena bassa e finiscono per scambiarlo per un problema d'anca o per una sciatica.

Il segnale che lo smaschera è quasi sempre lo stesso: è asimmetrico, lo senti da un lato solo, mentre i dolori che nascono dalle vertebre tendono a essere più centrali e distribuiti.

🌊 PERCHÉ LE SOLUZIONI "RAPIDE" NON DURANO

Un crocevia di forze come questo non ha bisogno di essere "sbloccato" una volta ogni tanto: ha bisogno di trovare un equilibrio che duri nel tempo.

Ecco perché una manipolazione regala un sollievo immediato ma temporaneo: è come raddrizzare un quadro storto senza fissare il chiodo nel muro, alla prima sollecitazione torna storto esattamente com'era prima.

Le forze dall'alto continuano ad arrivare, quelle dal basso continuano a risalire, lo psoas continua a ti**re, e così la sacro-iliaca si ritrova nella stessa situazione di partenza nel giro di pochi giorni.

L'unica cosa che le può dare un equilibrio stabile sono i muscoli che le stanno intorno, perché sono loro a decidere se quei carichi le arrivano in modo ordinato oppure in modo storto e sbilanciato.

Nel mio caso, il perché di quella tensione sempre dallo stesso lato l'ho capito solo col tempo: a 13 anni sono stato operato di appendicite, l'intervento è andato maluccio e mi ha lasciato una cicatrice piuttosto br**ta, con delle aderenze interne.

Quelle aderenze hanno fatto sì che il mio psoas destro restasse cronicamente più contratto del sinistro, e uno psoas più corto da una parte è esattamente la "forza storta" di cui ti parlavo: tirava di continuo, sempre dallo stesso lato, e scaricava quella tensione asimmetrica dritta sulla sacro-iliaca destra.

Ecco perché nessun trattamento mi è mai durato: la cicatrice c'è ancora oggi e ci resterà, ma quando ho cominciato a lavorare con costanza sui muscoli della zona quei muscoli hanno smesso di reagire in modo eccessivo, e la sacro-iliaca ha ripreso a lavorare in equilibrio.

Certo, il "punto debole" è ancora debole, ma è tutta un'altra storia! Non è necessario che sia "a posto", al corpo basta che sia "meno debole"!

🏋️ I QUATTRO MUSCOLI SU CUI LAVORARE

Per ridare equilibrio alla sacro-iliaca e far sparire la punta, il lavoro va concentrato su quattro muscoli, e ognuno ha un suo motivo molto preciso.

Lo psoas, perché quando è accorciato tira le vertebre in avanti e scarica tensione asimmetrica proprio sull'articolazione, ed è molto spesso il primo responsabile, soprattutto quando la tensione viene tutta da un lato.

Il piriforme, perché si inserisce direttamente sull'osso sacro, e quando è contratto tira sul sacro come una corda tesa, sommandosi al sovraccarico.

Il quadrato dei lombi, perché è uno dei principali stabilizzatori delle vertebre basse e regola il passaggio di carico tra il lato destro e il lato sinistro: se da una parte è più rigido, manda tutto il peso a sb****re su una sacro-iliaca sola.

Il gluteo, perché è lui a stabilizzare il bacino dal basso e da dietro, e quando è "spento" dalla vita sedentaria lascia l'articolazione scoperta proprio nel momento in cui dovrebbe proteggerla.

Naturalmente non si può descrivere un intero allenamento a parole, ma per darti un'idea concreta di cosa intendo, questi sono alcuni degli esercizi che aiutano la zona:

➡ allungamento dello psoas, 30 secondi per 3-4 volte per parte
➡ ponte su una gamba sola tenuto in isometria, 10 volte da 10 secondi
➡ allungamento del piriforme, 30 secondi per 3-4 volte per parte
➡ allungamento del quadrato dei lombi inclinandoti di lato, 3-4 respiri profondi per 3-4 volte per parte

Quando rimetti in funzione questi quattro muscoli, la sacro-iliaca smette di essere il punto debole della catena, i carichi le arrivano in modo ordinato, e quella punta nelle fossette (o nel gluteo, o nella coscia) migliora in modo davvero stabile, non solo per il giorno dopo il trattamento.

Te lo dico per esperienza personale, oltre che professionale: quella punta che pensavo di dovermi tenere per sempre oggi non c'è più, e devo solo ringraziare un miglior equilibrio dei muscoli.

