06/09/2026
Dottore, ho l’omocisteina a 18. Sto prendendo le vitamine del gruppo B da mesi ma non riesco a farla scendere. Come mai?”
È una domanda che mi viene fatta molto spesso in studio.
E quasi sempre faccio una domanda che sorprende il paziente:
👉 “Come sta il suo intestino?”
A quel punto vedo facce stupite.
Perché nell’immaginario comune l’omocisteina viene collegata al cuore ❤️, ai vasi sanguigni, alla trombosi, all’infarto o all’ictus.
Molto meno frequentemente viene collegata all’intestino.
Eppure oggi sappiamo che tra intestino e omocisteina esiste un dialogo molto più stretto di quanto si pensasse fino a pochi anni fa.
Che cos’è l’omocisteina?
È una molecola prodotta continuamente dal nostro organismo durante il metabolismo della metionina, un amminoacido presente negli alimenti proteici.
L’omocisteina non è un nemico.
Anzi, è una normale sostanza intermedia del metabolismo.
Il problema nasce quando si accumula.
Per essere eliminata deve essere trasformata attraverso una serie di reazioni biochimiche che richiedono la presenza di nutrienti specifici:
✅ Folati (vitamina B9)
✅ Vitamina B12
✅ Vitamina B6
✅ Vitamina B2
✅ Colina
✅ Betaina
Se questi nutrienti sono carenti, mal assorbiti o non vengono utilizzati correttamente, l’omocisteina tende ad aumentare.
Ed è qui che entra in gioco l’intestino.
🦠 Una delle curiosità scientifiche più affascinanti riguarda proprio il microbiota intestinale.
Molti ignorano che alcuni batteri intestinali partecipano alla sintesi di vitamine fondamentali per il metabolismo umano.
Tra queste troviamo:
🔹 Folati (vitamina B9)
🔹 Riboflavina (vitamina B2)
🔹 Biotina (vitamina B7)
🔹 Niacina (vitamina B3)
🔹 Piridossina (vitamina B6)
Alcuni ceppi appartenenti ai generi Bifidobacterium e Lactobacillus contribuiscono infatti alla produzione di queste sostanze essenziali.
In pratica il microbiota non è soltanto un insieme di batteri.
È una vera e propria centrale biochimica capace di dialogare con il nostro metabolismo ogni secondo della giornata.
🧠 Un’altra curiosità che pochi conoscono riguarda la vitamina B2.
Molti parlano della variante genetica MTHFR ma dimenticano che l’enzima MTHFR utilizza proprio la riboflavina come cofattore.
Questo significa che una carenza di vitamina B2 può ridurre l’efficienza dell’enzima e favorire l’accumulo di omocisteina, soprattutto nei soggetti geneticamente predisposti.
Ma la storia diventa ancora più interessante.
Quando l’intestino entra in uno stato di disbiosi possono verificarsi diversi fenomeni:
⚠️ Riduzione dell’assorbimento delle vitamine del gruppo B
⚠️ Alterazione della barriera intestinale
⚠️ Aumento della permeabilità intestinale
⚠️ Maggiore passaggio di endotossine batteriche nel sangue
⚠️ Attivazione del sistema immunitario
⚠️ Incremento dell’infiammazione di basso grado
🔥 Una curiosità scientifica davvero affascinante riguarda il lipopolisaccaride (LPS).
L’LPS è una sostanza presente sulla membrana di alcuni batteri intestinali Gram-negativi.
Quando la barriera intestinale perde efficienza, questa molecola può attraversarla e raggiungere il circolo sanguigno.
Diversi studi hanno dimostrato che l’LPS può aumentare la produzione di citochine infiammatorie e contribuire allo sviluppo di quella che oggi definiamo infiammazione cronica di basso grado.
Ed è proprio questo terreno infiammatorio che può rendere più difficile il corretto metabolismo dell’omocisteina.
Non è quindi raro osservare persone con:
➡️ Gonfiore addominale
➡️ Meteorismo
➡️ Digestione lenta
➡️ Reflusso
➡️ Stipsi
➡️ Alvo irregolare
➡️ Sensibilità alimentari
che presentano contemporaneamente valori elevati di omocisteina.
Un’altra curiosità poco conosciuta riguarda il sonno. 😴
La privazione cronica del sonno aumenta cortisolo, infiammazione e stress ossidativo. Diversi studi hanno osservato che dormire poco o male può essere associato a livelli più elevati di omocisteina.
Questo significa che un intestino alterato e un sonno non ristoratore possono agire insieme nel creare un terreno favorevole all’aumento di questo importante biomarcatore.
Naturalmente sarebbe un errore pensare che tutta l’omocisteina alta dipenda dall’intestino.
