29/05/2026
«Mettere la persona al centro». Così Carlo Marzi, assessore regionale alla Sanità, Salute e Politiche Sociali, riassume il senso della Casa della Comunità di Donnas nel video registrato durante l’open day.
L’idea è dare un nome preciso a un luogo della sanità territoriale valdostana che già esisteva e farne il punto in cui medici di famiglia, pediatri di libera scelta, assistenti sociali, punto unico di accesso e medicina ospedaliera collaborano davvero. Per chi entra significa trovare in un solo posto la risposta ai bisogni sanitari e sociali.
Un dato aiuta a misurare il lavoro fatto: in Italia solo il 4% delle Case della Comunità opera in collaborazione con la medicina convenzionata. In Valle d’Aosta sono aperte tutte e quattro con questa formula, due ad alta intensità come quella di Donnas.