03/06/2026
Una delle situazioni che osservo più spesso riguarda il momento di lasciare il parco.
Il bambino sta giocando, è immerso nell’attività, si diverte, esplora, si muove. A un certo punto arriva l’adulto e dice: “Andiamo, dobbiamo andare via”.
Da quel momento iniziano pianto, rabbia, opposizione.
Spesso pensiamo che il problema sia il comportamento.
Ma se provassimo a guardare la situazione dal punto di vista del bambino?
Le transizioni richiedono flessibilità cognitiva, capacità di interrompere ciò che si sta facendo, tollerare la frustrazione e adattarsi a qualcosa di nuovo. Sono competenze che si sviluppano gradualmente e che non tutti i bambini possiedono con la stessa facilità.
Per questo motivo anticipare non significa semplicemente avvisare.
Significa dare il tempo necessario per prepararsi al cambiamento.
“Ancora due altalene.”
“Facciamo un ultimo giro.”
“Tra poco andremo a casa.”
Piccoli passaggi che aiutano il bambino a concludere un’esperienza prima di iniziarne un’altra.
E se la transizione rimane difficile?
Accogliamo l’emozione. Perché dietro un comportamento che ci mette in difficoltà, spesso c’è un bambino che sta facendo del suo meglio per adattarsi a qualcosa che, in quel momento, è ancora troppo complesso.
Ogni bambino ha i propri tempi. E accompagnarli significa anche rispettarli. 🌱
💬 Quale transizione risulta più difficile nella vostra quotidianità?
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