07/05/2026
RELEASE
Reintegration through theatre
Progetto dedicato all'inclusione delle persone detenute attraverso teatro e arti performative
Il 16 aprile 2026, presso la sede della CNA di Ancona, si è tenuta la Tavola rotonda "Il carcere come spazio di comunità: pratiche artistiche e trasformazione" il convegno del progetto europeo RELEASE, promosso dall'associazione Welcome APS in partnership con Kobieto stan un'organizzazione teatrale polacca, nell'ambito del programma Erasmus+.
La terza sessione del convegno ha aperto uno sguardo di sistema, dando voce a istituzioni, docenti e operatori impegnati quotidianamente dentro e fuori le mura. A condurre il tavolo, Daniela Grilli — già Direttore Ufficio Detenuti PRAP Ancona ed Ambasciatore ERASMUS + Marche.
Nicola Pascucci, Docente di Diritto penitenziario all'Università di Urbino e referente del Polo Penitenziario di Fossombrone, ha illustrato il ruolo fondamentale dell'istruzione come elemento del trattamento rieducativo. I dati del Ministero della Giustizia del 2025 mostrano una realtà allarmante: circa il 4% dei detenuti è privo di titoli di studio, il 58% si ferma alla licenza media, solo il 2% è laureato. Eppure in tutta Italia esistono oltre 43 poli universitari penitenziari, con circa 1.700 detenuti iscritti. A Fossombrone, il polo dell'Università di Urbino conta quasi trenta studenti: alcuni frequentano corsi magistrali, uno si è laureato due volte. Grilli ha aggiunto una testimonianza personale: fu tra coloro che contribuirono alla nascita di quel polo, partendo da un unico detenuto che chiedeva aiuto per studiare, fino alla redazione formale dell'intesa con l'Ateneo, con sportello dedicato e tutor per la parte amministrativa.
A dare concretezza a questo quadro, Gemma Avio, tutor del Polo Universitario di Ancona, ha descritto il lavoro quotidiano a sostegno dei detenuti-studenti iscritti all'Università Politecnica delle Marche — tra cui studenti di Ingegneria e Agraria, molti in regime di alta sicurezza. Ha raccontato le enormi difficoltà burocratiche legate alla gestione dei materiali didattici e all'accesso ai computer, ma anche la soddisfazione di vedere i detenuti studiare, collaborare, sostenersi.
Manuela Caucci, Assessore politiche sociali Ancona, ha ribadito la convinzione che arte e cultura siano forme autentiche di cura — nelle carceri come in ogni contesto di fragilità sociale. Ha sottolineato la necessità di una comunicazione più efficace intorno al mondo penitenziario e ha auspicato l'istituzione di un Garante comunale per le persone detenute.
Nicola De Filippis, Comandante della Polizia Penitenziaria, ha offerto un contributo di rara franchezza: il carcere è oggi un'istituzione schiacciata tra sovraffollamento cronico, carenza di operatori, strutture vetuste e un'impostazione ancora troppo orientata alla sicurezza piuttosto che al trattamento. Ha ricordato che la condanna è pronunciata in nome del popolo italiano: il problema del carcere è quindi un problema collettivo. Il carcere può diventare una comunità, ma solo investendo nelle attività trattamentali, valorizzando il ruolo dei familiari e cambiando lo sguardo della società. Grilli ha raccolto questo passaggio sottolineando come il percorso degli ultimi decenni — dal carcere come "casa di vetro" negli anni Ottanta, all'inclusione sociale con gli ambiti territoriali negli anni Novanta — sia ancora incompiuto, e che la parte riabilitativa e di risocializzazione continui a ricevere meno attenzione e investimenti di quanto meriterebbe.
Giancarlo Giulianelli, Garante regionale dei diritti alla persona, ha ricordato il valore dell'articolo 27 della Costituzione e del principio del tendere alla rieducazione — una libera scelta del detenuto, mai un'imposizione. Ha illustrato le progettualità in corso nelle Marche, dai fondi europei per la formazione alle esperienze culturali come il Festival regionale del teatro in carcere e il progetto Musei Cultura, e ha lanciato un appello concreto: servono misure alternative, spazi per l'affettività, appartamenti per chi non ha residenza, hub di formazione per chi è in esecuzione penale esterna. Ha ricordato infine che nelle Marche i soggetti in esecuzione penale esterna superano i cinquemila: anche per loro occorrono strumenti, risorse, attenzione.
Un progetto Welcome european projects, Sanidoc, Kobieto stan, cofinanziato dall'Unione Europea 🇪🇺
Welcome Aps Kobietostan