Dottoressa Alessandra Zampilloni

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Perché la tua pancia reagisce così velocemente allo stress? Spesso cerchiamo la soluzione solo nella dieta o negli integ...
12/05/2026

Perché la tua pancia reagisce così velocemente allo stress? Spesso cerchiamo la soluzione solo nella dieta o negli integratori, ma la risposta potrebbe risiedere nel tuo Sistema Nervoso Autonomo (SNA). 🧠✨
Secondo la Teoria Polivagale di Stephen Porges, il nostro intestino è costantemente connesso al cervello attraverso il Nervo Vago. Non è solo un canale di comunicazione, è un vero e proprio “termometro” della nostra sicurezza.
Quando viviamo in uno stato di iper-attivazione (Stress Simpatico 🔥) o di shutdown (Vago Dorsale ❄️), la digestione passa in secondo piano. Il corpo dà priorità alla sopravvivenza, non all’assorbimento dei nutrienti.
Ecco i 3 concetti chiave per capire il tuo corpo:
1️⃣ Gerarchia: Il sistema risponde in ordine evolutivo. Se non ti senti al sicuro, il “freno vagale” si stacca e la digestione si altera o si blocca.
2️⃣ Neurocezione: Il tuo intestino “sente” il pericolo prima ancora che tu ne sia consapevole. È un radar subcorticale che scansiona l’ambiente.
3️⃣ Coregolazione: Abbiamo bisogno di connessioni sicure per calmare le nostre viscere. La sicurezza è un imperativo biologico, non un lusso. 🫂
Guarire i disturbi gastrointestinali funzionali significa, prima di tutto, insegnare al nostro sistema nervoso che il pericolo è passato e che è possibile tornare in uno stato di Vago Ventrale (Connessione e Sicurezza). 🌿
E’ dunque fondamentale capire in quale stato pensi di trovarti:
🔥 In continua allerta (crampi, urgenza, tensione) o ❄️ In blocco totale (pesantezza, stipsi, stanchezza).
La prevenzione é lavorare sulla percezione di sicurezza

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In ambito clinico, il termine “narcisismo” descrive una funzione fondamentale della psiche: la regolazione dell’autostim...
15/04/2026

In ambito clinico, il termine “narcisismo” descrive una funzione fondamentale della psiche: la regolazione dell’autostima, la costruzione dell’identità, nonché la scelta di relazioni non cui si riconosce l’altro e ci si sente riconosciuti nel proprio valore. Come evidenziato da V. Lingiardi in Arcipelago N, è necessario distinguere tra le diverse declinazioni di questo investimento su di sé.
🔹 Narcisismo Sano: Si configura come una riserva di fiducia necessaria alla vitalità. Permette di perseguire obiettivi con orgoglio, tollerando al contempo i limiti propri e altrui. Qui, l’empatia è conservata: l’altro rimane un soggetto reale con cui scambiare valore e gratitudine.
🔸 Narcisismo Patologico: Emerge quando le difese diventano rigide e pervasive. Il “Sé Grandioso” agisce come una corazza per proteggere un nucleo interno estremamente vulnerabile. In questa configurazione, l’altro viene oggettivizzato (usato come “specchio” o strumento), e la minima critica può innescare una ferita narcisistica profonda vissuta come un attacco identitario, laddove la propria esistenza si nutre dí approvazione e validazione altrui.
La demarcazione clinica non risiede nell’ambizione o nel successo, ma nello stile delle relazioni: autenticità, capacità di perdono, sincerità dell’interesse verso l’altro e tolleranza alla frustrazione.
Comprendere questo continuum è essenziale per evitare etichette superficiali e riconoscere quando il “sentimento di sé” smette di essere una spinta vitale per diventare una stagnazione psichica.

“Si ricomincia ogni volta, e ogni volta è quasi la prima.”(W. Szymborska)La Pasqua non è solo una ricorrenza, ma il simb...
05/04/2026

“Si ricomincia ogni volta, e ogni volta è quasi la prima.”(W. Szymborska)

La Pasqua non è solo una ricorrenza, ma il simbolo di una possibilità che portiamo dentro: la rinascita.

Rinasciamo ogni volta che sentiamo il bisogno di andare in profondità, di scoprire, di incontrare il buio, per poi permetterci di risalire tirando fuori nuovi aspetti di noi stessi, fino a quel momento “sepolti”.
Anche il dolore più assoluto può avere una fine, ma a volte “rinascere” significa innanzitutto lasciare andare quella sofferenza con cui ci identifichiamo, che è diventata fin troppo familiare.
Spesso l’immobilità rassicura, e il trauma diventa un rifugio: un luogo di mero controllo dove non c’è fioritura, ma solo il tentativo di padroneggiare il dolore affinché nessuno possa farci più male di quanto già non ce ne facciamo da soli restando aggrappati ai soliti “scenari annichilenti”

La psicoterapia ci insegna che possiamo uscire dalle nostre “tombe” per ri-narrare la nostra storia, per dare finalmente vita a quegli aspetti di noi che avevamo negato.

Buona Pasqua a chi sceglie, ogni volta, di ri-cominciare a “vivere” 🕊️ 🤍

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