01/06/2026
“Questo alimento mi gonfia.”
Sei sicura che sia davvero colpa dell’alimento?
In molti casi, la differenza non sta solo in cosa mangiamo, ma anche in come lo cuciniamo.
I metodi di cottura modificano la struttura degli alimenti e possono influenzare il modo in cui il nostro apparato digerente li gestisce.
✨ Le verdure ripassate in padella con olio extravergine d’oliva, ad esempio, rappresentano uno stimolo fisiologico per la funzione epato-biliare. Per questo motivo possono essere particolarmente utili in alcune forme di dispepsia funzionale, soprattutto quando prevalgono sintomi come digestione lenta, senso di pesantezza post-prandiale e pienezza gastrica.
✨ Creme, vellutate e passati di verdura, invece, grazie alla loro consistenza morbida e omogenea, possono risultare utili durante le fasi acute della malattia da reflusso gastroesofageo. La loro texture esercita infatti un’azione meccanicamente più delicata sulla mucosa esofagea, contribuendo a ridurre il discomfort durante la deglutizione e il transito.
✨ Al contrario, cotture molto lunghe, brodose o particolarmente ricche di liquidi non rappresentano sempre la scelta migliore. Nei soggetti predisposti al gonfiore addominale possono aumentare la distensione gastrica e contribuire ad accentuare la sensazione di pancia gonfia e tensione addominale.
Questo è uno dei motivi per cui in nutrizione funzionale non ci chiediamo soltanto:
👉 “Quale alimento mangiare?”
Ma anche:
👉 “Qual è la modalità di preparazione più adatta alla sintomatologia di questa persona in questo momento?”
Perché uno stesso alimento può avere effetti molto diversi sulla digestione a seconda di come viene preparato.
La digestione non inizia nello stomaco.
Inizia già dalla cucina.
Hai mai notato differenze nei tuoi sintomi cambiando semplicemente il modo di cucinare lo stesso alimento?