Esistono molte altre possibili cause:
🔹 Varianti genetiche del gene MTHFR
🔹 Carenza di vitamina B12
🔹 Carenza di folati
🔹 Ipotiroidismo
🔹 Insufficienza renale
🔹 Alcuni farmaci
🔹 Stress cronico
🔹 Invecchiamento fisiologico
🔹 Alimentazione squilibrata
💡 E quindi cosa fare quando troviamo un’omocisteina elevata?
La prima regola è evitare il fai-da-te.
Molte persone acquistano un integratore di vitamine del gruppo B e pensano di aver risolto il problema.
In realtà l’omocisteina è spesso la punta dell’iceberg.
Occorre capire cosa c’è sotto.
🔍 Valutare lo stato intestinale può essere un primo passo importante, soprattutto in presenza di gonfiore, alvo irregolare, digestione difficile, reflusso o sospetta disbiosi.
🔍 Controllare vitamina B12, folati, vitamina B6, vitamina B2, omocisteina e, quando indicato, approfondire aspetti genetici come le varianti del gene MTHFR.
🥦 Dal punto di vista alimentare non basta assumere genericamente più vitamine del gruppo B.
È importante costruire un’alimentazione che favorisca contemporaneamente i processi di metilazione e la salute del microbiota intestinale.
Verdure, ortaggi, uova, pesce azzurro, frutta secca, semi oleosi, alimenti ricchi di colina e polifenoli possono fornire molti dei nutrienti coinvolti nel metabolismo dell’omocisteina.
Allo stesso tempo una dieta ricca di alimenti ultra-processati, zuccheri raffinati e povera di fibre tende a favorire disbiosi, infiammazione e alterazioni metaboliche che possono contribuire indirettamente all’aumento dell’omocisteina.
In altre parole non dobbiamo nutrire soltanto le nostre cellule.
Dobbiamo nutrire anche i miliardi di microrganismi che vivono nel nostro intestino e che collaborano ogni giorno con il nostro metabolismo.
🚶♂️ Anche l’attività fisica regolare, un sonno di qualità e una corretta gestione dello stress possono contribuire a migliorare l’equilibrio metabolico e infiammatorio dell’organismo.
💊 Quando necessario, e sempre sotto la guida di un professionista esperto, possono essere utilizzati nutrienti coinvolti nei processi di metilazione come 5-MTHF, metilcobalamina, piridossal-5-fosfato, riboflavina, betaina e colina.
🎯 Il punto fondamentale è che l’omocisteina non dovrebbe essere vista semplicemente come un numero da abbassare.
È una sentinella metabolica.
Una spia biologica.
Un messaggio che il corpo ci invia.
E quando una spia si accende, il compito del professionista non è spegnere la luce sul cruscotto.
È capire perché si è accesa.
Molto spesso, dietro un’omocisteina elevata, troviamo un dialogo alterato tra microbiota, intestino, infiammazione, sonno e metabolismo.
Ed è proprio lì che bisogna iniziare a lavorare.
Perché la salute cardiovascolare , neurologica , metabolica ⚙️ e perfino la longevità 🌿 passano molto più spesso dall’intestino di quanto immaginiamo.
💬 “Ma perché nessuno me ne ha mai parlato prima?”
C’era una signora, proprio qualche giorno fa in studio, che me lo ha chiesto guardandomi negli occhi. Ed è una domanda che mi sento rivolgere sempre più spesso. Perché per anni ci siamo fermati ai numeri sugli esami. Ma il corpo umano non è un valore di riferimento. È una rete complessa di reazioni, equilibri e dettagli che meritano attenzione.
🎯 Oggi abbiamo gli strumenti per capire di più. E sapere come funziona il tuo MTHFR non vuol dire complicarsi la vita, ma iniziare a scegliere meglio ciò che davvero ti serve. Perché quando un approccio è personalizzato, i risultati si vedono. A volte basta accendere la luce sul dettaglio giusto… e tutto prende finalmente senso.
✍️ Dott. Francesco Garritano
Biologo Nutrizionista
Laureato in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche e in Scienze della Nutrizione Umana
Sleep Coach
Divulgatore Scientifico e Autore
📚 Bibliografia
* McCully KS. Homocysteine and vascular disease.
* Obeid R, Herrmann W. Homocysteine metabolism and clinical implications.
* Stover PJ. One-carbon metabolism and human disease.
* LeBlanc JG et al. Bacteria as vitamin suppliers to their host.
* Magnúsdóttir S et al. B-vitamin biosynthesis by the human gut microbiome.
* Bailey RL et al. Folate, vitamin B12 and homocysteine.
* Tilg H et al. The intestinal microbiota and inflammation.
* Sonnenburg JL, Bäckhed F. Diet-microbiota interactions and human metabolism.
* Rinninella E et al. What is the Healthy Gut Microbiota Composition?