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06/06/2026

PSOAS contratto e i SINTOMI FISICI dell'ANSIA: lo stress non è solo "nella testa"

Lo stress non è solo "nella testa". Letteralmente si immagazzina nei muscoli, in particolare nei muscoli respiratori e dell'anca. E da lì comincia a generare una serie di sintomi fisici con i quali molte persone convivono costantemente.

Oggi ti racconto perché due muscoli specifici, il diaframma e lo psoas, sono quelli che reagiscono per primi e in modo più intenso allo stress. E poi qual è la differenza tra stress acuto e stress cronico, e perché lavorare su questi muscoli libera spesso anche la mente, oltre al corpo.

🛡️ DIAFRAMMA E PSOAS: I MUSCOLI DELLA CHIUSURA PROTETTIVA

Il meccanismo dello stress è semplice da capire dal punto di vista evolutivo. Quando il cervello percepisce una minaccia, manda al corpo un segnale di allarme che si traduce nell'irrigidimento di una serie di muscoli, perché il corpo si prepara o a combattere o a scappare. Tutti i muscoli del corpo reagiscono un po', ma alcuni reagiscono molto più di altri.

I due principali sono il diaframma e lo psoas. Il diaframma reagisce per primo perché, di fronte a qualcosa di brutto, la prima cosa che facciamo istintivamente è bloccare il respiro. Lo psoas reagisce subito dopo, per due motivi: è il "vicino di casa" del diaframma, collegato dalla stessa fascia, e soprattutto è uno dei principali muscoli di chiusura protettiva del corpo umano.

Ogni volta che ti succede qualcosa di negativo, che hai un problema, che provi un dolore, l'istinto del tuo corpo è quello di chiudersi su se stesso per proteggere gli organi. Quella chiusura è guidata dallo psoas, che tira il busto in avanti e ti porta verso la classica posizione fetale. È un riflesso antico, profondissimo, che condividiamo con tutti i mammiferi.

⚡ STRESS ACUTO E STRESS CRONICO: DUE STORIE DIVERSE

Il punto importante da capire è che questo meccanismo funziona benissimo quando lo stress è acuto, cioè di breve durata. Un pericolo reale, qualcuno che vuole farti del male, una caduta improvvisa, un'esplosione che ti fa istintivamente chiudere a riccio. In quei casi il diaframma e lo psoas si contraggono di colpo, e poi quando il pericolo passa si rilassano altrettanto rapidamente.

Lo stesso meccanismo si attiva però anche per stress che non mettono in pericolo la nostra sopravvivenza, ma che continuano a girarci in testa per giorni o settimane. La PEC dell'Agenzia delle Entrate, un problema sul lavoro, una preoccupazione personale, un litigio non risolto. Per il sistema nervoso autonomo il segnale è esattamente lo stesso, ma stavolta non si spegne più dopo qualche minuto.

Da qui parte la grande differenza. La tensione muscolare che dovrebbe essere "improvvisa, forte, poi mi rilasso" diventa una tensione bassa e costante, sempre presente. I muscoli finiscono per "contenere" il nostro stress emotivo, lo immagazzinano fisicamente nelle loro fibre, e diventano col tempo cronicamente rigidi.

Il risultato sono contratture, rigidità, dolori che condizionano i movimenti, sensazioni di oppressione al petto, mal di schiena di fondo, gambe pesanti. Sono sintomi che molte persone vivono per anni senza riuscire a spiegarseli, perché non li ricondurrebbero mai al loro reale punto di partenza.

👩 LA RAGAZZA CHE LEGGEVA I TERMINI E CONDIZIONI

Mi è capitato anni fa di parlare con una ragazza molto giovane, esteriormente molto solare e sorridente, ma forse la persona più ansiosa in assoluto che io abbia mai conosciuto. Aveva un livello di ansia probabilmente patologico, perché aveva paura di tantissime cose completamente infondate.

Giusto per darti un'idea: era una di quelle persone che leggono per intero tutti i termini e condizioni degli aggiornamenti dei software, perché aveva paura che potesse "succedere qualcosa" che non si sa bene. Non andava al mare con il suo fidanzato, perché aveva paura di perdersi. La sua vita era piena di queste piccole-grandi paure, costanti, che riempivano qualsiasi spazio mentale libero.

Era venuta da me per una tendinite dello psoas. Una tendinite, badi bene, in una delle persone più sedentarie che abbia mai conosciuto. Aveva sviluppato un livello di tensione muscolare attorno allo psoas talmente alto, da pura tensione emotiva, che il muscolo era arrivato a sviluppare un'infiammazione cronica del tendine. E lo aveva fatto in assenza completa di sforzo fisico.

È un esempio estremo, e ovviamente la maggior parte delle persone con ansia non arriva a quel livello. Ma è un esempio che mostra in modo chirurgico fino a che punto la tensione emotiva possa trasformarsi in rigidità muscolare concreta, e rimanere lì a farci compagnia per anni nostro malgrado.

🔄 IL COLLEGAMENTO TRA CORPO E MENTE È BIDIREZIONALE

Ed è qui che entra in gioco il pezzo più interessante di tutto il quadro. I collegamenti nel corpo umano non vanno solo dalla mente al corpo, vanno anche dal corpo alla mente. Quando io distendo attivamente quei muscoli che si erano contratti per via di una tensione emotiva, do un messaggio chiaro al cervello: "puoi distendere anche il motivo per cui quella tensione si era formata".

In termini fisiologici, succede che il cervello, ricevendo dai muscoli segnali di rilassamento, abbassa il livello di allerta generale e riduce la produzione degli ormoni dello stress. Non è una metafora new age, è un meccanismo neurofisiologico documentato: muscoli rilassati mandano al cervello segnali di sicurezza, muscoli tesi mandano segnali di allerta.

Per questo un buon lavoro sui muscoli, e in particolare sullo psoas e sul diaframma, è in grado di liberare non solo il corpo, ma anche, e in modo molto concreto, la mente. È una delle ragioni per cui molte persone descrivono una sensazione di lucidità e leggerezza dopo le prime sessioni serie di esercizi mirati su questi muscoli. Una sensazione che va molto oltre il semplice essere "più sciolte".

🧘 L'ESERCIZIO BASE: PSOAS + RESPIRO PROFONDO

L'esercizio classico di partenza è l'allungamento dello psoas con respirazione profonda. Ti metti a terra in posizione di cavalier servente: un ginocchio appoggiato, l'altra gamba avanti con il piede piatto. Spingi la pelvi attivamente in avanti per allungare il muscolo, e accompagni l'allungamento con respiri molto profondi, curando soprattutto l'espirazione lunga e completa.

L'espirazione lunga è il pezzo chiave, perché è il momento in cui il diaframma si rilassa davvero e in cui il sistema nervoso autonomo passa concretamente in modalità "riposo". Da questa combinazione, ripetuta con costanza, lo psoas comincia a sciogliere la tensione accumulata, e con lui anche tutta la parte di sistema nervoso che quella tensione la teneva accesa 💪

Se vuoi lavorare in modo mirato e ordinato su psoas e diaframma, ho creato un protocollo completo nel mio ebook "Riattiva psoas e diaframma", con esercizi base, esercizi avanzati e 12 allenamenti interamente filmati minuto per minuto.

Esattamente il lavoro che serve per liberare la zona dove l'ansia si trasforma in rigidità muscolare.

Scopri il video ebook al link nel primo commento!

06/06/2026

𝐕𝐈𝐃𝐄-𝐆𝐑𝐄𝐍𝐈𝐄𝐑 𝐃’𝐈𝐒𝐎𝐋𝐄𝐋𝐋𝐀
📅 07/06 - Dès 08:00
📍 Espace Isolella

05/06/2026
04/06/2026
03/06/2026

À 25 ans, Alexandre Roussel a perdu sa mère d'un cancer du pancréas. Depuis, il se bat contre cette substance suspectée de jouer un rôle dans la hausse de ce cancer. ➡️ https://l.reporterre.net/HGK

02/06/2026

🌊 ALERTE - FORTES VAGUES 🌊
⚠️ BAIGNADE DANGEREUSE sur les plages de la façade occidentale de la Corse-du-Sud
📅 mercredi 3 juin 2026 de 6h à 23h minimum.
⛔ Recommandations :
• Évitez la baignade
• Tenez-vous à distance du rivage
• Surveillez vos enfants
• Respectez les consignes des secours
Votre sécurité est notre priorité. Restez vigilants !
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